martedì 14 dicembre 2021

O. de Rouvroy: "La Liberazione dal Karma"




La Liberazione dal Karma
(La legge di causa-effetto)

La Terra si comporta come un grande circuito elettrico. Esiste una cavità elettro-magnetica situata tra il nostro pianeta e l'ultimo strato della ionosfera, a circa 55 km dalla sua superficie.

Le proprietà risonanti di questa zona furono scoperte dal fisico tedesco Winfried Otto Schumann (QUI) tra il 1952 e il 1957. Esse permettono di misurare la frequenza o il livello vibratorio medio del nostro mondo. (Cfr. anche QUI; ndt).

La risonanza di Schumann, che dà in qualche modo la misura del battito del cuore della Terra, era di 7,8 Hz da migliaia d'anni, ma a partire dal 1980 questa frequenza si è accelerata, dapprima lentamente, poi sempre più rapidamente dall'anno 2000, al punto d'aver superato oggi il livello di 16,5 Hz.

L'incremento del ritmo vibratorio terrestre si fa sentire in termini di percezione temporale: le ventiquattr'ore attuali di vita giornaliera corrispondono soltanto a quattordici (adesso a dieci ndt), e ciò prima del 1980!

È come se il tempo si fosse brutalmente imballato, con l'effetto di modificare del tutto i propri bioritmi individuali e i cicli di organizzazione delle nostre attività quotidiane!

L'accrescimento frequenziale ha già delle ripercussioni fisiche sull'uomo stesso: il prolungamento notevole della durata della vita, l'aumento rapido dell'altezza media degli individui, l'ammorbidimento della plasticità dell'organismo e la diminuzione della pelosità.

In più, l'accelerazione della reattività neuronale che instaura una maggiore sensibilità ed una rapida modificazione delle abitudini e dei comportamenti sociali.

Ma per il momento, le cose sembrano velocizzarsi soprattutto riguardo alla vita interiore e allo sviluppo delle capacità extrasensoriali.

Missioni spirituali sono state organizzate per aiutarci ad integrare i cambiamenti energetici uniti alla eterizzazione della Terra, facilitare la nostra transizione verso la Nuova Era e consentire la rapida espansione del campo percettivo della Coscienza.


Adam Scott Miller

Aiuti animici pervengono attualmente da differenti Esseri e da diverse regioni del Cosmo, in modo che l'accesso alla multi-dimensionalità sia aperto anche a ciascuno di  noi,  finora riservato  ai Maestri Spirituali e agli individui "realizzati"  al  termine di un lungo processo di "Risveglio" interiore ripartito su numerose reincarnazioni. (Cfr. QUIQUIQUIQUI e QUI; ndt).

La principale differenza tra la percezione che hanno tali Maestri e quella dei comuni mortali è che non sono più guidati dal loro ego, avendo oltrepassato il singolo karma ed acquisito la libertà di scegliere da se stessi il loro destino senza limitazione di alcun tipo.

Vivono nella Pace e nell'Armonia perché si sono liberati dalle paure e dalle angosce, contenti di lasciarsi condurre dallo Spirito che dirige interamente la loro Vita.

Gli Orientali chiamano "Samadhi" un simile stato di grazia: quella gioia, Amore e Luce indicibili che sembrano emanare e irradiare intorno a sé stessi e che sono la conseguenza del loro affrancamento karmico.

Per ciò che mi concerne, non sono ancora riuscito, purtroppo, a domare totalmente il mio ego umano, né a guidare l'esperienza dell'anima incarnata fino al termine della sua evoluzione sul piano fisico.

Non pretendo, quindi, di conoscere tutti gli aspetti del cammino che conduce alla liberazione, né d'altronde, tengo a presentarmi come guida spirituale.

Al di là delle prove dolorose che ho avuto da attraversare, ho ugualmente vissuto dei momenti, nel corso dei quali mi sentivo alleggerito, dilatato e cosciente di far parte dell'Unità del Tutto, immerso in uno stato di gioia e di pace prossimo al Samadhi.

La mia esperienza nella dualità mi ha così permesso di acquisire qualche briciola di Conoscenza, poi, procedendo per estrapolazione, di accedere ad alcune informazioni che vorrei solo condividere con voi.

Non vi racconterò la mia vita nei dettagli; il mio obbiettivo è solamente quello di testimoniare l'esistenza in noi di una Coscienza superiore, di una Supercoscienza che è l'«EGO DIVINO». (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndt).

