giovedì 15 giugno 2023

Dall'ALTO dei Cieli, la VOCE irraggiungibile DICE...


Ben Goossens

Sebirblu, 14 giugno 2023

Con lo scritto che segue completo la terza parte (le precedenti QUI e QUI) tratta da "La Grande Sintesi". È il primo libro dell'opera omnia di Pietro Ubaldi che per molti non necessita di presentazioni, ma per altri sì. Chi ancora non lo conoscesse, QUI troverà qualche ragguaglio.

Nel primo brano (Monismo), la Voce che il dotto e mistico autore udiva giungere dagli Spazi infiniti espone il concetto di Unica Coscienza che regge il Cosmo, verso cui sta procedendo l'umanità nel corso del suo cammino evolutivo.

Nel secondo brano (Intermezzo), la stessa Voce offre a tutti la possibilità di far riposare il pensiero, non aduso agli altissimi ammaestramenti (noùri) che invia alla mente ricettiva dello "strumento" che li capta, per poi diffonderli alle masse.

Nel terzo ed ultimo brano (Commiato) è la conclusione di questo testo eccezionale in cui la Voce mirabile invita i lettori ad essere grati a colui che nel tempo si prestò ad accoglierne gli accenti, pur nell'ostracismo del mondo, ancora immaturo per la precocità vertiginosa dei concetti.




Monismo

«Io sono all'altro polo dell'essere, all'estremo contrario di quello in cui vi trovate; voi, razionali, siete analisi, io intuitivo (contemplazione, visione) sono sintesi. Ma scendo ora nella vostra psicologia razionale analitica, la assumo come punto d'inizio per condurvi alla sintesi come punto d'arrivo.

Parto dalla forma per spiegarvi l'oscura vibrante spinta, il motore che la anima, tenacemente avvinto nel mistero.

Penetro, riassumo e stringo in un monismo assoluto l'immenso dettaglio del mondo fenomenico, così vasto se lo moltiplicate per l'infinito del tempo e dello spazio; incanalo la molteplicità degli effetti, di cui la scienza ha faticosamente rintracciato qualche legge nelle vie che, convergenti, conducono al Principio Unico.

Di un mondo che vi può apparire caotico io farò per le vostre menti un organismo completo e perfetto. La complessità che vi sgomenta sarà ricondotta e ridotta ad un concetto centrale univoco e semplice, ad una legge unica che tutto regge.

Potrete chiamare ciò "monismo"; badate ai concetti più che alle parole. La scienza ha talvolta creduto di aver scoperto e creato un'idea nuova, solo per aver coniata una parola, ed è questa: come dal politeismo siete passati al monoteismo, cioè alla fede di un solo Dio (ma sempre antropomorfico, in quanto opera una sua creazione al di fuori di sé), ora passate al monismo cioè al concetto di un Dio che «è» la Creazione... leggete ancora prima di giudicare...

Io farò lampeggiare nelle vostre menti un Dio ancora più grande di quanto abbiate saputo concepire finora. Dal politeismo al monoteismo al monismo si dilata la vostra nozione di Divinità. Questa trattazione è dunque l'inno della Sua gloria.

Già sento questa sintesi suprema in un lampo di luce e di gioia. A questa mèta voglio condurre anche voi attraverso lo studio del funzionamento organico dell'Universo. La trattazione vi apparirà così, come una progressione di idee, un'ascensione continua per approssimazioni graduali e successive.

Potrà apparirvi anche come un viaggio dello spirito ed è veramente il grande viaggio dell'anima che ritorna al suo Principio, della creatura che torna al suo Creatore.

Ogni scenario nuovo che ragione e scienza vi hanno mostrato non è stato che una finestra aperta verso un orizzonte ancor più lontano, e questo senza mai fine; ma Io vi indicherò l'ultimo termine che è in fondo a voi stessi e in cui l'anima sosta.

Risaliremo dalle ramificazioni degli effetti ultimi, progredendo dalla periferia al centro, al tronco della Causa prima, che in quelli si moltiplica. Nel vostro mondo la realtà è frazionata da barriere di spazio e di tempo; l'unità appare come polverizzata nel particolare; vediamo l'infinito frantumarsi, dividersi, corrompersi nel finito, l'eterno nel caduco, l'assoluto nel relativo.

Ma noi percorreremo il cammino inverso a questa discesa e ritroveremo quell'Infinito che la ragione mai potrebbe darvi, perché l'analisi umana non può percorrere la serie degli effetti per tutto lo spazio e l'eternità.




Lo scopo di questo viaggio è quello di dare all'uomo una nuova Coscienza cosmica, una coscienza che gli faccia sentire non solo di essere indistruttibile ed eterno e di far parte di una umanità comprendente tutti gli esseri dell'Universo, ma di rappresentare una 'forza' e di avere un gran compito nel funzionamento organico dello stesso.

Voi vivete per conquistare una consapevolezza sempre più vasta. L'uomo, il re della vita sul pianeta Terra, ha raggiunto una sua coscienza individuale che è premio e vittoria. Ne sta costruendo una più ampia: quella collettiva che lo organizza in unità nazionali e si fonderà in un'entità spirituale ancora più estesa: l'Umanità.

Ma Io getto il seme di una Coscienza universale che, sola, vi darà contezza di tutti i vostri doveri e diritti, e potrà giustamente guidare ogni vostra azione oltre che risolvere ogni singolo perché. Questo cammino, partendo dal vostro umano scibile scientifico, giungerà anche a conclusioni di ordine pratico, individuale e sociale.

Esporvi le Leggi della Vita ha per scopo di insegnarvi norme di comportamento più complete. Sapendo guardare nell'abisso del vostro destino, voi saprete sempre più altamente operare. Eccovi tracciata la via che seguiremo. E noi la seguiremo non solo per sapere, ma per poi operare.

Quando la Luce sarà fatta nella mente, il cuore dovrà accendersi di passione per marciare dietro ad essa che ha 'visto'. Ascensione è l'idea dominante. Dio è il centro.

Questo rapporto è più che una grande sintesi scientifica e filosofica; è una rivoluzione portata nel vostro sistema di indagine, una nuova direzione data all'umano pensiero perché dopo questa spinta possa incanalarsi in una novella via di conquiste.

È una rivoluzione che non demolisce o nega portando arbitrio e disordine, ma che afferma e crea guidandovi verso un'armonia e un equilibrio sempre più completi e complessi, verso una legge via via più forte e giusta. 

Ebbene Io, per aiutare a far nascere in voi questa nuova coscienza che sta per venire alla luce, per stimolare la vostra trasformazione imminente che l'evoluzione impone, vi insegno un nuovo metodo d'indagine, condotto attraverso l'intuizione (ved. QUI).

Vi indico la possibilità di una scienza inedita conquistata col sistema dei mistici, per cui i fenomeni vengono penetrati da voi con una sensibilità nuova, aprendo le porte dell'anima oltre che quelle dei sensi, anima della quale vi avrò insegnato tutte le insospettate risorse e i mezzi di percezione diretta.

I suddetti  fenomeni  non  vengono  così  più  veduti,  uditi  o  toccati  da  un  qualsiasi «io», ma sentiti da un essere trasformato in delicatissimo strumento di percezione, perché sensitivamente evoluto, nervosamente raffinato e soprattutto moralmente perfezionato.

Una Scienza nuova condotta per le vie dell'Amore e dell'elevazione spirituale è quella con cui il superuomo in fase nascente fonderà la nuova civiltà del Terzo Millennio.




Intermezzo

Ancora una sosta nel nostro lungo cammino: riposo all'aspra tensione del vostro pensiero, e orientamento nel vasto mare della Conoscenza che vi prospetto, in modo che la vostra mèta sia sempre presente.

Non dite: "beati coloro che viver possono senza sapere e senza domandare", ma dite: "beati coloro il cui spirito non è mai sazio di Conoscenza e di Bene e che lottano e soffrono per una sempre più alta conquista".

Compiangete i soddisfatti della vita, gli inerti, i senza fiamma; il loro tempo è solo ritmo di vita fisica che scorre senza creazioni. Essi rifiutano lo sforzo di queste alte comprensioni che vi offro e non vi è luce nel domani per lo spirito che si addormenta.

Il mio sguardo torna a posarsi su questo vostro mondo saturo di incoscienza e di dolore, di erudizione e di agnosticismo, di lotta e di follia: turbine di passioni, prove tremende, tormenti coperti di sorrisi.

Grande e tragico è il quadro dei vostri destini, perché Io odo quel grido disperato che prorompe dall'anima e che voi nascondete, perché in fondo al riso dei gaudenti sento il rantolo della disperazione.

Anima... anima, Scintilla divina che nessuna vostra follia potrà mai uccidere, pronta a risorgere sempre più bella da ogni dolore; potenza mai sazia di essere e di creare, tu sola veramente vivi! Nessuna conquista di pensiero, nessuna affermazione umana saprà mai estinguere la tua sete di Infinito!

La vostra scienza, troppo spesso pura presunzione di parole erudite, la vostra civiltà esteriore e meccanica, hanno dimenticato che questo è il centro della vita, la causa prima dei fenomeni a voi più vicini ed intrinseci.

