domenica 15 febbraio 2026

L'Onda fotonica sta svelando Ogni Trama tenebrosa!

 


Non v'è nulla di nascosto che non debba essere manifesto
e nulla di segreto che non debba essere svelato. 
Se uno a orecchi per intendere intenda. 
Mc 4, 22-23.


Sebirblu, 13 febbraio 2026

Non può sfuggire a quanti si documentano davvero sui fatti reali di questo mondo ‒ evitando di attingere alle solite ingannevoli fonti mediatiche, soprattutto italiane ‒ con quale solerzia la Verità emerge, sempre più pressante ed evidente.

Ne deduco che, se la Luce aumenta, quella che ora sta investendo in pieno il nostro pianeta proveniente dal sole centrale della Via Lattea, ogni angolo oscuro, preda delle forze maligne da tempi immemorabili, sarà illuminato, causandone l'annientamento o la fuga, in seguito all'accelerazione delle frequenze vibrazionali.

Il quadro che ne emerge è lo svelamento inesorabile, mai accaduto prima, di tutta la manipolazione criminale perpetrata ai danni dell'intera umanità da parte dell'Antico Serpente che, finora, era riuscito a mimetizzarsi, tanto da operare indisturbato nella cecità comune.


Ben Goossens

Espongo per tal motivo un interessante comunicato del 3 febbraio scorso, giunto dal Consiglio Pleiadiano di Luce; (ved. QUI):

Qualcosa di ENORME si sta svolgendo... ORA!

«Veniamo a voi adesso come testimoni di un momento profondo e irreversibile nel vostro campo planetario. Tutto ciò che state vivendo è il crollo dell'illusione, che sta permettendo a qualcosa di immenso di accadere. Questa è una grande metamorfosi della Terra e dell'umanità verso uno stato d'essere più elevato.

Proprio come il bruco deve scomparire prima che le ali possano formarsi, così anche il vostro mondo deve attraversare la rivelazione prima che il passaggio allo stato superiore diventi possibile. 

Il vostro pianeta si trova in una fase la cui frequenza ("Risonanza Schumann". Ved. QUI; ndt) è salita oltre ciò che l'inganno può tranquillamente ospitare al suo interno. La fitta densità che un tempo permetteva alle menzogne ​​di persistere invisibili si sta dissolvendo. 

I molti veli che oscuravano il Vero, sia esterno che interno, si stanno assottigliando rapidamente. Ecco la ragione per cui così tante persone si sentono inquiete, esposte o disorientate. Non è che la Verità stia diventando più cruda, è che la mistificazione non può più sopravvivere alla Luce presente.

L'umanità sta entrando in uno stato di coscienza superiore, non come singolo evento, ma come un processo vivente.  State imparando a percepire  non solo con la mente, ma anche con il cuore, il corpo e l'anima. In questa consapevolezza espansa, la frode diventa immediatamente riconoscibile.

Parole che un tempo convincevano ora sembrano vuote. Narrazioni che un tempo apparivano sicure adesso sembrano discordanti. Non siete più destinati ad essere condotti ciecamente, ma portati a vedere.

Sappiatelo in modo chiaro. L'era in cui le bugie potevano essere mantenute attraverso la ripetizione, l'autorità o la paura sta finendo. Nessuno può più mentirvi come faceva una volta, non perché l'inganno cesserà del tutto, ma perché la vostra percezione interiore è maturata.




L'autenticità ora risuona dentro di voi. Quando qualcosa è falso, il vostro sistema nervoso lo sa. Quando qualcosa è manipolativo, il vostro cuore si contrae. Quando qualcosa è allineato, la vostra individualità si espande. Questa è l'intelligenza del risveglio della coscienza.

Per tutti coloro che hanno costruito identità, potere o sicurezza sulla menzogna è un momento di grande instabilità. Questo perché le strutture che la sostenevano stanno crollando. Lo svelamento non è dolce per coloro che vi resistono. 

L'autentico non negozia con la negazione. Arriva intero. Molti vivranno un profondo shock quando le maschere cadranno. Scopriranno che coloro dei quali si fidavano di più – leader, istituzioni, figure autorevoli – non erano custodi della verità, ma gestori della percezione comune.

Questa consapevolezza colpirà nel profondo, perché richiede non solo la liberazione dalla fiducia cieca, ma anche, a volte, la perdita della fede stessa. Non è un passaggio facile. Scuote le fondamenta dell'identità. Alcuni risponderanno con umiltà e crescita. Altri con rabbia, o con atteggiamento difensivo cercando di aggrapparsi ancor più saldamente alla falsità.

Sappiate che queste due ultime risposte fanno parte del disfacimento. La rivelazione incontra ogni essere laddove è disposto a vedere. Vi diciamo: Non temete ciò che viene svelato e non disperate per l'intensità di questa scoperta.

Ciò che sta venendo alla luce non è mai stato sostenibile nelle frequenze che adesso si ancorano sulla Terra. La grande metamorfosi non è solo esteriore. Sta avvenendo all'interno di ogni essere umano disposto a guardare onestamente in sé stesso.



Siete invitati ad analizzare dove vi siete ingannati, dove avete accettato la comodità anziché il Vero e dove siete rimasti in silenzio anziché correggervi. La Verità libera l'energia che è rimasta intrappolata nel mantenimento dell'illusione.

Con l'elevarsi della consapevolezza, la polarità diventa molto più visibile. Coloro che operano attraverso la manipolazione, il dominio e la distorsione scopriranno che i loro metodi sono sempre più inefficaci. Le loro parole contraddiranno le relative azioni. Le loro narrazioni si frattureranno. La loro influenza si indebolirà, perché il risveglio della coscienza sta diventando la nuova "valuta".