Esso è stato evocato da Sri Aurobindo, Ramana Maharshi, Sivananda, Paramahansa Yogananda, Ma Ananda Moyi, Omraam Mikhaël Aïvanhov e tutti i più grandi Maestri di Saggezza venuti ad incarnarsi sul nostro pianeta nel corso dei decenni passati.


Gilbert Williams

È importante parlarne, perché questo Ego Divino, l'«IO SONO» dei mistici, è destinato a divenire presto una realtà per moltitudini di uomini e donne che sono sul punto di ristabilire la connessione cosciente con la parte più elevata del loro essere. 

Le condizioni di questo risveglio sono in effetti ora in atto sulla Terra. 

E andrei ancora più lontano: colui che oggi sente interiormente il richiamo dello Spirito non ha nessun'altra scelta che cambiare definitivamente tutto ciò che nella sua vita non è allineato con la vibrazione del Sé Divino!

Supponiamo, per esempio, che abbiate preso l'abitudine di fumare regolarmente. Quando il Sé Divino avrà cominciato a dispiegare la Sua Luce e il Suo Amore in voi, riceverete automaticamente l'impulso di spegnere l'ultima vostra sigaretta.

Lo Spirito vi inciterà a smettere e non avrete più ricadute perché vi conformerete naturalmente alla sua domanda e il suo irradiamento purificherà la vostra memoria cellulare, cancellando tutti i segnali psichici indotti dalla vecchia dipendenza.

La vostra vita quotidiana sarà così tanto liberata dalla nicotina quanto da tutte le altre sostanze alle quali il vostro ego aveva fatto ricorso, nel passato, per procurarsi piacere ed ebbrezza.

La manifestazione dello Spirito Divino sopprime gli effetti del debito karmico e ciò contribuisce anche a ripristinare un livello vibrazionale appropriato all'elevazione del singolo livello di coscienza: il corpo fisico ritrova un buon equilibrio ed una migliore energia.

Nessuno può diventare angelico mentre è affetto da turbe psichiche o intossicato dalle droghe; un organismo ripulito e sano è la base della collaborazione tra l'uomo e la sua Essenza regale.


Ramana Maharshi

NOTA

È in compenso però possibile cadere ammalati fisicamente dopo aver raggiunto il Samadhi. Nella lunga storia dell'Umanità, molti grandi Maestri si sono incarnati allorquando erano liberi da tutto il Karma e si sono fatti carico di una parte del debito umano quando nulla li obbligava a farlo.

Ramana Maharshi è uno di questi Esseri eccezionali. Vittima di una degenerazione ossea per un tumore e di una grave malattia cardio-vascolare, egli trascorse gran parte della sua vita disteso, spegnendosi nelle terribili e interminabili sofferenze, senza mai perdere il suo meraviglioso sorriso.

Quando gli fu proposto di essere operato per il tumore particolarmente doloroso, rispose semplicemente con dolcezza: "Lasciate dunque questo corpo ritornare tranquillamente alla Terra!"


La Devozione della gente a Ramana Maharshi

I primi contatti con l'Ego Divino hanno per effetto di sconvolgere l'uomo; la forza dell'Amore che egli sente ha una tale intensità che le lacrime sgorgano a volte dagli occhi!

Lo Spirito agisce inviando degli impulsi alla Coscienza che possono essere molto dolci così come altrettanto potenti; possono essere recepiti con grande chiarezza e letti come nostri personali pensieri, e ciò dipende dal singolo grado di Risveglio.

Prima di tutto, dobbiamo realizzare che in noi si trova la Scintilla Divina e che questa Particella di Dio è il nostro vero Essere. Il corollario di questo principio è che non c'è separazione tra noi e la Divinità, Dio è in noi, noi siamo Sue espressioni, la nostra Essenza ultima è lo Spirito.

Avendo compreso questo, l'uomo può chiedere a tale Particella, che è nel suo cuore, di entrare in contatto con lui. Gli può dire che riconosce la sua esistenza e chiedergli di partecipare attivamente alla configurazione della sua realtà, alla definizione del suo mondo.

Lo Spirito Divino in noi non interviene se non gliene si fa richiesta; facendo così, egli rispetta il nostro libero arbitrio. Comincia ad agire dal momento in cui la domanda gli è stata formulata.

In questo modo diventa allora il nostro partner e ci aiuta a co-creare con Lui i differenti aspetti della nostra esistenza. È la Luce nel nostro cuore che permette di sollevare il velo e che rende il contatto possibile con il nostro grande Ego.

Se l'impulso filtra bene attraverso questo velo, ci è possibile intendere il nostro più alto SÉ, perché noi sappiamo ciò che Egli si aspetta da noi, sentiamo le risposte che dà alle domande che gli poniamo e la sua esistenza in noi diviene tangibile.

