martedì 17 dicembre 2024

Gustavo Rol e Padre Pio: "Il Mistero e la Fede"

 

"Luce in movimento" di Marcello Ciampolini

Sebirblu, 15 dicembre 2024

Già scrissi QUI e QUI delle strabilianti facoltà di questi due uomini eccezionali, Gustavo Adolfo Rol e Padre Pio da Pietrelcina che, pur appartenendo a campi diversi, l'uno secolare e l'altro religioso, hanno sbalordito il mondo con i loro "miracoli", prodigandosi, seppur sovente in modo diversi, per il Bene dell'umanità e il suo Risveglio interiore.

L'articolo che segue è un tentativo di comparazione tra loro, considerando come unico fattore comune il Mistero retto dalla Fede in Dio. Ho estratto i brani scelti, e accorciati, da un testo di Vincenzo Mercante QUI, con la presentazione di Giorgio Galazzi.




"Mi sono definito «la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto"

A questa suggestiva espressione che, in sintesi, avvalora il pensiero e la mirabolante opera dell'elegante e colto Gustavo Rol, il più grande sensitivo del XX secolo, fanno eco i mistici aneliti, le sublimi rivelazioni ed i miracoli di un eclatante "Vedo tutto in Dio" del Santo di Pietrelcina, l'umile frate cappuccino di estrazione rurale meglio noto con il nome di Padre Pio.

Tra i sogni della fantasia e le apparenze dell'irreale, nel mondo cristiano (e non solo!) fioriscono  così  prodigiose  intenzioni e realizzazioni  straordinarie  che ‒ paragonate ai pianeti ed alle stelle ‒ brillano non di luce propria ma acquisita dall'Eterno per sviluppare armoniche energie, finalizzate tanto a sanare situazioni individuali e collettive di sofferenza, quanto a convertire l'uomo ad un'intelligente spiritualità, spesso traendolo dal materialismo ateo.

Il tramite? Quelle due figure, talmente diverse tra loro, eppur così vicine negli intenti, dotate entrambe di poteri che nella prima potremmo definire preternaturali, nella seconda decisamente soprannaturali.

Franco Rol, lontano cugino di Gustavo, ha desiderato fare un commento a proposito di questa distinzione:

«Un'analisi attenta degli esperimenti, dei prodigi e delle guarigioni compiute da Rol dimostrano invece una commistione delle due categorie. Tanto più che il pensiero di Gustavo è costantemente intriso di riferimenti religiosi e di ringraziamenti a Dio per quanto avviene. L'essere "laico", inteso nell'accezione di "non sacerdote", vale a dire "civile", non esclude affatto la possibilità di essere strumento di miracoli. Lo Spirito vola dove vuole, e Dio può servirsi per la Sua Opera di chiunque.»

E aggiunge ancora: «Sia Gustavo Rol che Padre Pio si consideravano solo strumenti della divinità. Non di rado Rol, dopo un esperimento, ringraziava Dio per avergli concesso di dare agli altri uomini testimonianza della Sua Grazia, per mostrare loro quali e quante possibilità li aspettano lungo il cammino della loro evoluzione, per affermare che la morte non esiste e che l'Amore è "causa suprema di ogni cosa".»




I fenomeni naturali sono conformi alle leggi fìsiche. Per esempio, l'acqua riscaldata a 100°C bolle. Possiamo distinguerli in fisici, fisiologici, psichici. Di essi si può dare anche un'altra classificazione: normali, anormali e super-normali.

Basterà dare degli esempi: un fenomeno normale è una pietra che cade, mentre un evento anomalo si ha coi gemelli siamesi, e super-normale (o eccezionale) è quello degli stenocalcolatori, ovvero delle persone che calcolano mentalmente con grande rapidità.

I fenomeni preternaturali si distinguono perché sorpassano le leggi di natura: o in sé o nel modo come avvengono, o nel soggetto in cui si verificano. Al contrario, quelli soprannaturali contraddicono tali leggi. Esempi rispettivi sono:

‒ le luci che si possono intravedere in certe sedute spiritiche; un oggetto che si muove senza essere toccato; una persona incolta che parla o comprende varie lingue allorché si abbandona in trance alla scrittura automatica.

‒ l'acqua cambiata in vino da N.S. Gesù Cristo; la pesca miracolosa; la resurrezione di Lazzaro; la guarigione del cieco nato.

Per la nostra Fede, nella fattispecie, sono unicamente questi i veri miracoli. Essi appartengono all'Opera esclusiva dell'Onnipotente, che ‒ a Sua gloria ed onore ‒ può prescegliere e delegare persone in odore di santità al fine di perpetuare sulla Terra, nei secoli e nei millenni, eloquenti messaggi di amore.

Sono arcinote, d'altronde, le ingiuste contestazioni e le amare umiliazioni subite dal Frate stigmatizzato prima che dall'intempestivo ravvedimento dei vertici della Chiesa trovassero alfine avvio, nei suoi confronti, illuminate provvidenze di riabilitazione e successiva beatificazione e santificazione. (Cfr. QUI; ndr).

Meno conosciute, ma egualmente infondate sono state le pesanti insinuazioni di certi media su Gustavo Rol: le sue indubbie virtù paranormali erano state deprezzate al livello di un abilissimo fervore divinatorio, null'altro più di una spettacolare quanto fascinosa esibizione di prodigi da "illusionista e mistificatore", rivelatesi invece tutte, nel concreto, manifestazioni autentiche ispirate dall'Alto.




È assai nota pure l'estrema cautela della Chiesa nell'avvalorare accadimenti che, pur straordinari nella loro stupefacente virtualità e ai limiti dell'umana comprensione, non possono entrare nella logica di un rigore ecclesiastico estremamente selettivo:

‒ questo è infatti volto a surclassare fenomeni eccezionali, osannati dalla credulità popolare ma non del tutto permeati della Grazia divina, come pure esita nell'elevare alla gloria degli altari persone che, pur dotate in vita di misteriosi carismi, non siano state giudicate autentiche portatrici dei messaggi di Dio.

