
Sebirblu, 6 aprile 2023
In questo giovedì santo, in cui Nostro
Signore consumò la Sua Ultima Cena prima di essere martirizzato per
tutti noi, al fine di riscattare la libertà rubataci dal "Serpente
Antico", espongo a Voi, gentili Lettori, insieme all'augurio più
fervido di una Buona Pasqua, un messaggio elevatissimo che sarà
riconosciuto solo dai cuori vibranti e pronti a ricevere il "Pane
dal Cielo".
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La "Pasqua" nel suo significato Umano e Sostanziale
«Non si tratta più, dopo tutto quanto
ho detto, di celebrare una ricorrenza, in quanto questo rinnovarsi di
date, di tempi, di epoche, deve rappresentare per voi un moto quotidiano, meglio, un movimento ininterrotto che lega il vostro vivere ad
un passato tempestoso e mira a ricondurre questo vivere verso una
meta infinita ed eterna.
È interessante, di conseguenza, valutare
di nuovo il senso della ricorrenza "Pasqua" in relazione alla parabola umana e alla realtà.
In rapporto alla prima, la Pasqua si
raffigura puerilmente. La massa, salvo eccezioni, vede un simulacro
scolpito, una Croce che delinea un simbolo, ricordo di ciò che le è
stato insegnato nell'infanzia: l'aneddoto della Risurrezione,
dell'uscita dall'avello, dal sepolcro; considera poi la ricorrenza
come un mezzo atto per evadere fisicamente dalle strettoie della
fatica quotidiana.
Questo, salvo le debite eccezioni, è
il concetto che per sommi capi è nella mente della gente, degli
umani.
Nella sostanzialità è indispensabile
non più considerare unicamente quella giornata in sé come punto da
analizzare; necessita valutarla nell'intero corso cristico. La Pasqua non è più
da considerare soltanto come la Risurrezione della Divinità, bensì come la preparazione e la conclusione della Stessa, formante un Fattore inscindibile che opera sul moto evolutivo dell'umanità.
Riportiamoci al colloquio di Gesù con
i dottori della Chiesa. Egli, intendendo parlare della propria
fatturazione fisica, disse ai dottori: "Se Io volessi far
distruggere questo tempio, lo ricostruirei in tre dì".
Non valutiamo ora la realtà nella sua
interezza, per la quale la Manifestazione iniziale del Cristo ‒ la "Natività", come voi dite (ved. QUI, QUI e QUI; ndr) ‒ va
legata indissolubilmente alla Risurrezione, limitiamoci a
considerare quanto strettamente connesso all'evento prodigioso del
Risorto.
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Nathan Greene
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Il Natale è il primo accenno a tale
possibilità; il secondo, in questo lasso di tempo, concerne la Cena,
durante la quale Gesù parla al mondo del nuovo Patto d'Amore.
Precedentemente vigeva per l'umanità
il diritto alla reazione: la scusante dell'«occhio per occhio e
dente per dente» era sancita dalla legge mosaica.
Instaurata dal Cristo la Legge di
Amore, veniva stipulato un patto che aveva una impronta tragica,
eterna, incancellabile, un sigillo divino: la rinuncia della propria
individualità. Non esiste più, come nella Legge Prima, il diritto
di reazione, ma si parla di dovere: la Legge cristica non vuole più
la reazione e pretende il perdono di ogni offesa.
(Ricordarsi delle
Parole: "Io non sono venuto ad abolire la Legge e i profeti, ma
a darle compimento" (Mt. 5,17 ‒ ndr).
È il dovere che deve imperare, non il
diritto; è l'Amore portato fra le masse al fine di perdonare e
redimere, non più l'odio e la zizzania!
L'arco pasquale in analisi si conclude
con il "consummatum est", l'ultima espressione
dell'Unigenito sulla Croce, che non si riferisce soltanto al Suo
Sacrificio, ma all'intero patto di Redenzione nel tempo.
