mercoledì 27 agosto 2025

Come Perle rare in mezzo al Pantano del Mondo...


Birdy Tg

Sebirblu, 26 agosto 2025

Pressoché tutta l'umanità, oggi, specialmente quella occidentale, si è "dimenticata" dell'Altissimo e addirittura Lo nega come fa la Scienza, definendoLo una concezione assurda e ormai antiquata. È diventato temerario parlarne... 

Lo vedo soprattutto dal problema che si presenta quando devo dare un titolo ai miei post, perché se questi indicano un contenuto "spiritual-religioso", chiamiamolo così, subito le visite calano, indicando la situazione drammatica in cui versa la gran parte delle anime.

Ma per grazia di Dio, ancora talune di loro, come perle rare in mezzo al pantano del mondo, mi scrivono, dandomi quell'«ossigeno» tanto necessario per trasmettere quello che lo Spirito intende diramare per il loro stesso Bene.

Le ringrazio davvero di cuore, ed è proprio in seguito all'ultimo commento ricevuto che espongo un prezioso messaggio ultrafànico* affinché possano attingere alla Fonte d'acqua purissima che il Cielo mette loro graziosamente a disposizione. (* Ved. QUI e QUI).

L'oblio del proprio Creatore da parte del genere umano ha offuscato i cuori e le menti rendendo gli uomini sempre più soggetti alle forze contrarie (che esistono, purtroppo; ved. QUI, QUI e QUI) della distruzione e della morte.

"Amor che move il sole e l'altre stelle" diceva il Poeta, ed è proprio l'Amore del Padre, dal Quale si è allontanata tragicamente l'umanità tutta (ved. QUI, QUI e QUI) che, per mezzo del Supremo Sacrificio Cristico, ha continuato a richiamare i Suoi figli perduti e ribelli al ritorno a Casa.

Qualcuno ascolta... moltissimi fanno orecchio da mercante, ma il tempo stringe... la Giustizia di Dio è già in corso... e siamo solo agli inizi... ma c'è ancora tempo per ricredersi e tornare a Lui che ci AMA oltre qualsiasi concetto possibile, nonostante tutto!

Egli aspetta con Cuore di Padre ed proprio tramite il Cristo che è pervenuta a noi la mirabile parabola del Figliuol Prodigo al fine di trasmetterci il senso infinito del Suo Amore.


"Il Ritorno del Figliol Prodigo" di Bartolomé Esteban Murillo

Dice l'Entele Maestro (per il significato ved. QUI e QUI):

Un padre, due figli: l'uno come i farisei, ligio alla legge, retto, lavoratore, ma privo di amore, sconoscente la carità, odiante il proprio simile, «fratello» solo perché costui avrebbe partecipato al godimento della fortuna paterna; l'altro, uomo sregolato, eccessivo, esuberante, tutto cuore, tutto carità, con le scorie conseguenti a questa esuberanza, conseguenti ad ogni eccesso.

Il primo procede diuturnamente nell'opera, il secondo chiede al padre ciò che umanamente gli spetta per poter cambiare così il proprio movimento vitale e, ottenutolo, si allontana; allontanandosi, dilapida nella lussuria fin l'ultimo talento, mentre il fratello continua ad ammassare, lieto che il più giovane compagno se ne sia andato per cui l'eredità paterna a lui sarebbe rimasta.

Subentra la carestia, il figliuol prodigo è nella miseria, si adatta a fare il porcaio, spregevole missione allora, poi sente in sé la spinta dell'origine, sente di essere figlio, sente che il padre giammai può respingere un figlio per quanto esso sia colpevole e dice:

"Tornerò al padre mio; so che non posso tornare come figlio, tornerò come servo, come l'ultimo dei servi, il pane che costoro mangiano lo mangerò anch'io e renderò più dei servi".

Si incammina, pentito di aver recato offesa al padre, deciso a farne ammenda e a chiedere perdono. Giunto di fronte alla dimora paterna non ha la forza di entrare, ma il padre sente un nuovo movimento in formazione, sente un richiamo, esce e in lontananza intravede un essere che egli sente essere il figlio. Lo chiama, lo accoglie fra le proprie braccia, quindi rivolto ai servi:

"Sia portata la più bella veste, i più ricchi calzari e il più ricco anello, sia lavato e profumato, entri come padrone e non come servo, poiché egli è mio figlio e, se il figlio ritorna alla dimora del padre, egli deve sedere a fianco del padre in candida lussuosa veste".

Torna dall'opera (dal lavoro; ndr) il fratello maggiore e dice al padre: "Vedo che tu hai fatto scannare il più grosso vitello per onorare tuo figlio, colui che con le ganze (amanti; ndr) dilapidò il tuo denaro, mentre a me non hai mai concesso il più magro agnellino per banchettare con i miei amici".

Disse il padre: "Figliolo mio, tu fosti sempre a me vicino, tu non ti allontanasti, tu non fosti vicino al pericolo, tutti i miei agnelli erano tuoi e tu potevi servirtene; egli, mio figlio, tuo fratello, era morto e ritornò in vita, era lontano e ritornò a casa, per me esso è stato riconquistato, perciò devo festeggiare chi torna, chi si è pentito, non chi non ha mai errato."


"Il Figliol Prodigo fra i porci" di Bartolomé Esteban Murillo

Analizziamo profondamente questo movimento e facciamo che le energie ricavate da questa meditazione possano giovare a voi tutti nel tempo, possano cioè ricondurvi su quell'«orma» luminosa e inconfondibile che è di fronte a voi e che attende unicamente di essere raggiunta e di essere calcata con pari ritmo.

Il padre e i due figli: l'Eterno e l'umanità. Fariseo colui che, ligio alla Legge, lo è unicamente per movimento umano, non per fede di amore, non per sete di amore; l'altro rappresenta l'umanità in errore, ma in ardore. Uno il gelo, l'altro il fuoco. L'uno raggiungerà una meta prima, ma non la Meta Prima; l'altro faticherà a raggiungere una meta prima, ma raggiungerà la Meta.

Il primo ha in sé la superbia e la giustizia umane, il secondo ha l'umiltà e la carità. Il figliol prodigo figura di avere dilapidato i doni dell’Eterno, spesi male, negletti; il primo ha conservato i talenti per sé senza renderne partecipe i bisognosi, ha ammassato, ha posto a proprio profitto la moneta, e non ha dato.