Cominciamo allora a sentire un grande amore per la Divinità che è in noi, un amore che ci da l'anelito di allinearci completamente alla sua vibrazione, facendo in modo che il tempio (il corpo fisico. Ndt) sia ripulito, purificato, perché il Dio che lo abita non è più uno straniero.

Possiamo sentire l'Amore che Egli ha per noi e iniziamo a prendere Coscienza che siamo uno con questo Spirito Divino, ossia la Sua manifestazione sul piano terrestre.


Mario Duguay

Diventiamo consapevoli che l'unione tra la Luce e la materia si avvicina: nell'Era Nuova noi saremo degli "dèi" fisici (cfr. Gv. 10,33 - ndt) poiché avremo perfezionato la nostra natura umana.

In molti rifiutano questa possibilità di accedere ad una connessione con la divina Essenza che annienterebbe gli effetti del karma.

Anch'io ho fatto parte di loro per lungo tempo, convinto che potesse essere cancellato solo al prezzo di un lavoro fastidioso e di lunghe, terribili prove frammentate in molteplici reincarnazioni. 

Ma ecco: io sono un uomo e lo Spirito ha deciso di offrire all'insieme degli umani la possibilità di liberarsi dalle loro catene e di farlo ORA!

Un giorno ho compreso che il mio intendimento era molto lontano dalla realtà allorquando credevo d'aver capito tutto. Pretendevo di poter spiegare ogni cosa: da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo!

Avevo dedicato tempo ed energia per costruire questa visione, senza immaginare di trovarmi a vivere completamente nell'errore, senza supporre che le cose potessero essere completamente diverse e che la mia conoscenza spirituale non era che un guazzabuglio di assurdità.

Come ho fatto ad essere così cieco, a non capire che non è necessario essere ricco per essere felice, né leggere migliaia di libri per essere istruito, né viaggiare fino in capo al mondo per scoprire nuovi orizzonti...

Ma neppure servirsi di droghe per emanciparsi dalla gravosità, o assumere decine di integratori alimentari ogni giorno per essere in buona salute, o battersi come un forsennato per arrivare a sciogliersi dalle proprie catene!

La liberazione karmica è semplicemente una Grazia divina, un'opportunità sublime che ci è accordata nell'«OGGI STESSO»!




Il karma, intanto, non è come certe religioni o alcune correnti pretendono che sia, cioè un castigo divino! Esso è stato creato da noi, come del resto l'invecchiamento, la malattia, la morte del corpo.

Lo abbiamo attirato per essere scesi a patti con l'Ombra. Tra una incarnazione e l'altra noi, auto-giudicandoci, richiediamo quel dato peso o dolore (ved. QUI; ndt) in rapporto all'esigenza espiatoria personale.

La Divinità non punisce mai; Dio è Amore, Coscienza, Luce, Sapienza e Potenza, è l'Assoluto. Abbiamo deciso NOI di diventare i nostri stessi giudici (come Esseri divini; ndt) attivando la legge di causa-effetto per manifestare la giusta sentenza.

La maggior parte delle guerre e delle sventure umane proviene dal fatto che non una sola corrente religiosa, non un sola comunità accetta di riconoscere l'Essenza divina dell'uomo.

Siamo parti di Dio che interpretano il ruolo di uomini. Siamo Spiriti divini incarnati, siamo delle Entità Potenti!

Stiamo lasciando un'Era di Oscurità, il Kali Yuga degli Hindù, nel corso della quale ci è stato permesso di fare tutto e non importa che cosa: certe esperienze magnifiche annegate in un oceano di abominio.

Siamo piombati in una profonda ignoranza, separati dalla nostra vera Essenza da una dualità difficilmente superabile. 

Isolati sul nostro pianeta, abbiamo creduto, coriacei come il ferro, di essere soli nell'Universo. Ora questo ciclo si conclude ed un'Era Nuova comincia, un'Era di prosperità che ci vedrà ridiventare i veri "dèi" che siamo; la nostra memoria ci sarà presto restituita, così come la nostra Coscienza divina. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndt).

Ci reintegreremo nella grande Comunità Galattica, alla quale daremo il nostro contributo per mettere in atto i piani dell'Eterno e del Grande Architetto d'Amore: il Cristo stesso.

Tutti stiamo per trasfigurarci, ci eleveremo per attraversare la Porta della Luce.




La Terra che ci sostiene ha, nel frattempo, iniziato la sua Ascensione.

