Sebirblu, 6 gennaio 2025
Nella ricorrenza del giorno in cui si festeggia "la Befana", anziché la visita dei Magi a Gesù Bambino, vorrei ricordare che, nonostante il rifiuto al Sacro sempre più massiccio di molti, l'umanità sta risvegliandosi alla necessità di riprendere i contatti con l'Altissimo, indipendentemente dal potere costituito che si esprime sia in forma religiosa che laico-politica.
Rivolgersi al Cielo non vuol dire "il fai da te" dello Spirito senza alcuna dirittura di percorso, bensì trovare in sé stessi delle risposte valide al senso della vita, che condurranno inevitabilmente alla scoperta di una traccia sicura da seguire, verso la "strada maestra", adatta ad ogni individuo.
Il Vangelo, tramandato a noi occidentali da due millenni, ha i requisiti indispensabili nelle parole del Cristo per mantenere il timone ben fermo nel mare dell'esistenza. Per questo motivo ho riportato dei brani, a mio parere molto illuminanti, da due testi ultrafanici ‒ l'uno di Anna Castellano e l'altro di Pietro Ubaldi.
Inizio con la breve parte riguardante la celebrazione odierna.
«Dall'istante in cui apparve sulla Terra nella più umile forma, il Raggio dell'Amore dominò con la Sua Potenza e tremarono i malvagi e ne gioirono i giusti...
E fu l'Epifania della Vita!
Ed ecco che da tre lontane regioni si mossero tre figure, a simbolo e sintesi delle umane genti tutte, e andarono... e tuttora vanno, vanno, vanno per lungo cammino, verso quell'umile stalla... cercando quel fulcro d'Amore... Le guida una Luce, una Forza, una Potenza! (Cfr. anche QUI; ndr).
Venne raffigurata come stella cometa, tuttavia non fu esattamente così, ma spirituale Luce d'Amore e di Vita accesasi all'istante in ogni creatura dal cuore puro e retto. Fu così potente e sentita da esser "vista" da tanti, specialmente da quelli che avevano raggiunto una certa evoluzione sulla via dell'Ascesa interiore.
Ai piedi del Raggio d'Amore, manifestatosi come "pargoletto" al mondo degli uomini, si prostrarono in adorazione "i tre potenti Signori" in rappresentanza dei "grandi" della Terra, offrendoGli «Oro, Incenso e Mirra».
Rispettivamente:
la Veste dei re – il Profumo degli dei – l'Aroma delle vittime immolate nei sacrifici.
In modo emblematico, la triplice visita regale riconosceva l'Avvento del Re dei re e la Sua Origine divina, conferendogli perciò i maggiori onori tenuti in conto dall'umanità intera:
‒ l'Oro, simbolo della totale Signoria e del dominio terreni.
‒ l'Incenso, simbolo dell'altissimo Lignaggio Celeste.
‒ la Mirra, simbolo del futuro Sacrificio redentore.
Così, quella dell'Epifania (che vuol dire ultima Manifestazione) è l'impegno assunto dal genere umano di entrare coscientemente nel ciclo Amore-Umiltà, tracciato dalla divina Discesa del Principio-Luce per dare inizio alla nuova battaglia del Bene contro il Male.»
Ecco l'omelia di don Alessandro M. Minutella che, straordinariamente, perché l'ho ascoltata solo ora, delinea tutti i punti che ho esposto in questo articolo.
Ora, facendo seguito al post QUI, e a diversi altri miei scritti riguardanti la Sacra Istituzione voluta da Nostro Signore ‒ presa di mira da una costante demolizione delle sue fondamenta, soprattutto a partire dal 2013 con Bergoglio ed ora con il suo prosecutore Prevost (ved. QUI, QUI e QUI) ‒ ribadisco che la Chiesa di Pietro, chiesa spirituale su base materiale, si avvia al suo termine per essere sostituita dalla chiesa di Giovanni, spirituale su base spirituale. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI),
Proseguo, sempre attingendo dal libro di Anna Castellano "L'Evoluzione dell'uomo".