E com'è l'atteggiamento del mondo scientifico nei riflessi del paranormale? Tende attualmente ad essere più possibilista rispetto al passato, facendo proprio l'assioma che "è pur sempre il dubbio a distinguere la persona intelligente dalla stolta!".

Certo è che, oggi più che mai ‒ assistendo estasiati al lento, progressivo dissolversi dei misteri dell'Universo (che sono tanti e destinati in gran parte a rimanere tali!), ma specialmente di fronte alle immani sciagure della cronaca e della storia, qui, sul minuscolo nostro pianeta ‒ si avverte nel genere umano un impellente e profondo bisogno di spiritualità.

E se Padre Pio sarà sempre ricordato come un grande Santo e benefattore, non meno degne di menzione potranno essere le riservate e complesse sperimentazioni dello straordinario "metafisiologo" di nome Rol, finalizzate alla sensibilizzazione educativa delle masse sulle potestà – multiformi ed occulte – dell'Onnipotente, di cui è stato semplice e devoto messaggero:

– sensitivi entrambi; ambedue dotati di chiaroveggenza, di facoltà diagnostico-criptoscopiche e di quant'altro sfugga al normale controllo dei nostri comuni sensi, ma nel contempo ciascuno ben differenziato dall'altro nell'assetto socio-culturale ed ambientale.»
                                                                                                                  Giorgio Galazzi
         



Una Vita di Prodigi

La straordinarietà In Padre Pio era così abituale da passare quasi inosservata a chi viveva accanto a lui. Una particolare riconoscenza merita senz'altro padre Agostino da S. Marco in Lamis, il quale, come suo direttore spirituale, impose a Francesco Forgione di mettere per iscritto e rispondere a talune domande sulle esperienze carismatiche della sua fanciullezza, raccolte poi in un diario.

Veniamo così a sapere che le apparizioni cominciarono fin dal quarto anno di età, similmente alle vessazioni diaboliche già attive sin d'allora. Il primo miracolo risale al 1908: Padre Pio si trovava a Montefusco in provincia di Avellino per rinfrancare la malferma salute, e il convento in cui albergava era situato presso un gran bosco di castagni.

Il Frate, raccolto un sacco di marroni, lo inviò a Pietrelcina alla zia Daria, che da sempre gli dimostrava un forte affetto. Una sera, rovistando in un cassetto dove il marito custodiva la polvere da sparo, una scintilla appiccò il fuoco ed una fiammata la investì in pieno volto. Urlando la donna involontariamente pose sul viso il sacchetto che aveva contenuto le castagne e immediatamente il dolore scomparve senza lasciare alcun segno di bruciatura.

Risalgono a quel periodo, nella stanzuccia chiamata la Torretta, a Pietrelcina, i lunghi colloqui con il Signore, la Madonna e S. Michele Arcangelo, intervallati da poderosi disturbi demoniaci, come rumori sordi, colpi sui muri, rottura di pentole e sedie, seguiti da svenimenti ed estasi.

Proseguendo nella comparazione, queste stesse parole si addicono pure a Gustavo Rol, il maggiore tra i sensitivi del XX secolo. È chiaro però che un paragone fra i due personaggi risulta un poco azzardato, trattandosi di personalità diversissime fra loro.

Il Frate di San Giovanni Rotondo si presenta come un gigante mistico e taumaturgo, la cui grandezza cresce sempre più dopo la santificazione ufficiale stabilita sotto l'egida di papa Wojtyla, i cui interventi prodigiosi visibili e spirituali non solo non si affievoliscono, ma si dilatano attirando folle dai cinque continenti.

Nel frattempo, anche la grandezza e la fama di Rol fanno la storia, ne tramandano intatta la memoria che aleggia intorno alla sua potente personalità da "grondaia che convoglia l'acqua cadente sul tetto", acqua che lo spingeva ad agire con "spontaneità quasi sotto l'impulso di un ordine ignoto" a favore di un'umanità curva sotto il peso della sofferenza.

Ebbe a dire di lui Federico Fellini: 

"Gustavo è l'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene".

Rol, in ricordo del grande regista, scriveva il 19 novembre 1993 a Giulietta Masina:

"Mi permetto farle conoscere un foglio pervenutomi il 27 gennaio 1990 quando ho perduto la mia adorata Elna: foglio che mi ha molto confortato, perché descrive, come lo immaginavo, quell'aldilà del quale avevo tanto parlato a Federico.

Su quel foglio c'era scritto:

"Se tu conoscessi il mistero immenso del Cielo dove ora vivo, se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza limiti ed in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami. Mi è rimasto l'affetto per te, una tenerezza che non ho mai conosciuta... Nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine pensa a questi meravigliosi luoghi dove non esiste la morte e dove, nuovamente uniti, ci disseteremo insieme alla Fonte inesauribile dell'Amore e della Felicità..." 

Lei sa, carissima Giulietta, che ho speso la vita per dimostrare che il nostro Spirito può compiere prodigi che la scienza non saprebbe rinnegare, fra queste la conoscenza del futuro. (Ved. l'articolo su "La Stampa" QUI; ndr).



Gustavo Rol e Federico Fellini in una mostra del 1986.

Nella copertina posteriore di presentazione del saggio di Remo Lugli si legge: "Rol ha fatto tante cose sbalorditive, tutte senza scopo di lucro, con la sola finalità di recare del bene al prossimo e di far capire che queste doti, a lui, uomo di Fede, venivano dall'Alto per dimostrare l'esistenza di Dio".

Parole che bene convengono anche al Santo del Gargano. Non sembri assurdo allora tentare un approccio di paragone, riproducendo qui una dichiarazione rilasciata da Renzo Allegri, ammiratore e biografo del celebre torinese, ad un giornale:

"In testa alla classifica dei casi strani del mondo metterei di sicuro Gustavo Rol. Ma se penso a Padre Pio, direi che anche in lui, grande asceta, c'erano, oltre alla santità, tutti i fenomeni paranormali. L'ho incontrato due volte a S. Giovanni Rotondo, ho avuto tra le mani migliaia di documenti, anche inediti, che possono confermare questa tesi".

