domenica 16 novembre 2025

Quello che è necessario Sapere sull'Anima Gemella




Sebirblu, 16 novembre 2025

Da tempi immemorabili, il genere umano ha dimostrato di essere molto interessato alla ricerca della propria "anima gemella". Ma quanto c'è di vero in questo concetto, al di là di un comprensibile desiderio di completamento personale? Esiste realmente questa fantomatica individualità atta a renderci felici?

Ebbene, l'anima gemella o semitermine spirituale è una realtà molto più profonda di quanto si possa immaginare e non rientra affatto in un mero desiderio chimerico raggiungibile solo nei sogni.

Come moltissime altre verità sostanziali, è l'Ultrafanìa (QUI) a dissolvere le nebbie dell'ignoranza, spiegandoci che questa scissione dell'Essere ha avuto origine, potenzialmente, nell'attimo stesso della "Caduta" (Cfr. QUI e QUI), mentre il suo esito conclusivo è avvenuto nel periodo Adamitico, ossia durante la massima condensazione dell'Umanità.

Infatti, dal momento in cui si è consumata la "Rivolta Iniziale" degli Spiriti ribelli, le energie da essi trattenute e non più emanate a favore del Tutto, li hanno condotti, di cielo in cielo e di piano in piano, ad appesantirsi sempre più fino a raggiungere la compattezza energetica.

Dice l'Entele Maestro (si avranno altri insegnamenti cliccando sull'etichetta relativa):

"Si tratta di chiarire se la scissione della Monade avvenne nell'istante della precipitazione o piuttosto durante il moto evolutivo successivo. La divisione del binomio principiò con l'inizio stesso del distacco dal grande Centro. Perché? Per un duplice moto di misericordia!

Il primo, in quanto lo Spirito, rappresentando la Scintilla assoluta, divina, nella sua onnipotenza avrebbe sofferto, spaventosamente sofferto giungendo integro, intatto, nel campo della costrizione: il movimento di separazione toglie potenza, per cui l'unità scissa avrebbe percepito in minor grado l'effetto della discesa nella materia.

Il secondo, perché, se lo Spirito legato a quel quantum di energia pesante avesse dovuto compiere nella sua interezza il ciclo evolutivo, il tempo, il vostro tempo, sarebbe trascorso in forma assai più tragica.

Scindendo l'unità, facendo evolvere separatamente le due metà, indipendentemente l'una dall'altra, l'Eterno, il Padre, raggiunse un duplice scopo: diminuire la fatica, accelerando il moto evolutivo."


Willem Haenraets

Incontrare, ma soprattutto riconoscere la propria anima gemella durante la vita non è facile, perché l'Essere umano, di solito, viene attratto maggiormente dalla forma fisica o tutt'al più da qualche espressione positiva del carattere ma mai o quasi mai dalla parte spirituale.

Per poter infatti individuare il proprio semitermine, sono indispensabili due requisiti sostanziali: il primo è quello di "conoscere sé stessi" – vale a dire aver preso coscienza della propria origine divina, non solo teoricamente, ma vivendo e pensando da Spirito, seppur incapsulati nella materia.

Il secondo requisito è quello di aver intrapreso e abbracciato decisamente il cammino dell'Operatore di Luce mettendo a disposizione degli altri la singola esistenza.

Questo,  perché  solo  conoscendo il proprio Ego divino  si  può sperare di riconoscere la  nostra  parte  complementare,  ma  anche  così  non  sarebbe  sufficiente  poiché, se non si è dediti all'Opera altruistica e senza fini secondari, si rischierebbe, una volta incontrato il nostro binomio d'anima, di chiuderci, assorbiti totalmente dall'incontro meraviglioso, bloccando in questo modo la nostra evoluzione e quella dell'altro.

Il più delle volte è la nostra cecità spirituale la causa di scelte sbagliate che portano a connubi infelici e a continue delusioni!




Prosegue l'Entele Maestro:

"Matrimonio? Se la congiunzione avviene per movimento superiore, se cioè questa unione ha in sé il sigillo della sostanzialità, non vi è più un legame umano imposto dagli uomini e dalla Chiesa, ma un nodo che porta l'impronta della Legge eterna.

Se invece, come spesso accade, queste unioni derivano da altre cause dettate dall'interesse o dalla passionalità, allora voi potete unire, congiungere, legare, ma la disunione continuerà a regnare fra i due partner.

Non quindi la Chiesa può perfezionare o sanzionare quella unione, non gli uomini col loro vincolo civile, ma questa sintonia, questa armonia si ottiene solo là dove la congiunzione è di Legge, dove il movimento è karmico.

Sulla frase evangelica "Ciò che Dio ha congiunto l'uomo non separi" (Mt. 19,6), la Chiesa ha fondato il proprio dogma sull'indissolubilità del matrimonio. Qual era il significato sostanziale dell'espressione? Quello che l'Istituzione le annetteva od uno infinitamente più elevato?