Coloro che vivono nell'integrità, anche silenziosamente, si troveranno sostenuti dalla "Risonanza". La Terra sta amplificando l'avvedutezza e rifiutando la distorsione. Si tratta di una funzione naturale su un pianeta in ascesa accelerata. Il tremore che osservate è il rilascio della falsa stabilità.

Ciò che è stato edificato sull'inganno deve cadere affinché ciò che è costruito sulla Verità possa reggere. Non ci sono scorciatoie per aggirare questo processo. Non siete soli in questa mutazione. In molti dai più alti livelli di Luce stanno supportando questo cambiamento, ma nessuno può farlo per voi.

Il Risveglio dell'umanità è un processo dall'interno verso l'esterno. Inizia nell'attimo in cui voi scegliete verità, compassione e unità. Mantenete la calma nel vostro cuore mentre le rivelazioni continuano. Lasciate che la Verità parli da sola.

Permettete che il tempo integri quello che viene svelato. Alcune verità giungono come fulmine; altre si rivelano lentamente, ma ogni verità emergerà. Siate degli osservatori basati sulla compassione, sulla chiarezza senza aggressività. 

Fidatevi dell'intelligenza che si risveglia all'interno di voi. La Terra sta risorgendo e l'umanità è invitata a risorgere con lei.»




Questo comunicato spiega la ragione per cui tutto sta affiorando in superficie proprio adesso, con una velocità e un dilagare vertiginosi.

Già in diversi altri scritti (QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI) avevo denunciato l'azione nefasta,  in atto,  delle due "Bestie apocalittiche":  l'una affiorante dal "mare" (il caos del Mondo) e l'altra dalla "terra" (il caos della Chiesa), entrambe intente a distruggere l'Opera di Dio.

La maggior parte della gente, nell'arco delle ultime tre o quattro generazioni, si è allontanata da tutti quei baluardi protettivi: etici, morali e religiosi che, seppur connessi all'antica tradizione, le permettevano di mantenersi in equilibrio di fronte alle insidie sempre più pericolose del Maligno.

Ora, nel grande "Risveglio" generale, ci si sta accorgendo che Satana esiste davvero, e che dietro gli orribili e indicibili misfatti man mano venienti alla luce ‒ sia in ambito mondano che ecclesiale ‒ la sua presenza è ormai realtà acquisita dai più.

Ecco una breve sequenza di video che è necessario visualizzare per rendersene conto.








Lo scandalo emerso sul "caso Epstein" negli Stati Uniti e in tutto il mondo è stato deflagrante come una bomba, coinvolgendo nazioni, governi e personaggi finora "intoccabili", ma i "media mainstream" italiani non ne hanno parlato, dando voce soltanto al mega-pettegolezzo di Corona che, per quanto vergognoso e deleterio per molti, non ha certo le dimensioni del primo.

Lo stesso vale per le critiche alle Olimpiadi di Milano e l'enorme scalpore causato dallo sfruttamento abusivo di molti lavoratori-fattorini senza nessuna copertura legale nemmeno dai sindacati...




Questo è solo uno spaccato della rottura del "Vaso di Pandora" riguardante la prima "Bestia apocalittica", ma innumerevoli sarebbero i "casi" esplosivi venuti alla luce negli ultimi tempi sul pianeta... quindi lascio lo spazio alla seconda "Bestia" che, non solo non ne è priva, ma l'affianca e la sostiene spudoratamente.

Come non dimenticare, infatti, la chiusura delle chiese al pubblico nel 2020, decisa da Bergoglio? (ved. QUI), o la propaganda sui sieri indetta non solo da quest'ultimo ma anche dal suo pupillo Prevost? Sono proprio questi eventi che hanno cominciato a far aprire gli occhi alle persone!

Da allora,  le forze  del Male  sono andate  sempre  più  manifestandosi,  specialmente in Vaticano dove, da quel fatidico 2013, il Falso Profeta argentino, annunciatore dell'Anticristo, ha pianificato per costui il terreno migliore per la massima perdita possibile di anime nel corso della storia.

Due sono le frasi contenute nell'importante profezia mariana di La Salette, affidata a Melania e a Massimino, il 27 settembre 1846 (QUI), che riguardano quanto sto per dire.

L'una, conosciutissima: 

"Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'Anticristo."

L'altra, quasi all'inizio del testo: 

..."il demonio userà tutta la sua malizia 
per introdurre negli ordini religiosi 
delle persone dedite al peccato"...

Riferendomi alla prima, invito il lettore a leggere ciò che scrissi QUI, QUIQUI, concernente l'attuale pseudo-papa, aggiungendo che la famosa mistica "Conchiglia", secondo quanto ha ricevuto direttamente dal Cristo (ved. QUI, a pag. 72-78), dice che Leone XIV non solo NON è PAPA ma, addirittura, L'ANTICRISTO IN PERSONA!

Se fosse veramente così, e ben presto lo sapremo, significherebbe che il Falso Profeta avrebbe davvero presentato il personaggio più nefasto della storia all'intera umanità. In tal modo verrebbe anche avvalorato l'indizio del cavallo bianco a lui donato, del quale ho ampiamente scritto nel terzo link su esposto. Ecco la frase riportata dalla veggente:

«Si era ben nascosto al mondo
ma ecco... ora è tra voi
Lucifero – l'Anticristo – il Leone Ruggente»

(Gesù, 9 maggio 2025)

Stando così le cose, non ci sarebbe da meravigliarsi dell'udienza concessa dalla Santa Sede, il 24 gennaio 2025, a José Enrique Escardó, uomo che per primo denunciò gli abusi all'interno del "Sodalizio di Vita Cristiana" (ved. QUI), se non fosse per il fatto che questo signore da parecchi anni dichiara d'essere un "satanista" e un ateo, ostentando tranquillamente tatuaggi, anelli, croci rovesciate e simboli necromantici come se fosse la cosa più normale del mondo.