L'Allegri ripeteva spesso anche in dibattiti televisivi ciò che il famoso sensitivo sosteneva come idea di fondo:

"L'uomo, in quanto figlio di Dio, ha in sé una natura divina di cui dovrebbe prendere coscienza. Aprendosi con fiducia a questa consapevolezza l'uomo può ritrovare la possibilità di fare cose strepitose".

E di accadimenti strepitosi è traboccante pure la vita di Padre Pio. Egli fu l'uomo del confessionale, in cui passava sovente oltre 15 ore al giorno per curare i mali dello spirito. Uscitone poi stanchissimo, camminando fra due ali di devoti, poneva sulla testa o avvicinava una mano stigmatizzata alla guancia di chi voleva strappargli una guarigione, una liberazione, un miglioramento delle proprie sofferenze.

Sulla conoscenza di lingue mai studiate, una volta ricevette una lettera in greco dal suo direttore spirituale e con facilità lesse tutto lo scritto. Richiesto come avesse potuto farlo, rispose: "L'angelo custode mi ha spiegato tutto".

In  un'altra circostanza  arrivò  una lettera in francese.  Apertala  assieme  all'arciprete di Pietrelcina, mons. Pannullo, trovò il foglio interamente macchiato d'inchiostro. Pensando fosse uno dei soliti dispetti di Satana, lo benedì con l'acqua santa; la macchia d’inchiostro sparì, riapparirono i periodi limpidamente vergati, poi lesse con tranquillità ignorando del tutto la lingua francofona.

Le guarigioni operate da colui che la gente già in vita aveva battezzato "Santo" non si contano. Sparivano d'improvviso o lentamente tumori al cervello e tubercolosi ossee e polmonari a persone cui Padre Pio appariva in sogno; vari bambini rachitici o affetti da anomalie sovente incurabili ritornavano normali.

Non c'è biografia che non riporti un lungo repertorio di portenti strappati a Dio tramite le preghiere del Frate. Durante la guerra, al convento di S. Giovanni Rotondo era un continuo viavai di poveri che chiedevano l'elemosina ed i frati finivano per dar loro anche i propri alimenti.



Un giorno nella cesta del pane ne era rimasto circa mezzo chilo, insufficiente per la comunità. I frati pregarono l'Altissimo e intanto sedettero a tavola a mangiare la minestra.
Poco dopo arrivò Padre Pio con parecchi filoni di pane fresco.

Al superiore che gli chiese dove li avesse presi rispose candidamente: "Me li ha dati una pellegrina alla porta". Nel silenzio generale del refettorio più d'uno comprese che solo quel confratello stigmatizzato aveva il dono di incontrare certi pellegrini.

Sulle predizioni: impossibile un calcolo, tanto sono numerose. Possono riguardare accadimenti dolorosi, come un annuncio di morte, o gioiosi, come il superamento di pericoli o infermità. Lui poi conosceva con esattezza il giorno del proprio trapasso. Gesù gli aveva detto: "Per cinquant’anni porterai le ferite, poi verrai da Me". La preveggenza si avverò in pieno. 

Gli episodi di chiaroveggenza sono registrabili nell'intero arco della sua vita: un benefattore, quando giaceva a letto infermo, era solito portargli una camicia candida per ricevere la Comunione. Una mattina al portinaio che era in procinto di recarsi a prendergliela, disse: "Aspetta, non andare adesso, aprigli la porta fra un'ora e mezza". Passato il tempo predetto, portinaio e benefattore si incontrarono sulla porta del convento.

Per bilocazione, come dice l'etimologia, si deve intendere la presenza simultanea della stessa persona in due luoghi distinti. Padre Pio fu protagonista di inspiegabili episodi di bilocazione. Dà un forte schiaffo sulla guancia di una persona che, mentre pregava, aveva preso sonno.

Compare ad un capitano di fanteria e gli grida di allontanarsi da un determinato posto che sarebbe stato bersagliato poco dopo da pericolosissimi colpi di cannone. Si presenta "in carne ed ossa" ad una suora e le ordina di portare una teca racchiudente un frammento di reliquia della Croce all'abitazione della contessa Silj. 

Durante una notte bussa alla camera di un monsignore e gli suggerisce di andare ad amministrare il Viatico e l'Estrema Unzione ad un confratello morente. All'ospedale di San Severo, dove era ricoverato per una grave malattia, una notte Padre Placido vide accanto al capezzale San Pio che gli parlò, gli assicurò la guarigione e poi posò la mano sul vetro della finestra e scomparve.

Raccontò l'accaduto al personale ospedaliero, che incuriosito e scettico continuò per tutta la giornata a controllare quel vetro su cui brillava l'impronta di una mano. Neppure la pulitura del vetro con detersivo, ripetuta più volte, poté cancellare quel segno che riappariva di continuo.

Sulle "visioni a distanza",  citiamo un'apparizione  in sogno ad un ottantenne al quale il Santo dona dieci anni di vita. Questi e tanti altri racconti trovano la puntuale testimonianza di coloro che ne erano stati protagonisti e riconoscenti li divulgarono come ringraziamento all'Eterno e a edificazione dei devoti del Santo di Pietrelcina.

L'Allegri, nei suoi articoli, si sofferma lungamente su fatti avvenuti dopo il trapasso del cappuccino, riportati da persone malate che durante la notte hanno visto entrare nella loro stanza il frate dalla barba folta, spesso sentendosi toccare le spalle e udendo la sua voce con le parole: "Alzati e cammina" o "ti voglio aiutare... ora sei guarito".