Il secondo si è privato di tutto nel donare, nel donare anche stoltamente, ma nel donare anche per amore, per bontà; egli fa parte di quella schiera che saggiamente ha raccolto le parole del Cristo "Se vi sarà chiesta la tunica, date anche il mantello" e, nudo della nudità che è purezza, non soffre per questa, soffre per l'ingiuria fatta al padre per non aver compreso sufficientemente la volontà del genitore, la legge del padre, e dice:

"Tornerò, compirò lungo cammino, faticoso cammino, mi nutrirò con l'elemosina, con il pane donatomi dai fratelli e prostratomi ai piedi del padre dirò: «Ho offeso il cielo e ho offeso te»."

Quindi, prima l'offesa al Padre per essersi dimenticato di un rapporto umanità-Divinità che comprendeva l'amore per il prossimo, cioè per il Padre creatore della materia; l'altra per il padre stesso come fattore.

Amici, giunti a questo punto voi direte: "Sì, va bene, tutto ciò è giusto, ma perché compensare così riccamente colui che aveva errato? Sì, poteva accoglierlo dolcemente e saggiamente rimproverarlo".

Non conoscete allora il cuore dell'Eterno, la Sua gioia infinita quando Egli vede che l'attesa non è stata vana, quando può constatare il movimento di mutazione impostosi da un individuo che è giunto a trasformare completamente sé stesso, allora il premio va concesso.


"Il pentimento di Pietro" di Gerard van Honthorst


"Pentitevi prima del trapasso, pentitevi sostanzialmente e siederete alla Mia destra". Quel «sedere alla destra» è rappresentato dai Tre doni che il padre ha fatto portare dai servi: la veste più bella esistente nella casa, i migliori calzari, l'anello più ricco.

La veste: il candore riconquistato; i calzari: la possibilità di ricalcare quelle orme con piede rigenerato; l'anello: il simbolo della potenza che congiunge e che rinnova il nuovo legame.

Ora portate questo movimento cristico nel vivere del tempo vostro, analizzatevi. Ognuno di voi ha in sé un quantum di ferocia nel giudicare; ognuno di voi ha dell'intransigenza. Voi parlate di leggi, di codici, di convenzioni, di apparenze. Dimenticate che sopra tutto domina la sostanza!

Portatevi, come vi ho detto dianzi, sul piano dell'umiltà, sul piano della carità, fate che queste due energie possano palpitare nel profumo di quel fiore che è l'amore.

Cercate che dell'umiltà e della carità abbia a beneficiare il vostro simile, il fratello inteso come umanità; fate che questo dono avvenga non solo umanamente, ma potenzialmente attraverso il pensiero. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Donate al Padre, perché Egli possa donare di voi oltre che di Sé agli affamati: solo così potrete concepire il comportamento del Divino Genitore di fronte al figliuol prodigo, solo così potete imitarlo e procedere, diversamente sosterete.

Ognuno di voi è un «figliuol prodigo»; ognuno di voi si allontanò più o meno dalla Sua Parola, dalla casa del Padre Celeste; ognuno di voi è atteso risuscitato, rinnovato, rigenerato.

Noi giungiamo a voi per facilitare quest'opera di rinnovo, di risurrezione: ecco perché vi sarà chiesto più che ad ogni altro, perché più di ogni altro voi beneficiaste della bontà del Padre.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: "Scintille dall'Infinito" vol. 1° ed. "Il Cenacolo" QUI.


venerdì 22 agosto 2025

I Figli della Luce hanno quasi completato l'Opera!




Sebirblu, 20 agosto 2025

Gli eventi degli ultimi cinque anni, in particolare, hanno indotto molte persone a svegliarsi da un lungo sonno che le aveva mantenute in una specie di limbo asettico, senza minimamente supporre le trame e gli inganni ai quali l'umanità già veniva sottoposta da tanto tempo.

È stata soprattutto l'azione benevola e illuminante, iniziata nel secolo scorso in maniera massiva e capillare dai "Pionieri della Luce", di cui faccio parte, a preparare le coscienze, scuotendole e catechizzandole per renderle idonee al grande salto dimensionale ora in corso.

Per questo motivo, riporto dei passi molto interessanti da un libro d'autore ignoto, affinché non resti nulla d'intentato per i "ritardatari", nell'imminenza di un'Alba Nuova che li condurrà in un mondo nel quale il sopruso, il profitto, la violenza e il raggiro non esisteranno più, perché il Sole dell'Amore Divino avrà dissolto e fugato le nebbie e le insidie della notte luciferina.




Il Vero Percorso

«In molti, adesso, avvertono la sensazione sempre più crescente dell'esistenza di qualcosa d'importante da scoprire e, seguendo l'impulso, si addentrano nel Mistero supremo dell'esistenza accorgendosi anche di non essere gli unici ad avere simili percezioni.

Dal momento che l'atto stesso di cercare la Verità affina il sesto senso e rende più chiara la visione, gli "Indagatori" potranno riconoscere i membri della loro stessa famiglia spirituale subito dopo essersi fermamente impegnati ad imbarcarsi nella importantissima ricerca della "Consapevolezza"; un pellegrinaggio sublime e necessario, che moltissimi tra loro hanno già iniziato o si stanno accingendo a compiere.

Quando la decisione inamovibile di proseguire lungo tale itinerario viene registrata nei mondi invisibili, queste anime ricevono assistenza non soltanto dalla grande Coscienza collettiva, ma anche da altri Esseri elevati che si trovano vicini al nostro Pianeta, e che da sempre cercano di offrire il loro aiuto.

La "Legge della Sincronicità" inizierà ad avere effetto quando tali individui daranno l'avvio ad un sincero processo di studio, e potranno così capire, inequivocabilmente, di essere guidati e protetti lungo il proprio cammino.

Succederà di sicuro, poiché la sete di Conoscenza e di Realizzazione di sé darà vita ad una potente e chiara invocazione sui piani superiori che, per legge, non potrà essere ignorata da coloro che guardano e attendono di poter agire.

Tuttavia,  se i "Ricercatori" desiderano davvero  vivere in armonia  con le leggi divine, e se vogliono raggiungere le vette più elevate dello sviluppo spirituale, allora devono comprendere con chiarezza che la loro indagine non può essere mirata alla salvezza personale.

Per poter giungere al vero adempimento dello Spirito bisogna mettere da parte il piccolo sé individuale, in quanto solo attraverso il suo oblio si arriva alla liberazione dal concetto di "ego separato", fonte di ogni dolore e sofferenza.