Non è normale, infatti, offrire in dono ad un pontefice (sebbene falso) una croce in legno d'ulivo dotata di gancio per... appenderla al contrario... giustificandosi dicendo che si riferiva alla "croce di Pietro"... (il quale venne crocifisso a testa in giù). Cose da pazzi... o meglio, diaboliche!




Poco dopo la visita a Bergoglio, avvenuta esattamente tre mesi prima del suo decesso, Josè Enrique Escardò è stato ricevuto anche dal card. Robert Francis Prevost, che lo ha incoraggiato a proseguire la sua attività di "inquisitore" per le angherie e i soprusi patiti da così tante vittime.




Ora, valutando le cose da una prospettiva comune, che considera validi senza porsi troppe domande, papi, cardinali e vescovi negli ultimi tredici anni, come è possibile spiegarsi, razionalmente, il motivo della profanazione continua a cui è sottoposta la Chiesa Cattolica Romana?


Josè Enrique Escardò rappresenta Satana...
ma il vangelo di Mc 3, 23-26 dice:
"Come può Satana scacciare Satana?
Se un Regno è diviso in sé stesso non potrà stare in piedi." 

Non si è mai visto, ad esempio, ricevere un artista nella Cappella Sistina, come ha fatto Bergoglio con Andres Serrano ‒ noto per l'opera "Piss Christ": una fotografia di un crocifisso immerso nell'urina dell'autoree alzare il pollice in un gesto eloquente di assentimento; oppure accogliere a pranzo, per una "inclusione" ossessiva, durante la "Giornata dei Poveri", prostitute e donne transgender "operative" a Roma.

E potrei continuare ancora e ancora ad elencare "stranezze" atte a scandalizzare i "benpensanti", ma senza scomporli più di tanto, perché o sono apatici, o convinti che questa sia la "Chiesa di sempre"... e per loro, forse, va bene così. 

La realtà è che, come disse la Madonna a La Salette, Satana s'è introdotto in Vaticano e sono più che ovvie quindi l'accoglienza e l'esortazione ad operare offerte ad un satanista convinto, dal momento che chi lo governa si sente a casa propria!

Perciò, come si vede, le due Bestie apocalittiche, descritte da Giovanni per lo svolgersi degli Ultimi Tempi, sono in perfetta simbiosi, perché il Maligno ormai, non avendo più nulla da perdere in quanto ha già perso la sua tragica partita con l'Eterno, sta giocando il tutto per tutto per portare con sé, nella Perdizione, il maggior numero possibile di anime, andando contro persino a sé stesso, svelandosi, pur di distruggere non solo l'uomo, ma l'intera Creazione voluta da Dio.

Ma le Tenebre non prevarranno!

Traduzione, relazione e cura di Sebirblu.blu.blogspot.it

mercoledì 11 febbraio 2026

È respinto dalla Chiesa e dal Mondo CHI SI SVEGLIA



"Requiem per la Chiesa" di George Grie 

Sebirblu, 11 febbraio 2026

Sette anni fa scrissi questo testo e adesso lo ripropongo in conseguenza di un aspro "attacco" allora ricevuto dall'ala più bigotta e conservatrice di quanti ancora restano abbarbicati all'intransigenza di una certa Chiesa tradizionale, barricata nei suoi dogmi e riti, che hanno finito per soffocare lo Spirito stesso della sublime Istituzione fondata da nostro Signore Gesù Cristo.

L'articolo preso di mira è quello del passo importantissimo riportato nei Vangeli sulla "Tempesta sedata" QUI, che è stato ripubblicato QUI, e dove, per leggerne i cinque commenti, bisogna andare in fondo alla pagina, dopo un altro post aggiunto al mio.

Questi "infuocati" cattolici non si stanno rendendo conto che la Chiesa plurisecolare, come hanno appreso pedissequamente a seguire con fede CIECA, sta disgregandosi sotto i loro occhi soprattutto negli ultimi 12 anni di violente "picconate" di Bergoglio e della gerarchia corrotta di tutta la sua cerchia, dalle quali anche il suo pupillo Prevost, succedutogli, non ha mai preso le distanze.

Costoro, se non smettono di considerare la religione a "compartimenti stagni" non facendo vibrare lo Spirito a più alto respiro, come è giusto che sia da figli del Padre, rimarranno profondamente delusi e direi "scioccati" quando scopriranno che il VERO NON HA CONFINI e NON può essere recintato da nulla e da nessuno!...

Perché oggi non si rimane più persuasi per tradizione, o per suggestione, aderendo al principio di autorità. Oggi, si vuol capire con la mente propria, e non con quella di coloro a cui nel passato si delegava la funzione del pensare perché fornissero la verità già confezionata, pronta per l'uso.

Viviamo in un'epoca in cui la vecchia spiritualità è morta e la nuova, su fondamenta scientifiche positive, ancora non è sorta. Nell'arte e nella letteratura ciò è evidente. Della religione è rimasta l'impalcatura esterna, ma l'edificio è vuoto, anche se al di fuori appare ben conservato.