Concludendo... sembra fuori da ogni dubbio che Francesco Forgione fosse dotato di specialissime  attitudini  che  penetravano  la  sfera dello spirito  e  del  soprasensibile. E ciò lo accosterebbe, con le dovute proporzioni e distinguo, al sensitivo torinese Gustavo Rol. I due uomini si assimilano in una espressione significativa: "Sono un mistero di fronte a me stesso".

Entrambi ebbero in comune episodi di visioni a distanza, chiaroveggenze, bilocazioni, imposizione delle mani. Ambedue professarono di essere strumenti di Dio al servizio di un'umanità sofferente.

In una parola, da una parte profondamente religiosa troneggia un gigante sotto tutti gli aspetti, e dall'altra, in ambito del tutto laico, pure il torinese è da considerarsi un gigante nella sfera psico-spirituale dell'altra dimensione, tanto che Remo Lugli titola la biografia su Rol: "Una vita di prodigi".

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

giovedì 12 dicembre 2024

San Pio X e il Venerabile Pio XII: due papi VERI!

 

La Basilica di San Pietro come chiave del Regno dei Cieli? (Mt. 16, 19)

Sebirblu, 10 dicembre 2024

Dopo la celebrazione solenne per i cristiani di tutto il mondo, che onorano come ho fatto io QUI la Concezione Immacolata della Vergine Maria, affiorano nella mia mente i ricordi sempre vivi di un'infanzia sorretta dalla fede e da una Chiesa vibrante, guidata da un Pontefice davvero degno di tale nome.

Si trattava dell'aristocratico principe Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli che, malgrado le velenose calunnie a causa del suo "silenzio" sulla persecuzione tedesca inflitta agli ebrei durante la seconda Guerra Mondiale, riuscì a salvarne almeno 11.400 dalla deportazione, secondo la testimonianza di uno di loro sopravvissuto allo sterminio, un certo Gary Krupp: ved. QUI e QUI.

La nobiltà di questo Sommo Pastore si contrappone alle origini rurali di un altro Vicario di Cristo salito a pieno titolo agli onori degli altari: si tratta di San Pio X, la cui breve biografia (molto più completa QUI) dice così:

«Giuseppe Sarto nacque a Riese, nel Trevisano, il 5 giugno del 1835 da famiglia contadina, secondo di 10 figli. Per interessamento di alcuni sacerdoti e del Patriarca di Venezia che conoscevano le sue doti, poté studiare al Collegio di Castelfranco, dove si recava percorrendo gli 8 km di strada a piedi nudi, "per non sciupare le scarpe".

A 23 anni fu ordinato sacerdote, e nel 1884 divenne Vescovo di Mantova. Nove anni più tardi fu eletto Cardinale Patriarca di Venezia e nel 1903 fu costretto, nonostante le sue proteste di incapacità, ad accettare l'elezione al papato.

Dotato di grande prudenza, discrezione, amabilità e umiltà, si autodefinì "servo dei servi". Fu uomo di profonda preghiera e di vero amore per i poveri, oltre che eccezionale organizzatore della Chiesa al suo interno.

Pio X si prodigò per dare al Clero non solo una formazione spirituale teologica e liturgica, ma anche di diritto canonico e di economia sociale. Sotto il suo pontificato si operò la riforma del calendario, del Breviario e dei rituali in genere, favorendo la partecipazione più attiva di tutto il popolo alla Messa domenicale (centro e culmine della vita cristiana) e la comunione eucaristica più frequente anche ai bambini.

Conobbe Lorenzo Perosi, ne ammirò il talento musicale e affidò a lui la riforma della musica e del canto sacro durante le cerimonie.

Promosse anche il rinnovamento della evangelizzazione preparando un catechismo che porta ancora il suo nome. Codificò pure il diritto canonico. Morì a Roma il 20 agosto 1914, assistendo impotente al deflagrare della guerra che sconvolgeva tutta l'Europa.» (Fonte QUI).
 



Pio X Proclamato Santo. L'umiltà e la grandezza d'animo di Giuseppe Sarto in un episodio poco noto. Nel Conclave del 1903, quando i voti dei cardinali stavano accentrandosi su di lui, il patriarca di Venezia, quasi sgomento per l'inattesa designazione, parve dapprima che volesse rifiutarla.

Merry del Val, che del Conclave era segretario, fu allora incaricato di avvicinare il cardinale Sarto per conoscere la sua definitiva decisione. Lo trovò nella cappella Paolina, prostrato a terra, che pregava e piangeva. Merry del Val si inginocchiò anche lui per fare l'ambasciata, e il futuro Papa gli rispose: "Se Dio desidera questo, sia fatta la Sua volontà!" (Disegno di Walter Molino).

·········
Entrambi i Papi, pur differenziandosi nei natali e nei singoli preziosissimi talenti, hanno mostrato al mondo le stesse analogie di pensiero sul pericolo del modernismo* nella Chiesa, che emerse similmente anche dalle profezie del Venerabile Pio XII – tutte avveratesi e che in parte esporrò – e dalle straordinarie dichiarazioni rilasciate post mortem da San Pio X all'avv. Gino Trespioli nel suo illuminante e introvabile libro "La Vita", ma che QUI è possibile scaricare dietro mio sollecito consiglio.

* [Con l'enciclica Pascendi Dominici Gregis (anno 1907) San Pio X volle condannare questo modernismo. Tale corrente aveva un fine ben preciso: trasformare la religione apostolica, affidata alla Gerarchia della Chiesa, in un immanentismo religioso. Cfr. QUI]. 

Ecco dunque l'episodio n° 356, dalla "Biotesi della Conoscenza" (ved. QUI), con la manifestazione di colui che rivestì santamente il ruolo di "Successore di Pietro" nella Chiesa Universale.

Dice Trespioli:

‒ L'Entéle (significato al Post scriptum QUI), non evocato, non pensato, intervenuto evidentemente per darmi modo di rendere incensurabili le stesse verità, era stato un giorno lo spirito eletto di Giuseppe Sarto, papa Pio X.

«Nel nome di Dio supremo ed eterno ‒ disse ‒ mi manifesto a voi, così come facevo coi pellegrini in Vaticano. Siate benedetti, o fratelli... Missione d'anima fu la mia. Alto compito cadde su di me, misero e semplice.

