sabato 15 marzo 2025

Uno scandalo inaudito! Ma il Cielo interverrà...


"I Protomartiri francescani a difesa dei perseguitati"

Sebirblu, 13 marzo 2025

Sette anni fa un giornale siciliano esponeva un articolo su Fra' Celestino della Croce, che qui riporto, evidenziandone le virtù e l'operosità nella cura delle anime, in netta contrapposizione alla scure "misericordiosa" della Falsa Chiesa bergogliana che oggi è calata su di lui riducendolo... udite!.. udite!.. addirittura allo "stato laicale"!

Ecco quale trattamento "di assoluto riguardo" è riservato ai LIGI e agli ARDENTI che onorano a pieno titolo il mandato sacerdotale affidato loro dal Cristo!

Scrivo questo, proprio nel giorno in cui l'Usurpatore ‒ che ha avuto la sfrontatezza, unica nella storia dei papi, di assumere il nome del Santo Poverello d'Assisi ‒ celebra il suo dodicesimo anno di smantellamento, ora quasi ultimato, della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Prima di proseguire, però, espongo il testo summenzionato affinché si sappia in che considerazione era tenuto un "figlio" di San Francesco... rigorosamente scalzo. (Cfr. pure QUI). A lui è dedicata, ancora una volta, questa clip:




Maria Carmela Drago, 9 giugno 2018

«La comunità parrocchiale di Pettineo ha partecipato, ieri venerdì 8 giugno, alla solenne celebrazione, tenutasi in Chiesa Madre, per il 25esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di Padre Celestino della Croce.

Alla Santa Messa presieduta dal Vescovo di Patti, Mons. Gugliemo Giombanco, hanno partecipato moltissimi fedeli della comunità di Pettineo e dell'hinterland, il sindaco Ruffino e gran parte dell'amministrazione comunale, i sodalizi e le associazioni del piccolo borgo nebroideo. QUI, il filmato della cerimonia.

Padre Celestino da ben 19 anni nella comunità di Pettineo, è molto amato dai fedeli pettinesi, per il suo carisma, la battuta sempre pronta, la cordialità, l'umiltà, e la generosità.

Nella giornata di ieri ha rinnovato gli impegni assunti il 6 giugno del 1993, giorno della sua ordinazione sacerdotale, nella Cattedrale di Padova. Nato a Valdobbiadene (Tv) nel 1962, entra nei Frati Minori Rinnovati.

Nel 1999,  insieme a  fra' Umile di Maria  e ad  un altro frate,  decidono  di  staccarsi per cercare una forma di vita francescana più radicale, con maggiore spazio alla preghiera. Una vita di rinuncia a toccare materialmente il denaro, in povertà e in raccoglimento, vestiti con un povero saio e a piedi nudi per le strade, senza utilizzare alcuna forma di tecnologia come telefono, computer, cellulare.

In quell'anno, sono stati accolti dall'allora vescovo di Patti, mons. Ignazio Zambito, che ha affidato loro l'antico convento di Pettineo, e li ha autorizzati a livello diocesano con il nome di "Frati minori rinnovati di Patti".


Convento di Pettineo - Patti (Me)

"Da ben 19 anni padre Celestino esercita il suo Ministero sacerdotale nella nostra comunità distinguendosi per la sua affabilità, umiltà e discrezioneha detto don Capizzi, parroco della comunità di Pettineo, durante la celebrazionepuntualmente ogni mattina scende dal Convento al paese, per portare agli ammalati il conforto dei sacramenti, della Confessione e della Comunione.

E anche alle famiglie della Parrocchia ha sempre manifestato vicinanza sincera. Esprimiamo la gratitudine di questa sera a padre Celestino: quella mia personale per la sua disponibilità a collaborare nel servizio alla comunità, la gratitudine dei miei due predecessori, don Orazio Sapenza e don Placido Nicolosi, la riconoscenza delle famiglie e degli ammalati unitamente all'intera comunità".

"Grazie padre Celestinoha concluso padre Giuseppegrazie per il suo servizio generoso, continui a consegnare ogni giorno la sua vita a Cristo Signore, per essere con gioia e con amore uno strumento nelle Sue mani".