Poi, la Risurrezione, che stabilisce in
via definitiva come per arrivare alla Meta sia necessario dapprima
giungere ad ogni rinuncia, alla massima rinuncia, in nome della
fraternità e dell'amore.
È l'ora del Risorto, che non
viene creduto se non dopo essere stato toccato: Tommaso resta l'emblema dell'umanità incredula, e non è un caso a sé stante, in quanto egli
la rappresenta seppur abbia veduto.
Da tutto questo emerge la profonda differenza di valore fra la Pasqua sostanziale e quella intesa
umanamente, da cui deriva la necessità che pure voi apponiate il
sigillo a quel patto stabilito nell'ora della Cena.
(Ossia la
distribuzione agli "affamati" e agli "assetati"
del Pane d'Anima e del Vino-Spirito, ovvero l'Insegnamento e l'Esempio
dato dal Cristo a tutti. Ved. QUI; ndr).
Per ciò vi si chiede l'opera,
quell'Opera che costituisce l'abnegazione del Redentore che si donò
integralmente per la vostra salvezza di uomini.
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Danny Hahlbohm
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Dalla valutazione or ora fatta, deriva la
necessità di analizzare sé stessi prima che il prossimo, di superare i
sessi, i censi, le razze, valutando solamente le anime che alle
creature danno vita, non ricordando più solo il Cristo raffigurato
sulla Croce, ma nello splendore della Sua Divinità, nella Sua
integrità potenziale, nel Suo Amore manifesto.
Non si tratta più di commemorare un
evento, ma di immedesimarsi nel concetto del nuovo Patto di Amore e
di Carità; di immergersi in tutto il movimento cristico, non
considerando più a sé stanti la Natività e la Risurrezione.
La Pasqua (il "Passaggio"
dalla morte alla Vita; ndr), indicata dal Cristo, cominciò con la Sua
Manifestazione nel mondo, e questo siglò l'inizio di
quella che doveva essere la "rinascita" per gli uomini, cioè
il nesso fra il primo patto (la Legge di
Mosè col Decalogo; ndr) e il secondo, il Patto d'Amore (Il Vangelo, la Buona
Novella; ndr) che, a sua volta sarà seguito al
giusto tempo dal terzo, il Patto di Giustizia (col Ritorno del
Signore o Parusia; ndr).
L'Amore cederà allora il suo posto
alla Giustizia e sarà lo stesso Gesù che, giungendo a voi, come
Egli dice, sopra un "carro di fuoco", giudicherà gli umani. Quelli che non
avranno creduto, perché non sarà stato loro concesso di porre il
dito sulla piaga, saranno portati nella Geenna, ossia in un ambiente
non certo confortevole come quello terreno, ma angoscioso e fosco, dove l'evoluzione sarà quanto mai dolorosa e
inevitabile. (ved. QUI e QUI; ndr).
Coloro che invece avranno creduto,
anche all'ultimo, godranno del Perdono divino e dei benefici
paradisiaci. Questo ve lo disse lo stesso Dismas , il quale, saturo
di colpe umane, riconobbe i propri errori e la Divinità in extremis,
ne confermò la Santità e la Bontà, la percepì, sofferse per la
sofferenza del Cristo e non per la propria, e dal Cristo invocò
pietà e la ottenne, talché il Cristo promise e mantenne: "In
verità, in verità ti dico: oggi sarai con Me in Paradiso".
(Si noti la libera decisione
dell'Uomo-Dio, che sentenzia inequivocabilmente la sorte del "buon
ladrone", senza previa richiesta al Padre come spesso aveva
insegnato. Questo sancisce in modo chiaro, e non è l'unico caso, la
Sua assoluta Divinità; ndr).
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Peter Paul Rubens - Dismas e il Cristo (dettaglio) |
Voi, che proponete di portare al mondo
la vostra fede, il vostro ardore, il vostro amore, non dovete
attendere il limite estremo della vita; il perdono l'avete chiesto,
ma non è sufficiente chiederlo: è l'azione che deve chiederlo ed è
l'azione che porta alla Risurrezione. ("La Fede senza le opere è
morta", dice San Giacomo nella sua lettera 2, 26; ndr).