Quando le due anime gemelle, create e volute dall'Eterno, si fondono insieme unificandosi, nessuno può e deve sciogliere il binomio; non trovate riferimento alcuno ad un legame di rito, bensì ad un congiungimento sostanziale.

La Chiesa, impostando il problema del matrimonio in relazione al significato umano dell'espressione cristica, otteneva una coesione familiare, un'impronta inconfondibile di armonia, necessaria se si considera lo stato di arbitrio, di involuzione delle masse, ma errava essa poiché doveva lasciare alla frase cristica l'assoluta sua potenzialità.

Il Cristo non ha accennato al matrimonio, ma a quella unione che non si poteva distruggere perché voluta dal Padre e che si doveva e poteva compiere fra gli umani se, percorrendo nel tempo la via in purezza, avessero acquisita quella percezione che avrebbe loro consentito di individuare il termine gemello del binomio legalizzando anche umanamente il connubio.


Le Nozze di Cana di Vitaly Conti 

Sì, una legge morale, nel tempo, sconsiglia la distruzione di un focolare, ma la stessa morale sconsiglia la sua formazione quando non è cementata dalla spiritualità, ma provocata da ben altri sentimenti.

L'errore, quindi, non sta nello sciogliere ma nel legare, ed è la Chiesa stessa che, mentre solleva delle riserve per la separazione, non ne solleva alcuna per l'unione.

Non fatevi schiavi del dogma. Una legge morale impera anche tra di voi e dice che le molteplici congiunzioni hanno impronta satanica; colui che ha voluto per arbitrio legarsi ad un'altra individualità, sappia sopportare le conseguenze di questo gesto e sappia offrire alla Legge divina ogni angoscia, ogni fatica dal connubio derivante.

Ma al di là di tale fatica, ne esiste una superiore di ricerca, di liberazione, di evoluzione attraverso una profonda metamorfosi.

Quotidianamente voi assistete a tali congiunzioni e constatate la facilità con la quale l'uno o l'altro sesso ricercano la fusione. Ciò sta a dirvi l'«insufficienza» umana. Ogni individualità dovrebbe trovare nel tempo la parte mancante al proprio termine o non congiungersi, ed a ciò arriverete.

I connubi armonici, sintonizzati, tra semitermini o anime gemelle portano alla formazione iniziale dell'«unità» e alla certezza che il residuo moto evolutivo si compirà nei campi astrali e non più nel finito della vostra dimensione.


Jim Warren

Questo significa che ogni passione umana deve essere distrutta; non congiunzioni quindi per lussuria, per ambizione, per avidità o calcolo, ma solo per amore e l'Amore nella sua sostanzialità può essere elargito da un termine del binomio soltanto verso l'altro termine del binomio.

Vi riporto verso la semplicità del vivere, verso la Verità. Il karma vi condurrà al giusto tempo, all'ora giusta, ad incontrarvi con la vostra anima gemella; la passionalità, invece, vi trascinerà ad un movimento ripetuto e tortuoso che rallenterà il vostro ricongiungimento unitario.

La Legge, nella sua Perfezione, scisse ogni Monade in un binomio. Quando tutti questi semitermini si ricomporranno ritornando uno (diverranno degli Enteli, cfr. QUI e QUI in fondo ai post; ndr), dopo aver vagato separatamente per le vie del tempo, l'evoluzione dell'Umanità sarà compiuta e la Terra, così com'è, non avrà più motivo di esistere.

Ogni Essere avrà, allora, raggiunta la vetta della Sapienza, quella vetta che sta ai piedi del Trono divino."




Post Scriptum

"Nell'ora della precipitazione ogni unità conosceva, evidentemente, già il proprio destino, in quanto entrava nell'ambiente dell'oggi e del domani.

Ogni unità quindi visse in angoscia, in terrore, in ansietà pensando al momento in cui ogni Monade sarebbe stata dimezzata, privata di metà delle proprie capacità operanti. E allorché giunse l'ora della scissione, il fatto avvenne, l'unità si scisse.

Chiaramente, anche tra voi umani, che per amore non brillate troppo, il distacco da un familiare, che non è vostra materia, né vostro Spirito, procura un determinato stato d'angoscia, di affanno, di dolore e nell'attimo della separazione l'uno dona all'altro quanto maggior conforto può ed elargisce l'augurio di un proseguimento facile e proficuo.

Orbene, quella quantità una, scissa, tagliata, strappata a forza, come avrà guardato alla propria metà? La capacità «amore» era assai più sentita allora di quanto non lo sia oggi tra di voi, per cui ogni metà ha rinunciato ad una parte delle proprie energie e qualità peculiari al fine di rendere meno faticoso il cammino che avrebbe dovuto percorrere l'altra sua parte.

Dal canto suo,  l'altra metà faceva altrettanto,  cosicché,  dal punto di vista venutosi a creare (parlo ancora e sempre di fattori spirituali), l'una elargiva di sé determinate energie e l'altra, a sua volta, faceva lo stesso a seconda che ritenesse preferibile dotare di un certo tipo di prerogative il proprio semitermine onde rendergli più agevole il cammino."