L'anima ha le sue necessità e i suoi diritti; non si può eliminare, non si può stordire per farla tacere. Non udite il suo grido disperato che si eleva fra le individuali e sociali vicende vostre? La sua vita negletta pesa sul vostro destino e lo travolge.

Essa dolora e voi non sapete più nemmeno ritrovarla, certi abissi vi sgomentano e le acque si richiudono tranquille in apparente sorriso sopra il baratro tremendo. Che avverrà laggiù nel mistero delle cause intime che vorreste ignorare, allontanare dalla coscienza?

Qualcosa sussulta e trema nella tenebra profonda. Ogni essere cela in sé un'ombra segreta ove non osa guardare, ma che mai potrà nascondere a se stesso; un'ombra sempre pronta a risorgere appena un'ora di pace rallenti la tensione della corsa folle con cui vorreste distrarvi.



Non si sazia l'anima cullando il corpo in comodità superflue e costose; carezzando l'occhio di uno scintillio del tutto esteriore. Nella soddisfazione dei sensi qualcosa ugualmente soffre nell'intimo ed agonizza in una angoscia profonda.

Un vuoto resta dentro di voi dove una piccola Voce, sola, sperduta e sconsolata, si eleva inquieta a domandare: e poi? Allora Io vi parlo. Parlo in tono di passione per le anime pronte e ardenti; in tono di sapienza per chi è più atto a rispondere alle vibrazioni intellettive. A tutti Io parlo perché tutti voglio scuotere ed unire in una più alta fede e in una più profonda verità.

Ed è qui dove Io mi dirigo, agli intelletti, chiamo a raccolta tutti: chimici e filosofi, teologi e medici, astronomi e matematici, giuristi e sociologi, economisti e pensatori; mi rivolgo ai sapienti in ogni campo dello scibile umano e ad ognuno parlo nel suo linguaggio.

Richiamo le menti più elette, che guidano l'umano pensiero, perché comprendano questa "Sintesi" e sappiano finalmente in essa raggiungere un concetto unitario che tutto risolva e tutto dica alla psiche, al cuore, per i supremi fini della vita.

Questa sosta per dirvi che in fondo a questa arida trattazione scientifica arde una immensa passione di bene e che questa passione è la scintilla che anima tutta questa scienza che vi espongo. Chi non sentirà tale scintilla che comunica da anima ad anima per vie dirette, che getterà su questo scritto uno sguardo semplicemente curioso o avido di solo sapere, non resterà nutrito.

La penna che scrive (quella di Ubaldi; ndr) e che il mio pensiero incalza, vorrebbe precipitare verso il compimento. Ma la via deve esser tutta percorsa; l'edificio è vasto e il lavoro deve essere tutto eseguito, perché la costruzione sia solida e possa resistere ai colpi del tempo e degli scettici. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Alla pausa che vi concedo lascio la gioia viva degli anticipi, il presentimento delle conclusioni e il riposo della visione d'insieme. La trattazione stessa si valorizza così, si accende di una luce più alta della pura erudizione o di scopi utilitari, si illumina di un significato che la scienza troppo spesso non ha.

Solo con tale nobiltà di mete e purezza di intenzioni si ha il diritto di guardare in faccia ai più grandi misteri dell'essere; si ha il diritto di affrontare i problemi che toccano la vita e la morte.


Pietro Ubaldi  (1886-1972)

Commiato

Lo so: questi concetti sono cosi lontani dal mondo fatto di menzogna e di diffidenza, da apparirvi inaccettabili e inconcepibili. Ma il mio linguaggio deve sostanzialmente essere diverso. Questo è un disperato appello di saggezza al mondo.

Nel cuore degli uomini e dei loro sistemi domina egoismo e violenza, non il bene ma il male. A grande velocità la civiltà moderna getta il seme dedicandosi alla fabbricazione intensiva del suo futuro dolore. Sarà il dolore di tutti.

Potrà divenire una marea travolgente che distruggerà la civiltà. I mezzi sono pronti perché un incendio debba oggi essere planetario. Se un principio coordinatore non organizzerà la società umana, questa si disgregherà presto nell'urto degli egoismi. Per questo, urge oggi una più grande conciliazione spirituale tra Scienza e Fede.

Ho parlato in un tempo critico, ad una svolta della storia, all'alba di una civilizzazione nuova che ha ora basi immensamente più ampie che all'epoca della romanità e non è più un focolaio unico in un mondo ignoto. Esistono tuttora enormi dislivelli di civiltà, di cultura e di ricchezza, e la Legge porta al livellamento e alla compensazione.

Potrete non ascoltare e non comprendere, ma non potrete mutare la Legge. Finché vi sarà un barbaro solo sulla terra, esso tenterà di abbassare la civiltà al proprio livello, di invadere e distruggere per imparare.

A breve termine le razze inferiori sfateranno la loro impressione della superiorità tecnica europea e se ne impadroniranno per saltare alla gola del vecchio padrone. (Si noti come incredibilmente le parole dell'altissima "Voce" siano profetiche per i nostri anni; cfr. QUI; ndr).

Alle fedi tutte dico: ciò che è divino resterà, ciò che è umano cadrà, ogni affermazione temporale è una perdita spirituale, ogni vittoria sulla Terra è una sconfitta nel Cielo. Evitate gli assolutismi e preferite le vie della bontà.

L'imposizione non è applicabile al pensiero, la forza non lo raggiunge e produce l'allontanamento. Date esempio di distacco dalle cose della Terra. Le vostre verità relative non sono che punti di vista diversi e progressivi dello stesso unico Principio.

L'avvenire non è nella reciproca esclusione, ma nel coordinamento di tutte le singole approssimazioni della verità. Non discutete; la convinzione non si impone con la minaccia ma si diffonde con l'esempio e con l'amore.




Alla scienza dico che finché non sarà fecondata dall'Amore evangelico, rimarrà una scienza infernale. È inutile il progresso meccanico che fa della Terra un giardino, se in questo giardino vi abiterà una belva. (Cfr. QUI; ndr).

La Terra è un vero inferno perché siete voi dei demòni. Diventate angeli e la Terra sarà il paradiso. Non temano i giusti e gli afflitti che guardano tremando alla gazzarra umana che insegue la gloria, la ricchezza e il piacere, perché, anche se essa per un momento vince e gode, la Legge vigila.

«Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati». Vi dico: mai aggredire, non siate voi gli agenti della vostra giustizia, ma la Divinità; perdonate. Fate sempre del Bene e lo farete a voi stessi; lasciate la reazione alla Legge, non vi legate all'offensore con la vendetta.

Non spargete mai pensieri, parole, atti di distruzione, non muovete le forze negative della demolizione che di ritorno attaccheranno voi stessi. Siate sempre costruttivi. Preoccupatevi in ogni campo di creare e non di abbattere; nessuna cosa possiede tanta forza devastatrice quanto un organismo completo in funzione.

Il vecchio ciarpame cade allora da sé, senza lotte di reazioni, perché tutte le correnti della vita si precipitano verso le nuove forme. Non ribellatevi, ma accettate tutto il lavoro che la vostra sorte vi offre. Essa è già perfetta e contiene tutte le prove adatte, anche se piccole.

Se cosi è, non cercate altrove grandiosi eroismi. I piccoli pesi saputi portare e a lungo, rappresentano spesso uno sforzo, una pazienza, una utilità maggiore. Le esperienze implicano il lavoro lento della loro assimilazione, la costruzione dello spirito deve essere eseguita in ogni suo dettaglio, la vita va tutta vissuta momento per momento, in ogni istante vi è un atto o un fatto che si ricollega con l'eternità.

Ricordate che il destino non è malvagio, ma è sempre giusto, anche se le relative prove sono gravi. Ricordate che mai si soffre invano, che il dolore scolpisce l'anima. La Legge del proprio destino ubbidisce ad equilibri profondi ed è inutile ribellarsi.

Vi sono dei dolori che sembrano uccidere, ma mai essi sono senza speranza, mai voi sarete gravati al di sopra delle vostre forze. La reazione delle inesauribili potenze dell'anima si proporziona all'assalto. Abbiate fede anche quando il cielo è tetro, l'orizzonte è chiuso e tutto sembra finito, perché vi è sempre là in attesa una "forza" che vi farà risorgere.

L'abbandono e la sua sensazione fanno parte della prova, perché solo cosi saprete imparare a volare con le vostre ali. Anche quando voi dormite o ignorate, il destino vigila e sa, è una "forza" sempre attiva nel preparare il vostro domani che contiene le più sconfinate possibilità.

Tali principi furono insegnati sulla Terra, tanti martiri morirono per essi, ma quale non fu sfruttato dall'ipocrisia dell'uomo? Talvolta gli ideali, per diffondersi, utilizzano appunto anche questa loro prerogativa di subire sfruttamento, come il frutto che si lascia divorare perché il seme sia trasportato lontano.



Mike Bonnel

Vi è la classe dei costruttori e quella dei demolitori, dei parassiti che con la menzogna operano una continua degradazione di tutti i valori spirituali. Vi è chi costruisce a prezzo di tormentose fatiche e vi è chi utilizza per sé, si aggrappa come zavorra per tutto abbassare al proprio livello.