Dovremo smettere di fare quello che vogliamo; il libero arbitrio lascerà il posto alla Legge di Dio.

Ritorneremo ad essere "divini" e accompagneremo il pianeta nella sua mutazione; non ci sarà più possibile comprometterci con l'Oscurità, perché non esisterà più oscurità.

L'Era Nuova che si avvicina è quella dell'Ascensione della Terra e dell'Umanità che essa accompagna nella Luce.



sabato 11 dicembre 2021

Dagli Anziani Hopi, un Messaggio Superbo!


Josephine Wall

Sebirblu, 11 dicembre 2021

Negli ultimi tempi il popolo degli Hopi ha fatto sentire spesso la sua voce, riguardante il periodo che stiamo vivendo e facendone risaltare l'acuta lungimiranza e l'atavica Saggezza.

Prima di presentarvi la superba dichiarazione diffusa da uno degli Anziani di questa tribù, vi informo che essi provengono da uno dei più antichi villaggi (1150 d.C.) chiamato Old Oraibi, inserito nella riserva indiana Hopi, non lontana dal Grand Canyon in Arizona, luogo della loro antica Origine.

Old Oraibi è un sito ancora abitato e la popolazione vive in case costruite secondo le tecniche più moderne dal momento che del loro pueblo tradizionale rimangono solo alcune vecchie costruzioni di pietra, abbandonate.

Poco lontano sorge Kykotsmovi, conosciuto come New Oraibi, un borgo fondato nel 1890 da un gruppo di nativi che si dissociò dalla tribù perché desiderava stare più vicino alla scuola e agli esercizi commerciali.

Il termine "kykotsmovi" in lingua Hopi (appartenente al ramo di Uto-Aztecan) significa "rovine sulle colline". Kykotsmovi  è  la sede  del  governo tribale  degli Hopi.

Alla fine di questa lettura troverete le mie personali riflessioni e il commento relativo a questo messaggio perché la profondità del suo significato può rimanere celata alla grande maggioranza.




Messaggio di un Anziano Hopi di Oraibi

"Avete raccontato ai popoli che ci troviamo nell'undicesima ora.
Adesso dovete ritrattare e dire alle genti che «questa» è l'ora!

E ci sono cose da considerare...
Dove vivete?
Cosa state facendo?
Quali sono le vostre relazioni?

Siete nei giusti rapporti?
Dov'è la vostra acqua?
Cercate di conoscere il vostro Giardino.

È tempo di dire la vostra verità.
Create il vostro gruppo. Siate buoni gli uni con gli altri.
E non volgete lo sguardo all'esterno di voi per un leader.
Questo potrebbe essere il tempo adatto!

C'è un fiume che scorre molto veloce.
È così grande e rapido che incuterà paura a numerose persone.
Esse resteranno sulla riva.
Avranno l'impressione di essere lacerate,
e soffriranno enormemente.

Sappiate che il fiume ha la sua destinazione."


Charles Frizzell

Gli Anziani dicono che dobbiamo abbandonare la sponda,
spingerci fuori in mezzo al fiume,
tenere gli occhi aperti,
e la testa sopra l'acqua.

E io dico: "Guardate chi è là con voi
e festeggiate.

In questo tempo non dobbiamo prendere nulla di personale,
tanto meno noi stessi.
Poiché nel momento in cui lo facciamo,
la nostra crescita spirituale si ferma.

Il periodo del lupo solitario è finito. Radunatevi.
Bandite la parola lotta
dal vostro atteggiamento e dal vostro vocabolario.

Tutto ciò che facciamo ora deve essere fatto
in modo sacro e nella celebrazione.

Noi siamo coloro che sono rimasti in attesa di..."

                                                                                  Un Anziano Hopi di Oraibi (Arizona).




Commento e riflessioni al messaggio

"Avete  raccontato ai popoli,  che ci troviamo nell'undicesima ora.  L'ammonimento è rivolto ai governanti del mondo che, mentendo, hanno cercato in tutte le maniere di impedire il risveglio spirituale delle popolazioni, nascondendo qualsiasi segnale di trasformazione futura.

Adesso, siete costretti a ritrattare e dire alle genti che «questa» è l'ora! Perché la fatidica "Dodicesima Ora" è arrivata! (Vedere QUI, QUI e QUI).

E ci sono cose da considerare...

Dove state vivendo? Vale a dire, che tenore di vita avete? Semplice o pretenzioso?
Cosa state facendo? O meglio, come spendete il vostro tempo? Per voi o per gli altri?
Quali sono le vostre relazioni? Con chi vi rapportate? È la vostra sfera di conoscenze adeguata ad una reciproca crescita interiore?