Anche il Vescovo di Patti, durante la bellissima omelia, ha ringraziato padre Celestino per la sua vita sacerdotale vissuta in semplicità francescana seguendo le orme di Francesco, per il servizio che ha svolto nella chiesa e nella comunità, per la sua presenza nella preghiera e per il suo impegno di testimonianza cristiana.

I fedeli della comunità di Pettineo hanno omaggiato padre Celestino per i 25 anni di sacerdozio con un dono e, al termine della celebrazione, Lia Barberi, ministro dell'Ordine Francescano Secolare di Pettineo, ha speso, con calore e affetto, parole di ringraziamento a padre Celestino per tutti questi anni di comunità vissuta insieme:

"Dopo 25 anni  di sacerdozio  bisogna far memoria di una scelta  di  vita  radicale, un uomo che ha incontrato il Signore, e ha avuto il coraggio, con grande fermezza e determinazione, di scegliere di seguire Dio allo stesso modo di San Francesco d'Assisi.

Non ha pensato mai a se stesso, ma ha speso la sua vita al servizio del Padre e dei fratelli con umiltà e semplicità, con la preghiera e l'Eucaristia, e ha trovato la forza di andare sempre avanti.

Per questo ha sempre sottolineato che la vita è breve e il tempo corre veloce, e che necessita valorizzare ogni istante della vita".

Infatti i ringraziamenti di padre Celestino, a conclusione della Messa, sono stati brevi, da uomo pratico quale egli è: "Non voglio allungare la Messa" – ha affermato con un sorriso, e con la schiettezza e la coerenza che da sempre lo contraddistinguono.

"Padre Celestinoha concluso, Lia Barberiogni giorno ha oltrepassato i limiti della stanchezza, del freddo, del caldo e della sofferenza, ma non è venuto mai meno alla visita quotidiana degli ultimi e dei sofferenti." »

Ecco l'ultima omelia di Fra' Celestino di ieri, 13 marzo, riferentesi alla sua imminente condanna definitiva di "riduzione allo stato laicale", se non si difende dalla spudorata «ignominia» di cui lo si accusa.




Il frate di origine veneta, al secolo Pietro Follador, da un po' di tempo "urta" i vescovi siciliani e di mezza Italia, a causa della sua predicazione tradizionale e itinerante al fianco di don Alessandro Maria Minutella, dopo essere stato cacciato dal convento di Pettineo dov'era molto amato dai fedeli, come si è letto.

Similmente all'ex-parroco di Palermo QUI, ed altri sacerdoti del Sodalizio Mariano "scomunicati e ridotti allo stato laicale" (come don Enrico Bernasconi e don Ramon Guidetti; ved. QUI e QUI), anche fra' Celestino pochi giorni fa è stato raggiunto dalla stessa proibizione comminatagli dal vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante (QUI), in linea con i provvedimenti del vescovo di Patti Guglielmo Giombanco, QUI.

Addirittura, nel documento inviato da Cefalù sta scritto:

... «Invito i Parroci ad avvertire coloro che frequentano Fra' Celestino della Croce, e le sue attività, che si tratta di comportamento pericoloso per l'integrità della loro fede che mina la loro comunione con la Chiesa.» 

E ancora...

«Raccomando che i fedeli della Diocesi rimangano fermi nella Fede e perseveranti nella preghiera per l'unità della Fede della Chiesa nella comunione col Successore di Pietro.»

Quale chiesa? Quale comunione? E con chi? Di sicuro con l'Antico Serpente che in molti ormai hanno scoperto, non solo per la conferma di molteplici profezie come quelle di Katerina Emmerick QUI e QUI, di Padre Pio da Pietrelcina QUI, ma anche per la testimonianza diretta di valenti teologi ed esorcisti, come Malachi Martin QUI e QUI e famosi vescovi al pari dell'ex Nunzio Apostolico degli Stati Uniti, mons. Carlo Maria Viganò QUI e QUI, oltre che da giornalisti d'inchiesta del calibro di Andrea Cionci QUI, più altri fattori determinanti QUI, QUI, QUI, QUI e QUI.