C'è chi è spirito che vivifica e chi materia che soffoca. Il principio puro si infetta allora, acquista sapor di menzogna: processo di degradazione degli ideali. Guai ai colpevoli, demolitori della fatica dei martiri.

Guai a chi fa di una missione un mestiere, mettendo lo spirito a base della potenza umana. Guai a chi mente e induce a mentire, a chi con l'abuso induce all'abuso, a chi dando esempio di fortunata ingiustizia la propone come norma di vita.

Compiuto un atto non potrete più annullarlo fino all'esaurimento e al riassorbimento dei suoi effetti. Guai alla società che lascerà negletti i suoi migliori elementi, che non li pone nella posizione di rendimento dovuta al merito, disperde i suoi più alti valori nell'apatia e nell'incomprensione.

Inutili sono le testimonianze postume, tardivo il rimorso per un tesoro perduto. Guai alle religioni che non assolveranno il loro compito di salvare i valori spirituali del mondo: lo spirito non può morire e risorgerà altrove, fuori di esse.

Guai ai dirigenti se non obbediranno all'Alto, seguendo la voce di giustizia che è nella propria coscienza.

Guai a chi sperpererà il tempo concessogli e non farà della sua vita una missione. Tutti vi attende un giudizio finale, non per opera di un Dio a voi esteriore che si possa ingannare o intenerire.

Egli è la Legge, onnipresente ovunque e sempre, la cui reazione non vi è distanza o attesa che possa fermare, a cui non si sfugge perché è dentro di voi come è in tutte le cose. Si può evitare o ingannare la legge di gravitazione? Cosi non si evita e non si inganna la reazione della Legge, la Giustizia divina.

Vi lascio. Il mio ultimo pensiero va a chi soffre. Egli è il grande della Terra perché ritorna all'Eterno. Distruggete il dolore e distruggerete voi stessi: «Beati coloro che piangono perché saranno consolati». Non temete la morte che vi libera. Voi e le vostre opere, tutto è indistruttibile, in eterno. La mia ultima parola è di amore, di pace, di perdono, a tutti.

La mia opera è terminata. Se tra anni ed anni, un'umanità diversa, tanto più grande e più buona, riguardando indietro ricercherà questo seme gettato troppo in anticipo per esser subito fecondato e compreso, meravigliandosi di come sia stato possibile così precorrere i tempi, abbia un pensiero grato per l'essere umano che, solo ed ignoto, questo lavoro ha compiuto, attraverso il suo amore e il suo martirio. (È ovvio il riferimento all'Autore; ndr).

La sinfonia è scritta. Il canto tace. Per riprendere in altre forme altrove. La Voce si spegne. Il pensiero si allontana dalla sua manifestazione esteriore, nel profondo, verso il suo centro, nell'Infinito.




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brani tratti da "La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi.


domenica 11 giugno 2023

Le due PIETRE fra Stonehenge e le Piramidi di Giza


Val Trebbia - Travo (PC) - "Pietra Parcellara" e "Pietra Perduca".

Sebirblu, 10 giugno 2023

Il pezzo recentemente ripubblicato (ved. QUI), è stato propedeutico per l'articolo presente, che dedico ad uno dei luoghi a me più cari e forse ancora poco conosciuti, persino dalle popolazioni settentrionali del nostro "Bel Paese": si tratta della Val Trebbia.

Già ne avevo parlato QUI, a proposito del "Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo" d'epoca romana, situato presso la città di Bobbio (in provincia di Piacenza), testimone di antiche vicende storiche.

Propedeutico, o preparatorio, in quanto idoneo all'approfondimento su determinati flussi energetici che scaturiscono da due particolari rocce magmatiche emerse dalle profondità dell'oceano che un tempo arrivava in Liguria.


Val Trebbia - Travo (PC) - Pietra Perduca con la chiesetta di Sant'Anna.

Ma meglio di me descrive questa compagine l'autore del sito dal quale ho tratto ciò che segue: 

Pietra Perduca e Pietra Parcellara. La Magia nel cuore dell'Emilia

«Da una parte, la cresta massiccia della Pietra Parcellara che domina la vallata; dall'altra, lo spuntone della Pietra Perduca, sul quale è abbarbicata una chiesetta medioevale; tutto attorno, il morbido declinare delle colline piacentine della Val Trebbia.

"Uno scenario affascinante, da diversi millenni considerato un territorio magico, ricettacolo di energie e di fenomeni insoliti" garantisce Alberto Negri che di queste zone è un buon conoscitore e che di misteri è un grande appassionato.

Sotto la sua guida e in compagnia di Giorgio Pattera, noto esperto del Cun, ho esplorato questo piccolo angolo d'Emilia.

Già solo lo spettacolo naturale ‒ imponente ed unico – vale il viaggio. Salendo dal paese di Travo e percorrendo una lunga strada curvilinea, all'improvviso appaiono le due vette, come scogli emersi dal mare.

E così è, vista la loro origine: sono complessi ofiolitici, composti da rocce eruttive, affiorati dal magma del mantello terrestre circa 250 milioni di anni fa. Scuri di giorno, al tramonto assumono un colore rosso molto suggestivo.

La Pietra Parcellara mi ricorda nell'aspetto e nella storia il Pic de Bugarach, la montagna sacra dei Pirenei orientali, venerata dai Celti e ultimo rifugio dei Catari in fuga. Il "Sinai degli Occultisti", che incombe sulla Valle dell'Aude, è avvolto dal mistero e dalle leggende che da sempre l'accompagnano e che in epoche recenti hanno assunto connotazioni ufologiche.

Proprio come l'omologo piacentino, teatro negli ultimi anni di strani avvistamenti. Non solo oggetti, ma persino ‒ mi raccontano ‒ creature volanti... Ma l'atmosfera che si respira qui si fa ancora più intrigante sulla Pietra Perduca, un torrione apparentemente inespugnabile.

Basta però lasciare la strada asfaltata ed avventurarsi per qualche minuto a piedi lungo un viottolo per arrivare senza troppa fatica alle sue pendici.

Da qui, una scalinata conduce fino alla chiesetta eretta nel X secolo e ai cosiddetti "Letti dei Santi", due grandi vasche in muratura scavate in epoche antiche, forse durante l'Età del Bronzo.

I due bacini colmi d'acqua ospitano una colonia di tritoni crestati, anfibi molto delicati e sensibili all'ecosistema: per sopravvivere, hanno bisogno di acqua pura e limpida, con acidità pari a zero. Eppure sembrano a loro agio in queste cisterne stagnanti.




Ma non è l'unica stranezza: la gente della zona assicura che lì dentro l'acqua non evapora mai, neanche durante le estati più torride, e non ghiaccia mai, neppure negli inverni più rigidi. Come se fosse alimentata da una sorgente nascosta a temperatura costante.

Gli storici ipotizzano che nei secoli passati in questi posti si svolgessero dei riti celtici, dedicati al dio Penn: intagliate nella roccia, ci sono anche delle piccole nicchie a forma circolare, usate per collocare coppette di olio combustibile durante le cerimonie notturne.

Probabilmente, in quell'acqua ‒ oggi habitat dei tritoni ‒ i sacerdoti druidi immergevano le donne per aumentarne la fecondità e l'eco di quel magico potere è durata a lungo.

Non può essere una coincidenza, infatti, se l'Oratorio eretto sulla Pietra Perduca verso l'anno 1000 sia dedicato proprio a Sant'Anna, la sposa di Gioacchino che miracolosamente concepì in età avanzata la Vergine Maria. (Molto importante leggere QUI; ndr).

Sull'architrave del portone d'ingresso, una iscrizione usurata dal tempo mostra delle lettere latine miste a caratteri incomprensibili. Miti celtici intrecciati al credo cristiano, dunque: dalla magia, alla fede.»

Osserviamo la Pietra Perduca dall'alto...



«Ma sempre nella convinzione che quassù avvenga qualcosa di soprannaturale, o quanto meno di imponderabile grazie all'energia sprigionata da queste rocce, Alberto Negri, fondatore e animatore di "Spazio Tesla", ha provato a misurarne la vibrazione attraverso un metodo ‒ va detto ‒ non propriamente scientifico: quello indicato dalla Radioestesia che calcola l'energia spontaneamente emessa dalla terra in U.B. (= Unità Bovis ‒ dal nome del suo inventore; ved. nota finale; ndr).

"Abbiamo usato il Pendolo abbinato al Biometro di Ångström e due bacchette di rame curvate a 90° per la ricerca dei flussi energetici. A svolgere la misurazione è stato Giancarlo Chiesa, esperto di Radionica", mi spiega Alberto.

"I  valori  sono stati  davvero  sorprendenti:  ai  piedi  del  sagrato,  puntando  verso la Pietra, abbiamo riscontrato 80.000 Unità Bovis, mentre nelle due cisterne si oscillava fra le 30 e le 40.000. La fontanella d'acqua potabile di fronte alla chiesetta ne ha fatte registrare 15.000."


Oratorio e chiesetta di Sant'Anna sulla rupe Pietra Perduca

Livelli straordinariamente alti, visto che un corpo umano fa solitamente arrivare il Biometro fino a 6.500 U.B. Tutte le vibrazioni superiori sono indice di «energia positiva», dagli effetti benefici sulla salute. (Cfr. QUI; ndr).