La spiritualità è diventata una delle molteplici menzogne convenzionali, in cui tanti concordano. Si continuano così ad esaltare, a parole, gli ideali e Cristo, ma per l'uso che se ne fa, l'argomento è ormai sospetto.

Resta la fede cieca, ma solo per gli ingenui che sono più facili da ingannare; si insiste molto su di essa, mentre viene condannato come pericoloso il rapporto diretto con Gesù (come Bergoglio dice nel video incluso nell'articolo criticato) escludendo perciò chi vuol troppo pensare e capire. Ma il nemico è l'ignoto e si può vincerlo solo con la luce della Conoscenza.

Ci troviamo di fronte ad un Cristianesimo che si è messo in posizione rovesciata rispetto al suo Fondatore, di una religione divenuta mondana e con ciò passata dalla parte del nemico. Questa non è la vittoria di Cristo, ma quella del mondo su Cristo.



Il card. Gianfranco Ravasi, come presidente del Consiglio Pontificio della Cultura,

ha contribuito a sponsorizzare per il Vaticano il Met Gala del 2018. Ved. QUI e QUI.

Nella sua semplicità un involuto, anche se ministro di Dio, in piena coscienza può credere di essere cristiano solo perché esegue gli atti di una disciplina esteriore inerenti al suo ministero, ricevendo onestamente, in compenso di questo suo lavoro, i mezzi per vivere.

Ma il Cristianesimo è un'altra cosa, è situato ad un altro livello di evoluzione. Esso non è solo un servizio, come può apparire alle anime piccole.

È un afflato di Spirito con funzioni creatrici per trasportare la vita in piani più alti, anche se chi non è biologicamente maturo lo intenderà a suo modo e cercherà di abbassarlo al suo livello, in buona fede, credendo di essere coerente con ciò che ha appreso come "chiamato" da Dio.

Viviamo in un'ora apocalittica, di crollo dei valori morali. I tempi sono maturi perché si debba addivenire ad una resa dei conti. Le vecchie strutture minacciano rovina e non giova puntellarle.

Non è più l'ora dei ritocchi, perché l'edificio bimillenario sta sgretolandosi sotto la spinta formidabile di questi due pseudo-pontificati dopo il via al declino (e non al progresso) iniziato con il Concilio Vaticano II.

Come avviene nelle amministrazioni di questo mondo, i ministri si sono impossessati della proprietà del "Padrone" per usarla come se fosse la loro, per i propri fini.

Ma Cristo non ha accettato adattamenti, non ha patteggiato col mondo. Per questo allora è stato assassinato, e nel nostro tempo addirittura espulso (ved. QUI) dalla Sua stessa Chiesa.



Jean Baptiste Thomas 1791-1833 - La Cacciata dei mercanti dal Tempio.

Così, se in questo contesto sorge qualcuno che vuol fare sul serio, l'urto è inevitabile, perché dal confronto si scopre che al "vertice" i fatti non corrispondono alle teorie predicate.

Nell'odierna  realtà  della  classe  sacerdotale  che  Lo  rappresenta (ved. QUI e QUI), il Cristo è lontano, viene soltanto mostrata una sua anacronistica quanto sbiadita immagine (perché a quell'epoca non c'erano i registratori... ved. QUI).

E sinora, tutto rientra negli eventi che si stanno srotolando sotto il nostro sguardo, come una profetica pergamena che trova la sua attuazione negli ultimi ànsiti di questa Chiesa in procinto di cedere il passo a quella nuova, quella di Giovanni e non di Pietro, come emerge dall'analisi delle Scritture (cfr. QUIQUI, QUI e QUI). 

Il Cristianesimo infatti è in evoluzione, in pieno moto progressivo, e potrà fare domani quello che non ha fatto fino adesso perché impastato coi compromessi del mondo e vincolato da norme e riti pesantemente legati alla materia e alla forma.

Certo, per poter innalzare le masse ai piani dello Spirito era necessaria l'osservanza ad una religione imposta dall'esterno (così com'è avvenuto per i vari culti esistenti), ma tale prassi, che era pura e limpida all'inizio con l'insegnamento chiaro del Cristo e dei Suoi discepoli, si è offuscata col tempo, oscurandosi fatalmente con le passioni e gli interessi umani.

I popoli, ancora involuti nell'esprimere la spiritualità, sentivano l'esigenza di volgere la propria devozione a qualcosa di tangibile, concreto, racchiuso in uno scenario ieratico, ricco di suggestioni esterne. Per questo, similmente ai bambini, essi sono stati educati e diretti affinché non cadessero nell'abisso (eternamente? Cfr. QUI e QUI è basilare!).

La Chiesa, non potendo per ovvi motivi avere un esercito per mantenere la disciplina e assicurarsi nel contempo la propria sopravvivenza (salvo utilizzare il potere in modo discutibile anche ai nostri giorni, ved. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI, come ha fatto un tempo per le crociate, le guerre e le repressioni inquisitorie) ha vincolato a sé, attraverso i "servigi" obbligatori di sua esclusiva competenza, come i Sacramenti e la frequenza alle Messe, i fedeli di tutto il mondo.



"L'ultima ondata" di George Grie

Ma i suoi metodi non arrivano a comprendere tutto e alcuni fenomeni le sfuggono completamente perché si manifestano qua e là, nel silenzio sacro del cuore, laddove le anime cercano un contatto diretto con Dio e scoprono la Verità interiore che "rende liberi", che affranca gli spiriti da qualsiasi binario precostituito, molto semplicemente perché è nella loro natura di esserlo.