Siete (con tali conoscenze) nei giusti rapporti? O ci sono tensioni, rancori e conflitti?

Dov'è la vostra acqua? Sì perché l'Acqua è la Vita e "Chi beve di quell'Acqua (l'Amore) non avrà più sete" (Gv. 4, 5-26 ved. QUI e QUI) e di conseguenza potrà dissetare anche il prossimo.




Cercate di conoscere il vostro Giardino. Cioè la Realtà di Voi stessi in quanto Spirito divino ed immortale.

È tempo di dire la vostra verità. In quanto, trovandosi ognuno ad un diverso livello di conoscenza, contribuisce alla completezza del Tutto nell'esprimere il proprio punto di vista se finalizzato al Bene generale.

Create il vostro gruppo. Poiché questo è il tempo dell'Unione e della Fratellanza per giungere alla nuova Coscienza Planetaria.

Siate buoni gli uni con gli altri. Non serbate rancori che vi avvelenano, perdonate generosamente, perché siete Scintille Divine venute sulla Terra per sperimentare e tutti possono commettere errori.

Non volgete lo sguardo all'esterno di voi per (cercare) un leader. Dal momento che ciascuno è Signore di sé stesso in quanto Particella Cristica.

Questo potrebbe essere il tempo adatto! Perché è proprio adesso che la grande Onda fotonica sta riversandosi sul Pianeta e su tutti gli Esseri che lo abitano.

C'è un fiume che scorre molto veloce. È così grande e rapido che incuterà paura a numerose persone. Ed è il flusso della vita e degli eventi che accelerando sempre più spaventerà davvero molta gente non preparata al cambiamento totale della propria esistenza.




Esse resteranno sulla riva. Lo vorranno, pensando di trovarsi al sicuro, fidando in quello che conoscono, ma... Avranno l'impressione di essere lacerate e soffriranno enormemente. Perché la nuova Luce, alzando la frequenza vibratoria, trasformerà tutto ciò che è obsoleto e materiale.

Sappiate che il fiume ha la sua destinazione." In quanto Tutto è retto dalla Sapienza Divina ed è arrivato il Tempo che si aspettava da millenni, quello della Grande Transizione.

Gli Anziani (coloro che "Sanno") dicono che dobbiamo abbandonare la sponda, e (con coraggio consapevole) spingerci fuori in mezzo al fiume, (abbandonandoci quindi alla Trasformazione in atto, lasciando ogni cosa passata alle spalle e optando decisamente per il Nuovo)

tenere gli occhi aperti (naturalmente quelli dello Spirito di Discernimento per non essere ingannati) e la testa sopra l'acqua. Quindi, rimanendo più su dell'immanenza e di qualsiasi accadimento o circostanza atti a travolgerci.

E io dico: "Guardate chi è là con voi e festeggiate. Poiché i veri compagni di viaggio sono coloro con i quali vibriamo in sintonia ed è per questo che celebreremo l'Evento straordinario insieme.

In questo tempo non dobbiamo prendere nulla di personale, tanto meno noi stessi. Il termine "persona" deriva dal latino e significa "maschera", quindi concerne tutto ciò che è illusorio e momentaneo come gli attaccamenti, i ricordi e persino gli affetti che riguardano una delle tante esistenze e non la Vita sostanziale a cui è connesso lo Spirito. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Ecco il motivo per cui la nostra stessa "personalità" va abbandonata (ved. QUI), in quanto si identifica solo con la forma, l'habitus che indossiamo, cioè l'abitudine di riconoscerci nell'immagine che lo specchio ci rimanda.

Perché nel momento in cui lo facciamo, la nostra crescita spirituale si ferma. Ed è logico perché è come voltarsi indietro, rimpiangere il passato, non essere decisi e pronti per il Nuovo.

Ma in questa maniera faremmo la fine della moglie di Lot che, lasciando Sodoma e Gomorra (Gen. 19, 1-26), malgrado l'ammonimento, si girò non guardando avanti (verso il futuro) tramutandosi in una statua di sale (che per la sua incorruttibilità è statico, non muta) e quindi bloccando di fatto la propria evoluzione.


Ruderi di un antica Mesa indiana nel Grand Canyon e fiume Colorado - Arizona

Il periodo del lupo solitario è finito. È necessario perciò eliminare l'individualismo e socializzare al massimo, in quanto, per far parte della Nuova Cittadinanza Cosmica è necessario mutare tale mentalità chiusa in sé stessa e radunarsi, collegarsi con gli altri.