I locali a quanto pare già lo sapevano: abitualmente salgono su questo picco per bere l'acqua direttamente dalla fontanella o per riempirne intere bottiglie da riportare a casa. Lo consigliano anche ai turisti: dicono che fa bene. Di sicuro, è fresca e gradevole.

Sabato e domenica, in occasione della ricorrenza di Sant'Anna (eccezionalmente la chiesetta sarà aperta per la celebrazione della Messa). il team di "Spazio Tesla" tornerà sulla Pietra Perduca per svolgere nuove misurazioni. (Cosa che sarebbe poi avvenuta nell'agosto 2021, ved. QUI; ndr).

Con loro ci sarà Giorgio Pattera (autore, tra l'altro, del libro non recentissimo, ma molto documentato «Ufo: vent'anni di indagini e ricerche»).

Pattera è convinto che i risultati stavolta saranno ancor più notevoli. "L'energia emessa dalle persone amplificherà quella già esistente di questo luogo particolare", assicura. Vero o falso, chissà quanti visitatori di passaggio se ne torneranno indietro con le scorte d'acqua "magica" in auto. Non si sa mai... » 

Intanto guardiamo tutto dal drone...


Ma c'è un'altra affascinante notizia che riguarda l'ubicazione di questi massi...

L'articolo inizia mettendo in dubbio la possibilità che qualcuno possa dimostrare l'irrealtà del "caso" ed io preciso che come dice il proverbio "Non si muove foglia che Dio non voglia", basta osservare la perfezione dell'Universo per accorgersene: NULLA sfugge al Creatore!



Travo e le due Pietre in dirittura con Stonehenge e le Piramidi di Giza

«Probabilmente nessuno potrà mai sapere o dimostrare con certezza se esiste davvero un legame che va oltre la casualità, ma è un dato incontrovertibile che due dei siti più misteriosi e affascinanti del mondo risultino perfettamente allineati con le "Pietre" preistoriche della Val Trebbia.

Il complesso megalitico di Stonehenge, le Pietre Parcellara e Perduca e le Piramidi di Giza sono uniti da un mirabile, sottile e fantastico filo conduttore.

Un'altra cosa è certa: sia la prima che la seconda prominenza sprigionano energia positiva. Questa è la netta percezione delle tantissime persone che visitano quei posti. I due rilievi sono cuspidi di roccia ofiolitica che i processi erosivi han fatto emergere dal paesaggio argilloso delle colline piacentine che ospita ben sette diversi ambienti naturali.

Gli ofioliti sono formazioni litiche compostesi in seguito al movimento delle placche della crosta terrestre, ad intensi processi di fusione e alla successiva solidificazione del mantello.

L'intera area della Val Trebbia fu abitata già dalla più remota preistoria.

Il territorio che comprende le "Pietre" fu poi abitato da popolazioni celto-liguri intorno al IV secolo a.C., e qui, secondo alcuni studiosi, sarebbero rimaste le tracce di antichi culti, che si sarebbero poi evoluti attraverso l'epoca romana e l'avvento del cristianesimo.

Nella non lontana Caverzago, infatti, era venerata un'antica divinità che i Romani assimilarono alla dea Minerva Medica (ved. QUI; ndr). In seguito, la regione fu interessata dal primo processo di cristianizzazione, grazie all'opera del vescovo Savino.

La  Pietra  Parcellara  è  una  massa rocciosa  di  836  metri  d'altezza,  che  appartiene al territorio di Bobbio (cittadina principale) e a Brodo nel suo versante Sud-Ovest, mentre quello di Nord Est rientra nella giurisdizione di Travo. Dalla sua sommità si gode una vista panoramica di tutta la Val Trebbia, la Valle di Bobbiano, la Val Luretta e il Monte Penice.


La Pietra Parcellara

Chiamata anticamente Prescigliera, la rupe ospitò in epoca longobarda un castrum monastico (sulla scia di quelli miliziani d'epoca romana; ndr) che rientrava negli ampi domini dell'Abbazia di San Colombano. Successivamente, l'area crebbe in importanza, tanto da vedere la costruzione del Castello omonimo. Di questo edificio militare oggi sono visibili solo alcune tracce sulla vetta.

Più avanti, la Parcellara divenne una proprietà compresa tra i possedimenti del Monastero di San Paolo di Mezzano Scotti, per poi essere inserita nel feudo della famiglia dei Malaspina.

Nel 1120 fu occupata dalle truppe guelfe, durante la guerra contro la parte ghibellina di Bobbio, ma furono i Malaspina ad avere la meglio e ad impadronirsene. Nel 1155 entrò in possesso della famiglia dei Perduca, feudatari della "Pietra", centro fortificato munito di castello.

Ai suoi piedi, sorge l'Oratorio della Madonna di Caravaggio, in località Brodo, che dipende dalla Chiesa parrocchiale di Mezzano Scotti. Si tratta di una graziosa chiesetta, costruita dal lavoro congiunto degli abitanti di Brodo, Gazzoli e Pietra, restaurata nel 1990.

Inoltre, in questa zona sono presenti anche alcune sorgenti d'acqua ritenuta curativa, tra le quali l'Acqua Marcia, che veniva utilizzata dai monaci di Bobbio, in epoca medievale, per scopi curativi.

La Pietra Perduca è anch'essa una rupe di formazione ofiolitica, il cui profilo è variato da una sella, che emerge con forza da un paesaggio collinare dolce e ondulato.

L'Oratorio di Sant'Anna, incastonato tra le rocce, sorge isolato su quello che fu con molta probabilità il sito di un presidio militare del XII secolo, in sostituzione di un'altra chiesa risalente al X secolo, e sottoposta nelle epoche successive a diversi rimaneggiamenti.

L'antico edificio è in pietra a vista, con una facciata a capanna e un unico portale rettangolare, cui si accede mediante una scalinata. Su di esso si apre una finestra a sesto ribassato, e sul lato sinistro spicca la torre campanaria.

Al suo interno, secondo la tradizione popolare, sarebbe conservato un masso su cui appare impressa l'impronta del piede della Madonna.

Di notevole interesse sono poi gli affreschi risalenti al '300 e al '400, che sono stati efficacemente restaurati. Essi rappresentano l'Arc. San Michele che pesa le anime, Sant'Antonio Abate, San Nicola di Bari, San Colombano, San Giorgio e una Madonna del Latte con Bambino.»

Prima di esporre l'approfondimento sul geniale sistema di misurazione in Unità Bovis vorrei anche accennare ad un altra straordinaria attrattiva della Val Trebbia: la Torre di Bobbiano, l'antica struttura in pietra che si erge orgogliosa nella valle del torrente Dorba da oltre mille anni.


La Torre di Bobbiano immersa nella nebbia d'autunno

Sembra quasi che sia stata costruita in quel luogo preciso a protezione della Pietra Parcellara e della Pietra Perduca.

La storia racconta che in un lontanissimo giorno di settembre del 1164, il marchese Obizzo Malaspina ricevette dall'imperatore Federico Barbarossa la concessione strategica di Bobbiano e del suo castello.

Nel 1255 Oberto II Pallavicino guidò le truppe per distruggerlo, ma poco dopo la potente famiglia Anguissola ne riprese il controllo con l'aiuto del podestà di Piacenza Riccardino Langosco.

Nel 1311 Rolando Scotti ne rivendicò brevemente il possesso prima di cedere in via definitiva il passo al loro dominio.

Nel XVI secolo la Torre di Bobbiano divenne un famigerato nascondiglio della banda di Bertoletto che ha imperversato per anni in tutta la valle.

Nel 1546, il duca Anguissola di Parma e Piacenza ottenne la proprietà del castello di Bobbiano con le sue fortificazioni e le sue terre.

Attraverso epoche turbolente è rimasto di proprietà privata fino al 2017, quando sono stati intrapresi i lavori di ristrutturazione per salvare quello che era diventato un rudere trascurato e pericolante.


Dopo  quattro anni di lavori  la Torre di Bobbiano  è tornata ai suoi  antichi splendori a ricordo della grandezza del suo passato, accanto alla chiesa di San Michele.

Nota conclusiva sull'unità di misura Bovis

Alfred Bovis (1871-1947), scoprì precocemente di avere attitudini speciali. Poteva porre una mano su una forma di cacio o sopra una botte di vino e diagnosticarne la bontà. In un primo tempo egli era in grado soltanto di specificare se essi erano buoni oppure no.

Poi, utilizzando l'ingegno ed avvalendosi delle proprie esperienze nel campo della radioestesia, creò con l'ausilio del suo collega André Simonton, una specie di regolo con il quale riusciva pure ad individuare il grado di bontà dei prodotti in esame. (Cfr. QUI; ndr).

Tale strumento, chiamato "Biometro Bovis" consisteva in un contenitore dal quale si dipartiva una scala suddivisa in 100 parti, munita di cursore mobile. L'elemento da valutare veniva messo in una piccola coppa localizzata sul congegno graduato, posto al grado zero.

La lettura del livello di validità veniva fatta facendo scorrere il cursore in modo che il campione di merce si avvicinasse alla scatola sempre più. Quando il pendolo indicava di fermare l'indicatore, era possibile rilevare su una delle tante tacche il grado Bovis corrispondente.