Accingetevi all'opera nel nome di
questa Pasqua di Risurrezione, che è la Via che vi segna la Verità
divina. Dovete ricordare quanto il Cristo disse: "Io sono la
Via, la Verità, la Vita"; tutto si compendia in Lui: la
creazione e i creati, gli umani.
Sta a voi saper estrarre da questo moto
pasquale la verità che sospinge, accelerandone la spinta; non dovete
limitarvi a considerare l'evento come un fatto a sé stante,
astratto, perché è legato intimamente ad ogni individualità, non
solo alla massa ma ai singoli; è legato in forma dissimile l'una
dall'altra, ma indissolubilmente.
Dovete finalmente entrare nella
concezione di Figlio Unigenito, di Cristo/Dio, dovete valutare la Sua
rinuncia e, di fronte a tale immensa rinuncia, offrire ogni vostra
energia. Parlo della sostanzialità del moto, non della materialità.
Cercate di seminare; seminare significa
portare tra le tenebre delle masse la Luce di Colui che si immolò,
di Colui che risorse per ritornare nei Cieli dai quali si era
dipartito come Raggio Unico del Padre (ovvero il Padre stesso; ndr).
Cercate di persuadervi che senza
fraternità non vi può essere evoluzione, che il ritmo di questa
evoluzione deve essere accelerato e che la sua base è rappresentata
dalla Pasqua e dalla rinascita dello Spirito.
Pasqua! Materia che vi si offre, non
dico per meditazione da farsi di ora in ora, ma per lo meno per una
meditazione di giorno in giorno. Questa meditazione deve partire non
dal principio del cammino lungo la Via Crucis sino al
Golgota, ma dalla Natività, ed abbracciare tutto il decorso vitale cristico.
Allora potrete vedere la bellezza della
parabola divina! L'appellativo di Agnello di Dio conferito dagli
uomini al Cristo è valido perché Egli si offerse, discese per
offrirsi, partì dal Regno infinito per discendere nel finito ed
offrirsi al sadismo umano.
Abbracciando tutto l'arco temporale,
voi avrete il concetto più esatto e più santo del significato di
questa ricorrenza. Pasqua di redenzione e di rinascita di Spirito che
è punto di partenza per il raggiungimento di una Meta che voi stessi
avete perduto a suo tempo. (ved. QUI, QUI e QUI; ndr).
I doni divini giungono a voi continui
ed ininterrotti, giungono a voi inapprezzati di attimo in attimo,
perché vivete in una staticità snervante, deprimente.
Risorgere di Spirito: questo vi disse
Giovanni, questo dev'essere fatto, questo è il vostro primo dovere,
risorgere di Spirito, incenerire le scorie e poi accingervi a
quell'opera di redenzione spirituale che è indispensabile, se volete
che a voi giunga quella pace che dall'Unigenito è stata lasciata sul
Golgota e che attende di essere raccolta dagli uomini di buona
volontà.»
Ecco un vibrante messaggio di Nostro
Signore, trasmesso per tutti mediante la sua amanuense fedele.
JNSR:
"Il Signore mi ha detto che devo trasmettervi questo messaggio d'Amore affinché regni nel Mondo il ricordo del suo Riscatto attraverso Gesù, il Cristo".
GESÙ:
«Figlia Mia, se ti si domanda perché
tutte queste Croci (di Dozulé, ved. QUI; ndr), tu dirai
loro:
Il prezzo per la liberazione
dell'umanità fu la Sua Morte di Croce sul Golgota, per cui,
guardandone la Luce Gloriosa, voi foste guariti dal Serpente che oggi
vi morde e dilania le vostre anime e il cui veleno è nascosto in
ogni realtà dall'aspetto buono ed utile. Queste cose, riconoscetelo,
lusingano i vostri sensi...