Ecco spiegato il motivo per cui, cari Lettori, spesso le due anime gemelle sono identiche in certe espressioni, mentre in talaltre sono prive di alcune qualità che invece il proprio binomio possiede, e viceversa, come quando, ad esempio, uno dei due si esprime nella musica e l'altro nella pittura.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: brani estratti da "Scintille dall'Infinito" Ed. Il Cenacolo.

mercoledì 12 novembre 2025

L'Affronto vergognoso a Maria, Madre Santissima!

 
"La Pietà" di William Adolphe Bouguereau (1876).

Sebirblu, 10 novembre 2025

Il 4 novembre scorso, in una clamorosa quanto ignobile 'Nota' dottrinale, il Vaticano ha respinto i titoli di "Corredentrice" e "Mediatrice di tutte le grazie" alla S.S. Vergine Maria, causando ovunque sul pianeta la riprovazione e lo sdegno unanimi nel mondo cattolico.

L'enciclica "Mater Populi Fidelis", firmata dallo pseudo prefetto card. Victor Manuel Fernandez al vertice del Dicastero per la Dottrina della Fede, e approvata da "Francis 2", cioè da Leone XIV (ved. QUI, QUI e QUI), dichiara tali espressioni inappropriate e teologicamente "inutili".

Dopo "Fiducia Supplicans", che concede la Benedizione all'altare delle coppie gay (della durata massima di 15 secondi), ecco il nuovo frutto avvelenato della Falsa Chiesa di Roma.

Scrive QUI l'ottimo mons. Joseph E. Strickland del Texas, rimosso dal suo incarico pastorale in seguito al suggerimento di Prevost a Bergoglio nel 2023. (Ved. QUI).


Mons. Joseph Strickland (classe 1958)

Colpire Maria significa colpire l'Eucaristia. Non restiamo in silenzio!


«Cari fratelli e sorelle in Cristo,

il 4 novembre 2025 la Santa Sede ha pubblicato una 'Nota' dottrinale attraverso il Dicastero per la dottrina della fede (Ddf) intitolata "Mater populi fidelis", firmata dal prefetto, cardinale Víctor Manuel Fernández.

Nel documento il cardinale dichiara che «non sarebbe appropriato usare il titolo di "Corredentrice" per definire la cooperazione di Maria». La ragione addotta è che tale titolo «rischia di oscurare l'unicità della mediazione salvifica di Cristo e può quindi creare confusione e uno squilibrio nell'armonia delle verità della fede cristiana…» (paragrafo 22).

Poiché molti fedeli sono turbati da queste parole e poiché l'amore per la Beata Vergine è il cuore pulsante dell'autentica fede cattolica, mi sento in dovere, come successore degli Apostoli, di riaffermare l'insegnamento perenne della Chiesa che riguarda la singolare cooperazione della Madonna nella Redenzione.

È sorprendente che la motivazione addotta – evitare la «confusione» e ragioni ecumeniche – riprenda lo stesso linguaggio che da oltre mezzo secolo viene utilizzato per attenuare e oscurare la verità cattolica.

Tale ragionamento  ha smussato i contorni della dottrina  fino a lasciarne solo un vago sentimento. Ma la verità non può essere sacrificata sull'altare della diplomazia. L'ecumenismo che mette a tacere la verità cessa di essere vera unità. La via da seguire non è quella di offuscare ciò che rende distintiva la fede ma di proclamarla con chiarezza e carità, confidando nella luce della rivelazione per dissipare la confusione, non per nasconderla.

Negli ultimi anni, questo schema si è ripetuto su molti fronti della vita della Chiesa. Con il pretesto di essere "accogliente" e "inclusiva", l'identità soprannaturale della Chiesa viene lentamente scambiata con una sociologica. Ciò che una volta era definito dalla grazia e dalla conversione viene ora riformulato nel linguaggio dell'adattamento e dell'affermazione.

L'invito al pentimento è sostituito dall'invito all'appartenenza. Al mondo viene detto che  non ha bisogno  di  cambiare;  solo la Chiesa deve cambiare  per adattarsi a esso. E così la vera fede viene diluita, la croce viene ammorbidita e il Vangelo diventa sentimentale piuttosto che salvifico. Ma l'amore senza verità non è misericordia, è inganno.

Questo nuovo documento deve essere visto in tale contesto. Rifiutare il titolo di Corredentrice non è semplicemente una questione linguistica. Fa parte di uno sforzo continuo per spogliare la fede delle sue rivendicazioni soprannaturali, per far apparire la Chiesa innocua a un mondo che odia la croce. 

La Beata Vergine è il riflesso umano più perfetto della verità divina. Sminuire il suo ruolo significa sminuire la realtà stessa della grazia. Quando i suoi titoli vengono dichiarati "inappropriati", non è lei che viene sminuita, ma è la nostra comprensione di Cristo, poiché ogni verità mariana protegge una verità cristologica.