«Dopo venti secoli di cristianesimo, di preparazione necessaria e indispensabile alla formazione dell'uomo nuovo, l'uomo dell'amore in atto, deve pur nascere, e nascerà.
O il progresso evolutivo in espressioni di vita più ampie ed elevate, o la morte dello spirito per un tempo indeterminato perdentesi nella notte dei tempi, per poi molto lentamente e faticosamente risalire.
Non si deve, però, disperare ma credere, avere fede.
Gesù, prima di lasciare i discepoli, disse loro: "Nel mondo avrete tribolazioni, ma confidate: Io ho vinto il mondo!" (Gv. 16, 33). E disse ancora: "Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno." (Lc. 21, 33). "In Verità, in Verità, vi dico che se alcuno custodirà la Mia Parola non vedrà mai la morte." (Gv. 8, 51).
È compito dei cristiani credere, custodire la Sua Parola e divulgarla, affinché altri esseri possano a loro volta espanderla e, convinti della forza dell'Amore, realizzarla in sé stessi, in quanto, solo con l'esempio dell'amore vissuto e sofferto, è possibile potenziare le forze del Bene e controbilanciare quelle del Male, dissolverle e giungere alla vera pace e alla vera felicità, di cui tutti hanno un infinito bisogno.
"Io vi lascio la pace, vi dono la Mia Pace. Non ve la do come la dà il mondo." (Gv. 14, 27).
Perché essa non si raggiunge con l'inganno e la sopraffazione. Non si impone con le armi in pugno. La pace si ottiene solamente con la vittoria dell'amore sull'odio, della lealtà sull'inganno, della mansuetudine sulla violenza.
La vera pace è la più grande e difficile conquista dello Spirito, perché è equilibrio di rapporti con l'esterno, e nell'interno dell'essere è tranquillità di coscienza, è certezza di aver compiuto sempre e unicamente la Volontà del Padre, è consapevolezza di avere Dio accanto, e con Lui forza e sostegno, guida e Amore.
«E la felicità non è nel vantaggio egoistico dell'arrivista, ma nell'ordine, nell'armonia col proprio vicino, come con le leggi della vita e di tutto il Cosmo. La felicità vera che ci fa sazi non è al di fuori, sul piano materiale, ma dentro di noi, sul piano morale, in un più alto grado di coscienza.» (Pietro Ubaldi, da "La Storia di un uomo").
E ancora: «La maturazione di questa super-umanità sarà la più grande creazione biologica della vostra evoluzione, rappresentante il passaggio ad una legge di vita superiore che va dalla forza alla giustizia, dalla violenza alla bontà, dall'ignoranza alla coscienza, dall'egoismo distruttore all'amore costruttivo del Vangelo.» (Pietro Ubaldi, da "La Grande Sintesi"). [...]
Attenzione, però! Ancora oggi, come venti secoli fa, il tradimento di Giuda si ripete.
Giuda amava Gesù e sulle prime credette in Lui. Ma non lo aveva compreso e si aspettava da Lui la libertà: la libertà umana dall'oppressione straniera e il trionfo e i vantaggi del vincitore. Invece Gesù si lasciò crocifiggere. Si dichiarava Figlio di Dio e si lasciò insultare, calpestare, uccidere come un malfattore!
Lo aveva deluso in pieno; aveva tradito la sua attesa, i suoi sogni, le sue speranze, e Giuda, in un momento di maggiore sconforto, volle punirLo e Lo tradì. Ma aveva tradito un puro, un innocente che nel profondo, inconsciamente, ancora amava e ammirava, per cui sconvolto e disperato si impiccò.
Anche adesso tanti cristiani, che pure amano o hanno amato Gesù, Lo hanno tradito e Lo tradiscono perché non Lo comprendono. Guardando il dolore del mondo, guardando la grande massa di sfruttati e di oppressi, si credono traditi dalla Sua Parola (magari seguendo questa Falsa Chiesa; ndr) e, delusi, Lo abbandonano.