Infatti la gioia, per essere vera e completa, richiede che tutti quelli che ci attorniano siano felici, che ogni singola forma d'esistenza, alla quale siamo inseparabilmente connessi, lo sia anch'essa. Ed è una certezza incrollabile.

Nondimeno, mentre è sicuramente possibile essere svincolati dalle oppressive leggi del sé inferiore, non c'è modo di ignorare la divina "Legge della Reciprocità", basata sull'interconnessione tra persona e persona, anima ed anima, vita e vita.

Il più grande benessere che scaturisce dalle amorevoli relazioni con gli altri è la possibilità di aiutarli; la vera felicità ‒ o letizia intima ‒ può essere raggiunta solo offrendola, e tutte le numerose e diverse strade della vita convergono infine nell'unico "Percorso del Servizio".

C'è un vecchio monito che recita: "Non credere mai a chi dichiara di aver trovato la sola via che conduce a Dio."

Se si considerano le molteplici pratiche e discipline insegnate ed attuate nel corso della storia, questa frase può apparire piuttosto corretta. Tuttavia, una mente in grado di elevare il proprio pensiero a livelli evolutivi superiori capirà che una simile affermazione risulta coerente soltanto fino ad un ristretto livello di sviluppo interiore.

È stato più volte affermato, in tutti gli insegnamenti religiosi dei grandi Maestri della storia, che l'individualità è unita e partecipe del Tutto; è stato anche reiteratamente ribadito che credere nell'illusione di un sé isolato, e indulgere in questo, è la causa stessa della separazione e dunque della sofferenza.

Inoltre, se ci soffermiamo a riflettere che una parte del Cosmo infinitamente grande esiste al di là del misero piccolo sé, allora possiamo capire la relativa insignificanza di quest'ultimo ed apprezzare la consistenza, la magnificenza e l'enorme importanza, di gran lunga maggiori di tutto ciò che non fa parte del piccolo ego personale.




Con questa verità ben salda in testa, l'individuo apparentemente separato dovrebbe poter riconoscere la saggezza insita nel non avere alcun interesse contrario alle leggi universali che governano il Creato.

Ovviamente l'egoismo è l'esatto opposto della norma per antonomasia: la Sacra Legge dell'Amore. E chi la trasgredisce vedrà i problemi seguirlo come fossero la sua ombra. Il nostro bene massimo è in realtà la possibilità di aiutare il prossimo, e gli aspiranti "Servitori" compiono i migliori passi quando permettono agli altri di progredire.

Questa è la via dell'Amore, il glorioso Principio Cosmico attraverso il quale è resa possibile la creazione di ognuno degli innumerevoli mondi che riempiono l'Infinità, e che in forma di Energia Divina li permea tutti.

L'Amore è dunque la quintessenza stessa dell'universo, ed è l'Amore, di conseguenza, che deve essere impersonato ed espresso da ogni vita individuale nel corso della propria crescita, prima di poter attraversare il portale che conduce al Vero "Percorso di Ritorno" (alla Casa del Padre; ndr).

Come ha detto Gesù: "Chi ama la propria vita la perderà " (Mt 16, 25), ossia "Chi ritiene la propria esistenza tanto preziosa da non donarla in sacrificio per salvare un suo fratello, non è degno di entrare nella grande Vita Universale." 

Il cuore spirituale non è mai davvero soddisfatto se non condivide continuamente l'esperienza di Amore e Verità con le altre manifestazioni dell'Uno, e si può quindi capire come la via del Servizio altruistico sia il Vero Percorso Sacro, del quale tutte le norme spirituali sono soltanto una fase preparatoria.

La verità di questa affermazione può essere facilmente appurata considerando come, nel corso della storia, tutti i maggiori Maestri di vita, i Santi e le vere Guide della Via abbiano sempre seguito il nobile percorso dell'Opera incondizionata.

Per quegli Spiriti eletti non avrebbe potuto essere altrimenti e, al momento giusto, sarà così anche per l'umanità tutta, quando ogni individuo riconoscerà la Verità e sceglierà di percorrere la medesima strada che un tempo fu benedetta dal santo cammino di quanti l'hanno percorsa per raggiungere la Libertà interiore.



Questa intima Essenza ‒ o Spirito ‒ è la vera natura di tutto ciò che è noto e di quanto ancora è da scoprire. La sua espressione più alta è l'Amore che sempre cerca di espandersi nel Servizio altrui tentando di fluire attraverso l'intera compagine creata, permeando "altre parti di sé stesso", di abbracciarla e di fondersi con essa in Sacra Unione.

Essendo il genere umano sostanzialmente spirituale, la Via dell'Amore dovrà infine essere trovata da ogni singola persona, ed è solo lungo questo Percorso che il calice del cuore diventa tanto colmo di questa eccelsa "ambrosia divina" da traboccarne: ce n'è sempre più che a sufficienza per poterla condividere con gioia.

Un solo assaggio anche della più piccola goccia lascia nel cuore la sua impronta sublime, e quando cominceremo a penetrare nella realtà di tale unico "Grande Principio" che tutto pervade, ama e serve, fluendo ovunque nell'Universo infinito, allora saremo pronti ad accordarci con questa magnifica Legge d'Amore che sostiene il Cosmo intero, e intraprenderemo con gioia la Via del Servizio disinteressato.

Infatti, con la consapevolezza illuminata dalla Luce della Verità, scopriremo di aver compiuto la scelta più saggia solo abbandonandoci con deferenza all'onnipresente, amorevole Volontà della Creazione.

Una Voce gentile e trascendente in fondo al nostro cuore sussurrerà i suoi segreti sacri e profondi, eppur semplici, alla nostra coscienza, e potremo richiamare alla mente la Verità meravigliosa.

La battaglia che abbiamo ingaggiato contro la perfetta corrente evolutiva pensando solo a noi stessi giungerà finalmente al termine e, nell'Opera di servizio al mondo, avrà quindi inizio la vera nostra ascesa spirituale che comporta la scelta consapevole di rinunciare al piccolo sé inferiore in nome del Vero Sé, lo Spirito divino. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

Dal momento in cui tutto nell'universo è interconnesso, una simile realizzazione personale rappresenta una benedizione inestimabile per tutta la vita, e in particolare per le esistenze con le quali l'individuo risvegliato entra in contatto, sebbene il più grande beneficio dello Spirito vada a chi è stato illuminato dalla semplice Verità.