Lo scandalo è palese e ancor più il SILENZIO TOMBALE dei media di regime che in questi ultimi anni ignorano l'Opera straordinaria di don Minutella e del Sodalizio Mariano, salvo esporli al pubblico ludibrio con visite inopportune ed invadenti delle loro equipe televisive o con pungenti calunnie di "fuoriusciti", volte diabolicamente a dividere il "Piccolo Resto" cattolico e a demolire il loro apostolato.


Fra' Celestino della Croce e il vescovo Guglielmo Giombanco che l'ha "ridotto allo stato laicale".
Questa è la Messa celebrativa del suo 25° anniversario, come descritto sopra.

Scrive Tomaso da Celano al capitolo 138 del testo "Vita seconda" di San Francesco:

Punizione dei Detrattori

«Infine, come ogni animo ripieno di carità, così anche Francesco detestava chi era odioso a Dio. Ma fra tutti gli altri viziosi, aborriva con vero orrore i detrattori e diceva che portano sotto la lingua il veleno, col quale intaccano il prossimo. Perciò evitava i maldicenti e le pulci mordaci, quando li sentiva parlare, e rivolgeva altrove l'orecchio, come abbiamo visto noi stessi, perché non si macchiasse con le loro chiacchiere.

Un giorno udì un frate che denigrava il buon nome di un altro, e rivoltosi al suo vicario frate Pietro di Cattanio, proferì queste terribili parole: "Incombono gravi pericoli sull'Ordine, se non si rimedia ai detrattori. Ben presto il soavissimo odore di molti si cambierà in puzzo disgustoso, se non si chiudono le bocche di questi fetidi.

Coraggio, muoviti, esamina diligentemente e, se troverai innocente un frate che sia stato accusato, punisci l'accusatore con un severo ed esemplare castigo! [...]

"Voglio – diceva ancora – che con la massima diligenza si abbia molta cura, tu e tutti i ministri, che non si diffonda maggiormente questo morbo pestifero".

A volte, addirittura, riteneva giusto che si spogliasse della tonaca chi aveva spogliato suo fratello della gloria del buon nome, e che non dovesse alzare gli occhi a Dio, se prima non restituiva ciò che aveva portato via.

Da qui ne era derivato che i frati di quel tempo, quasi rifiutassero in modo particolare questo vizio, avevano stabilito fra di loro il patto di evitare attentamente tutto ciò che potesse nuocere o suonasse offesa all'onore degli altri.

Cosa giusta e veramente ottima! Cos'è infatti il detrattore se non il fiele degli uomini, fermento di malvagità, disonore del mondo? Cos'è l'uomo doppio di lingua, se non lo scandalo dell'Ordine, il veleno del chiostro religioso, la disgregazione dell'unità?

Ahimè, la terra abbonda di animali velenosi ed è impossibile che una persona onesta sfugga ai morsi degli invidiosi! Si promettono premi ai delatori e, dopo aver distrutta l'innocenza, si dà a volte la palma alla falsità. 

Ecco, quando un essere non riesce a vivere della sua onestà, guadagna vitto e vesti devastando l'onestà altrui.

A questo riguardo ripeteva spesso Francesco: "Il detrattore dice così: – Mi manca la perfezione della vita, non ho il prestigio della scienza, né doni particolari: perciò non trovo posto né presso Dio né presso gli uomini. 

So io cosa fare: getterò fango sugli eletti e mi acquisterò il favore dei grandi. So che il mio superiore è un uomo e alle volte fa uso del mio stesso metodo, cioè sradicare i cedri perché nella selva grandeggi unicamente il pruno. Miserabile!, nutriti pure di carne umana e rodi le viscere dei fratelli, giacché non puoi vivere diversamente!".

Costoro si preoccupano di apparire buoni, non di diventarlo, accusano i vizi altrui ma non depongono i propri. Sanno soltanto adulare quelli, dalla cui autorità desiderano di essere protetti, e diventano muti quando pensano che le lodi non raggiungano l'interessato. 

Vendono a prezzo di lodi funeste il pallore della loro faccia emaciata, per sembrare spirituali, in modo da giudicare tutto e non essere giudicati da nessuno. Godono della fama di essere santi, senza averne le opere, del nome di angeli ma non ne hanno la virtù.»