Bandite la parola lotta dal vostro atteggiamento e dal vostro vocabolario. Perché questo modo di comportarsi appartiene al bruto, all'uomo selvaggio, preda ancora di retaggi animaleschi.

Tutto ciò che facciamo ora deve essere fatto in modo sacro e nella celebrazione, perché lo richiede il tempo epocale in cui siamo entrati.

L'Umanità intera è ad una svolta unica nel suo percorso evolutivo. Mai era accaduto infatti che la Trasformazione avvenisse senza passare ineluttabilmente dalla morte fisica, ed ecco perché è necessario raccogliersi e celebrare, esprimendo un'immensa gratitudine verso il Divino Ideatore di tutto questo.

Noi siamo coloro che sono rimasti in attesa di..."

Sono infatti passati i millenni, con le persecuzioni e le ingiustizie profonde che hanno decimato non solo il popolo degli Hopi ma tutto il genere umano.

Come questi Anziani amerindi, sono molti gli Esseri che sono rimasti fedeli ad aspettare che la Nuova Alba arrivasse portando con sé una folata di Paradiso...

Traduzione, riflessioni e commento di:   Sebirblu.blogspot.it

martedì 7 dicembre 2021

CIONCI: BENEDETTO XVI CI HA RISPOSTO: IL PAPA È LUI




Sebirblu, 7 dicembre 2021

In prossimità della festa dell'Immacolata, riporto un'importantissima relazione di Andrea Cionci, comparsa su "Libero" e su "Byoblu" con i link e le immagini degli articoli precedenti, sull'ultimo "atto" della clamorosa e volutamente ignorata vicenda concernente Sua Santità Benedetto XVI, tuttora VERO PAPA, del quale il valente giornalista si è da tempo occupato. (Ved. i miei post QUI e QUI). 

Papa e Antipapa:

L'Inchiesta – Il Santo Padre Benedetto XVI ci ha risposto:
il VERO PAPA è LUI – Parte 42

Andrea Cionci, 3 dicembre 2021

Finalmente è arrivata la risposta del Santo Padre, Benedetto XVI, a una nostra lettera del 19 ottobre scorso.

Fin dal 2019, abbiamo ricostruito e dimostrato, senza essere smentiti ufficialmente, in una quarantina di articoli di inchiesta, riordinata QUI in fondo, come papa Ratzinger, nel 2013, non abbia affatto abdicato, ma, di fronte all'ammutinamento della fronda modernista, si sia auto-esiliato in SEDE IMPEDITA (Canone 412), uno status giuridico in cui il vescovo (e il papa) è confinato causa forza maggiore e non può comunicare liberamente. Approfondimenti QUI e QUI.

La sede impedita è, infatti, l'unica situazione canonica nella quale un papa può rinunciare di fatto al ministerium (l'esercizio pratico del potere) differendo l'entrata in vigore del provvedimento, senza poi ratificarlo, ma soprattutto, senza rinunciare al munus (il titolo divino di papa) e quindi RIMANENDO A TUTTI GLI EFFETTI L'UNICO PONTEFICE. Come lui ha fatto.

Ecco perché "il papa è uno", come ripete Benedetto XVI da otto anni senza mai specificare quale: è lui stesso.

Tuttavia, Benedetto, vero papa celato apposta dietro l'inesistente e impossibile istituto del papato emerito QUI, non può rivelare apertamente la sua situazione perché è, appunto, impedito: o è controllato, e/o egli stesso si autolimita per mantenersi nei margini giuridici dello status di sede impedita (impossibilità di comunicare liberamente) con il quale ha "antipapato" e "scismato" i modernisti suoi nemici.



Per questo motivo, il vero papa ci fa capire la sua situazione canonica in modo sottilmente logico, da otto anni, con un sistema di comunicazione (riconosciuto e certificato QUI da avvocati, linguisti, giuristi, latinisti teologi, psichiatri, psicologi) che abbiamo denominato "Codice Ratzinger". (È inutile che certi si spazientiscano sbottando: "Ma perché Benedetto non parla chiaro?" Non PUÒ farlo, ma soprattutto non DEVE. È questo meccanismo giuridico che va capito).

Così, in considerazione delle necessarie (e salvifiche) limitazioni che vive il Santo Padre, gli abbiamo scritto proprio nel suo stesso Codice Ratzinger, e lui ha risposto meravigliosamente a tono.