Sappiate intendermi... Il sacerdote che porta la parola del conforto a chi soffre, a chi muore, dice la verità, compie opera santa, anche se egli persegue nel suo intimo fini egoistici... Su di me stava l'alto segno dell'infallibilità; l'infallibilità può e deve essere analizzata.

Essa può essere anche senza consacrazione, poiché l'ispirazione divina va molte volte agli umili che non vestono la porpora: Caterina era umile, ma messaggera di bene e di verità.

La missione a me affidata fu da me maggiormente compiuta essendo patriarca; rimase paralizzato il mio spirito quando si aggiunse al sacro ministero di anime un manto, candido sì, ma greve come un sepolcro...

Profondo il dissidio fra il mio sentire, che si immedesimava con la semplicità evangelica ed una accolita di ligi alle convenzioni rituali e ai dettami dei Concili, per cui la mia anima era costretta ad asservirsi ad interessi materiali.

Se Costantino compì l'alto segno del Cielo (In Hoc Signo Vinces; ndr) convertendosi, divenne anche "motivo" che si risvegliassero ambizioni terrene in coloro i quali debbono rappresentare la dignità, non con orpelli od ori, ma con amore e giustizia per la comunione fraterna di tutti quelli che, fuori e dentro la Chiesa, costituiscono l'Umanità.

Le orme di Gesù sono rimaste fulgide e il Vangelo è pur sempre il codice regolatore dell'avvenire dell'umana specie. E ciò sarà. Passeranno riti, forme e mitre gemmate, e fra i popoli, più o meno credenti, sarà manifesto il Risveglio dello spirito.

La Scrittura non parla di questo Risveglio della Chiesa: «Soffocherai», essa ripete per mezzo di innumerevoli voci: «Rinnovati». E allora il miscredente si convertirà alla semplicità e a maggiore e più vera fratellanza.»



Commento di Trespioli:

‒ Alto il monito. Purissima (anche quand'era incarnata) l'Anima che in tal modo si esprimeva. [...] 

Riprese:

«Con la mia vista di spirito osservo che il "modernismo" non è civiltà, non è progresso ma decadenza e oscurità psichica; il vero scopo di tale corrente che agitò il mio clero era la conquista di un predominio, che è trono della materia, e ciò per i chierici è orrendo.

Nel campo scientifico, in genere, piuttosto che di "modernismo" si parli più esattamente di rinnovo, di rinascita: le scoperte debbono condurre gli uomini alla meditazione dell'ignoto, del sublime...»

Trespioli:

Potrà il tuo programma* ‒ ripresi – vincere la tradizione e costituire la regola? E colui che affermava con precisi accenni d'essere stato pontefice, rispose:

«Ti espongo un principio che dovrebbe essere di ammonimento. Voi che non indossate veste sacerdotale, saprete far rifulgere la realtà della Fede penetrando quel Vangelo, che è colonna nel tempo e nell'eternità. Non si va contro la Chiesa; bensì dalla Chiesa stessa si deve saper prendere tutte quelle verità che essa detiene. E vi ripeto: Voi siete battezzati in un solo Spirito.»

* [Pio X si propose come programma di governo quello di 'ricapitolare tutto in Cristo' e lo realizzò in semplicità d'animo, povertà e fortezza. Ndr].




E in un intervento dello stesso Entéle proveniente da un'altra fonte ultrafanica (vol. II de "La Voce" pag. 161 ‒  ved. QUI, il medesimo disse:

«Ripetere preghiere a che cosa serve? Non ripetizioni verbose, non parole aggiunte a parole; la preghiera è il canto dell'anima che ascende all'Infinito, e questo canto trasforma l'essere, lo porta in una traiettoria di Luce... lo spasimo della vita cessa per un attimo e l'umano si sente spirito fra i puri spiriti; sono attimi gioiosi che il mondo non può controllare, perché se il mondo non controlla non crede. (Ved QUI, l'importanza della Preghiera secondo la Scienza; ndr).

Strana espressione: "Credere soltanto a quello che viene controllato", negare cioè l'insieme che si percepisce mediante le vibrazioni esistenti nell'aria, nell'etere, in ogni manifestazione naturale: canta l'albero quando si drizza verso il sole, canta il filo d'erba mosso dal vento, canta il mormorio dell'acqua, quando è trasportata dalla corrente... tutto canta la Somma Armonia.

E l'uomo che fa?

Si intenerisce talvolta guardando al cielo, si impietosisce davanti a un dolore... Dolore e Amore si fondono, e l'uomo in quell'istante diviene veramente creatura celeste.

Anch'io doloravo, come tutti i mortali... ma non vi prospetto la mia sofferenza per essere compatito, no, dico solo a voi: "Siate temprati a qualsiasi sofferenza, siate sempre pronti a qualsivoglia trasformazione, perché queste non possono essere preparate dagli uomini, in quanto giungono all'improvviso".

Che farà l'anima umana?

L'interrogativo è scottante come il fuoco, ma se voi volete potrete ascendere, e ascendendo raggiungerete il mutamento reale della vostra individualità.

Io soggiorno nell'Infinito, mi affianco all'umanità e la osservo mentre percorre faticosamente il suo calvario, volutamente preparato... Attingete energia, rafforzate il vostro pensiero, siate degli uomini completi...

Voi attendete un nome, attendete che io esprima con altre parole la mia figura umana: nella semplicità vissi, nel fulgore mi fecero vivere, e me ne andai gioioso di abbandonare la Terra, di lasciare la dura fatica e l'enorme responsabilità... Sì, perché è enorme la responsabilità degli uomini che assumono la direzione delle moltitudini... non dico di più, e chiudo il mio detto con una preghiera:

O Signore dei cieli,
 Tu che non sei un fantasma ma Sei Quello che Sei,
 degnati di raccogliere l'umanità
che è sparsa in ogni angolo della Terra
 e che da Te proviene.