Tutte le tentazioni subdole colpiscono
gli esseri fragili e incuranti che si staccano da Dio e cedono ai
sette peccati capitali. Voi adorate troppi falsi dei: il denaro e il
potere vi incitano a cibarvi del frutto proibito dell'Albero del
Male, con la stessa facilità con cui lo fecero i vostri progenitori.
Voi sarete guariti dalla Luce che emana
dalla Croce benedetta del Mio Sacerdote. La Luce sarà come il
Serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto.
Essa combatte il maleficio che il
Serpente, padrone del Male, inoculava nelle anime disobbedienti a
Dio. Mosè ricevette così la Mia Luce: quel popolo dalla testa dura
doveva vedere con i propri occhi la rappresentazione del suo
tentatore per rifiutare il veleno che era in esso. [...]
La Mia Croce, chiesta da Me Stesso a
Maddalena Aumont (ma anche a "Conchiglia", ved. QUI; ndr) farà scomparire per sempre il
veleno che continua a contaminare la Terra, il veleno che è nato
dall'orgoglio dell'uomo che crede di essere Dio.
La disobbedienza, la sua rivolta contro
la Mia Legge, contro i Comandamenti divini, si possono paragonare
solo alla prima ribellione degli Angeli governati da Lucifero:
‒ l'uomo che grida con tutta la sua forza
di non avere né Dio, né maestro; che oggi distrugge la Mia Chiesa
disarticolandola, rifiutando le Mie Membra più sacre;
‒ l'uomo che dubita della Mia
Presenza reale nel Santo Sacramento dell'Eucarestia, che ha
sostituito la Mia Parola divina con parole umane, rinnegando così il
Verbo di Dio;
‒ l'uomo che, in Verità, si è già
seduto sul trono di Pietro, egli è il bestemmiatore, il colpevole della più
grande eresia, e sta per anticipare la Mia Ora, così egli fa
precipitare la sua verso il nulla. [...]
(Queste parole non sono altro che il ritratto preciso di Bergoglio, Falso Profeta; ndr).
Io vengo presto. Svegliatevi, accendete
le lampade del Mio Ritorno Glorioso; siate la Luce che annuncia la
Mia Venuta sulla vostra Terra. Accendete le Mie Croci d'Amore. Solo
l'Amore guarisce le anime e i corpi.
Io discendo dalla Mia Santa Montagna con
migliaia di Croci sul Mio Sacro Cuore: accendetele.
Il "Libro della Vita" è
nella Mia mano destra. (Ap. 5, 1-14). Formate la Mia strada di Luce
affinché con Me arriviate al Tabor: la vostra Trasfigurazione è
vicina! (ved. QUI; ndr).
Siamo ancora sulla Mia via Crucis; con
voi Io avanzo, pronto a toccare il Golgota. E poi Io vi farò passare
in un istante, nello spazio di un secondo del vostro orologio
terrestre, dal Golgota al Tabor.
Trasportati come fiocchi di neve,
docili, leggeri, sospinti dal vento che soffia, guidati da Colui che
è Spirito, Fuoco e Luce, voi passerete attraverso l'ultimo varco che
vi resta da superare: la Porta sacra della Mia Croce Gloriosa.
Questo turbine d'Amore vi aiuterà a
superarla: essa si apre sul Regno tanto atteso dagli amati Figli del
Mio Sacro Cuore e di Maria, uniti dall'Amore trionfante che salva.
Non respingete il Mio Appello. Non
ritardate più la vostra decisione di venire a Me, perché Io vi dico
in Verità, nemmeno la vostra testardaggine ritarderà la Venuta del
Mio Regno d'Amore.
Se rifiutate il Mio invito, molti
ciechi e sordi prenderanno il vostro posto prima che vi rendiate
conto di avere disprezzato quello che Io vi offrivo al Mio
Banchetto Regale.