E risvegliati al fascino della ribellione, si illudono di potersi sostituire a Dio e di potere, con la forza e la violenza, costruire il mondo della perfetta giustizia sociale e del benessere universale. Entrambi non si potranno mai raggiungere con leggi non sentite e non accettate nell'intimo, imposte con la forza.» [...]
«Che cosa è Bene per una creatura, che cosa è Male in rapporto alla sua evoluzione, al suo divenire spirituale? Dall'esterno si scorge un'apparenza fisica e se ne osservano gli atteggiamenti, le reazioni nelle lotte vitali, ma la sua vera essenza, quella spirituale viene ignorata. Così, ci si persuade di poter diventare arbitri del mondo, di poterlo impunemente programmare secondo una giustizia di comodo!»
«È inutile inveire contro le cause prossime; bisogna raccogliere e portare il proprio fardello. Sono vane la ribellione, l'ira, l'invidia verso altre posizioni sociali, l'odio di classe. Ogni stato è quello giusto, è sempre il migliore per il proprio progresso.
L'impianto di una vita avviene per tutti voi fuori dalla volontà e dalla coscienza individuale, è condotto dalle forze della Legge Suprema. Se così non fosse, chi vi indurrebbe ‒ senza possibilità di fuga ‒ a subire le prove necessarie per la vostra avanzata spirituale? E chi ignora non può influire su di essa.
Ciò non significa passività ma coscienza. La virtù non sta nel sopportare tutto senza reagire, ma nel saper accettare un dolore meritato (altrimenti non accadrebbe; ndr) per imparare soprattutto a non seminare altre cause di dolore.» ("La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi, cap. 86).
Qui termino i brani di Anna Castellano, tratti dal testo su indicato e qui mostrato.
Riporto adesso il cap. 91 dalla "Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi:
La legge sociale del Vangelo
La legge sociale del Vangelo, oggi è capovolgimento completo dei sistemi umani, un assurdo apparentemente irrealizzabile, ma meta suprema e realtà del domani. Lì tutti i problemi della convivenza sono radicalmente risolti con un concetto semplice: "ama il prossimo tuo come te stesso".
È la perfezione, è la legge di chi è giunto, il sogno di chi è in cammino per arrivare in Alto. Ma la via è lunga e non facile, e l'abbiamo guardata nella sua realtà di aspra fatica perché sia conquista compiuta, lenta ma vera, più che un facile sogno di chi ignora le resistenze della vita.
Nel Vangelo tutte le divergenze sono presentate, gli stridori sopiti in una pace sostanziale, nell'equilibrio più stabile, che affonda le sue radici nel cuore dell'uomo. Ecco la meta dell'evoluzione collettiva, il regno del superuomo, l'etica universale in cui l'umanità trova la coordinazione di tutte le sue energie.
Ponemmo questo testo all'apice dell'evoluzione delle leggi della vita. La distanza che separa la vostra attuale esistenza sociale da quel vertice è immensa. Ogni vostro atto e pensiero è permeato di lotta e vi fa sentire che tale Vangelo è lontano; ma appunto perché è lotta è via di conquista.
Esso insegna uno spostamento completo del punto di vista delle cose. Gli stessi fatti umani osservati da un piano diverso assumono un altro valore. È la visione lontana e globale dell'animo che ha conquistato la bontà e la conoscenza.
Quelle norme, rispondendo ad una ampiezza d'angolo visuale tanto più vasta, vi sembrano improponibili. Al Vangelo si può giungere unicamente per successiva approssimazione. Esso resta inaccessibile per la sua altezza se presentato di colpo all'uomo attuale, che difatti non lo comprende e non lo segue.
Ma guardate più lontano, nell'essenza della vita, penetrate più in fondo alla scienza, avanzate, e quel testo sorgerà da sé. Il vostro è il mondo visto dalla Terra, il Vangelo è il mondo guardato dal Cielo. L'assurdità è nella vostra involuzione.