Termino con il video di tre settimane fa di Mons. Carlo Maria Viganò dal titolo: "Dichiarazione sulla Chiesa e sul Papato", che diventerà storico!




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte dell'articolo: 98zero.com
 

mercoledì 12 marzo 2025

"Una Voce Sublime" e Léon Denis sui Bimbi Prodigio


Joshua David Bell - Prodigioso violinista statunitense dai 5 anni di età. QUI

Sebirblu, 12 marzo 2025

Ripropongo e condivido con voi, cari Lettori, la visione di questi due brevi filmati che sicuramente vi sorprenderanno come è accaduto a me e a tanti altri che hanno avuto modo di ascoltare sia  la voce paradisiaca di una bambina olandese di allora solo 9 anni, Amira Willighagen, quanto il talento raro di una giovanissima pianista asiatica di appena 5 anni, Tiffany Koo.

(Purtroppo le due versioni video, presentate in italiano, sono scomparse, ma le rappresentazioni che ho ripubblicato sono comunque le stesse e tutte da gustare).

Esse mi hanno dato lo spunto per farvi conoscere il pensiero del grande studioso Léon Denis (vedere QUI) su questi "casi" straordinari.


 



"I Bambini Prodigio" di Léon Denis

Certe manifestazioni precoci di genialità si possono considerare come prove di preesistenza, perché rivelano attività compiute dall'Anima in altri cicli anteriori. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

Fenomeni di questo genere, di cui parla la storia, non possono essere accadimenti a sé stanti, senza alcun legame con il passato, prodottisi per caso nel vuoto dei tempi e dello spazio. (Cfr. QUI; ndr).

Dimostrano, al contrario, che il Principio divino in noi è un Essere che arriva in questo mondo con un bagaglio completo di lavoro e di evoluzione, conseguenza di un progetto ben delineato e di un obbiettivo perseguito nel corso delle sue esistenze. (Cfr. QUI,  QUIQUIQUIQUI; ndr).

Ciascuna incarnazione trova nell'Anima che reitera la sua esistenza una cultura particolare, delle attitudini, delle acquisizioni mentali che spiegano la sua facilità di operare e la sua potenza di assimilazione. È per questo che Platone diceva: "Apprendere è ricordarsi!"

La legge dell'ereditarietà viene spesso ad intralciare, in un certo modo, tali manifestazioni dell'individuo, perché lo Spirito plasma il suo involucro fisico mediante gli elementi messi a disposizione dai fattori ereditari.

Tuttavia, nonostante le difficoltà materiali, si manifestano in certi individui, sin dalla più tenera età, delle prerogative talmente elevate e senza alcun rapporto con quelle dei loro progenitori, che non è possibile, malgrado tutte le sottigliezze della casistica ordinaria, collegarle a nessuna causa immediata e conosciuta.

Si è sovente citato il caso di Mozart, esecutore di una sonata al pianoforte all'età di 4 anni, mentre ne aveva 8 quando ha composto un'opera. Paganini e Teresa Milanollo, da bambini, suonavano il violino in maniera strabiliante.

Liszt, Beethoven, Rubinstein si facevano applaudire a 10 anni. Michelangelo e Salvator Rosa si rivelarono ad un tratto con delle capacità improvvise. Pascal a 12 anni, scoprì la geometria piana, e Rembrandt, prima di saper leggere, disegnava come un grande maestro.


"La parabola dell'Uomo Ricco" di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn (olandese) 1606 - 1669

Napoleone si fece notare per la sua tendenza prematura per la guerra. Nella sua prima giovinezza, non giocava con i soldatini come i bambini della sua età, ma con un metodo straordinario che sembrava attingere da sé stesso.

Il sedicesimo secolo ci ha lasciato il ricordo di un prodigioso poliglotta, Jacques Chrichton, che Scaligero denominava «genio mostruoso». Era scozzese e a 15 anni discuteva in latino, greco, ebraico, arabo su qualsiasi argomento. Fin dai 14 anni, aveva conquistato il diploma magistrale.

Henri de Heinecken, nato a Lubecca nel 1721, parlò pressoché dalla nascita. A 2 anni, sapeva tre lingue. Imparò a scrivere in qualche giorno e si esercitò ben presto a pronunciare dei piccoli discorsi. A 2 anni e mezzo, fu sottoposto ad un esame sulla geografia e sulla storia antica e moderna.