"L'Immacolata Concezione" di Gianbattista Tiepolo (1696-1770)

La cooperazione di Maria nella Redenzione è una dottrina perenne, come testificano i Padri. Sant'Ireneo insegnava che «il nodo della disobbedienza di Eva fu sciolto dall'obbedienza di Maria» e Sant'Efrem la chiamava «il riscatto dei prigionieri». Fin dagli albori della Chiesa, l'obbedienza della Vergine è stata vista come la fine della ribellione di Eva e l'inizio della restaurazione dell'umanità.

La confusione che circonda il termine Corredentrice deriva in gran parte da un fraintendimento del prefisso «co-». In latino è «cum», che non significa «uguale a» ma «con». Maria non è una redentrice rivale ma colei che ha sofferto con il Redentore. La sua intera partecipazione fu dipendente, derivativa e subordinata ma profondamente reale.

Proprio come la prima Eva ha cooperato alla caduta, la Nuova Eva ha cooperato alla restaurazione. Il suo fiat all'Annunciazione e la sua presenza sotto la Croce sono i due poli di quella cooperazione divina. Maria ha partecipato all'opera redentrice di suo Figlio, l'unico in grado di riconciliare l'umanità.

Fin dall'inizio, la Chiesa ha professato che il fiat di Maria – il suo consenso totale e libero al piano di Dio – non è stato un momento passivo ma una vera e attiva cooperazione all'opera salvifica di suo Figlio.

Il termine Corredentrice compare per la prima volta in una dichiarazione ufficiale durante il pontificato di papa san Pio X. Nel 1908, la Congregazione dei riti del Vaticano chiese di aumentare la devozione alla Madre Addolorata e di intensificare la gratitudine dei fedeli verso la «misericordiosa Corredentrice del genere umano».

Il 22 gennaio 1914, la sacra Congregazione del Sant'Uffizio (oggi Dicastero per la dottrina della fede) concesse un'indulgenza parziale di cento giorni per la recita di una preghiera di riparazione alla Madonna, così formulata:

«Benedico il tuo santo Nome, lodo il tuo privilegio eccelso di essere veramente Madre di Dio, sempre Vergine, concepita senza macchia di peccato, Corredentrice del genere umano».

Se la Santa Sede – e precisamente lo stesso ufficio che ha appena pubblicato questo documento – ha potuto concedere indulgenze per una tale preghiera, non può ora fingere che la dottrina che sta alla base di essa sia «inappropriata». Il linguaggio può richiedere una spiegazione pastorale ma la verità non può essere ritrattata.

Papa san Pio X, nella sua enciclica "Ad diem illum laetissimum" (2 febbraio 1904), insegnava: «La Vergine non ha concepito il Figlio di Dio soltanto perché ricevendo da Lei natura umana divenisse uomo; ma anche affinché diventasse il Salvatore degli uomini appunto per mezzo di quella natura che aveva ricevuto da Lei. Questa è la spiegazione delle parole degli angeli ai pastori: "Oggi è nato a voi il Salvatore, Cristo Signore"».

E continuava: «Poiché Maria supera tutti nella santità e nell'unione con Gesù Cristo ed è stata associata da Gesù Cristo nell'opera di redenzione, Ella ci procura de congruo, come dicono i teologi, ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ed è la suprema dispensatrice di grazie».

Questa non è poesia ma insegnamento papale. Definisce ciò che la Chiesa ha sempre saputo: la maternità di Maria non è solo fisica ma redentrice, spirituale e universale.


San Pio X - al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto (1835-1914).

Papa Benedetto XV, in "Inter sodalicia" (22 marzo 1918), scrisse: «Maria soffrì a tal punto e morì quasi con il Figlio sofferente e morente; rinunciò a tal punto ai suoi diritti materni sul Figlio per la salvezza dell'uomo che possiamo giustamente dire che ha redento il genere umano insieme a Cristo».

Papa Pio XI, nel suo messaggio a Lourdes del 28 aprile 1935, pregò: «O Madre di pietà e misericordia, che come Corredentrice hai assistito il tuo dolcissimo Figlio soffrendo con Lui quando ha consumato la redenzione del genere umano sull'altare della Croce conserva in noi, ti preghiamo, giorno dopo giorno, i preziosi frutti della Redenzione e della tua compassione».

Papa Pio XII, nel suo messaggio radiofonico a Fatima il 13 maggio 1946, dichiarò: «Fu lei che, come Nuova Eva, libera da ogni macchia di peccato originale o personale, sempre intimamente unita al Figlio, lo offrì al Padre Eterno insieme all'olocausto dei suoi diritti materni e del suo amore, per tutti i figli di Adamo, contaminati dalla sua miserabile caduta».

Il 31 marzo 1985, domenica delle palme e Giornata mondiale della gioventù, papa san Giovanni Paolo II parlò dell'immersione di Maria nel mistero della Passione di Cristo:

«Maria accompagnò il suo divino Figlio nel più discreto nascondimento, meditando tutto nel profondo del suo cuore. Sul Calvario, ai piedi della Croce, nella vastità e nella profondità del suo sacrificio materno, aveva accanto a sé Giovanni, il più giovane degli Apostoli. Possa Maria, nostra Protettrice, la Corredentrice alla quale offriamo la nostra preghiera con grande effusione, far sì che il nostro desiderio corrisponda generosamente al desiderio del Redentore».