L'arguto ricercatore affermava che era possibile misurare le radiazioni trasmesse da varie sostanze e soprattutto quelle provenienti dal corpo dell'uomo (ved. QUI; ndr).

A tal fine, scoprì che si poteva collegare la coppa con un filo e toccare con questo la punta del pollice di una persona per misurarne la vitalità fisica (normalmente fra le 6.500 e le 7.000 Unità Bovis).

Riusciva anche a trarne una valutazione "psichica", usando però il polpastrello del pollice. Se la persona non era disponibile, la rilevazione veniva fatta su una goccia del suo sangue. A distanza di pressoché cent'anni, non essendo stata trovata dagli studiosi un'unità di misura che mettesse tutti d'accordo, permane in uso ed è entrata ormai nel glossario comune, la "Scala di Bovis"




L'energia dell'organismo umano, se non è affetto da malattia, corrisponde a 6.500 U.B. Misure al di sotto di questo valore, segnalano uno stato generale di squilibrio energetico, fino a raggiungere vere e proprie patologie.

Più bassa è l'energia del corpo fisico più significativa è l'infermità. Tutti i luoghi della terra, le persone, le cose o quello che mangiano, vengono classificati secondo il tasso vibrazionale.

Se questo risulta al di sotto delle 6.500 U.B. sembra togliere energia, se ne è al di sopra la apporta. In natura, normalmente, non si trovano punti più alti di 10.000 Bovis, ma vi sono zone universalmente conosciute che vanno ben oltre queste misure, ad esempio la cattedrale di Chartres, il Tibet, l'India, l'Egitto con 18.000 gradi e più.

Valori al di sopra dei 6.500 gradi si trovano soprattutto in luoghi particolari, se pur riconducibili a culture e a latitudini diverse:

‒ nelle chiese cristiane all'incrocio dei transetti, nelle moschee di fronte al Minbar, nei templi tibetani, nei garbhagriha (sancta sanctorum indù; ndr) il livello di energia è stato misurato a 11.000 o 12.000 Bovis. La rotella tibetana di preghiera che contiene un mantra scritto su pergamena o sul tessuto, una volta girata, vibra da 12.000 a 16.000 U.B.

Per quanto concerne i siti, le letture inferiori a 6.500 gradi sono l'effetto dei flussi sotterranei, difetti geologici e griglie magnetiche.

Per tentare di capire, confrontiamoci con il simbolo della svastica o satya, com'è conosciuto in India. Si presenta come croce ad uncino utilizzata da molte culture di matrice indoeuropea. Nella sua forma d'origine raffigura probabilmente il moto solare che da sinistra va verso destra e il cui valore in scala Bovis è altissimo, registra un livello di energia positiva di 1.000.000 di gradi.

La svastica usata dai nazisti, oltre ad essere inclinata a 45 gradi rispetto all'asse cardinale, ha il prolungamento degli assi ortogonali orientato al contrario ed ha un livello terribilmente basso di energia, inferiore a 1.000 Bovis.

Vi sono in natura minerali che hanno energie positive assai elevate, quali l'arenaria e il marmo, ed altri che invece emanano vibrazioni altamente negative come i diamanti, il granito e il quarzo. L'unico elemento con una fonte inesauribile di energia positiva è il fuoco.


Alfred Bovis (1871-1947)

Sono tantissimi gli studiosi che, liberi da preconcetti o costrizioni accademiche, si confrontano con queste tematiche. Lo studio delle frequenze definite "sottili" sta prendendo piede e si parla molto del ruolo che rivestono nell'esplicarsi dei difficili processi biochimici.

Relazione e cura di Sebirblu.blogaspot.it

Fonti: QUI, QUI, QUI e QUI.


mercoledì 7 giugno 2023

La Meravigliosa Realtà dei Luoghi ad Alta Energia


Stonehenge - Wiltshire - Inghilterra

Sebirblu, 7 giugno 2023

Riporto in primo piano un articolo sulle energie emanate da monumenti e luoghi speciali, redatto da un dotto biologo e studioso, per rispondere ad un commento (esposto di seguito) rilasciato su Gloria TV in base al mio post su Notre-Dame.

Eccolo:

«Il mio personale consiglio è di usare ogni cautela possibile quando si sente parlare di "energie" in senso new age come in questo articolo. E' naturalmente denso di esoterismo quando fa riferimento agli iniziati che sapevano come collocare le travi.

Lasciamo l'arte del feng shui ai cinesi. Perché, senza dire feng shui, in questo articolo, di questo si parla. 

Poi ciascuno è assolutamente libero di credere personalmente in quello che vuole, anche nelle guglie che captano le onde elettromagnetiche con valenza esoterica, ma ricordiamo che essere Cattolici vuol dire restare aderenti alla Parola di Dio senza inseguire gli aquiloni colorati che distraggono lo sguardo dall'azzurro del Cielo.

Come sempre ricordo che la new age semina un semino molto piccolo, quasi invisibile, per avvelenare verità piccole e grandi.»

Che dire... Ecco la condizione mentale (sic!) in cui si trovano ancora molti sedicenti "cattolici" che, stigmatizzando in questo modo la loro appartenenza "esclusiva" ad una tradizione che hanno seguito ciecamente senza alcun bagliore di ricerca, sono rimasti ancorati come bambini alle sommarie direttive loro impartite. 

(Basta notare l'equivoco ricorrente sul termine "esoterismo" demonizzato da sempre nell'ambito miope e bigotto della Chiesa).

Hanno però la spinta e la presunzione, malgrado questo, di montare in cattedra ostentando la propria ignoranza (per la quale potrebbero ancora essere scusati) per "mettere in guardia" chi, mosso dallo Spirito, "osi" avventurarsi fuori dal seminato, con una saccenteria addirittura stucchevole come in questo caso.

Speriamo che la "Nuova Pentecoste", annunciata da molti santi e mistici come le veggenti di Garabandal (ved. QUI ma anche QUI, QUI e QUI), possa aprire loro il cuore e la mente onde rendersi conto della ristrettezza concettiva in cui ristagnano e della quale, per eccesso di stoltizia "voluta" e carenza di umiltà, dovranno rispondere davanti a Dio!

Non mi meraviglierei se proprio costoro appartenessero alla moltitudine di "fedeli" che, senza nemmeno accorgersene, seguono ed esaltano il Falso Profeta, Bergoglio.


James Tissot: "Il cieco che guida altri ciechi" (Mt. 15,14)

Gentili Amici,

l'articolo che oggi vi invito a leggere  riguarda un aspetto  quasi  del  tutto sconosciuto ai più, ma che è indispensabile conoscere per capire meglio l'ambiente nel quale viviamo e poter scegliere con maggiore consapevolezza come muoverci e perché.

Lo scrittore biologo di questo lavoro, Sergio Costanzo, merita di essere menzionato per la sensibilità e la cultura (1° premio al concorso nazionale "Italia medievale 2011", con il romanzo "Io Busketo") che lo hanno indotto a far parte di varie missioni in giro per il mondo con il "Gruppo di Chirurgia d'Urgenza" (vedere QUI e QUI).

Ritengo che persone come questa contribuiscano ad arricchire il genere umano aiutandolo ad evolversi più celermente, sempre che si abbia il desiderio di porvi la dovuta attenzione e riflettere. (Consiglio di confrontare anche QUI).


La Porta del Sole - Tiahuanaco - Bolivia

Luoghi ad Alta Energia

Il luogo è per definizione "una porzione di spazio dalla rete materialmente o idealmente delimitata". Dalla notte dei tempi, le necessità fondamentali dell'essere umano sono rimaste inalterate: reperire il nutrimento fisico e spirituale.

È per rispondere a questo bisogno primordiale che l'uomo nel corso dei millenni ha delimitato fisicamente, ma soprattutto idealmente, siti particolari per connotazioni geofisiche ed energetiche.

Energia, un termine derivato dal greco, dato dalla fusione di due parole: "en" = dentro  ed  "ergon" = lavoro, opera.

Dunque, "Luoghi d'Energia", ovvero porzioni di spazio idealmente o concretamente circoscritti  in  grado  di  produrre  autonomamente  e intimamente  un  lavoro.

In altre parole località capaci di emanare energie di varia natura che inevitabilmente si compenetrano e interagiscono con tutte le altre forme energetiche, inclusa quella condensata, ossia, la materia.

Associare i due termini e i significati che sottendono è invero abbastanza arduo ed inusuale almeno per l'uomo moderno, ma questo concetto è stato il fondamento su cui si è basata la ritualità e la quotidianità umana in ogni epoca e ad ogni latitudine.

I "Luoghi d'Energia o Luoghi Alti" come li definiscono i francesi, hanno da sempre rappresentato un punto di riferimento per l'uomo alla ricerca del benessere e della salute fisica, ma soprattutto del contatto col Trascendente.

Nel corso dei millenni,  in  virtù  delle  loro  caratteristiche,  questi  siti  sono  divenuti aree di culto, in onore di divinità le più disparate, o luoghi di cultura e potere. Paradossalmente questo intimo legame tra energia e fede, energia e conoscenza, ne ha decretato l'alienazione e l'oblio.