Viveva soltanto del latte della sua nutrice ma si volle svezzarlo, così deperì e si spense a Lubecca il 27 giugno 1725 nel corso del suo quinto anno di età, sostenendo le sue speranze in un'altra vita. Egli era, dicono «Le Memorie di Trévoux», delicato, disabile e spesso malato.

Questo giovane talento ebbe la piena coscienza della sua fine prossima. Ne parlava con una serenità così ammirevole quanto la sua scienza precoce e volle consolare i suoi genitori infondendo loro degli incoraggiamenti tratti dalle loro comuni credenze.

La storia degli ultimi secoli segnala un gran numero di questi bambini prodigio.


Christian Henrich Heineken - Lubecca  1721 - 1725  QUI 

Ma riprendiamo a parlare del concetto di ereditarietà, come accennato sopra, che si esprime con la trasmissione di alcuni fattori da un individuo ai suoi discendenti. Le influenze genetiche sono molte, sia dal punto di vista fisico che psichico.

Il passaggio dai genitori ai figli del temperamento, dei tratti somatici, del carattere e dell'intelligenza, risulta molto evidenziato su certe persone.

Ritroviamo in noi, sotto diversi aspetti, non soltanto le particolarità organiche dei procreatori o dei nostri antenati, ma anche i loro difetti e le rispettive qualità.

I membri di una stessa famiglia però, pur presentando delle somiglianze, delle fattezze comuni, rivelano anche talvolta delle differenze notevoli. Il fatto può essere constatato dappertutto, intorno a noi, in ciascuna famiglia, tra fratelli e sorelle e persino tra gemelli.

Molti di costoro, simili nel fisico nei loro primi anni, al punto che difficilmente è possibile distinguerli l'uno dall'altro, presentano nel corso del loro sviluppo delle differenze pronunciate di lineamenti, di personalità e di intelletto.

Per spiegare queste divergenze, è necessario immettere un termine nuovo nella soluzione del problema e ciò riguarda le precedenti esperienze esistenziali che consentono all'Essere di accrescere le inclinazioni, di vita in vita, di costituirsi un'individualità recante in sé la propria originale impronta e le singole facoltà.

Solo questo saliscendi reincarnativo potrà farci comprendere come certi Spiriti, incarnandosi, mostrino sin dai loro primi anni le scioltezze d'espressione e d'opera che caratterizzano i bambini prodigio.




Laboriose ricerche, studi, esercizi secolari hanno lasciato nel loro corpo causale delle tracce profonde, creando una sorta di automatismo psicologico. (Per approfondire vedere QUI e QUI; ndt). 

In particolare, la maestria si manifesta molto presto nei musicisti, attraverso tecniche di esecuzione che sorprendono i più indifferenti e rendono perplessi molti scienziati.

Esistono in questi giovani soggetti delle grandi riserve di conoscenze relegate nel subconscio che da lì si riversano nella coscienza sveglia producendo manifestazioni precoci di valentia e di genio.

Pur  apparendo anomale,  esse  sono  tuttavia  soltanto la conseguenza di uno strenuo e duro impegno perseguito attraverso i tempi. Questo capitale indistruttibile dell'individuo, chiamato anche "coscienza subliminale",  si trova  in ciascuno di noi.

Esso si rivela non solamente nel senso artistico, scientifico o letterario, ma anche mediante tutte le acquisizioni della mente, tanto nel campo morale quanto in quello intellettuale.

L'educazione, poi, sviluppa questi germi potenziali, permettendo loro di fiorire e produrre i singoli frutti.

Questi Esseri, sembrano portare nel mondo delle disposizioni particolari che non si trovano nei loro genitori.

Tutti questi fenomeni, in una varietà infinita, trovano la loro motivazione nel passato dell'Anima, nelle numerose vite umane che ha sperimentato.

Ciascuno apporta nascendo i risultati della sua evoluzione, ciò che ha imparato, le competenze acquisite nei diversi domini del pensiero e dell'opera sociale.