Tale grandioso destino include la liberante rivelazione che, invece di identificarsi come anima sofferente e separata, sola in un mondo alieno ed ostile; invece che affaticarsi senza speranza per il proprio sé contro la forte corrente del flusso vitale, l'individuo risvegliato può ora lavorare con lucida Comprensione e Coscienza insieme all'Altissimo, come piccola Scintilla radiante la Sua Intelligenza, come cellula sana dell'immenso divino Organismo.

E può farlo senza esitazione alcuna, perché si è svincolato dal velo dell'oblio e ha richiamato alla mente la sua autentica e devota origine, contattando lo Spirito interiore (il proprio Sé Divino). In tale estasi gli verrà rivelata la squisita perfezione della Creazione ed una fiducia incrollabile nascerà da questo Sapere intimo che trascende anche la più pura e ardente delle fedi religiose.

Davanti ad occhi colmi di lacrime, di profonda ed infinita gratitudine, la bontà dell'esistenza si paleserà all'umile osservatore. E in virtù del nuovo e riguardoso rispetto verso tutte le cose, che in tal modo si ottiene, ogni pensiero, sentimento, parola e azione diventano sacri, e la vita dedicata al Divino.

Così, in ogni istante l'illuminato viene ricompensato dalla "Legge del Contrappasso" e, con la più grande gioia, si avvicina sempre più al completo ripristino della memoria e alla realizzazione del suo Spirito prima decaduto. (Ved. QUI, QUI e QUI; ndr).

A questo punto, è evidente che per la mente risvegliata ogni gesto compiuto con motivazioni pure ed altruistiche porti sempre ottimi risultati per qualsiasi Essere ne venga coinvolto, poiché crea vibrazioni positive riverberantesi lungo l'arco del tempo, portando un futuro più luminoso.

Questo non è un prodotto finale o un risultato, ma un continuo e cumulativo processo di richiamo mnemonico alla Luce suprema della Realtà spirituale, ossia all'Eredità divina spettante ad ogni sincero "Servitore" della Vita.

L'illuminazione è un infinito e gioioso avvicendarsi di realizzazioni dello Spirito, al quale si arriva solo donando Amore agli altri; Amore che risiede all'interno del cuore di ogni singola anima e non può mai esser raggiunto da nessuna bramosia esterna.

Viceversa, una volta compresa la natura unitaria e senza limiti della Creazione, l'idea di cercare di ottenere la Verità o il potere spirituale per scopi o motivi egoistici viene interamente valutata nella sua completa assurdità. [...]



Quando il libero arbitrio di una persona è esercitato in accordo con la Volontà divina, le ricompense per gli sforzi effettuati si moltiplicano esponenzialmente, poiché si agisce in armonia con le leggi universali.

Tale è la Grazia concessa a tutti i servitori del Piano Divino che portano avanti la propria gioiosa Missione. E questo accade perché hanno consacrato sé stessi come umili strumenti, dando vita a cause favorevoli che genereranno i loro corrispondenti effetti positivi.

Il Vero Percorso richiede quindi una forma di abbandono. Bisogna rinunciare per sempre al sé personale,  nei pensieri e nelle azioni. Chi serve la Vita non vive per sé ma per il mondo, e in questa devozione si libera in perpetuo dalle tetre e solitarie modalità esistenziali dell'ego separato. [...]

Smettendo di opporsi alle leggi universali, la persona d'animo umile prende il suo giusto posto di esiguo ma essenziale filo nell'arazzo della vita, infinito e squisitamente intricato, cominciando così ad intessere una nuova e armoniosa forma in perfetta sincronia con i modelli energetici vitali, sempre mobili e cangianti.

Grazie all'affinità divina, un individuo così allineato col Piano Divino è in grado di irradiare senza sforzo energie spirituali curative per la guarigione e l'elevazione di ogni esistenza con cui entra in contatto: è per questo che molti Santi sono anche guaritori.

Questi si incarnano o arrivano sulla Terra per fungere da avamposti dell'Esercito celeste, e al fine di conservare questo privilegio devono tenere vuoti i propri vasi. Così, come strumenti ideali, vengono utilizzati dalla Volontà suprema per condurre e distribuire energia positiva nei mondi inferiori.

Di conseguenza,  chiunque voglia seguire il Vero Cammino  deve possedere  non  solo le motivazioni giuste, ma anche un'indole umile e modesta, che gli permetterà di mantenere vuoto e aperto il proprio vaso. Come ha detto la santa Madre Teresa di Calcutta: "non è quello che facciamo ad essere importante agli occhi di Dio, ma l'amore col quale lo facciamo". [...]




Tutti gli Operatori risvegliati riconosceranno che è il Sé Superiore ‒ lo Spirito divino ‒ ad avere in realtà il comando, non la personalità (ved. QUI; ndr). 

E sebbene costoro, i Figli della Luce, mostrino amore e gentilezza a tutti, bisogna ricordare che sono anche portatori di distruzione, perché hanno la responsabilità di ripulire i sentieri della Terra dalla malerba dell'ignoranza, affinché nuova crescita possa continuare a fiorire.

Infatti essi "non vengono a portare la pace, ma la spada" (Mt 10, 34-36), e questo potrà sorprendere tutti gli idealisti che possono essersi fatturata un'immagine sacra e stereotipata del carattere-tipo del Servitore "sveglio", magari basandola sui Santi del passato, inebriati di gioia.

In verità, coloro che costituiscono oggi la prima linea de l'«esercito del cambiamento» sono molto più simili a soldati che a santi, in quanto per poter adempiere la loro Missione devono attaccare senza riserve e lacerare il grande velo di delusione tessuto da menti malevole che, attraverso la prigionia vibratoria, ha impedito all'umanità di conoscere pace, libertà e felicità reali per così tanto tempo.

Sarebbe stupido aspettarsi che le forze dell'Oscurità, che hanno regnato sulla Terra così a lungo, cedano il proprio dominio al Bene senza opporre resistenza. Quindi, gli anni in cui ci troviamo possono sembrare al profano spaventosi e devastanti ma, visti con gli occhi dell'anima ‒ in grado di vedere davvero ‒ mostrano la loro vera natura: sono dotati del potere di giustizia e di rettitudine.

La tanto indispensabile purificazione di tutto il Pianeta comporterà un torrente di accecante Luce divina, che sommergerà quelli che non sono pronti, ma riempirà quanti si sono preparati d'insuperata euforia, perché saranno glorificati dalla Verità svelata.

Uno dei più grandi nemici della Verità è il piccolo ego personale. Di conseguenza, il pericolo, il rimpianto, la paura e il terrore aspettano soltanto chi si nutre del male dell'egoismo, in quanto la Via è fiancheggiata da specchi...