Sacra di San Michele in Val di Susa - Torino

Le nebbie del passato vanno gradualmente dissolvendosi e da più parti si alzano voci autorevoli, nel tentativo di portare l'uomo a riappropriarsi di quella cultura e quella conoscenza che gli erano proprie.

Purtroppo, agli albori del terzo millennio, vittima consapevole eppur complice di una fretta imperante, l'uomo ha poco tempo e poca voglia di porsi domande e, in questo contesto di cultura preconfezionata, preferisce assumere una forma mentis non sua alla quale si adegua e si adatta.

"Cogito ergo sum" sembra così fuori moda da apparire offensivo e molte riflessioni sulla natura dei luoghi e sul rapporto intimo con la terra sono relegate al mondo degli "esoteristi", degli "studiosi del paranormale", degli "scienziati di frontiera" o dei curiosi  come  me.

Così, purtroppo, molti richiami cadono nel vuoto. Se per esempio le teorie del Dottor Hartmann (QUI) fossero state recepite con più attenzione, oggi forse saremmo qualche passo avanti nell'irto ed erto cammino per il recupero della Conoscenza e padroneggeremmo un sapere che è invece relegato ancora al mondo delle cose oscure e nascoste.

Una conoscenza che era insita in tutte le culture antiche e che era stata trasmessa e conservata con cura da generazioni di sciamani, sacerdoti, veggenti, sensitivi, druidi, profeti, monaci e architetti.

Ecco dunque il perché di questo sito ideale e concreto, un tentativo modesto di aprire uno spiraglio, di esplorare il nostro mondo, di concepire la Terra come un essere vivo e pulsante capace di agire, reagire e soprattutto interagire con l'uomo e la sua energia.

Templi, caverne, menhir, piramidi, moschee, piccole pievi romaniche o maestose cattedrali, chi di noi in certi luoghi non si è sentito almeno una volta accolto, abbracciato, sollevato, e il suo respiro si è fatto sincrono, ritmato, con un altro soffio più ampio, immenso...

Questi luoghi che dalla preistoria hanno richiamato a sé l'uomo, sono stati frequentati, armonizzati, modificati, usurpati, ma ancora oggi il battito della Terra è forte e presente.


Tombe dei Giganti a Coddu Vecchiu in Sardegna

I Luoghi

Che cos'è dunque un luogo d'energia? È scientificamente provato che utilizziamo solo il 10% delle nostre potenzialità cerebrali. Anche la percezione, attraverso i nostri sensi, è parziale. Riusciamo ad udire solo determinate frequenze, così come riusciamo a vedere e a percepire solo una gamma limitata di radiazioni cromatiche.

Tutto ciò è considerato normale, mentre non si pensa altrettanto di persone che manifestano capacità "extrasensoriali". Un rabdomante per esempio riesce a sentire l'acqua a diversi metri sotto terra, un radioestesista riesce a captare le energie sottili o le onde di forma. Tali facoltà erano nei tempi passati considerate doni, coltivate, e utilizzate.

Ebbene  i  luoghi  d'energia, naturali  o  creati dall'intervento umano, sono  quei  posti che contribuiscono ad aumentare le nostre percezioni, il nostro benessere, il nostro metabolismo,  fino a giungere a diretto contatto con il Trascendente.

L'attenzione estrema che i nostri antenati ponevano nell'ascoltare il ritmo della terra, li portava non solo ad identificarne i punti energetici, ma anche le aree dove fosse malsano  abitare,  vivere,  lavorare.

Le conoscenze della loro salubrità o meno sono state quasi sempre appannaggio della casta sacerdotale. Nell'antichità i cinesi sceglievano le zone dove costruire secondo lo studio delle simmetrie dell'ambiente circostante. Greci e latini facevano pascolare e dormire le greggi per un anno sui terreni dove volevano costruire.

Nei vecchi monasteri in Himalaya si orientavano le celle per i monaci in modo che fossero contenute entro uno spazio del reticolo di Hartmann, e quindi in zona neutra. Gli antichi luoghi sacri pagani e paleocristiani sono saturi di energia positiva.

Dolmen, obelischi, menhir, piramidi e poi le grandi cattedrali: i costruttori hanno sempre tenuto in considerazione lo studio e la ricerca di ambienti carichi di energie positive e della neutralizzazione di quelle negative.


Menhir a Pranu Muteddu - Goni - Cagliari

Dai Menhir alle Cattedrali

I menhir punteggiano la superficie della Terra dall'estremo Oriente all'Irlanda, sull'isola di Pasqua come in Africa o in Australia, in Sud America come negli attuali Stati Uniti. La cultura megalitica permetteva all'uomo di rilevare i nodi geo-patogeni, o zone ad energia nociva.

Collocare a terra un menhir equivaleva a praticare una sorta di agopuntura per trasformare le griglie vibratorie negative, una sorta di sanificazione del terreno, e gli obelischi di pietra fungevano da trasmettitori che irradiavano nella zona circostante energia positiva, una funzione che anche oggi continuano ad avere.

Gli antichi Romani non solo orientavano tutte le costruzioni in relazione ai reticoli, come del resto i Celti prima di loro, ma il tracciato delle loro strade, seguendo le indicazioni degli àuguri (QUI), evitava dove possibile luoghi ad energia deleteria.

Questo per ridurre l'affaticamento dei loro soldati in marcia. Così nell'antica India, le griglie sono state usate per definire il concetto degli otto dishas (una sorta di sesto senso) e più precisamente per stabilire l'orientamento delle tempie (e quindi della testa) in relazione alle zone ove risiedere, come è spiegato nei Vastushastras.

I costruttori di cattedrali nel medioevo, oltre ad usufruire delle località già conosciute sotto il profilo cultuale ed energetico, eressero meravigliose torri aventi, tra l'altro, la funzione di antenne ricetrasmittenti di energie cosmo-telluriche.

In definitiva alcuni luoghi furono selezionati, frequentati, modificati, al fine di potenziarne gli effetti benefici e quindi migliorare le condizioni vitali degli uomini; altri invece furono scelti e potenziati a fini terapeutici o per innalzare lo Spirito verso mondi superiori.


I Moai giganti dell'Isola di Pasqua

I Megaliti

Le civiltà che ci hanno preceduto su questa terra hanno lasciato, sin dall'epoca eneolitica (eneo = di bronzo), tracce evidenti e affascinanti che le culture successive hanno tentato di spiegare, plagiare, demonizzare.

In alcune zone del pianeta riscontriamo un'ampia quantità e qualità di testimonianze, ma si può considerare che i menhir siano dispersi in tutto il mondo.

"Menhir" è un termine di derivazione brétone e significa "luogo delle pietre" o "lunghe pietre" e proprio la Britannia è forse uno dei paesi dove è possibile rilevarne un numero maggiore.

Nella foresta di Montargis si trova un menhir presso il quale ancora adesso si recano le donne che non riescono a concepire.

Oltre all'aspetto vibrazionale, è importante sottolineare lo sforzo e le implicazioni tecnologiche che hanno permesso l'escavazione, il trasporto e la posa di questi enormi massi, aspetti ancora non del tutto chiariti.

Dove non arrivò la ragione poté l'immaginazione o ancor più la Chiesa. Così i vari siti megalitici che oggi conosciamo vennero considerati opera dei pagani o del diavolo, identificando i menhir come fanciulle pietrificate per aver violato un comandamento, o buoni cristiani ridotti in pietra da Satana in persona.

Ci fu così nel tempo il tentativo di "cristianizzare" i menhir, certamente con scarso successo. Queste pietre infisse nel terreno si ritrovano dunque in tutto il mondo.


Un esempio di "cristianizzazione": il Menhir "La Butte" vicino a Combourg - Francia

Anche se i cultori della storia dell'arte e dell'archeologia non hanno azzardato accostamenti, dal punto di vista del ruolo deputato a tali strutture, si possono tentare delle ipotesi.

Citerei ed accomunerei ad esse gli obelischi, presenti soprattutto in Africa e in Medio Oriente (quelli di Karnak, in Egitto, risuonavano come enormi diapason), ma anche le enigmatiche figure antropomorfe dell'Isola di Pasqua, le colonne ferree e le nostre steli di Luni, in Toscana.

Anche nei centri oracolari, che erano caratterizzati dalla presenza di pietre fittili (plasmate con la terracotta; ndr) e spesso ad una certa distanza dal blocco principale, erano collocati altri massi minori, quasi a costituire una rete per la circolazione delle energie.

A Delfi esiste ancora una copia dell'Omphalos (ombelico), una pietra infissa a terra. Si narra che il luogo era dedicato a Gaia, ed era protetto dal serpente Pitone. Apollo uccise il serpente e sul luogo della contesa fece erigere una colonna.

Analoga storia si racconta per Delo, o per Montovolo (centro oracolare etrusco sull'appennino tosco emiliano). A Pergamo in Turchia, la pietra che indica l'omphalos ha due serpenti scolpiti in bassorilievo, animali utilizzati per simbolizzare le forze energetiche sotterranee.

Una nota particolare per reperti litici poco conosciuti, ma anch'essi dispersi in tutto il mondo. Si tratta di sfere di dimensioni e peso considerevoli, alcune volte rinvenute isolate, altre inglobate in complessi architettonici di successiva edificazione.