Ancora, lo stesso Giovanni Paolo II, parlando di santa Brigida di Svezia, il 6 ottobre 1991 affermò: 

«Ha parlato con vigore del privilegio divino dell'Immacolata Concezione di Maria. Ha contemplato la sua straordinaria missione di Madre del Salvatore. L'ha invocata come Immacolata Concezione, Madonna Addolorata e Corredentrice, esaltando il ruolo singolare di Maria nella storia della salvezza e nella vita del popolo cristiano».


San Giovanni Paolo II - al secolo Karol Jozef Wojtyla (1920-2005).

Oltre al titolo di «Corredentrice», il documento "Mater populi fidelis" affronta anche gli appellativi mariani di «Mediatrice» e «Mediatrice di tutte le grazie», affermando che tali titoli non contribuiscono ad una corretta comprensione del ruolo di Maria come interceditrice.

Tuttavia, papa Leone XIII ha insegnato in "Adiutricem populi" (5 settembre 1895): 

«È giusto dire che nulla di quel grandissimo tesoro di ogni grazia che il Signore ci ha portato – poiché "la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo" – nulla ci è impartito se non per mezzo di Maria, poiché Dio così vuole».

Dalla sua partecipazione alla Redenzione deriva la sua mediazione materna. Ogni grazia che proviene dal Cuore di Cristo passa attraverso le mani di Sua Madre, non per necessità della natura ma per Volontà divina che la associa all'ordine della grazia.

Papa San Pio X, in "Ad diem illum" (2 febbraio 1904), affermò:

«Ella divenne degnissima riparatrice del mondo perduto e, quindi, dispensatrice di tutti i doni che ci furono conquistati dalla morte e dal sangue di Gesù [...] ed è la principale 'ministra' della dispensazione della grazia».

Miei cari fratelli e sorelle, questo attacco alla dottrina mariana deve essere inteso come parte di un più ampio disfacimento. Lo spirito moderno cerca una Chiesa che non offenda più, non ammonisca più, non chiami più il peccato con il suo nome. Vuole una Chiesa senza sacrificio, una Croce senza sangue, un Paradiso senza conversione. Una tale visione non è rinnovamento, è sostituzione.

Molti santi hanno previsto una struttura contraffatta che avrebbe imitato la vera Chiesa svuotandola dall'interno. Questa imitazione della Chiesa avrebbe mantenuto la forma esteriore – liturgia, gerarchia, linguaggio – ma l'avrebbe svuotata del suo contenuto soprannaturale.

Quando la Madre viene messa a tacere, la Croce segue presto; quando la grazia viene sostituita dalla psicologia, i sacramenti diventano simboli e la fede diventa terapia.

Ecco perché il sogno di san Giovanni Bosco delle due colonne risuona oggi con tanta urgenza. Egli vide la barca di Pietro sbattuta dalle tempeste, assalita da ogni parte, finché non fu ancorata tra due grandi colonne che si ergevano dal mare: l'Eucaristia e la Beata Vergine Maria.

L'attuale tentativo di sminuire i titoli di Maria è un assalto ad una colonna e possiamo essere certi che l'altra sarà presto attaccata con più ferocia. Già vediamo confusione sulla Presenza Reale, indifferenza verso il sacrilegio e innovazioni che oscurano la natura sacrificale della Messa.


"Sogno delle due colonne", mosaico di Giuseppe Vespignani. Basilica S. Maria Ausiliatrice, Torino.

Colpire Maria significa colpire l'Eucaristia, poiché entrambe sono indissolubilmente unite nel mistero dell'Incarnazione. Lei ha dato a Cristo il suo Corpo; quel Corpo diventa il nostro cibo eterno. Negare il suo ruolo di Corredentrice e Mediatrice significa separare il segno visibile dal cuore materno che lo ha dato.

Pertanto, dobbiamo rimanere saldi. Non restiamo in silenzio quando la verità viene smantellata con il pretesto della prudenza. I fedeli hanno il diritto – e il dovere – di parlare il linguaggio della fede tramandato dai santi. Chiamare Maria Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie non significa aggiungere qualcosa alla rivelazione ma onorare ciò che la rivelazione già contiene.

Che i sacerdoti, i religiosi e i laici pronuncino i suoi titoli con fiducia e ne insegnino il significato. Che le nostre case, i nostri apostolati e i nostri dolori siano consacrati nuovamente al suo Cuore Immacolato. 

In tempi in cui i pastori vacillano e la confusione si diffonde, la Madonna rimane il segno sicuro dell'ortodossia, lo specchio della Chiesa, colei che schiaccia la testa del serpente. A lei affidiamo il rinnovamento della fede, la purificazione del clero e il trionfo del suo Cuore Immacolato promesso a Fatima.