In esso si muovono le immani forze dell'Infinito, la giustizia è automatica, perfetta, sostanziale, la coordinazione sociale è raggiunta, l'uomo si muove in pace con l'armonia dell'universo. Qui non è più necessario essere forti, basta essere giusti. Forza, lotta, egoismo hanno assorbito se stessi nella diuturna fatica delle ascensioni umane.
Qui vi muovete finalmente in grembo alla grande Legge, le reazioni del dolore sono state riassorbite, il Male è stato superato. È il regno dell'uomo divenuto angelo e santo. Allora è possibile la legge del perdono perché lo spirito sente e muove altre forze che non le vostre povere braccia e quelle forze accorrono a difesa del giusto anche se inerme.
È la legge della giustizia che parla nella vostra coscienza, che si esprime attraverso i moti dell'animo umano. Allora colui che pare un vinto della vita diventa un gigante. Legge semplice ma sostanziale, che fa l'uomo, regge gli atti nelle loro motivazioni, tutto risolve là dove i vostri farraginosi sistemi di controllo e di sanzione nulla risolvono.
Nel Vangelo il cammino della virtù è tutto percorso; la sua logica sublime porta ad una selezione di superuomini, mentre la logica della vostra lotta quotidiana porta ad una selezione di prepotenti. I principi evangelici organizzano il mondo e creano le civiltà, mentre quelli che voi vivete tutto disgregano e sperperano in attriti inutili; dove passa il Vangelo e il suo amore nasce un fiore; dove passate voi ogni fiore muore e nasce una spina.
Esso è legge di paradiso trapiantato nell'inferno terrestre; solo gli angeli in esilio (ved. QUI; ndr) sanno vivere sulla Terra la legge divina annunciata dal Cristo sulla Croce.
Chi nel vostro mondo rinuncia ad aggredire e a difendersi offrendo l'altra guancia; chi rinuncia ad affondare gli artigli nella carne altrui per il proprio vantaggio e non vuole, per principio, carpire con la forza tutte le infinite gioie della vita, resta sopraffatto; è un vinto fuori legge, un espulso, un non valore che si annulla.
Costui, guardato dal regno della forza è inerme, indifeso, ridicolo. Eppure in quella sconfitta, in quella debolezza apparente, vi è il mistero di una forza più grande che giunge tuonando da lontano, destando nelle profondità dell'anima il presentimento di realizzazioni più vaste.
E il vincitore, nel momento stesso della vittoria, ha la sensazione di una sconfitta. Il vinto guarda in alto come un vincitore; e tale è, perché ha scoperto e vissute forme di vita più alte. L'uomo resta muto e disorientato dinanzi a questo strano essere senza armi che proclama una stupefacente legge nuova e sembra di un altro mondo.
L'uomo sente che se ha ragione nel suo ambiente, v'è un altro mondo dove tutto si rovescia, dove il vinto della Terra può essere un vincitore e il vincitore terreno un vinto. Un abisso lo separa da quell'essere superiore.
L'uomo aggredisce ed egli perdona; egli è un giusto e sa soffrire. Egli è là per indicarvi col suo esempio la meta raggiunta, per indicarvi la Via verso la realizzazione della più alta e feconda legge sociale che vi sia: quella dell'amore evangelico.»
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| Pietro Ubaldi (1886-1972) - ved. QUI |
Chiosa di Sebirblu
Ecco cosa vuol dire seguire la Chiesa Vera, quella che metterà in pratica il sublime insegnamento del Cristo senza attardarsi in inutili forme e in un vano biascicar di preci assolutamente privo di un benché minimo palpito d'anima!
Questa sarà, finalmente, la profetizzata Chiesa mistica di Giovanni che succederà a Pietro, accompagnando nella semplicità e nell'ardore tutte le anime che si uniranno a Nostro Signore, formandone l'organismo vivente in una Nuova Risurrezione di cui Egli sarà il Capo indiscusso.
Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it






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