Le Sfere litiche di Moeraki - Nuova Zelanda

In Europa si rilevano più numerose in Serbia, ma segnalazioni certificate le collocano in 122 nazioni. Queste pietre infisse nel terreno, dunque, hanno costituito antenne ricetrasmittenti di energia cosmo-tellurica a beneficio degli uomini che seppero come usarla.

Nei primi secoli del cristianesimo, un gruppo di asceti (chiamati stiliti; ndr) scelse come luogo di meditazione l'apice di monoliti infissi nel terreno e in alcuni casi lo elesse a propria dimora. Il più famoso di essi è sicuramente San Simeone Stilita che in Siria dimorò per quasi trent'anni alla sommità di una colonna alta 17 metri.

È logico pensare che oltre alla loro carica votiva, questi uomini ricevessero e usassero una particolare energia proprio dal luogo ove risiedevano. Vicino alla colonna, intorno al 490, fu edificato un complesso monumentale abbandonato in seguito per l'avvento dell'Islam.

Oggi, di quella colonna rimane solo un moncone eroso dal tempo e dall'incuria. Sarebbe interessante analizzare, anche da un punto di vista radioestesico, l'energia di tali aree.


Rovine della chiesa di San Simeone, in Siria, con al centro i resti  della sua colonna. 

I menhir di pietre isolate sono stati poi messi in modo da formare dei complessi in fila, talvolta di poche unità, come nell'area sacra di Sa Perda Longa in Sardegna. Questi allineamenti, seguivano verosimilmente vie d'acqua sub-aeree o linee di energia particolarmente potenti.

Impressionante il numero e le dimensioni dei menhir allineati a Carnac, in Francia. La leggenda vuole che una folla inferocita inseguisse un tale e che per intervento divino venisse pietrificata.

Altre strutture organizzate sono definite "Cromlech", (dal gallese crom = rotondo, e lech = pietra) costruzioni circolari la cui funzione era forse molteplice, sacrale ed astronomica.

Anche se la maggior parte di questi recinti sacri si ritrova nel nord Europa, vi sono alcuni esempi anche in Italia e in particolare in Valle d'Aosta. Il più famoso e studiato rimane quello di Stonehenge, ma vale la pena di ricordare anche il cerchio di Avebury.

Altre edificazioni litiche posizionate in luoghi a particolare carica energetica sono i "Dolmen" (dal bretone dol = tavola, e men = pietra) lastre poste orizzontalmente su sostegni verticali.

La Sardegna può vantare il più importante Dolmen di tutta l'area mediterranea, un insieme roccioso del peso complessivo di 27 tonnellate.  (Alto m 2,70 e lungo m 5). 


Ecco il Dolmen gigante di Sa Coveccada, in Sardegna, a cui si è appena fatto riferimento. 

Le Vie Cave o Tagliate Etrusche

Altre zone abbastanza misteriose per origine e significato, sono le Tagliate Etrusche. Disseminate in tutta la Toscana ed il Lazio, sono vere e proprie vie cave intagliate nella roccia. Sono state avanzate alcune ipotesi, ma tutte fumose e poco convincenti.

È noto che la religione etrusca fosse impregnata di concetti divinatori ed esisteva un vero corpus letterario che i Romani chiamarono "Disciplina etrusca". Erano abili minatori e molto del loro sapere era attribuito alla Terra.

La leggenda narra che il dio Tàges, sotto le spoglie di neonato, era apparso tra le zolle del campo che il leggendario eroe Tarconte stava arando. Il fanciullo spiegò i segreti della divinazione da cui il nome "Disciplina Tagetica".

È verosimile che le vie cave seguano vere e proprie linee di forza e che i luoghi di culto, oggi abbandonati e spesso irraggiungibili, fossero luoghi di alta energia, come le aree scelte dagli stiliti.  Sarebbe interessante valutarne il reale stato energetico.


Via Cava o Tagliata etrusca, scavata nel tufo - Toscana

Pozzi e Sorgenti

Analizzare la miriade di sorgenti ed acque alle quali nel tempo sono state attribuite proprietà particolari, è pressoché impossibile.

Vale la pena ricordare tutte le fonti termali di cui la nostra Italia è particolarmente ricca. È risaputo che ogni acqua ha effetto terapeutico per l'una o l'altra patologia, ma nessuno ha mai saputo dare una spiegazione scientifica al fenomeno.

Sono dell'opinione che la ragione vada ricercata nell'ambito delle energie che l'acqua con la sua capacità chimica, ma anche con la sua memoria specifica è in grado di veicolare. Molti dei santuari edificati in epoca cristiana hanno incorporato pozzi o fontane ed ancor oggi all'acqua sono legati fenomeni denominati "miracoli".

Voglio qui ricordare il Pozzo di Santa Cristina in Sardegna. La vista dall'alto ne evidenzia una struttura esterna a "serratura" forse in assonanza con l'organo generatore della Dea Madre. Al centro del monumento una scalinata scende nel sottosuolo.


Il Pozzo Sacro nel complesso nuragico di Santa Cristina a Paulilatino - Oristano - Sardegna

Tutte le strutture murarie sono di pietra basaltica, facilmente reperibile ma di eccezionale durezza alla lavorazione. La costruzione risale al XII secolo avanti Cristo e da allora è stata sede di cerimonie liturgiche che hanno attraversato il tempo e la storia.

È stata condotta un'attenta analisi e sono stati diagrammati i livelli energetici che variano man mano che si scende la scalinata, fino ad arrivare in contatto con l'acqua. Seguendo quanto affermato da Mario Aresu e Lello Fadda, al primo gradino, sono stati rilevati 2.000 Bovis (per questa unità di misura ved. QUI).

Il livello sale via via che la discesa procede, fino ad arrivare a 7.800 Bovis al decimo gradino. Scendendo ancora si arriva al ventiquattresimo gradino con 34.000 Bovis e al contatto con l'acqua se ne raggiungono 410.000.

Questi livelli energetici fanno pensare che l'avvicinamento alle acque rappresentasse un vero e proprio cammino di iniziazione o comunque un percorso di scarico e ricarico di energie per chi si fosse recato giù al pozzo e si fosse immerso nelle sue acque.

Fonti greche e latine riportano dell'usanza dei Sardi di recarsi presso i loro monumenti per i riti di "incubazione". Si trattava di rituali di guarigione in cui, per cinque giorni e cinque notti una persona soggiornava o addirittura dormiva in queste aree ad alta vibrazione.

(La descrizione sui pozzi e le sorgenti prosegue con un altro esempio che potrete continuare a leggere al link della fonte di provenienza al termine di questo post; ndr).

Pozzi analoghi sono numerosissimi in Sardegna, almeno 50, alcuni come quello di Milis a Golfo Aranci sono in pessime e degradate condizioni. Ne esistono anche nel resto d'Italia e d'Europa. Sicuramente però, o se ne è perduta la traccia o sono stati immessi e snaturati da costruzioni posteriori.

Cito solo per cronaca il pozzo druidico di Chartres, posto 37 metri sotto il pavimento e ormai sacrificato alla splendida cattedrale gotica. Sarebbe interessante riuscire a scorgerne altri.




Le Piramidi

Molto, forse troppo, si è detto e scritto intorno alle piramidi. Ancora pochi, o relegati al mondo del paranormale, sono i contributi che affrontano l'argomento da un punto di vista vibrazionale.

Mi piace ricordare che tre grandi personaggi della storia, che non esiterei a definire "iniziati" decisero di dormire, (vedi sopra riti di incubazione), nella grande piramide di Cheope.

Se Alessandro Magno, Giulio Cesare e Napoleone Bonaparte fecero tanta strada e condussero perigliose campagne militari allo scopo di sperimentare in prima persona le proprietà energetiche di questa enorme struttura, un motivo ci sarà stato di certo.

La grande piramide è dunque la più studiata; grande interesse destano le sue dimensioni, gli allineamenti rispetto ai sistemi stellari, il ripetersi, nelle sue proporzioni, delle più importanti costanti matematiche.

È definita di Cheope o Khufu in modo erroneo, giacché la stele scoperta da Auguste Mariette e attualmente conservata al museo del Cairo riporta che "Khufu pensò al restauro del tempio di Iside (Signora della Piramide), situato vicino alla Sfinge".

Ma questa edificazione è innanzitutto una macchina energetica capace di convogliare e amplificare le energie, e del resto l'origine del suo nome (pyr = fuoco) traducibile come "fuoco nel mezzo" lascia pochi dubbi.

Nel 1930 monsieur Bovis notò che gli animali rinvenuti morti al suo interno, non erano putrefatti, ma mummificati. Il filosofo Paul Brunton ottenne dal Cairo l'autorizzazione a trascorrere una notte nella camera del Re, e stilò un dettagliato resoconto dell'incredibile esperienza.

Successivamente grazie agli studi di Verne Cameron e Karl Drbal, si arrivò alla conclusione che le strutture geometriche a forma piramidale sono dei generatori di energia e che la loro massima emanazione si manifesta a circa un terzo dell'altezza totale.




Infatti, in questa posizione nella piramide di Cheope è collocata la Camera dei Re, la quale più che una tomba, è un luogo di culto e di guarigione.