Ogni anima è stata più volte avvertita, nel corso di numerose circostanze: "Sii pronta! Oh, sii pronta! Poiché il Regno è vicino!" Eppure ancora oggi l'umanità preferisce, come proprio insegnante, la sofferenza all'Amore.




Forse molti non crederanno alla verità della nostra epoca finché la realtà per essi familiare e confortante non comincerà a crollare loro intorno. 

La maggior parte del genere umano sarà costretta ad apprendere lezioni dure ma necessarie nel corso degli sconvolgimenti che ci attendono, ma chi vede e capisce spenderà il proprio tempo con saggezza, continuando a servire gli altri in intelligente attesa del Tempo del Raccolto, della Mietitura...

La pazienza e la fermezza nel Servizio attivo dei Volontari del Bene assicurano il tenero, dolce frutto della tanto attesa Promessa divina, fornendo con il loro Amore e sollecitudine una scialuppa di salvataggio per la famiglia umana.

Questi Servitori resteranno a galla tra i flutti della marea che purificherà il Pianeta. Guidati e protetti da Aiutanti divini, invisibili ma sempre presenti, saranno di sicuro condotti sulla vetta della montagna che rappresenta il punto d'arrivo del loro lungo pellegrinaggio.

Al momento dovuto ogni cosa prenderà il proprio posto, e ognuno di loro saprà cosa fare. A tutti i cuori amorevoli è assicurato di superare sani e salvi la tempesta che sta per abbattersi sulla Terra; seguendo la stella polare interiore che sempre illumina l'orizzonte anche nella notte più buia, i Figli della Luce troveranno la via di Casa.

Costoro, attraverso anni di sforzi e difficoltà come Fari ardenti sulla Terra, hanno diligentemente tentato di essere esempi per la Via che avrebbe dovuto intraprendere l'umanità, nella speranza che qualche anima avesse scelto di seguirla. 

L'Opera di questi benefattori solitari ‒ piccoli punti di Luce nell'Oscurità ‒ è stato un grandioso atto di dedizione profonda al Padre Creatore.




Adesso, è ormai giunto il tempo conclusivo del loro grande Viaggio e i frutti del loro lavoro saranno presto visibili a tutti, quando essi si uniranno numerosissimi al fine di assicurare il successo di quest'ultima fase decisiva del Progetto Divino, per l'intero nostro Pianeta.»

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brani tratti dal libro: "Il Piano divino per la Terra" QUI, che condivido pienamente.

lunedì 18 agosto 2025

Il Cronovisore, Padre Ernetti e Majorana




Il Cronovisore

Padre Pellegrino Ernetti (Nota 1),  che è stato un umile e schivo monaco benedettino, nato nel 1925 e trapassato nel 1994, è assurto improvvisamente agli onori delle cronache grazie a due interviste rilasciate ad altrettanti quotidiani di tiratura nazionale.

La prima, sul N° 18 de "La Domenica del Corriere" del 2 Maggio 1972 e l'altra sul N° 17  del "Giornale dei Misteri" dello stesso anno.

In tali interviste Padre Ernetti, conosciutissimo esorcista, musicologo di fama internazionale  e  scienziato, vissuto nel monastero dell'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, ha annunciato al mondo di avere realizzato un congegno capace di guardare indietro nel tempo.

Questo dispositivo è stato chiamato "CRONOVISORE" ed è in grado di osservare gli eventi del passato che appaiono in forma olografica in un piccolo spazio cubico. (È importante leggere anche QUI; ndr).

È stato progettato da lui agli inizi degli anni cinquanta insieme a 12  luminari, tra i quali viene citato Enrico Fermi ed un suo noto discepolo (di cui non menziona volutamente il nome).

Alcuni altri sono lo scienziato tedesco Wernher Von Braun (già inventore delle V2 e direttore della NASA), un Premio Nobel giapponese e uno scienziato portoghese di nome De Matos (anche se dalle nostre fonti, sia Fermi che Von Braun hanno avuto solo un ruolo di "consulenza").

Per  quanto  incredibili  fossero  le  affermazioni  di  Padre Ernetti,  questi  non  era una persona qualunque, bensì uno dei più stretti collaboratori di Padre Gemelli, il fondatore  dell’Università  Cattolica  del  "Sacro Cuore"  di  Milano.

Comunque una persona modesta, che non aveva alcun interesse a portare l’attenzione su se stessa. Inoltre, come spiegherò più avanti, il monaco portò delle prove concrete a sostegno delle sue affermazioni.

Nell'intervista a "La Domenica del Corriere" Padre Ernetti affermò:

«L'intera elaborazione si basa su un principio di fisica accettato da tutti, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si distruggono ma si trasformano e restano eterne e onnipresenti, quindi possono essere ricostruite come ogni energia, in quanto esse stesse energia».




Il principio fisico che sovrintende al funzionamento di questo dispositivo si può riassumere nel concetto secondo cui ogni essere vivente lascia dietro di sé, nel tempo, una scia costituita da una registrazione energetica.

Queste tracce, di tipo visivo e sonoro, non subiscono col tempo una cancellazione, bensì rimangono "impresse" nell'etere (Le "Cronache dell'Akasha", ved. QUI; ndr), confinate in una particolare zona astrale, nella quale è possibile in ogni tempo visualizzarle.

Attorno alla Terra esiste una sorta di fascia frequenziale in cui si accumulano tutte le esperienze emesse dal pianeta Terra e dai suoi abitanti (ma esistono anche gli Annali Akashici che riguardano la memoria cosmica, ndr.). Informazioni accessibili per chi riesce a "sintonizzarsi" sulla stessa lunghezza d'onda.

Per questo il Cronovisore può captare qualsiasi avvenimento passato. Una realtà che richiama fortemente le ricerche di Jung sulla "mente universale", una specie di serbatoio di tutti i pensieri dell'umanità (presente e passata) a cui tutti noi possiamo attingere durante il sonno.

Questo macchinario, secondo la descrizione dell'autore, è costituito da tre distinti componenti:

1. Una serie di trasduttori ed antenne, in una lega composta da tre misteriosi metalli (non specificati), che assicura la rilevazione di tutte le lunghezze d'onda del suono e della radiazione elettromagnetica.

2. Un modulo in grado di auto-orientarsi sotto la guida delle onde sonore ed elettromagnetiche captate.

3. Una serie assai complessa di dispositivi mirati alla registrazione delle immagini e dei suoni, del loro filtraggio e chiarificazione, al fine di selezionare solo quello dell'elemento ricercato.