È profondamente deplorevole che il documento del cardinale Fernández cerchi di sopprimere i venerabili titoli di Corredentrice e Mediatrice con la motivazione che potrebbero confondere i fedeli. La confusione non nasce dalla verità ma dal suo oscuramento. Generazioni di santi e fedeli sono state illuminate, non fuorviate, da questi appellativi.

Non temiamo di dire la verità: Maria è la Madre di Dio. Maria è Corredentrice. Maria è Mediatrice di tutte le grazie. Queste verità non glorificano Maria separatamente da Cristo ma Cristo attraverso Maria poiché tutta la sua grandezza proviene da Lui e riconduce a Lui.

Possa la Vergine Immacolata intercedere per la Chiesa in questo momento di prova. Possa lei ottenere per noi il coraggio di dire la verità con amore, la purezza di viverla e la perseveranza di difenderla fino alla fine.»

Con affetto paterno in Cristo
monsignor Joseph E. Strickland




E a proposito di "Mater populi fidelis", ecco un commento inviato allo stesso blog di Aldo Maria Valli QUI, da una sua lettrice:

«Caro Aldo Maria,

un altro marasma si è abbattuto sulla Chiesa. Con abilità all'Arsenio Lupin, il famoso ladro gentiluomo, il cardinale di nomina bergogliana Tucho Fernández ha sferrato un colpo perfetto.

Dopo "Fiducia supplicans", ecco la sua personale versione della santissima Vergine, non Corredentrice. 

Un furto vero e proprio del depositum fidei da parte dell'acrobatico Fernandèz, un vero apostata.

È stato scritto che a portarlo ad indossare vesti cardinalizie sia stata la sfrenata ambizione di questo prelato sudamericano. Un altro bluff di una chiesa in caduta libera (ved. QUI; ndr), che qualcuno crede in rinascita grazie al neo pontefice, firmatario del documento scottante.

Inviterei i fedeli di buon senso a studiare le apparizioni della Signora di tutti i popoli ad Amsterdam (in Olanda, ved. QUI, ndr). Una devozione mondiale e un'apparizione assolutamente provvidenziale che il suddetto prelato ha snobbato con un commento che lascia quanto meno a bocca aperta: Amsterdam è un problema. 

Sinceramente, non sapevo che la nostra Madre celeste,  mediatrice di ogni grazia, fosse considerata da uno dei suoi figli traviati addirittura un problema. Ma forse il problema vero è Tucho.

E adesso la figura certamente sfuggente di Prevost sta rivelandosi sempre più serva dei poteri forti che da decenni dominano un Vaticano ormai corrotto.»

Elena Palatini

E a me pare che non ci sia da aggiungere nulla a queste considerazioni, se non il video di Don Alessandro M. Minutella che conclude degnamente questo post.




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

venerdì 7 novembre 2025

Scienziato torna dall'Aldilà e informa la Scienza




Sebirblu, 7 novembre 2025

A pochi giorni dalla ricorrenza dei defunti, ripropongo un interessante articolo, con video finale sottotitolato in italiano, relativo ad una emblematica esperienza di pre-morte vissuta da un eminente scienziato russo che in precedenza era ateo e avulso da qualsiasi realtà spirituale.

Mi auguro, e sarebbe ora, che un numero sempre maggiore di persone prenda coscienza che la morte non esiste e che la vita prosegue sotto altri aspetti, tutti da conoscere.


Capo ingegnere-progettista della Sezione Progetti "Impuls", Vladimir Efremov "morì" improvvisamente soffocato da una forte tosse; scivolò dal divano perdendo i sensi e lì rimase, riverso a terra.

I parenti all'inizio non capirono che era successo un fatto terribile. Pensarono che si fosse messo un attimo a riposare. Natalia, la sorella, fu la prima ad accorgersene e toccò la spalla del fratello: – "Volodya, che ti è successo?" – Vladimir Efremov cadde su un fianco senza forze.

Lei allora tentò di sentirne il polso. Il cuore non batteva! Gli applicò la respirazione artificiale, ma il fratello non respirava. Natalia è un medico e sapeva che le probabilità di salvarlo diminuivano ad ogni minuto di più.

Quindi provò a riattivare l'organo cardiaco massaggiandogli il petto. Erano trascorsi già otto minuti quando le sue mani sentirono una spinta di risposta molto debole. Il cuore di Vladimir Efremov riprese a battere e lui cominciò a respirare da solo.

– È Vivo! – esclamò la sorella e lo abbracciò. – Pensavamo che fossi morto, che non si potesse fare più nulla, che fosse la fine! – "La fine non esiste" – mormorò a bassa voce Vladimir. – "Anche lì c'è vita.  Però diversa... Migliore…"

Egli ha descritto con tutti i dettagli ciò che ha vissuto al momento della morte clinica. Le sue testimonianze sono preziose. È la prima relazione scientifica della vita nell'aldilà da parte di uno scienziato che ha sperimentato su di sé il momento del decesso. (Cfr. anche QUI; ndr).

Ha pubblicato anche le sue osservazioni in un giornale di scienze dell'Università di San Pietroburgo e successivamente ha raccontato tutto ad un congresso.