(Assolutamente da rivedere e da rileggere il post sul grande evento cosmico QUI, che con un'eclissi anulare strabiliò il mondo ed anche me, per le visite ricevute: ben 123.019; ndr).

Relativamente a tali costruzioni sono stati osservati due fenomeni particolari:

1. L'energia viene concentrata e convogliata intorno all'asse verticale che passa attraverso l'apice della piramide stessa.

2. L'energia esce dalla sua sommità in una forma a spirale.

Sono stati annotati molti fenomeni importanti utilizzando modelli fatti di pietra, legno, carta, plastica. Ponendo un alimento all'interno della piramide, ad un'altezza di circa un terzo del totale, l'alimento si disidraterà e se mantenuto a lungo verrà mummificato.

Il latte non va incontro a degradazione ma si trasforma in formaggio senza alcun additivo. I semi sottoposti a tale trattamento germinano più rapidamente e sono più sani di quelli comunemente trattati.

Potendo usufruire di grandi modelli dove un uomo può sedersi, si sono riscontrati benefìci rispetto a patologie in atto. Matematicamente, le piramidi sono proiezioni degli emisferi terrestri e quella di Cheope è in perfetta armonia con le espressioni del creato.

Come è noto, i monumenti più conosciuti aventi una struttura piramidale sono in Egitto e Messico, ma è doveroso ricordare anche, oltre agli Ziggurat babilonesi, l'insieme dei templi disseminati in estremo Oriente.

Essi, sebbene non presentino una struttura piramidale canonica, hanno però diverse caratteristiche in comune e spesso sono sovrastati da pinnacoli altissimi aventi verosimilmente le stesse funzioni attribuite ad un Menhir.

Contrariamente a quanto si pensa, le piramidi sono diffusissime in tutto il mondo. Si hanno testimonianze in Ucraina, in Brasile e Perù, in Mauritania, Mozambico e Namibia, ma anche in Australia e grande interesse destano quelle sommerse al largo dell'Isola di Pasqua e delle Bermude.

Anche l'Italia ha le sue: a Montevecchia in Lombardia, in Sicilia nei pressi di Enna ed in Sardegna a Monte d'Accoddi.


Le piramidi di Montevecchia, vicino a Milano, in Lombardia

I Templi "Pagani"

Quando si parla di luoghi d'energia, forse viziati da una certa moda o tendenza, la mente corre immediatamente alle popolazioni celtiche, bretoni o egizie e compiendo un salto epocale enorme, si approda come d'incanto alle cattedrali gotiche.

A titolo informativo, come ho già detto, si riporta ormai dappertutto come la cattedrale di Chartres fosse stata costruita ove anticamente c'era un pozzo druidico. È solo un esempio e ne potrei citare altri, ma quello che mi preme ricordare, sia pur brevemente, è che fra i Celti e gli architetti medievali, vissero, pregarono ed edificarono i Greci e i Romani.

Oggi tali culture sono relegate al pari dei Goti o degli Alani, fra le tradizioni pagane, per la sola colpa di essere vissute con splendore prima della predicazione di Cristo.

Le due grandi civiltà classiche ci hanno tramandato divinità proprie legate indissolubilmente ai boschi e alla terra, ma hanno anche teso un ponte tra l'Oriente e l'Occidente, introducendo in Europa alcuni riti di cui ancora si celebrano i misteri come quello Zoroastriano, o quelli legati alla grande Madre.

A partire dal III sec. a.C., il culto della dea egizia Iside, ebbe un ruolo di particolare importanza. Venne adorata sotto le sembianze di tenera madre del dio Horo fanciullo (Iside Lactans), ma anche in associazione a molte divinità del pantheon romano, quali Iside-Fortuna, Iside-Faria e Iside-Demetra.

Proprio quest'ultima associazione è particolarmente importante, dato che Iside-Demetra fu invocata dai romani come Cerere-Demetra,  dea dei boschi e dei campi.  In tutte le province romane il culto di Iside lasciò nei luoghi deputati alla sua adorazione, vestigia e testimonianze, che con la cristianizzazione furono assimilate o modificate.

In Francia, un piccolo villaggio sorse nelle vicinanze di un luogo dedicato a Iside. Per indicare il piccolo paese, si cominciò ad identificarlo come "par Isis", ovvero, vicino ad Iside. Questo toponimo attraversando i secoli e sopravvivendo nella cultura celtica al latino Lutetia, divenne Paris, attuale capitale Francese.


Cattedrale gotica di Chartres in Francia

Chiese e Cattedrali

L'avvento del cristianesimo, innestato quasi a forza in un tessuto sociale fortemente politeista, portò anche frutti amari.  I  luoghi  che  da  millenni  venivano  frequentati per le loro caratteristiche energetiche e talvolta terapeutiche, furono piano piano assimilati ad una religione che ne snaturò quasi per intero le connotazioni iniziali.

Inoltre ciò che era patrimonio culturale di molti, divenne in modo ancor più marcato che in passato, appannaggio di una classe sacerdotale che nei secoli conquistò un potere temporale mai raggiunto prima.

Nel tentativo di demonizzare tutto ciò che poteva costituire un legame col passato, anche le conoscenze profonde delle energie finirono al bando e fu solo grazie ad una nuova categoria di persone che furono preservate e non scomparvero per sempre.

La capacità di riconoscere un luogo d'energia passò lentamente dalle classi sacerdotali, alle varie compagnie di architetti e costruttori, che fin dall'Alto Medio Evo tentarono di recuperare e praticare le antiche conoscenze.

Lo stile Romanico segnò indiscutibilmente i primi secoli medievali per poi lasciare spazio al Gotico.

(Da questo punto ometto un'interessantissima, profonda, e dotta esposizione, con tanto di planimetrie sulle linee di forza e sull'importanza dell'acqua, entrambe presenti in alcune chiese, che troverete, come detto sopra, al link finale indicante la fonte dell'articolo; ndr).

Un breve accenno ad altri tipi di edifici sacri.


Moschea Blu ad Istanbul in Turchia

Le Moschee

Innanzi tutto l'avvento dell'Islam non comportò la distruzione degli edifici sacri preesistenti, anzi tutte le chiese di matrice egizio-siriaca rimasero intatte. In molti frangenti, le chiese furono modificate ed adattate al culto musulmano.

È il caso della grande Moschea Omayyade in Siria. Sorge nel luogo ove nel XI secolo a.C. gli Aramei eressero un tempio al dio Hadad. Con la romanizzazione ci fu la trasformazione del tempio e fu dedicato a Giove e in seguito fu eretta la grande basilica di San Giovanni Battista.

Quando nel 636 i musulmani entrarono in Damasco lasciarono ai cristiani l'uso parziale della chiesa e una parte fu adibita a moschea. A testimonianza di ciò, è ancora consentito ai cristiani entrare nella moschea e venerare presso la cappella dove ci sono i resti della testa decollata del Battista, oppure pregare, sia pure in silenzio.

Questa intesa durò fino al 705 quando il califfo Al-Walid decise di erigere la più grande moschea mai vista. La struttura fu ampliata, dotata di un cortile, le acque subaeree furono regimentate e convogliate alla grande fontana centrale.

L'insieme moschea-cortile, forma un rettangolo di 155 x 96 metri, dimensioni in rapporto aureo perfetto. La presenza dell'acqua è elemento comune a chiese e moschee. Considerando le condizioni climatiche del Medio Oriente, l'acqua acquista una plusvalenza.

Un luogo ove fosse presente l'acqua, oltre ad avere caratteristiche energetiche, diveniva automaticamente un luogo di potere, un luogo ambìto anche per il valore materiale dell'acqua. Possedere un pozzo è ancora oggi considerata una ricchezza.

Mi preme sottolineare che tutte le moschee hanno al loro esterno un pozzo ove attingere acqua indispensabile per le abluzioni. Ultimo elemento, se le cattedrali gotiche hanno imponenti torri, le moschee hanno snelli minareti.

La grande moschea di Damasco ne ha addirittura due, uno a metà del lato Nord, ossia il Minareto della Sposa, e l'altro all'angolo sud orientale, il Minareto di Gesù.

Secondo la tradizione musulmana infatti, nel giorno del Giudizio Universale, Gesù tornerà in terra e apparirà sul minareto. Un luogo d'energia importante direi, capace di unire nel rendiconto ultimo due religioni così lontane...


La grande Moschea Omayyade in Siria, ora rasa completamente al suolo purtroppo!

Concludendo

Tornando alle nostre chiese cristiane, aguzzando la vista, noteremo che molte hanno all'esterno un pozzo, di solito posto lateralmente.

Addirittura secondo la regola di San Bernardo, tutti i conventi venivano edificati seguendo precise disposizioni e il pozzo, di solito collocato al centro del chiostro e quindi a fianco della chiesa, era un elemento fondamentale.

Gli esempi di Friburgo e Grandson (che leggerete se lo desiderate, come detto sopra, al sito dell'autore; ndr) non sono che uno spiraglio in un mondo di Luce che ancora dobbiamo scoprire.

Probabilmente sarà necessario spogliarsi del nostro habitus di uomini moderni, rinunciando un pochino alla nostra estrema ratio, ma passo dopo passo potremo riappropriarci di molte cose che, sordi e ciechi, al momento, non riusciamo a cogliere.

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: SergioCostanzo.it