Ma questo non viene accettato! Il mondo non lo accetta perché NON lo comprende, e la Chiesa non lo accetta perché "fuori di essa" non può esservi "Salvezza", e tutto diventa di natura diabolica!

E mentre coloro che trovano la "perla" meravigliosa o il "tesoro" nel campo, riescono ad ottenerli soltanto dopo aver venduto tutti i loro averi per acquisirli (ved. Mt.13, 44-46), si accorgono pure, con grande loro tristezza e sgomento, che gli unici in grado di comprenderli, cioè "gli addetti ai lavori" ‒ ossia i sacerdoti ‒ sono proprio quelli che li respingono diffidenti e critici.



Autore: Samy Charnine - (Il vero "Risvegliato" non viene accolto né dalla Chiesa, né dal mondo!). 

Non solo, ma come è avvenuto di recente, uno di loro, sollecitato dalle ricerche sommarie effettuate da qualcun altro, si è permesso di "sparare a zero" su omeopatia, agopuntura, ufo, reiki, channeling, spiritismo, tavola ouija, scrittura automatica, ma soprattutto sull'ULTRAFANÌA (significato QUI) scambiandola con la metafonìa (ved. QUI) e collegandola (ORRORE!) con i "rettiliani", senza rendersi conto del grande polverone sollevato, privo di qualsiasi cognizione di causa, mettendo in guardia tutti i "credenti" dall'ascoltare i "laici", ma soltanto la voce della Chiesa che si esprime attraverso i suoi ministri...

Per una mente primitiva, seppur colta, che non sa intendere più in là del proprio "mestiere", ciò può essere del tutto morale, anzi doveroso!

Non può, pertanto, nemmeno concepire che non siamo più nel Medioevo e che la gente oggi vuol sapere, conoscere, sperimentare, e che in luogo di proibire soltanto, bisognerebbe prima di tutto documentarsi a fondo, discernere, per poi spiegare dettagliatamente di cosa si tratta e gli eventuali pericoli nascosti, senza fare di tutte le erbe un fascio, così come è accaduto, purtroppo.

Ma per arrivare a questo, bisogna che la Chiesa, come rigida istituzione temporale, scompaia ‒ ed è quanto sta per succedere.
 
‒ D'altronde non fu forse edificata da Cristo su "Cefa = pietra, roccia, ossia Pietro? ‒e che di fatto lo tradì? Per cui, farà posto a quella Mistica, Giovannea, profondamente spirituale, senza più legami ibridi con il mondo. (Cfr. QUIQUI, QUI e QUI).



Samy Charnine

V'è  una  grande differenza  tra coloro che criticano la religione con spirito  aggressivo e quelli che ne notano la posizione arretrata perché tutto progredisca e migliori. Eppure  i due casi  vengono confusi e spesso  ricevono  lo stesso trattamento.

D'altra parte, come agire se la forma mentale umana è tale che non può considerare cosa alcuna, anche quando si riferisce a Dio, se non in funzione del suo utilizzo terreno?

Il risultato è che chiunque non possa più (per maturazione raggiunta) ridursi dentro questa psicologia intransigente che lo limita, perché ha imparato a volare, è costretto ad isolarsi, eliminando le forme esteriori che per lui sono diventate gabbia ormai incompatibile col suo spirito.

Eppure è a tali esseri espulsi dalle file che viene affidata la funzione evolutiva della realizzazione degli ideali supremi che scendono in terra. Per questo Cristo prese forma umana, per sospingere avanti l'umanità, perché nel mondo si incominciasse ad applicare la legge di un livello biologico superiore.

L'individuo può scegliere tra la vera e la falsa religione, tra quella sostanziale molto faticosa ma fatta per salire, e quella formale, comoda e adatta per perdere tempo. L'una va verso il cielo, l'altra verso la terra. L'una imbocca la strada stretta, l'altra quella larga e spaziosa (Mt. 7, 13-14), anche se apparentemente non sembra... Qui c'è la forma, là la sostanza!

Ma siamo giunti ormai al tempo in cui non valgono più gli accorgimenti e i poteri umani nella storia di questo pianeta. Allora, chi non si è tenuto sul serio in contatto con Dio, è perduto.

Ingannando il Cristo col ridurre a parole l'attuazione del Suo programma, l'umanità si redime al contrario, perché esimendosi dall'entrare nella sostanza vera mettendo in atto il Suo Esempio e seguendo invece gli accomodamenti terreni, si costruisce la sua croce.

E su tale croce l'umanità dovrà essere inchiodata, perché l'evoluzione verso lo Spirito deve compiersi e alla Legge di Dio non è possibile sfuggire.




Relazione con riflessioni personali a cura di Sebirblu.blogspot.it

Spunti tratti da "La Discesa degli Ideali" di Pietro Ubaldi

sabato 7 febbraio 2026

Già la luce dell'Alba Nuova si mostra all'Orizzonte

 
Regina Femrite

Sebirblu, 4 febbraio 2026

Riprendo oggi ciò che avevo cominciato a scrivere il 15 dicembre scorso, nel giorno della dipartita di mio figlio Emmanuele (ved. QUI e QUI), rivolgendomi a quanti in questi tempi burrascosi cercano disperatamente un faro che illumini il percorso della vita.

A costoro suggerisco di non demordere mai, di insistere a sperare malgrado i venti avversi e le condizioni proibitive dell'esistenza.

Sgorga dal mio cuore, ora più che mai, l'imperiosa necessità di avvertire chiunque si trovi in un momento di massimo sconforto, che la parabola vitale di ognuno non termina con la scomparsa e la disgregazione delle cellule, ma procede ben oltre, in un continuum... inimmaginabile ai più.