Signore, benedici Tu certi luoghi
 e su di essi fai splendere maggiormente il Tuo sole,
fa che gli uomini che ricevono questo sole benedetto
siano sempre pronti a servirTi con Amore e Fede.

L'Amore congiunge e non divide,
la Fede sublima e non fa traballare.
Così Ti prego, o Signore, per tutta l'umanità.»




Ed eccoci arrivati a qualche cenno su Pio XII che, curiosamente, non è stato ancora beatificato, ma reso solo «Venerabile», per... "mancanza di miracoli".

Un'altra analogia altrettanto curiosa lega questo papa a Pio X: è il numero 9 che, mentre per quest'ultimo i numerosi incarichi si avvicendarono ogni nono anno ‒ 9 anni in Seminario, 9 come cappellano a Tombolo, 9 come parroco a Salzano, 9 come canonico e direttore del Seminario a Treviso, 9 come vescovo di Mantova e 9 come patriarca di Venezia ‒ per Pio XII l'affinità si dipana sommando teosoficamente le date più importanti della sua vita:

‒ Nacque il 2‒3‒1876, che sommato da 9; venne eletto pontefice il 2‒3‒1939 (il cui risultato è 9) all'età di 63 anni (6+3 = 9); fu il 261° (2+6+1 = 9) successore di Pietro. La sua vita terrena ebbe termine dopo 9 ore di agonia, il 9 ottobre 1958. (Per il significato dei numeri, ved. QUI).

Infine, il 13‒5‒1917 (un altro 9!), Benedetto XV, nella cappella Sistina, consacrò vescovo l'allora don Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, proprio nel giorno di maggio in cui a Fatima comparve la Madre Santissima.

D'altronde non c'è da meravigliarsi se lo stesso "Pastor Angelicus" ‒ come fu chiamato dal monaco irlandese Malachia nel suo famosissimo elenco dei motti papali ‒ nel dicembre 1954, allorché giaceva infermo a letto, venne visitato da Gesù che lo guarì.




Un giorno, al conte Enrico Pietro Galeazzi, che stava per diventare uno dei suoi più stretti collaboratori e gli rese visita, il card. Pacelli fece una confidenza indicante quale genere d'uomo fosse:

«Supponga, caro amico, che il comunismo sia uno degli strumenti di sovversione più evidenti usati contro la Chiesa e le Tradizioni della Rivelazione divina: allora noi assisteremo alla contaminazione di tutto ciò che è spirituale: filosofia, scienza, legge, insegnamento, arti, media, letteratura, teatro e religione.

Sono scosso dalle parole che la Santissima Vergine ha rivolto alla piccola Lucia di Fatima. Questo insistere da parte della Buona Signora sul pericolo che minaccia la Chiesa è un avvertimento di Dio contro il suicidio che rappresenterebbe l'alterazione della Fede nella sua liturgia, nella sua teologia e nella sua anima».

Il porporato si arrestò un momento, quindi continuò: «Sento intorno a me che i novatori vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e procurarle rimorsi per il suo passato storico. Ebbene, mio carissimo amico, sono convinto che la Chiesa di Pietro dovrà rivendicare il suo passato, altrimenti si scaverà la sua stessa tomba.

Io combatterò questa battaglia con tutte le mie forze al suo interno, come al di fuori, anche se le forze del Male forse un giorno potrebbero approfittarne per distorcere la mia persona, le mie azioni o i miei scritti, come si prova oggi a deformare la storia ecclesiale. Tutte le eresie umane che alterano la Parola di Dio sono fatte per sembrare migliori di Essa».

''In quel momento – aggiunse il conte Galeazzi – lo sguardo del card. Pacelli, velato dalle lenti dei suoi occhiali, divenne soprannaturale e da quel corpo alto e fragile emanava una forza mistica irresistibile''.




E ancora il futuro papa, rivolto verso un altro cardinale, profetizzò:

«Verrà il giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio; e la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Essa sarà allora tentata di credere che l'uomo sia diventato Dio, che il Figlio suo Gesù Cristo non è che un simbolo, una filosofia come tante altre. 

Nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Gesù li aspetta; e grideranno, come la Maddalena in lacrime davanti alla tomba vuota: "Dove lo hanno messo?".

Sarà allora che si alzeranno i sacerdoti dall'Africa, dall'Asia, dalle Americhe – quelli formati nei seminari missionari – che diranno e grideranno che il "Pane della vita" non è un pane ordinario, ma il Corpo di Cristo, che la Madre dell'Uomo-Dio non è una madre come le altre.

Ed essi saranno fatti a pezzi per aver testimoniato che il Cristianesimo non è una religione come le altre, poiché il suo capo è il Figlio di Dio e la Chiesa Cattolica è la sua Chiesa».

Queste parole vennero pronunciate nel lontano 1933, quando il card. Pacelli era Segretario di Stato, all'età di 57 anni. Egli, così perfettamente conscio degli eventi della sua epoca, dei loro protagonisti, delle ragioni che li guidavano fin nei minimi dettagli, era innanzitutto un mistico al servizio della "città di Dio", come direbbe sant'Agostino.

«... Si cercherà di distruggere la santa tradizione della Chiesa, ponendo in dubbio le testimonianze degli Apostoli... E l'amarezza sarà ancora maggiore se si valuta che queste minacce verranno dall'interno della Chiesa... Dubbi sconsiderati finiranno per turbare la semplice, genuina, fede popolare».

Anche questo è un pensiero profetico di Pio XII e, "guarda caso", proprio in questo momento ho ricevuto la notizia che anche don Ramon Guidetti, uno dei sacerdoti facente parte del Sodalizio Mariano di don Minutella, è stato "ridotto allo stato laicale" dopo lo stesso padre Alessandro e don Enrico Bernasconi. (Ved. QUI e QUI).

Ecco il video dell'annuncio, dopo la trionfale riunione del Piccolo Resto a Milano per la festa dell'Immacolata.