Ecco il testo della lettera con la quale si è presentato lo scrivente: "Santo Padre, sono un giornalista e, da due anni, scrivo assiduamente di Lei su Libero e su ByoBlu. Lei immagina quanto sarei onorato se potessi intervistarLa, ma so che non avrebbe il tempo, né soprattutto IL MODO di ricevermi...".

Come avrete capito, il riferimento al fatto che il papa possa non aver "modo" di riceverci è, ovviamente, al suo impedimento.

Così, il legittimo Pontefice ci risponde tramite il suo segretario personale, Mons. Gaenswein, offrendo la risposta che, appunto, ci aspettavamo: l'unica che può fornire dalla sua sede impedita, il cui senso è: "Sì, sono l'unico papa regnante, vorrei darle udienza, ma proprio non posso".

E vediamo come lo dice. Innanzitutto con il grosso stemma sulla carta da lettere di Mons. Gaenswein che è il Prefetto della Casa Pontificia: il titolare di questo ruolo, tradizionalmente, inquarta (o unisce) il proprio stemma con quello del PONTEFICE REGNANTE. Sappiamo da QUI che, fin dal 2017, Mons. Georg Gaenswein ha UFFICIALMENTE mutato il proprio stemma inquartandolo con quello di Bergoglio:

E invece la lettera da noi ricevuta reca il VECCHIO STEMMA di Mons. Gaenswein, inquartato con quello del papa regnante Benedetto XVI. Confrontate pure con la foto:



Dunque, Mons. Gaenswein, pur dovendo rispondere a centinaia di lettere al mese, da quattro anni, non ha ancora richiesto alla tipografia vaticana una risma di carta da lettere aggiornata col nuovo stemma? Oppure si è distratto e ha fatto confusione tra i fogli di vecchio e nuovo tipo?

Possiamo pensarla anche così, come obietteranno, sotto l'ipnotica, greve "potenza d'inganno" (ved. QUIQUI; ndr) i contestatori bergogliani o sedevacantisti, ma, certamente, sarebbe una distrazione imperdonabile per Mons. Gaenswein mandare un simile, palese input a un giornalista cacciatore dei più sottili dettagli il quale, soprattutto, documenta e ribadisce da due anni sui media nazionali e internazionali COSE DI UNA GRAVITÀ INAUDITA.

Cioè, che Benedetto XVI non abbia mai abdicato, che il papa sia uno e sia lui stesso, che Ratzinger comunichi la verità con un codice sottile e che Bergoglio sia un antipapa con l'obiettivo di demolire il Cattolicesimo.

Eppure, papa Ratzinger e Mons. G. Gaenswein sanno esattamente chi sia il presente giornalista, cosa sostenga e su quali quotidiani, dato che scrivono: "...non si è mancato di prendere in ATTENTA considerazione la richiesta avanzata".

Ora, se papa Benedetto fosse veramente il papa abdicatario, e Francesco il vero pontefice, di fronte alle "atroci assurdità calunniose" dello scrivente, un vero ex papa, o papa emerito doveva: o non rispondere, o farsi negare, o diffidarci apertamente dal proseguire con i nostri articoli, magari scrivendo:

"Dottore, per favore, la smetta: il papa è uno ed è Francesco", oppure, ancor meglio, poteva ricevere il sottoscritto e smentire di persona tutte le nostre affermazioni facendoci paternamente comprendere che lui ha abdicato davvero e che "il papa è Francesco", tranquillizzando così pressoché un miliardo e più di cattolici. Siete d'accordo? Ovvio, no?

E invece non l'ha fatto.



Papa Ratzinger ha fornito, di persona, l'unica risposta che poteva darci dalla sede impedita:

" ...PUR CON OGNI BUON INTENTO,
non è PROPRIO POSSIBILE
venire favorevolmente incontro al Suo desiderio".

Vi rendete conto? Cioè: "Vorrei, ma PROPRIO non posso". Papa Benedetto XVI nutre "ogni buon intento" verso la richiesta di un giornalista che martella continuamente a mezzo stampa, da due anni, sul fatto che il papa è solo lui e Francesco un antipapa usurpatore.

Il rifiuto dell'udienza era già messo in conto nella nostra lettera, come avete letto sopra: S. S. Joseph Ratzinger certamente non PUÒ ricevere un giornalista sgradito all'usurpatore Bergoglio, e non DEVE ricevere uno che gli porrebbe domande sulla sede impedita, una condizione che, al momento, Benedetto XVI non può ancora svelare.

Infatti,  gli  unici giornalisti  che  Benedetto  ha avuto  il  permesso  di  ricevere  o  che lui stesso ha voluto accogliere, sono quelli pro-Bergoglio, ai quali lui ha potuto appioppare le sue perfette "anfibolie", ovvero risposte che possono essere interpretate in due modi diversi e opposti.