La "Conoscenza" vera dell'Essere non si raggiunge solo attraverso letture, formule e riti, svuotati in gran parte della loro sostanzialità e non sostenuti dalla volontà ferrea di sapere davvero «chi siamo, donde veniamo e dove andiamo»*, bensì dall'indagine seria della nostra interiorità che svela il senso dell'esistenza.

* (Sono le domande che l'uomo si pone sin dalla sua remota e tragica "Caduta", che l'ha condotto alla densità della materia. Ved. QUI, QUI e QUI).

Queste parole non scaturiscono da una fede cieca, basata su un costrutto aleatorio ed incerto, ma da esperienze vere e reiterate che ancora vivo nonostante i miei prossimi 85 anni.

La ragione del presente scritto è dovuta ad un insieme di fattori verificatisi che, "unendo i puntini", sono affiorati alla mente a partire da un presagio che ha colpito la psiche, circa un mese prima della scomparsa di mio figlio.

Improvvisamente, durante il sonno, ho vissuto una scena che ben presto avrei inclusa nelle diverse premonizioni avute, riguardanti gli eventi futuri:

«Stretto al petto, tra le mani congiunte, tenevo un piccolo volatile per proteggerlo dalla "contaminazione" di altri uccelli ormai morti, riversi a terra davanti a me. Erano neri dai riflessi bluastri... sembravano cornacchie o corvi... una visione assolutamente infausta.

E quello che temevo è successo perché, divincolandosi, si è prima posato presso di loro per poi, quasi immediatamente, spiccare il volo verso il tetto di una vecchia casa alla mia destra, alta cinque o sei metri.»




Fino ad allora,  nessuno di noi era a conoscenza  di quale  potesse essere  il motivo delle sofferenze di Emmanuele, purtroppo poi rivelatesi fatali, ma una cosa è certa: egli SAPEVA che la cosiddetta "morte" non è che un mero passaggio verso un'altra dimensione... ed è proprio per la sua chiara consapevolezza che l'ho visto, sotto forma di piccolo alato, spiegare le ali e volare in alto, piuttosto che giacere al suolo.

Infatti, quando ancora disponeva del suo veicolo fisico, mi accennava di qualche sua esperienza astrale. Me la descriveva come quella di un uccellino che si poggiava rapido da qualche parte e, dopo aver guardato ciò che lo interessava, "zip" ‒ diceva ‒ volava via.

Il motivo basilare di questo articolo è di rendere noto a tutti l'«indispensabile», avvalendomi dell'analogia col film-capolavoro degli anni '70 «Il Gabbiano Jonathan Livingston», che l'ultima generazione non conosce affatto.

Non ho alcuna possibilità di esporlo qui, perché introvabile sul web, completo e in italiano, ma ricorrerò ad alcuni brani essenziali tratti dal noto libretto best-seller di Richard Bach, così come a dei frammenti visivi da cui proviene l'ancor più celebre pellicola.

Per scrivere questa breve novella, Bach ha messo a frutto le sue conoscenze di aviatore professionista e il titolo stesso del testo, come da lui dichiarato, si rifà al pilota acrobatico John H. Livingston (1897-1974).




Il volumetto inizia con la dicitura:
 
"Al vero Gabbiano Jonathan
   che vive nel profondo di noi tutti"

Questa frase introduttiva è esplicita per chi ha gli occhi d'anima aperti, al fine di vedere e comprendere il significato profondo del racconto.

Non a caso l'autore si è servito del traslato riguardante un certo tipo di uccelli marini, prendendo spunto, come ho detto, da un esperto campione aeronautico.

Il Gabbiano Jonathan, infatti, protagonista assoluto dell'allegoria utilizzata da Bach, rappresenta chiunque voglia saperne di più sul senso della vita, prendendo le distanze da tutta la massa di cui fa parte, interamente immersa nella contingenza giornaliera per riuscire ad assicurarsi almeno il necessario per vivere.

Cercando di elevarsi sempre più in alto e nel contempo velocizzando il volo, egli appare al resto del gruppo come un alieno, uno che vuole distinguersi, un ambizioso senza speranze, un'incapace persino a mantenersi...

In cuor suo, invece, mira a mete superiori, convinto che un essere con le ali (ossia lo Spirito di ognuno) non sia stato creato dal "Grande Gabbiano" solo per dar da mangiare al corpo e godere delle bassezze della vita (raffigurate dagli scarti dei pescherecci buttati a mare).

Così, affrontando, soffrendo, e rinunciando al poco per il meglio ‒ che ancora non conosce, ma che sente in cuor suo esistere ‒ si lancia con coraggio nel vuoto, anzi nell'ignoto, rischiando persino di morire. (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI).




È persuaso che una volta raggiunta la velocità e l'altezza che normalmente nessun uccello del suo genere ipotizza di poter scoprire, potrà essere accolto dai suoi simili come un eroe, ed insegnar loro tutte le potenzialità che ognuno possiede all'interno di sé stesso.

Purtroppo rimane deluso perché la massa ignorante e materialista lo respinge, lo ostracizza  ed  infine  lo  caccia  via.  (Avevo  già  spiegato  QUI, QUI e QUI  la  sorte che ineluttabilmente è riservata ai ricercatori del Vero, ai "Risvegliati" d'anima, ai pionieri del terzo Millennio).