Concludo con quest'ultima dimostrazione pratica di quanto avessero ragione i due eccelsi pontefici del secolo scorso ad opporsi decisamente a qualsiasi tentativo di modernizzazione della Chiesa di Cristo, profetizzandone l'apostasia e il tradimento al suo stesso Vertice ad opera di Satana.

Relazione a cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte principale dell'ultimo rapporto su Pio XII tradotto dal francese, QUI.
Fonte delle maggiori sue profezie, QUI

venerdì 6 dicembre 2024

"Bella... e Terribile come Esercito schierato..."


"L'Immacolata Concezione" di Bartolomé Esteban Murillo (1617-1682).

Sebirblu, 6 dicembre 2024

In prossimità della Immacolata Concezione della Vergine Santissima, dedico questo scritto espressamente a Lei (confrontare anche QUI), oggi più che mai subdolamente privata degli onori dovutigli per la Sua sublime Maternità umana e divina: ved. QUI, QUI e QUI.   

Il tempo apocalittico in atto (urge ormai farsene una ragione) è in pieno svolgimento e se ne vedono i chiari segni ovunque (cfr. QUIQUIQUI e QUI), a partire proprio dal Vescovo di Roma, il Falso Profeta, che regge il governo del soglio pontificio nella acquiescenza e nell'addormentamento generali.

L'unico modo davvero efficace per opporsi a tutto ciò è quello di prendere coscienza dello scontro titanico in atto tra le Forze della Luce, ossia fra la Madre Purissima con le Sue schiere angeliche, e quelle dell'Oscurità: Lucifero e le sue marionette elitarie impegnate ad asservirci tutti. Cfr. QUI, QUI e QUI.

Bisogna considerare che il Maligno odia particolarmente la Madonna e questo, per chi ha gli occhi aperti, appare chiaro nell'operato di Bergoglio (cfr. QUI, QUI e QUI) e dei consacrati attorno a lui che cercano, per compiacere i movimenti evangelici, di "ridimensionare" la figura di Maria SS. protestantizzando ed inserendo la Chiesa in un'Unica Religione Mondiale. Cfr. QUIQUI e QUI.

Tentativo vano! Perché tutti sanno che Ella trionferà, proprio per la Sua Purezza, e schiaccerà la testa del Rettile malefico che sin dal Principio, ribellandosi a Dio, ha trascinato l'intero genere umano nella Caduta che ancora oggi tragicamente stiamo vivendo. Cfr. QUIQUI e QUI; ma anche QUI, QUI e QUI.


Ben Goossens

Dico "Purezza" perché si sappia finalmente, nonostante l'oscurato indottrinamento ricevuto, che:

MARIA ERA ED È UN SERAFINO! (Confermato anche da Maria Valtorta come espongo più avanti).

NON HA PRESO PARTE ALLA RIBELLIONE INIZIALE,  perciò...

ERA ED È SENZA MACCHIA ALCUNA, come giustamente Ella disse a Bernardette Soubirous: "Io Sono l'Immacolata Concezione". Cfr. anche QUI.

IL SUO CORPO ERA DIAFANO, quindi non soggetto ai dolori da parto, né alla morte fisica.

HA "PARTORITO" LA LUCE, GESÙ IL CRISTO UNIGENITO, ossia L'AMORE, manifestatosi a tutti gli effetti come "Uomo" per darci l'Esempio di come ritornare alla Casa del Padre.  Ecco perché... 

ERA ED È VERGINE, PRIMA, DURANTE E DOPO IL PARTO ed è per la consistenza ineffabile del suo corpo, come a maggior ragione quello di Suo Figlio Gesù ‒ Dio stesso ‒ che...

FU ASSUNTA IN CIELO, similmente al Cristo che vi ascese dopo la Sua Risurrezione da una "Morte" che non poteva ghermirlo in quanto la fatturazione fisica era solo apparente; energia pura e non frutto della condensazione materiale umana.




Mi rendo conto che per molti di voi questi possano apparire dei vaneggiamenti e delle esaltazioni soggettive, ma è ORA DI SVEGLIARSI, e non per immetterci tutti in UNA SOLA RELIGIONE MONDIALE perché, con tali presupposti, sono i popoli che devono trascendere ogni concetto limitativo religioso e andare verso la REALTÀ VERA delle cose, cioè verso L'AMORE, anche se il Cristo non lo si conosce ancora! Cfr. QUIQUI, QUIQUI QUI.

Altro che elevare al grado di festa obbligatoria (il 22 luglio, cfr. QUIla celebrazione di Maria Maddalena e sminuire, offuscandolo, il culto della Vergine Madre! La Quale, alla fine, vincerà il Mondo... ved. QUI.

Vi riporto un brano dettato da Gesù stesso alla famosa mistica Maria Valtorta ed annotato in uno dei suoi Quaderni dal 1945 al 1950: 


Maria Valtorta (1897 - 1961)

6 gennaio 1948

"Ora l'ira di Dio si manifesta dal Cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità di Dio, iniquamente". (San Paolo ai Romani ‒ 1,18).

Dice l'Autore SS. (Gesù):

«Nella lezione prima di questa, ho invitato a difendere l'Idea religiosa per avere salvezza e pace, perché quando un popolo cade nella "cattiveria e iniquità" – è la più grande tragedia. La massima ingiustizia è offendere Dio, deridere la Religione, attaccarla, spegnerla nelle menti, ignorarla scientemente, premeditatamente, in tutti i suoi comandi – allora l'ira di Dio si manifesta dal Cielo.

Non occorrono folgori perché si mostri. Non cataclismi. Non diluvi. Ma è sufficiente che Dio vi abbandoni a voi stessi per darvi da soli la morte, l'angoscia, la disperazione. La collera di Dio, più che mostrarsi con punizioni, la vera immutabile collera,  si  manifesterà  con  l'abbandonarvi  completamente.