Cronovisore di Padre Ernetti

Padre Ernetti rivelò anche alcuni viaggi temporali compiuti con l'apparecchiatura.

Raccontò di aver voluto «[...] per prima cosa verificare che quello che vedevamo fosse autentico. Così iniziammo con una scena abbastanza recente, della quale avevamo buoni documenti visivi e sonori. Regolammo l'apparecchio su Mussolini che pronunciava uno dei suoi discorsi.»

Presa dimestichezza con il meccanismo: «[...] risalimmo nel tempo, captando Napoleone. Se ho ben compreso quello che diceva, era il discorso con il quale annunciava l'abolizione della Serenissima Repubblica di Venezia per proclamare una Repubblica Italiana.»

«Successivamente andammo nell'antichità romana. Una scena del mercato ortofrutticolo di Traiano, un discorso di Cicerone, uno dei più celebri, la prima Catilinaria.  Abbiamo visto e ascoltato il famoso:  "Quousque tandem Catilina"».

Assistere alla foga declamatoria di Cicerone di fronte al Senato romano, nel 63 a.C., deve essere stata un'esperienza davvero emozionante. Ecco infatti come padre Ernetti la commentava: «I suoi gesti, la sua intonazione... come erano potenti! E che fantastica oratoria!»

Egli  sosteneva  inoltre  di  aver  assistito ‒ attraverso  il  Cronovisore,  nel  169  a.C. ‒ ad una rappresentazione del Thieste, una tragedia del poeta latino Quinto Ennio, che si riteneva definitivamente perduta ma da lui prontamente trascritta proprio in quell'occasione.


Padre Pellegrino Ernetti 1925 -1994

Ma come è nata a Padre Ernetti l'idea di creare un apparato di questo tipo? È lui stesso a spiegarcelo.

Egli era il principale collaboratore di Padre Agostino Gemelli (fondatore, come già accennato, dell'Università Cattolica del Sacro cuore). I due condividevano gli studi di prepolifonia sui canti Gregoriani (Nota 2).

Ha narrato che, nel 1951, mentre erano impegnati con la registrazione di un canto gregoriano nello studio del laboratorio di fisica dell'università Cattolica, si spezzò un filo al magnetofono che stavano utilizzando.

Quest'incidente rischiò di compromettere definitivamente tutto il lavoro sinora fatto dai due ricercatori. Per evitare la perdita dei dati, Padre Gemelli riannodò in qualche modo il filo rotto, sperando di riuscire nell’impresa ed esclamando al momento della riaccensione della macchina:

"Ah! Papà, aiutami tu". Con vivo stupore degli astanti, a quella richiesta d’aiuto, rispose la voce del suo defunto papà, proveniente dall'altoparlante, che si palesò così: "Ma certo che ti aiuto. Io sono sempre con te".

Padre Gemelli fermò subito lo strumento, ma Padre Ernetti insistette per ascoltare ancora. La voce proseguì utilizzando dei termini familiari molto noti al figlio: "Ma sì, “zuccone” non senti che sono proprio io?".

Si trattava di Metafonìa, ovvero la possibilità di comunicare con i trapassati a mezzo di microfoni e registratori, ma quello fu pure lo spunto da cui partì Padre Ernetti per ideare il suo Cronovisore. Cioè un dispositivo che fosse in grado, anche, di visualizzare le "voci del passato".

Dopo l'idea occorrevano però anche delle "menti" in grado di risolvere alcuni aspetti "pratici" ma sopratutto "matematici". Eravamo negli anni '50, era appena finita la seconda guerra mondiale.

Qualche anno prima era scomparsa una delle menti italiane matematiche più brillanti che aveva tra le altre doti quella di essere stato l'allievo preferito di Enrico Fermi, Ettore Majorana.


Ettore Majorana nato a Catania il 5 Agosto 1906 e... 1938?

Quando si parla di "scomparso" non si intende dire che fosse morto, ma che si erano perse letteralmente le sue tracce proprio poco prima dell'inizio della suddetta guerra.

Del fisico Majorana la storia ci dice che nel 1938, all'età di 31 anni, effettuò un viaggio di riposo a Palermo. Qui, trascorse all'albergo "Sole" appena mezza giornata, poi si imbarcò per Napoli. Ma l'ultima volta che fu visto fu la sera, all'altezza di Capri, sul ponte del piroscafo.

A Napoli, "ufficialmente" non arrivò mai, scomparendo misteriosamente e definitivamente. Subito vennero ipotizzate molte teorie complottiste; il mondo si trovava infatti sulla soglia del secondo conflitto e le superpotenze erano in cerca di "cervelli" di eminenti scienziati.

Ma chi era veramente Ettore Majorana? A questa domanda si può rispondere facilmente in base a quello che è riuscito a mostrare di sé nei suoi 31 anni di vita.

Studente di Enrico Fermi, le sue ricerche dettero un contributo fondamentale allo sviluppo della fisica moderna e affrontarono in modo originale molte questioni.

Nella sua prima fase pubblicò ricerche riguardanti problemi di spettroscopia atomica, la teoria del legame chimico (dove dimostrò la sua conoscenza approfondita del meccanismo di scambio degli elettroni di valenza), il calcolo della probabilità di ribaltamento dello spin (spin-flip) degli atomi di un raggio di vapore polarizzato allorché questo si muove in un campo magnetico rapidamente variabile.

Il suo maggior contributo scientifico però è rappresentato dalla seconda fase della sua produzione, che comprende tre lavori:

Lo studio sulle forze nucleari oggi dette alla Majorana; il lavoro sulle particelle con momento intrinseco arbitrario e quello sulla teoria simmetrica dell'elettrone e del positrone, nonché la famosa omonima "equazione Majorana".

Ettore è ricordato dalla comunità scientifica internazionale per avere dedotto l'equazione ad infinite componenti che formano la base teorica dei Sistemi Quantistici Aperti (Computazione Quantistica, Crittografia e Teletrasporto).

Molti pensano che, viste le sue capacità matematiche, sia stato contattato da agenti segreti americani e gli fosse stato offerto di collaborare con Enrico Fermi a quegli studi che portarono alla realizzazione prima, e al lancio dopo, della bomba nucleare.


Enrico Fermi 1901 - 1954

Si suppone altresì che Majorana, intuitolo, per impedire che il suo nome fosse legato alla prima arma di distruzione di massa, volontariamente abbia fatto sparire le sue tracce. Ma dove?