Jonathan perciò è un reietto, un isolato che però non rinuncia alle meraviglie che ha scoperto nei suoi voli e, ormai vecchio e vicino al trapasso, viene affiancato da due splendidi gabbiani (in senso letterale in quanto circonfusi da una luce più bianca del solito) che, con suo immenso stupore, non solo hanno la possibilità di compiere le sue stesse acrobazie, ma lo guidano a vie superiori...




Ecco la scena descritta nel prezioso libretto:

«Provenienti dalla Terra, al di là delle nubi, lui e gli altri due gabbiani volavano in formazione compatta, e d'un tratto, egli si accorse che il suo organismo si era fatto splendente come il loro. Sì sì, lui era sempre il gabbiano Jonathan, era lo stesso giovane gabbiano che sempre si era sentito, dentro di sé, di essere: solo che la forma esteriore era cambiata, adesso.

Il suo pareva sempre un corpo di gabbiano, ma già volava molto, molto meglio di quello di prima. Guarda qua, disse a sé stesso, ora con metà fatica vado il doppio più veloce: due volte tanto, rispetto ai miei migliori risultati sulla Terra!

Le sue penne splendevano adesso d'un candore soave, le sue ali erano lievi, lisce come d'argento polito, perfette. Si mise subito, tutto contento, a provarle, a imparare ad usarle, a imprimere potenza alle sue nuove ali.» [...]

Vi era un limite oltre il quale, anche col suo nuovo corpo, non si andava. [...] In paradiso – pensò – non dovrebbero esserci limiti! Si aprì uno squarcio fra le nubi, i due uccelli di scorta gli augurarono: "buon atterraggio, Jonathan!" e svanirono nell'aria. [...] Perché sono così poco numerosi, qui, i gabbiani?...

La sua memoria si faceva labile, sempre più si affievolivano i ricordi della vita terrena. Sulla Terra, certo, lui aveva imparato tante cose, ma i particolari adesso erano tutti sfocati: là ci si affanna per procurarsi il cibo... là una volta era stato esiliato...

I gabbiani della costa, una dozzina, gli volarono incontro, ma nessuno di loro disse niente. Tuttavia, lui avvertì che era il benvenuto, e che lì era di casa. Era stato un gran giorno, per lui, quello, un giorno di cui però non ricordava l'aurora. [...]

Nei giorni che seguirono, Jonathan si avvide che c'eran tante cose da imparare in quel luogo, come nella vita che si era lasciata alle spalle. Ma una differenza esisteva. Qui, gli altri gabbiani la pensavano come lui. Per ciascuno di loro, la cosa più importante era tendere alla perfezione in ciò che più li interessava: il volo. [...]

Passò parecchio tempo e Jonathan pareva proprio essersi scordato dell'altro posto, da dove era venuto, del luogo natìo dove lo Stormo si dibatteva nella sua magra vita, incurante della gioia di volare, usando le ali solamente per ricercare e procacciarsi il cibo. Però di tanto in tanto, per un attimo, se ne ricordava.

E se ne rammentò una mattina, mentre era fuori con il suo istruttore, e insieme riposavano sul lido, dopo una serie di spericolati mulinelli nell'aria.


Danny Hahlbohm

"Ma dove sono tutti quanti?", domandò, senza emettere alcun suono (dato che ormai si era impratichito nella telepatia che quei gabbiani adoperavano per comunicare, anziché strida e gracchiamenti). "Perché siamo così pochi, qui?"

"Cosa vuoi che ti dica? Mi sa tanto che tu, Jonathan, sei un uccello come se ne trova uno su un milione. Per lo più, noialtri ci abbiam messo un'infinità di tempo ad arrivare fin qui. Passavamo da un mondo all'altro, ognuno quasi uguale al precedente, e, subito, ci si scordava della provenienza né c'importava dove fossimo diretti.

Si viveva alla giornata. Hai idea di quante vite ci sarà toccato vivere, prima che ci passasse per il cervello che c'è, sulla Terra, qualcos'altro che conta, oltre al mangiare, al beccarci fra noi, al di là della Legge dello Stormo? Mille vite, Jon, diecimila!

E poi, dopo quel primo piccolo barlume, saranno occorse altre cento vite prima che cominciassimo ad intuire che esiste una cosa chiamata perfezione. E poi, altre cento prima di capire che lo scopo della vita è appunto quello di adeguarci il più possibile a quell'ideale. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI).

S'intende che per noi vale la stessa regola, anche adesso: scegliamo il nostro percorso successivo in base a ciò che apprendiamo in questo. Se non impari nulla, l'ambiente di poi sarà identico a quello di prima, e avrai anche là le stesse limitazioni che hai qui, gli stessi handicap."

Distese le ali, si girò pronto a levarsi. "Ma tu, Jon" soggiunse "tu hai imparato tante cose in una volta che non sei dovuto passare attraverso un migliaio di vite per arrivare a questa." [...]

Una sera, i gabbiani che non erano impegnati in prove di volo notturno, se ne stavano insieme sulla spiaggia, ciascuno immerso nei propri pensieri. Jonathan, fattosi coraggio, si avvicinò al Gabbiano Anziano (si diceva che costui fosse prossimo ormai a trasmigrare in un piano più evoluto).

"Ciang..." lo chiamò, con un po' di titubanza. Il vecchio lo guardò affabilmente: "Che c'è figliolo?". La tarda età, anziché indebolirlo, gli aveva conferito maggior vigore: volava meglio di qualsiasi altro ed era già padrone di esercizi di cui gli altri dello Stormo conoscevano appena i rudimenti...»

Ecco la parte del video concernente il dialogo tra il saggio Istruttore e Jonathan.