Quelli che voi chiamate castighi di Dio – guerre, mezzi atroci di distruzione, calamità, pestilenze – ancora non sono sdegno senza mutazione, sdegno assoluto. Sono rimproveri e richiami del Padre offeso, ma sempre premuroso di dare soccorso e perdono ai figli colpevoli.

Ma quando ogni "empietà e ingiustizia" mentale o fisica sarà nel cuore del 99% dell'umanità, quando queste avranno invaso ogni classe sociale fino a penetrare nella casa di Dio – l'abbominio della desolazione di cui parla il profeta, e lo conferma il Verbo, perché ancora non avete dato il giusto significato alla parola "desolazione" che sarà il segno della fine, e lo sarà – allora Dio non vi riprenderà più con paterni castighi – che purtroppo salvano pochi, perché i più sono già servi di Satana – ma vi lascerà a voi stessi.

Si ritirerà. Non farà più alcun atto. Sino al momento in cui un baleno del suo volere ordinerà ai suoi angeli di aprire i sette sigilli, di suonare le quattro trombe, di liberare l'aquila dei tre guai, e poi, orrore, sarà dato fiato alla quinta tromba, e il Giuda dei tempi ultimi aprirà il pozzo dell'abisso per farne uscire ciò che l'uomo avrà desiderato più di Dio.


Danny Hahlbohm

Quando? Quando? Già siete in quest'ora o state per entrarvi?

Temete. Ve lo chiedete... Ma non vi pentite. Non vi sarà detto il quando. Esso è scritto nel cuore dei presenti profeti, "ma è sigillato ciò che hanno detto i sette tuoni ad essi, e questi non lo diranno".

E in quel momento, come astro pacifico sull'orrore e terrore delle onde burrascose – la Terra scossa come mare in tempesta e tutti gli uomini immersi nella bufera, meno i servi di Dio raccolti sulla barca di Pietro, fedeli al Nauta santo – verrà l'aurora della Stella del Mare, precorritrice del sorgere, dell'ultimo apparire della Stella del Mattino.

Nella Sua seconda venuta, l'Agnello di Dio, il Redentore, il Santo dei santi, avrà per precursore non il penitente del deserto salato dalle macerazioni (Giovanni Battista; ndr), e salante i peccatori per guarirli dalle pesantezze e farli agili ad accogliere il Signore, ma avrà per precursore l'Angelo nostro, Colei che, pur avendo forma, fu  Serafino.

Colei in cui abbiamo fatto dimora (qui Gesù si riferisce alla Trinità; ndr), né più dolce e più degna potevamo averla, l'Arca dilettissima di puro oro che ancor ci contiene così come è da Noi contenuta e che trasvolerà nei cieli, raggiando il Suo Amore per preparare al Re dei re la strada profumata e regale e predisporre – generandoli e partorendoli in un'ultima maternità – quanti più germi di viventi sono e vorranno essere partoriti al Signore.

Guardate là, all'oriente dei tempi... Già sulle tenebre che coprono, sempre più folte e maledette, la Terra, si delinea un albore che più dolce non v'è. Esso è il tempo di Maria che sorge. L'estrema misericordia che il Nostro Amore ha pensata per voi. 

Grande sarà  la  lunghezza del Suo cammino. Contrastata  dal  Suo  eterno nemico che, per essere vinto, non è meno ostinato a crucciarLa e a combatterLa. Egli ottunde gli intelletti degli uomini per non far loro conoscere Maria. Spegne la fede e la devozione in Lei.




Crea nebbie. Getta fango. Ma la Stella del Mare è troppo alta sulle onde inquinate. Transiterà, né il fango sporcherà l'orlo della sua Veste. Scenderà soltanto, rapida come un arcangelo, ad imprimere la Sua sigla, il segno del Tau, sulla fronte dei fedeli, dei salvati al Regno eterno. E fortezza e pace entrerà nei loro Spiriti sotto il tocco della mano di Lei, Madre della Vita, Sorgente della Salute.

Benedite  Iddio  che  ha concesso alla Stella purissima  di  iniziare  il  Suo cammino per attirarvi a Lui con la dolcezza del Suo Amore, Salvatrice pietosa, estrema, compensante gli Spiriti buoni dal sempre più profondo allontanamento ed eclissamento di Dio, disgustato dalle colpe degli uomini. Non vi sembri ingiusto questo ritiro di Dio. [...]

Di nuovo Gesù vi ripete quello che già disse tanto tempo fa: "Ancora per poco sono con voi... e poi me ne andrò. E allora Mi cercherete ma non Mi troverete".

Sì, o dormienti. Parlo a voi più che ai nemici aperti. A voi che, se vi svegliaste, potreste difendere l'Idea e il vostro bene.

A voi che dormite mentre gli altri lavorano, e vi cullate nell'illusione che Dio vi sia servo, che il Cristo vi sia servo, un servo stolto che dopo essere stato dimenticato, non cercato, non seguito, fino al punto di essersi persuaso ad andarsene data l'inutilità del Suo rimanere fra voi, possa essere pronto e prono al vostro bisogno quando starete per essere sommersi e, finalmente, ma non tutti in tempo, vi desterete.

Cercate il Salvatore mentre ancora è fra voi, prima che l'odio lo mandi fuori dai vostri confini... fra popoli sorgenti alla Luce mentre voi sprofondate fra le tenebre. Le tenebre che soffocano la Verità, non facendola vedere, alzando il muro delle tiepidezze, dei quietismi là dove si innalza quello delle empietà e delle ingiustizie.»




Conclusione

Come si legge, non solo stupiscono l'attualità e la convergenza dello scritto con i tempi correnti, ma si ha la conferma sorprendente, in ambito cattolico oltre che ultrafànico (cfr. QUI), dell'identità angelica di Maria come Serafino e Porta del Cielo, poiché per mezzo Suo si è manifestata la Benignità del Padre ‒ l'AMORE, il CRISTO ‒ che avrebbe riaperto la VIA a tutta l'umanità per il Ritorno a Casa.

Relazione e cura di: Sebirblu.blogspot.it