Lo Spirito è idoneo ai più diversi studi, ma nel corso limitato della vita terrestre, per effetto delle condizioni d'ambiente e delle esigenze materiali e sociali, esso si dedica generalmente soltanto allo studio di un numero ristretto di campi.

E dal momento in cui la sua volontà si orienta verso una delle aree dello scibile per mezzo delle tendenze e nozioni accumulate, la sua superiorità in tale direzione si delinea.

Si riverbera d'esistenza in esistenza, rivelando ad ogni ritorno sul piano terrestre manifestazioni sempre più precoci e maggiormente accentuate.

Ecco allora il bambino prodigio, il talento, il genio, come risultato di un'applicazione perseverante e continua mirata ad un obbiettivo specifico.

L'ingegno non si spiega dunque con i fattori ereditari e nemmeno con le condizioni ambientali.

Ci sono casi però, in cui la bravura, la memoria, l'immaginazione, le più alte facoltà della mente, sembrano ereditate. Queste somiglianze psicologiche tra genitori e figli possono essere spiegate con l'attrazione e la simpatia.

(Gli Spiriti simili si attraggono l'un l'altro per affinità vibratoria ed è per questo motivo che l'Anima, prima di reincarnarsi, sceglie i genitori in rapporto alle proprie virtù o ai difetti ma anche in relazione alle aspirazioni e alle esigenze karmiche; ndt).

Attraverso la reincarnazione ciascuno viene per eseguire un progetto, per riprendere il compito di ieri, il relativo perfezionamento interrotto dalla morte. Da essa proviene la superiorità eclatante di certe persone che hanno molto vissuto, tanto acquisito e grandemente lavorato.

Per mezzo di essa, queste individualità straordinarie, che appaiono qua e là nella storia, proiettano vivide luci sul cammino del genere umano. La loro supremazia è costituita soltanto dall'esperienza e dalle fatiche accumulate.

L'evoluzione dell'Umanità, considerata sotto questa luce, si mostra in tutta la sua grandezza. Essa si affranca lentamente dall'oscurità delle ere, emerge dalle tenebre dell'ignoranza e della barbarie, e avanza a passi misurati tra ostacoli e tempeste.




Percorre la via aspra e, ad ogni svolta, intravvede meglio le maestose cime, le sommità luminose dove troneggia la saggezza, la spiritualità, l'Amore.

E questo incedere collettivo è anche il viaggio individuale, quello di ciascuno di noi. Poiché questa Umanità è costituita da tutte quelle Essenze che, dopo un tempo di riposo nello spazio, ritornano di secolo in secolo, fintantoché non siano mature per una società migliore, per un mondo più bello.

Siamo stati tra le generazioni che furono, e lo saremo tra quelle future. In realtà, noi formiamo soltanto un'immensa famiglia umana in marcia per realizzare il Piano divino scritto in essa, quello del suo magnifico divenire.

Estratto dal libro francese di Léon Denis: "Il problema dell'Essere, del Destino e del Dolore" – 1908

Traduzione e adattamento: Sebirblu.blogspot.it

sabato 8 marzo 2025

Da Nosso Lar: Messaggio a tutti dal Dr. André Luiz




Sebirblu, 8 marzo 2025

Penso che in molti ormai conoscano il magnifico film brasiliano "Nosso Lar" (La Nostra Dimora, QUI) tratto dalle comunicazioni ricevute dal medium Francisco Cândido Xavier, detto Chico, nell'arco della sua lunga vita, dedicata interamente al prossimo. (Cfr. anche QUI).

Per questo, a gioia e riflessione di tutti coloro che ne sono giustamente rimasti affascinati, pubblico l'importante messaggio, lasciato ai viventi sulla Terra, dal dottor André Luiz (pseudonimo per rispettare la memoria di un personaggio famoso, realmente esistito in Brasile) affinché si traggano le dovute considerazioni intorno alla nostra esistenza nel tempo.

E la Verità avanza...

La vita non cessa. Essa trova la sua sorgente nell'eternità e la morte non è che l'oscuro gioco dell'illusione. I grandi fiumi fanno il loro percorso, prima dell'immenso mare.

Conforme a tale concetto, anche l'anima percorre cammini e tappe diverse; qua e là riceve affluenti di conoscenze; si arricchisce nella sostanza e si purifica in qualità, prima di trovare l'Eterno Oceano della Sapienza. (Cfr. QUI, molto importante!).