Il suo rapporto è stato davvero rivoluzionario per la scienza! – "È impossibile inventare tutto ciò!" – Ha esclamato il professore Anatoly Smirnov, capo del Club Internazionale degli scienziati.




Il Passaggio

La reputazione di Vladimir Efremov nell'ambito accademico è impeccabile. Lui è un grande specialista nel campo dell'intelligenza artificiale, per molti anni ha lavorato per "Impuls".

Ha partecipato alla preparazione del lancio di Yuri Gagarin nel cosmo, ha contribuito all'elaborazione dei sistemi missilistici super moderni. Il suo staff di studiosi è stato premiato quattro volte.

"Prima della morte clinica mi consideravo assolutamente ateo" – racconta Vladimir Efremov. "Mi fidavo solo dei fatti. Ritenevo oppio religioso tutte le riflessioni sulla vita nell'aldilà. A dire il vero, non ho mai pensato alla morte. Avevo così tanto da fare che mi sarebbe bastato per altre dieci vite.

E poi, avevo da curare il cuore, la bronchite ed altri mali. Il 12 marzo a casa di mia sorella Natalia Grigoryevna ho avuto un attacco di tosse. Sentivo d'essere in procinto di soffocare. I polmoni non mi ubbidivano, tentavo di fare un respiro ma non ci riuscivo!

Il corpo era diventato d'ovatta e si era fermato. Dall'apparato polmonare era uscita l'ultima aria con un rantolo e schiuma. Nel mio cervello apparve un pensiero fulminante, pensavo che fosse l'ultimo secondo della mia vita, sebbene la coscienza inspiegabilmente fosse sempre vigile.

Poi, ebbi la sensazione di un'incredibile leggerezza. Non avevo più né mal di gola, né di cuore, né di stomaco. Soltanto nell'infanzia, rammento d'essermi sentito così a mio agio. Non percepivo il mio corpo e nemmeno lo vedevo.

Però  mi erano rimasti tutti i miei sensi e i ricordi.  Volavo per  un  tunnel  gigantesco, e l'esperienza mi appariva familiare perché l'avevo già sperimentata nei sogni. Mentalmente, cercavo di rallentare il volo, di cambiare la sua direzione. Ci riuscii!

Non c'era alcuna paura né terrore, solo beatitudine. Cercavo di analizzare l'accaduto. Le conclusioni arrivarono immediatamente. Il mondo in cui ero capitato esisteva realmente.

Ragionavo, dunque esistevo. Il mio raziocinio possedeva la qualità deduttiva dal momento che riuscivo a cambiare la direzione e la velocità del volo."




Il Tunnel

"Tutto era fresco, limpido e interessante" – prosegue Vladimir – "La mia coscienza funzionava in modo assolutamente diverso rispetto a prima. Abbracciava tutto in modo simultaneo, non esistevano le distanze, né il tempo.

Ammiravo il mondo circostante che sembrava essersi arrotolato in un tunnel. Non vedevo il sole, ma intorno c'era una luce omogenea, senza ombre. Sulle pareti curvilinee si vedevano strane strutture somiglianti a rilievi.

Era impossibile distinguere il basso dall'alto. Tentavo di imprimere nella mente il luogo sul quale volavo. Sembravano montagne. Non facevo fatica a ricordare il paesaggio, l'ampiezza della mia memoria era veramente abissale.

Quindi potevo ripensare mentalmente al posto dove ero già stato e ritrovarmici all'istante. Che stupore! Era un vero e proprio teletrasporto."

Il Televisore

"Mi venne un pensiero assurdo: fino a che punto l'ambiente che mi attorniava poteva essere influenzato? Avrei potuto tornare alla vita precedente? Pensai al vecchio televisore rotto in casa mia e lo vidi contemporaneamente da ogni lato.

Chissà come, conoscevo tutto di esso, persino dov'era stato prodotto. Sapevo dove era stato reperito il minerale utilizzato per i suoi componenti interni e i metalli impiegati alla sua costruzione. Sapevo tutto di colui che lo realizzava e cosa stesse facendo, persino che aveva moglie e problemi con la suocera.

Insomma, vidi tutto ciò che era collegato a questo televisore, ogni suo piccolo particolare.  Ero  a  conoscenza  esattamente  di  quale  suo  pezzo  fosse  guasto.

Dopo che mi rianimarono, sostituii il transistor T-350 ed esso riprese a funzionare… Avevo una sensazione di onnipotenza nel pensiero.

Da due anni, la nostra Sezione Progetti si affannava con un programma riguardante dei missili terra-aria. All'istante, immaginando quel prospetto, vidi tutto il problema nella sua poliedricità. E l'algoritmo della soluzione mi comparve dinnanzi. Dopodiché ne presi nota e risolsi la questione.



D i o

La consapevolezza di non essere solo a questo mondo mi arrivò poco a poco. – La mia interazione cognitiva con lo scenario in cui ero immerso perdeva il suo carattere unilaterale. Ad ogni domanda formulata, nella mia coscienza sorgeva una luce.