La descrizione fisica al momento della scomparsa dello scienziato è la seguente: anni 31, alto 1,70 m, snello, con capelli neri, occhi scuri, una lunga cicatrice sul dorso della mano destra.

Alla sua educazione sopraintese (sino a circa nove anni) il padre. Successivamente, quando la famiglia si trasferì a Roma, dal 1921, Ettore frequentò il collegio "Massimiliano Massimo" dei Gesuiti in Roma. Per quanto concerne il suo carattere, ecco cosa riferisce la moglie di Enrico Fermi:

"Ettore Majorana aveva uno carattere strano: era eccessivamente timido e chiuso in sé. La mattina, nell’andare in tram all’Istituto, si metteva a pensare con la fronte accigliata.

Gli veniva in mente un’idea nuova, la soluzione di un problema difficile o la spiegazione di certi risultati sperimentali che erano sembrati incomprensibili, allora si frugava le tasche, ne estraeva una matita e un pacchetto di sigarette su cui scarabocchiava formule complicate.

Sceso dal tram se ne andava tutto assorto, col capo chino e i capelli scarruffati spioventi sugli occhi. Arrivato all’Istituto cercava di Fermi o di Rasetti e, pacchetto di sigarette alla mano, spiegava la sua idea.

Ma appena gli altri l’approvavano, se ne entusiasmavano, lo esortavano a pubblicare, Majorana si rinchiudeva, farfugliava che era roba da bambini e che non valeva la pena di discorrerne e, appena fumata l’ultima sigaretta (e non ci voleva molto), buttava il pacchetto, i calcoli e le teorie nel cestino"


Ultima lettera di Ettore Majorana al collega Prof. Carrelli 

Ma la notizia più interessante fu quella riportata da una ragazza su un forum, ripresa da chi scrive e dall'amico Ing. Sabato Scala:

"Una leggenda popolare parla di uno strano monaco che si era ritirato in un piccolo paese nelle mie vicinanze (Visciano, NA) e pare che scrivesse cose strane su tutto fuorché sulla carta, in particolare sui muri e sui pacchetti di sigarette.

I monaci della vecchia abbazia dei Camaldoli di Visciano gli avevano affidato un'abitazione isolata nel loro territorio. Ora, già da tempo i conventuali l'hanno abbandonata e, comunque, attualmente è  aperta al pubblico.

La casa dell'ospite solitario del monastero è un rudere, ed è divenuta una discarica abusiva... Lo sfollato, che diceva in giro di essersi ritirato lì per evitare di lavorare alla creazione della bomba atomica, veniva chiamato dagli abitanti locali con il soprannome: «il professore»."

Subito ho cercato altri riferimenti e mi sono imbattuto nel libro del Prof. Fioravante Meo, "L'ultimo rifugio di Majorana" che, benché pubblicato, di fatto era introvabile ed è solo grazie ad una telefonata con l'autore e per il tramite del mio editore che sono riuscito ad averne una copia.

In esso è pubblicato un identikit che è di una verosimiglianza impressionante ai ritratti che possediamo di Majorana. Esso è stato realizzato sulla base di almeno una decina di testimonianze di persone, ancora viventi, che furono intervistate, peraltro, da una giornalista di Stampa sera.

Il "professore" che aiutava i ragazzi del paese a fare i compiti di matematica e dava ripetizioni di tale materia vi si era stabilito come altri sfollati dal 1943 al 1945 e aveva le seguenti caratteristiche:

1. Una cicatrice sulla mano destra.

2. Un forte accento siciliano.

3. Il padre del Convento Camandolese di Visciano lo chiamava Ettore.

4. Aveva l'abitudine di scrivere formule matematiche su pacchetti di sigarette, di cerini e sui muri.

5. Il professore si appoggiava su un bastone su cui figurava la sua data di nascita, 1906 (quella di Majorana).

Nella testimonianza l'uomo sarebbe morto ufficialmente nel 1952 e messo in una fossa comune, di cui però manca ogni dato identificativo. Un fatto comunque è certo. La famiglia di Majorana non ha mai portato il lutto per la sua morte.


Eremo Camaldolese di Visciano (Napoli)

A questo punto abbiamo voluto fare una ipotesi:

«Osserviamo bene le date. Nel 1951 Padre Ernetti ha scoperto accidentalmente un metodo basato sulle onde sonore, per comunicare o meglio "captare" suoni dall'antichità del tempo.

Ne ha avuto l'intuizione, ma per costruire un congegno in grado di percepire qualsiasi "segnale" del passato, sarebbe stato necessario farsi aiutare da menti specializzate in altre discipline.

Si sarebbe rammentato di quel matematico, allievo di Fermi, che grazie al suo aiuto  riuscì ad evitare di andare in guerra o di essere sequestrato dai servizi segreti americani per aiutarli a produrre la prima bomba nucleare (come il suo Maestro stesso).

Padre Ernetti avrebbe contattato e quindi spiegato a Majorana  la sua intenzione di realizzare il "Cronovisore". Occorreva dedicarsi al progetto anima e corpo. Avrebbero deciso dunque di inscenare la morte del "u professore" e di trasferirsi in un laboratorio sicuro».

Gli esperimenti durarono quasi 20 anni e dopo questo lasso di tempo, nel maggio 1972, Ernetti, preso dall'euforia della scoperta, rilasciò l'intervista ad uno dei quotidiani più noti allora in Italia "La Domenica del Corriere".

Lo scalpore che suscitò quell'articolo giunse fino alle orecchie dei suoi "superiori" che lo convocarono in una riunione segreta dal Santo Padre.

Si ignora quello che si dissero in quell'occasione, ma di sicuro, qualche giorno dopo quell'incontro il dispositivo fu smantellato.

Prima, però, fu portato al Viminale per una dimostrazione alle "alte sfere" politiche di quel periodo.

Padre Ernetti portò come prova dell'esistenza del meccanismo un'immagine del volto di Cristo che dichiarò avere scattato col "Cronovisore".




Questa fotografia, dopo un mese, fu tacciata di falso in quanto aveva una fortissima somiglianza col volto di una scultura lignea di Cullot Valera, che si trova in un santuario vicino a Todi (Perugia), di cui circolavano cartoline riproducenti quel volto nelle bancarelle della chiesa.

Di fronte al clamore che ne seguì, Padre Ernetti si chiuse in uno strano ed enigmatico silenzio. Da allora non fece più alcuna dichiarazione e rifiutò di partecipare alle numerose conferenze a cui fu invitato... ma questo in pubblico.