È operazione semplice chiudere gli occhi carnali. Il cambiamento delle sembianze fisiche non influisce sulla luce animica, come il mutar d'abiti non incide sulle soluzioni  profonde  del  destino  e  dell'essere.

Oh! I sentieri dell'anima sono strade arcane del cuore... È un mistero da percorrere, prima di comprendere la suprema equazione della Vita Eterna! È indispensabile vivere il proprio dramma, conoscere dettaglio e dettaglio nel lungo processo di perfezionamento spirituale.

Sarebbe estremamente infantile credere che il semplice "abbassamento delle cortine" risolva le trascendenti questioni dell'Infinito.

Un'esistenza è un atto.
Un corpo è una veste.
Un secolo è un giorno.
Un servizio è un'esperienza.
Un trionfo è una conquista.
Una morte è un soffio rinnovatore.

Di quante esistenze, corpi, secoli, servizi, trionfi, morti necessitiamo ancora?




E il letterato in filosofia religiosa parla di liberazione finale e posizioni definitive! Ahi! In buona parte i colti in dottrina sono gli analfabeti dello Spirito!

Necessita di così tanto sforzo l'uomo per entrare nell'accademia del Vangelo di Cristo! Ingresso che si verifica quasi sempre in modo anomalo, lui da solo in compagnia del Maestro, partecipando alla difficile lezione, ricevendone gli insegnamenti senza cattedra visibile ed ascoltando quelle profonde argomentazioni prive di parole pronunciate.

Si protrae molto, dunque, la laboriosa giornata umana! Il nostro povero impegno si riduce soltanto ad un'idea di questa verità fondamentale.

Grato, dunque, amici miei! Manifestiamoci insieme, nell'anonimato che obbedisce alla carità fraterna. Nell'esistenza degli uomini sono presenti in gran numero i "vasi" fragili che non possono ancora contenere la verità intera.

Anzi, attualmente ci interessa solo l'esperienza profonda con i suoi valori collettivi. Non tormenteremo nessuno col concetto d'eternità. Che i "vasi" si rinforzino prima di tutto.

Forniremo unicamente qualche piccola notizia allo Spirito assetato dei nostri fratelli sulla via della realizzazione spirituale, affinché comprendano con noi che "lo Spirito soffia dove vuole".

Adesso amici, che i miei ringraziamenti calino sul foglio (quello della psicografia di Chico; ndr), immergendomi nel grande silenzio della simpatia e della gratitudine. Concordia e riconoscenza, amore e giubilo abitano la mia anima. Siate certi che custodirò simili valori con me, per rispetto vostro, nel santuario del cuore.

Che il Signore ci benedica.

André Luiz




Nelle Zone Inferiori

Avevo l'impressione di aver perso il concetto di tempo. L'idea dello spazio era svanita da un po'. Ero convinto di non appartenere più alla folla umana nel mondo, anche se i miei polmoni respiravano ancora profondamente.

Da quando ero tornato giocattolo di forze irresistibili? Impossibile comprenderlo. Mi sentivo, in verità, un folletto amareggiato oltre le oscure cancellate dell'orrore.

I capelli ritti e il cuore palpitante... una terribile paura mi padroneggiava, molte volte ho urlato come un pazzo, ho implorato pietà e ho gridato contro quel doloroso scoraggiamento che soggiogava il mio Spirito.

Ma quando la mia voce forte non era soffocata da quel silenzio implacabile, lamenti più commoventi dei miei rispondevano ai miei clamori.

Altre volte sinistre sghignazzate stracciavano la tranquillità circostante. Qualche sconosciuto compagno sarebbe rimasto, a mio parere, prigioniero della follia.

Forme diaboliche, visi biancastri, espressioni animalesche sorgevano di quando in quando, aggravando il mio stupore... Il paesaggio, quando non era completamente oscuro, sembrava bagnato da una luce fioca indebolita da una densa nebbia, come se i raggi del Sole la riscaldassero da molto lontano.