All'inizio percepivo tali risposte come risultato di mie riflessioni. Ma l'informazione che mi perveniva esulava dai limiti dei criteri razionali che possedevo nella vita. Le conoscenze ricevute nel tunnel superavano di molto il mio background scientifico!

Sapevo di essere guidato da Qualcuno presente ovunque e che non ha limiti. Possiede potenzialità infinite, è Onnipotente e colmo d'Amore. Questa Entità invisibile, ma percepibile da tutto il mio essere, faceva di tutto per non spaventarmi.

Ho capito che Egli mi mostrava gli eventi e i problemi con tutta la loro sequela di cause e di effetti. Non Lo vedevo, ma Lo percepivo intensamente. Sapevo che era Dio… e all'improvviso notai che mi impediva qualcosa.

Mi trascinarono via come una carota dalla terra. Non volevo tornare, tutto andava così bene... Poi ho visto mia sorella. Lei era spaventata, io invece brillavo dallo stupore.

Il Paragone

Nei suoi trattati scientifici Efremov ha descritto l'aldilà con termini matematici e fisici, perciò abbiamo cercato di evitare le formule complesse.

– Vladimir, a cosa si può paragonare il mondo che Lei ha visto dopo la morte?

"Ogni paragone sarà inadeguato. Là, gli eventi non sono lineari come da noi qua, non sono estesi nel tempo, fluiscono contemporaneamente in tutte le direzioni.

I fatti nell'aldilà sono presentati come concentrati di informazione il cui contenuto determina il posto dove essi si trovano e le prerogative della loro esistenza. Tutto si trova in una concatenazione unica di elementi.

Gli oggetti e le loro caratteristiche formano una struttura globale in cui ogni cosa funziona secondo le leggi di Chi le amministra, cioè Dio. Solo Lui ha il potere di creare, cambiare o eliminare qualsiasi fattore, qualità o processo, compreso il corso del tempo."


"La Divina Commedia" di Cristobal Rojas

– Quanto è libero l'uomo nelle sue azioni, con la sua coscienza e l'Anima?

"L'uomo, come fonte direttiva, può influire sugli oggetti nella sfera a lui ammissibile. La mia volontà cambiava il rilievo del tunnel, si formavano degli oggetti compiuti. – Ciò somiglia molto al film «Solaris» e «Matrix»… ed anche ad un gigantesco gioco computerizzato.

Ma ambedue i mondi, il nostro e quello dell'aldilà, sono davvero reali. Interagiscono costantemente, pur essendo autonomi, formando un sistema intellettivo globale diretto da Dio.

Il nostro contesto è più semplice per la comprensione: ha una struttura fissa con delle costanti che mantengono l'integrità delle leggi naturali avendo come principio connettivo il ruolo del tempo.

Nell'aldilà le costanti non esistono affatto oppure ce ne sono molto poche rispetto al nostro mondo e soprattutto possono variare.

La base di quel piano dimensionale è formata da concetti informativi che contengono tutto l'insieme delle caratteristiche conosciute, e non, di oggetti materiali con la totale assenza degli stessi. Esattamente come sulla Terra si modellano forme con le macchine elettroniche.

Ho capito che l'essere umano vede lì ciò che vuole vedere. Per questo le descrizioni dell'aldilà si differenziano tra le persone che hanno vissuto dei casi analoghi.

Un giusto vede il Paradiso, un peccatore vede l'Inferno… Per me la "morte" è stata una gioia che non posso paragonare a nulla di esistente sulla Terra. Persino l'amore per una donna, in confronto al mio vissuto, è nulla…"




La Bibbia

Vladimir ha letto la Sacra Scrittura già dopo la sua "risurrezione" ed ha trovato conferme alla sua esperienza e ai suoi pensieri circa il loro potere di plasmare la realtà.

Egli continuando menziona la Bibbia:

"Nel Vangelo, al Prologo di Giovanni, è scritto che «In Principio c'era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Ella era in Principio con Dio. Tutto fu fatto per mezzo di Lei e senza di Lei nulla fu creato di ciò che esiste».

Il termine «Parola», come si legge, indica proprio quell'Elemento base (l'Amore; ndr) che informa e contiene il significato di Tutto."

(A chiunque volesse documentarsi sull'aspetto esoterico dello splendido passo evangelico di Giovanni, e che dalla stessa Chiesa non sentiremo mai, si porti QUI, a "L'Aurora del Terzo Millennio"; ndr).

L'esperienza di pre-morte per Vladimir Efremov è stata cruciale. Da allora ha compreso molte cose fondamentali per risolvere i diversi compiti della sua vita terrena.

Il modus operandi di tutta la gente è caratterizzato dalla legge di "Causa e di Effetto", ma pochi la conoscono. Quindi, per non provocare conseguenze dolorose a se stessi e agli altri è indispensabile seguire le norme imperniate su una vita spirituale.

Le Sacre Scritture (specialmente quelle del Vangelo; ndr) sono state ispirate dal Creatore, e per questo guida sicura per tutta l'Umanità…





Relazione adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: crepanelmuro.blogspot.it