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Danny Hahlbohm |
Oggi attiro la vostra attenzione, metto
in guardia il vostro Spirito con luce d'uomo, ma quando Io,
vostro Dio e Signore, farò apparire la Mia Croce in Cielo, vi dico
in Verità, sarà troppo tardi per ricordarvi che vi ho chiamati con
il Mio Messaggio d'Amore Unico e Definitivo, e voi non avete
risposto. [...]
I figli di Abramo e della Mia
Santissima Madre vengono da tutti i paesi del mondo, attirati
dal Suo Amore materno. Hanno gli stessi diritti e doveri di coloro
che Mi hanno sempre seguito, perché Ella Me li dà guariti.
La Mia Porta d'oro, benedetta e sacra,
si aprirà davanti alla Mia Parusia. I Tempi volgono alla fine. Dio
decide che essa si spalancherà, come il Mar Rosso, per lasciar
passare i figli del Nuovo Regno. Gesù ritorna. La Gerusalemme Nuova
è là. Cantate la Mia Gloria.
Attraversando tale Porta, voi non
sarete più in questo Tempo che subisce ancora i tormenti del Male:
esso non sussisterà più, Io cancellerò il suo ricordo dalla vostra
memoria. Voi sentirete la Voce del Padre Mio che vi dirà con tono potente:
"Ascoltate oggi la voce del Mio
Figlio prediletto. Egli è l'Amore che vi dono per attraversare
quest'ultimo passaggio verso l'agognata Terra promessa, la Nuova Gerusalemme.
Egli viene ad aprirvi il varco... è
la Pasqua durante la quale ci si ciba in ginocchio, con la fronte
abbassata fino a Terra, poiché Egli è là, davanti a voi,
illuminato dalla Sua Gloria, con il Volto splendente di Luce.
Nessuno è degno di guardare il Suo
Santo Volto. Egli è rivestito della Luce dell'Altissimo, perché Lui
Solo ha ricevuto dal Padre Suo il potere di aprire il "Libro
della Vita": di giudicare i Viventi e i Morti. Lui Solo è degno
di parlare al Padre Suo a nome di tutti e di ciascuno dei figli della
Terra.
Per questo nella Mia Misericordia
infinita, vi dono il Figlio Mio prediletto. Egli è la Resurrezione e
la Vita, l'Amore che trasfigura coloro che sanno perdonare, coloro
che implorano il perdono, coloro che amano e che si lasciano amare."
È venuto il Tempo, in cui Io chiamo
tutte le Mie Anime a seguirMi. Lasciate cadere i vostri orpelli.
Rivestitevi dei vostri nuovi abiti nuziali: lo Sposo viene a
trasfigurarvi. Venite a Me, entrate nella Mia Luce. Venite a bruciare
al Fuoco del Mio Amore. Venite ad unirvi al Padre Mio e vostro, che
vi attende per stringervi sul Suo Cuore di Padre e donarvi la vostra
parte di eredità: nel Regno di Dio i Suoi figli sono dei re.[...]
Vi chiedo di tenervi svegli per il
grande Giorno che sta per arrivare. Ma l'ultimo avviso vi verrà dato
dopo che avrete attraversato questo Tempo. Io devo infatti lasciar
scritto ciò che l'uomo incredulo ha scatenato con la sua mancanza
d'Amore, perché il suo cuore arido e la sua anima addormentata non
sentivano più la carezza di Dio.
Questa testimonianza sarà
preservata per le generazioni future affinché nessuna comunità
soccomba più in una disperazione simile per la mancanza d'Amore
verso Dio e verso i vostri fratelli.
Che la Santità regni dappertutto,
sulla Terra come in Cielo. Il vostro Dio d'Amore e di Carità vi
benedice. Amen.»
GLORIA IN EXCELSIS DEO!
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Relazione e cura di
Sebirblu.blogspot.it
Brano ultrafànico tratto da: "Scintille
dall'Infinito" ‒ 1° vol. (QUI)
Messaggio da JNSR: "Testimoni
della Croce" ‒ 4° vol.