In privato parlò lungamente con un suo carissimo amico, Padre Francois Brune, che  scrisse  nel 2000 un  libro sull'argomento  intitolato:  "Le  nouveau  mystere du Vatican", edito dalla Albin Michel di Parigi (oggi esistente in italiano, "Cronovisore" edizioni  Mediterranee,  ndr).

In quest'opera si narrano molte vicende segrete che Padre Ernetti esternò al suo amico con la promessa di non rivelarle se non dopo la sua morte che avvenne nel 1994. Riferisce Padre Brune nel suo testo:

"A Padre Ernetti era stato imposto di non fare più pubbliche dichiarazioni su quell'argomento, ma non gli era stato proibito di parlarne con gli amici in privato e così mi confidò tutto. Mi ha detto che tutto quello che videro venne anche filmato. Nella ripresa si è perduta la tridimensionalità, ma resta pur sempre un documento straordinario.

Questi film furono poi mostrati a Papa Pio XII, ed erano presenti anche il presidente della Repubblica Italiana del tempo, il ministro dell'istruzione e vari membri dell'Accademia pontificia. Quindi molte persone hanno visto e constatato".

A  quel  punto  sarebbe  scattata una congiura del silenzio. 
 Il  Papa,  membri  del Vaticano  e  della  politica,  scienziati  avrebbero  messo  tutto a tacere,  preoccupati delle ripercussioni storiche e le ricadute sulla vita privata che l'invenzione avrebbe ottenuto.


Tendenziosamente, viene mostrata la foto del volto del Cristo somigliante e ripreso dalla sopracitata scultura lignea che discredita tutte le affermazioni di Padre Ernetti il quale, non difendendosi (per ovvi motivi di "obbedienza", ndr) in definitiva dà ampio credito alla tesi del falso e poco dopo tutto finisce nell'oblio.


Padre Francois Brune nato nel 1931

Su questo argomento Padre Brune è stato lapidario:

"Nessun dubbio sull'autenticità del Cronovisore! Per avere perplessità in questo senso dovrei "calpestare" la serietà morale di un sacerdote straordinario, di uno scienziato eccezionale e di un grande amico. Ed io non ho nessunissimo appiglio per poter fare questo".

E della famosa foto considerata un falso? Anche di questo Padre Ernetti parlò col suo amico confermandogli che nessuno allora comprese, e lui non fece nulla per farlo capire, in quanto la foto originale era stata scattata durante i primi esperimenti degli anni 50, quasi 15 anni prima di quella del santuario.

Ma allora perché si è voluto impedire che l'umanità potesse utilizzare questa meravigliosa invenzione? La risposta ci viene dallo stesso ideatore nella famosa intervista  del  1972  alla  Domenica  del  Corriere.

Padre Ernetti era ben conscio delle possibilità della sua macchina, sia positive che negative. Quelle positive sono facilmente immaginabili.

Poter rivedere tutti i nodi cruciali della nostra storia, poter assistere praticamente dal vivo agli eventi che ci raccontano sui banchi di scuola, oltre ad avere un riscontro sui fatti una volta per tutte, sarebbe uno strumento utilissimo per capire nel profondo l'evoluzione della nostra società e poter evitare di commettere gli stessi errori.

Ma questa possibilità ha anche un risvolto oscuro.

Padre Ernetti nell'intervista del 1972 disse: 

"Questo meccanismo può provocare una tragedia universale!"

Giornalista: "Perché?"


Ernetti: "Perché toglie la libertà di parola, di azione e di pensiero, infatti, anche il pensiero è una emissione di energia, quindi è captabile. 
Si sarebbe potuto, per mezzo di questo congegno, sapere quello che il vicino o l'avversario pensa.

Le conseguenze sarebbero due: o un eccidio dell'umanità oppure, cosa difficile, la nascita di una nuova morale. 
Ecco perché è necessario che questi apparecchi non giungano alla portata di tutti ma restino sotto il controllo diretto delle autorità."


 Roma 1931. Congresso Internazionale di Fisica Nucleare (organizzato da Fermi). 
Si notano Marie Curie, Guglielmo Marconi, Enrico Fermi e Quirino Majorana.

Giornalista: "Fino a quando?"

Ernetti: "Fintantoché l'uomo imparerà ad agire bene per il Bene".

Ma vi sarebbe stata anche la possibilità che attraverso il Cronovisore si potesse scoprire che i fatti prodigiosi riguardanti la vita di grandi Maestri spirituali fossero stati magari inventati dai loro stessi discepoli. 
Le scoperte di Padre Ernetti avrebbero potuto diventare una "bomba" devastante.

Si sarebbe avuta la dimostrazione che avvenimenti fondamentali per la storia e per le religioni non siano mai esistiti con inimmaginabili conseguenze sociali. È chiaro come un'invenzione del genere possa sconvolgere il mondo.

Se è fattibile ricostruire quanto è accaduto, è anche possibile risolvere tutti i dubbi, tutti i delitti, tutte le congiure. Non ci sarebbero più segreti, né vita privata.

Ogni azione, per il fatto di venire registrata nel tessuto energetico, vagherebbe nello spazio e potrebbe essere captata da chiunque avesse tale dispositivo.

Ma che fine ha fatto il Cronovisore? In questi ultimi anni si è diffusa la voce che l'unico esemplare di questo strumento realizzato da padre Ernetti sia stato smontato ed accuratamente nascosto tra i meandri sotterranei dei Musei Vaticani.

Questa straordinaria scoperta ed invenzione è stata infine degradata come spunto banale per film di "fantascienza", tipo "Déjà Vu" o fonte di ispirazione per libri come il racconto di Arthur C. Clarke (The Light of Other Days, 2000) "La Luce del Passato", ove vengono descritti congegni assai simili.

Gli autori delineano le loro storie mostrando di conoscere molti dettagli su di esso, anche se si ignora quali siano state le loro vere fonti. Resta il fatto che a volte il confine tra la finzione e la realtà può essere molto sottile.

Note di Sebirblu

Nota 1. Padre Pellegrino Ernetti, nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione, era insegnante di Prepolifonia nell'unica cattedra italiana istituita nel 1955 presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia; era inoltre laureato in fisica quantistica e subatomica, filosofo, nonché esorcista della diocesi di Venezia.

Nota 2. La Prepolifonia (dal 2000 a.C. fino al 1200 d.C.) riguarda la formazione dei repertori liturgici nella Chiesa latina, fino al Canto gregoriano, cioè di musica antica anteriore a qualsiasi notazione.

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: runabianca.it