E come dicono le ultime parole proferite da Jonathan nello spezzone di film, egli si avviò verso quella che era stata la sua prima dimora, verso quello stormo che l'aveva rigettato, in cerca di quel "qualcuno" che avesse il suo stesso desiderio di apprendere e di elevarsi ai Cieli, per poi donare ai propri simili i frutti della Conoscenza acquisita, insegnando loro l'Amore e la Bontà.

E laggiù, nel suo antico habitat...

«Il gabbiano Fletcher Lynd era ancora giovane, però era certo che nessun gabbiano avesse mai subito un trattamento più duro del suo, da qualsivoglia Stormo, né avesse mai patito ingiustizia peggiore.

Non me n'importa niente, di come la pensano loro! ‒ Rimuginava fra sé, furioso, mentre volava verso le Scogliere remote, e la rabbia gli offuscava la vista. Dicano quel che gli pare, ma volare non vuol dire soltanto portarsi da qua a là sbatacchiando le ali! Perfino un... una zanzara ne è capace! 

Unicamente per aver eseguito qualche evoluzioncella, così, per gioco, sopra il capo dell'Anziano, m'hanno esiliato! Eccomi Reietto! Ma non vedono? Ma sono proprio ciechi? Non si rendono conto dell'ebbrezza che potrebbero provare se anche loro imparassero a volare sul serio?

Che m'importa di come la pensano quelli! Glielo farò vedere io, cosa s'intende per volare! Io sarò un fuorilegge, se è a questo che han voluto ridurmi, ma li farò pentire amaramente...

A questo punto  udì dentro di lui una voce e,  per quanto soave fosse,  ne prese un tale spavento che vacillò e perdette l'equilibrio... "Via, non essere duro con loro, Fletcher. Esiliando te, è a sé stessi che hanno fatto male. Un giorno i loro occhi si apriranno. E allora la vedranno come te. Perdonali, e aiutali a capire."

Guardò e vide alla sua destra – le ali quasi si toccavano – il più splendido e bianco dei gabbiani volare senza sforzo accanto a lui, senza muovere una penna, e sì che lui filava, quasi al massimo. Per un po' regnò il caos nella testa del giovane uccello... Che cosa mi succede? Sono matto? Sono morto? Che cos'è questo?

Dolce e pacata, la voce parlò ancora e domandò: "Gabbiano Fletcher, ora rispondi, tu desideri volare?" "SÌ, DESIDERO VOLARE!"

"Gabbiano Fletcher Lynd, sei disposto ad amare tanto il volo da perdonare i torti subiti, e un giorno tornare là presso lo Stormo, e adoprarti perché gli altri imparino?"

Non sarebbe valso a niente mentire a quell'essere arcano e stupendo, per ferito che uno fosse nel suo orgoglio. "Sono disposto, sì" rispose Fletcher Lynd a voce bassa.

"Allora, Fletcher", gli disse la splendida creatura con un tono di voce molto affabile, "Cominceremo con il volo orizzontale" [...] »

Qui, la scena finale...




Chiosa di Sebirblu

È facile per me accomunare la vita di mio figlio con quella del Gabbiano Jonathan per quanto riguarda l'acquisizione di una Realtà trascendente, sconosciuta ai più.

L'unica differenza è che Emmanuele, sin da piccolo, mostrava già di avere in sé, nei suoi comportamenti, il frutto di conoscenze anteriori che in parte l'avevano plasmato. Era qui sulla Terra solo per completarle... ed è per questo che ha "scelto" suo padre e me... per sintonia vibrazionale! (Cfr. QUI e QUI).

Se n'è andato a soli 52 anni, dieci più del suo papà che ne aveva 42 quando trapassò nel 1973, mentre "Manu" aveva cinque mesi e mezzo. Entrambi evoluti... Entrambi desiderosi di un mondo migliore...

E un mondo migliore sta davvero per arrivare! È alle porte del nostro tempo, se devo tener conto dell'ennesima premonizione avuta proprio qualche giorno fa:

‒ "Mi trovavo in un luogo molto alto, come se fosse la terrazza di un grattacielo; vedevo tutto il panorama mentre, all'orizzonte, delle montagne circondavano la pianura e l'intero agglomerato urbano del quale facevo parte anch'io.

In cielo, dense nuvole temporalesche dal grigio scuro al nero (chiamate "cumulo-nembi") minacciavano seriamente di scatenare un grande disastro naturale ma nel medesimo tempo assistevo ad uno spettacolo mozzafiato...

Tutt'intorno, da dietro la catena montuosa stava affacciandosi un'alba delicata dai toni rosa-arancio che lentamente, elevandosi sempre più con la sua pace, serenità e bellezza sembrava prendere il posto del pericolo incombente."

Credo davvero che questo segno preannunzi un imminente intervento divino, se non altro per mettere fine al peggio del peggio che come schiuma infetta sta avanzando per ogni dove sul nostro povero pianeta.

Concludo con una strepitosa conferma da «I Ching» (ved. QUI) che ho consultato, chiedendo come ora si trovasse "Manu" nel suo nuovo stato spirituale, e la risposta è stata incredibile: l'esagramma uscito è il n° 62 che delinea un uccello in volo intento minuziosamente a migliorare sé stesso, cercando di eliminare i difetti rimasti, per poter volare sempre più in alto, verso la Casa del Padre.

"La Preponderanza del piccolo"


Ecco l'esagramma 62:
le due linee spezzate sopra e sotto rappresentano le ali,
mentre le due centrali, intere, raffigurano il corpo del volatile.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte dei brani dal libro, QUI il pdf.