Sono, ad esempio, i Massimo Franco e gli Andrea Tornielli (oggi capo ufficio stampa di Bergoglio) ai quali egli ha potuto tranquillamente dichiarare che indossava la veste bianca perché "non aveva altri abiti" QUI, o che "il papa è uno solo" (senza dire quale), che la sua scelta (lasciare il ministerium, restando papa) "è stata fatta liberamente" QUI, e altre gustose frasi che i colleghi hanno recepito e diffuso in modo ovviamente prono alla narrativa politicamente corretta.

Obiettivo raggiunto, dunque. Grazie, Santo Padre.


Benedetto XVI e l'Usurpatore, il Falso Profeta

Adesso preparatevi: forse Bergoglio imporrà a Mons. Gaenswein qualche rettifica, ma ormai è troppo tardi, la straordinaria risposta del vero papa è già arrivata e – ci potete giurare – verrà divulgata in diverse lingue.

In qualsiasi caso, sarà certamente ignorata dai grandi media o, al massimo, qualche contestatore, coprendoci – al solito – di insulti, ci darà molto originalmente dei "complottisti" accusandoci di voler vedere fantasiose dietrologie dietro un banale – o addirittura mortificante – rifiuto.

Diranno che la lettera di risposta è un banale format di cortesia usato per tutti? Peggio ancora! In tal caso, tali contestatori ammetterebbero in primis che Mons. Gaenswein, scrivendo che risponde "a nome del Santo Padre emerito" sta mentendo, ma soprattutto sarebbe evidente che, a Papa Benedetto XVI la nostra lettera non è mai arrivata, perché la sua posta è controllata e filtrata.

(Non è un caso che abbiamo dovuto scrivergli una seconda volta dopo la prima lettera, inviata in settembre, misteriosamente sparita). Quindi, ancora una volta, il papa è in sede impedita e non è padrone della sua posta.

In sintesi: o Papa Ratzinger ci sta rispondendo direttamente in Codice Ratzinger, o la nostra lettera non gli è mai arrivata e i suoi controllori ci liquidano frettolosamente come seccatori senza fargli arrivare la nostra lettera. Alla Logica del Logos non si sfugge.

Tranquilli, anche se ci attaccheranno, non preoccupatevi: fa tutto parte di questo grande gioco escatologico che separa, come il grano dal loglio, coloro che amano la Logica e la Verità da quelli che sguazzano nella menzogna.

Non manca molto alla chiusura della partita, tenete duro. Presto l'impostura delle imposture verrà svelata.





Chiosa di Sebirblu

Mi sento di porgere un sincero ringraziamento al Dr. Andrea Cionci per il grande impegno profuso nella ricerca della Verità, al servizio di tutti coloro che hanno "orecchi per intendere" e non si fanno abbindolare dalle apparenze che in questi tempi apocalittici abbondano ovunque, non soltanto nella Chiesa, che ormai va a braccetto con l'Élite dominante, ma soprattutto nei governi succubi che cercano di asservire i popoli. 

È doveroso tuttavia ricordare che il primo a parlare chiaramente di questo grande e vergognoso inganno consumatosi fra le "Mura Leonine" è stato il coraggioso don Alessandro Maria Minutella che da cinque anni subisce una persecuzione senza precedenti a causa della falsa Chiesa di Bergoglio fino ad essere, proprio in questi giorni, ridotto allo stato laicale dopo che gli è stata "scippata" la Parrocchia e aver ricevuto due scomuniche, INVALIDE, per l'arroganza del Potere "misericordioso" che "occupa" indegnamente il Vaticano. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI)

Ecco l'ultimo suo video di stamattina, dove parla proprio di Andrea Cionci.


 

La medesima sorte l'ha subita don Enrico Bernasconi, scomunicato pure lui, che lo coadiuva nell'espletamento delle funzioni sacerdotali come pastore della pletora di anime fedeli, abbandonate a sé stesse e tradite dalla Chiesa di Roma.

Un ultimo pensiero grato, infine, vorrei rivolgerlo a Fra' Alexis Bugnolo, latinista e antropologo, senza il quale non avremmo mai scoperto che l'Atto di Rinuncia di Benedetto XVI, scritto dallo stesso in latino, fosse stato da Lui appositamente (in quanto ne è un erudito conoscitore) "costellato"  di errori così gravi che nemmeno i principianti di tale lingua vi sarebbero incorsi. (Cfr. QUI e QUI). 

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it