E lo strano viaggio proseguiva... Con che fine? Chi lo potrebbe dire? Sapevo soltanto che fuggivo sempre... La paura mi spingeva innanzi di colpo. Dov'erano la mia casa, mia moglie, i miei figli? Avevo perso interamente il senso della direzione.

Il timore dell'ignoto e il panico delle tenebre avevano assorbito tutte le mie facoltà di raziocinio non appena mi ero divincolato dagli ultimi impedimenti fisici, in pieno sepolcro!

La coscienza mi tormentava: avrei preferito l'assenza totale della ragione, il non esistere... All'inizio le lacrime mi tergevano incessantemente il viso e soltanto in rari momenti la benedizione del sonno mi quietava.




Però, quella sensazione di sollievo si interrompeva bruscamente. Esseri mostruosi mi svegliavano ironici, era indispensabile fuggire da loro.

Intravvedevo, in quel momento, una sfera diversa alzarsi dalla polvere del mondo, tuttavia era tardi. Pensieri angosciosi sconvolgevano la mia mente. Riuscivo a malapena a delineare una possibile soluzione, e numerosi incidenti mi costringevano a considerazioni sbalorditive.

Mai il problema religioso era apparso così profondamente ai miei occhi. I principi puramente filosofici, politici e scientifici si rivelavano, nel loro aspetto, estremamente secondari alla vita umana.

A mio modo di vedere, potevano rappresentare un ricco patrimonio per lo scenario terrestre, ma urgeva riconoscere che l'umanità non è costituita solo da generazioni transitorie, bensì da Spiriti eterni che camminano verso una gloriosa destinazione.

Constatavo che qualcosa resta, soprattutto il mero pensiero intellettuale. Questo quid è la Fede, manifestazione divina dell'uomo.

Infatti, conoscevo le pagine del Vecchio Testamento e parecchie volte avevo sfogliato il Vangelo, ma è doveroso ammettere che mai avevo letto quelle sacre parole con la luce del cuore.

Le comprendevo attraverso l'osservazione di scrittori meno avvezzi ai sentimenti e alla coscienza, o in pieno disaccordo con le verità essenziali.

In altre occasioni, le interpretavo secondo la dottrina del clero, senza mai uscire dal circolo di contraddizioni dov'ero rimasto volontariamente.

In verità non ero stato un malfattore dal mio punto di vista. La filosofia di ciò che è transitorio mi aveva assorbito. L'esistenza terrena, che la morte aveva mutato, non era  stata  segnata  da  avvenimenti  tanto  diversi  da  quelli  comuni.

Figlio  di  genitori  forse  fin  troppo  generosi,  ho conquistato  i  titoli  universitari senza eccessivo sacrificio, e condiviso i vizi della gioventù di allora;  avevo organizzato la mia dolce casa, avuto figli e raggiunto quella situazione stabile che garantiva la tranquillità  economica  al  mio  nucleo  familiare...




Ma analizzando con attenzione me stesso, percepivo una sensazione di tempo perso, una silenziosa accusa della mia coscienza.

Avevo abitato la Terra, ne avevo goduto i beni e raccolto le benedizioni della vita, ma non avevo restituito un centesimo dell'enorme debito... Avevo avuto dei genitori la cui generosità e i cui sacrifici verso di me non avevo valutato mai, come la moglie e i figli che avevo scelto e preso a possesso tra le tele rigide del mio egoismo.




Possedevo un focolare domestico che avevo chiuso a tutti quelli che avanzavano nel deserto dell'angoscia. Mi ero deliziato con le gioie familiari, scordando di estendere tale benedizione divina all'immensa famiglia umana, sordo ai semplici doveri della fraternità.

Infine, nell'Oltre, come un fiore nella stufa, non sopportavo quel clima di realtà eterna. Non avevo sviluppato in me stesso i germi divini che il Signore della Vita aveva collocato da sempre nell'anima mia.

Li avevo soffocati criminosamente nel desiderio di un benessere ambizioso. Non li avevo affatto considerati, affinandoli, quali strumenti per una nuova vita.

Era giusto quindi, che mi risvegliassi come uno storpio ritornato al fiume dell'eternità infinita, che può soltanto lasciarsi andare convulsamente allo scorrere vorticoso delle acque; oppure come un mendicante infelice che, esausto in piena landa desolata, vaga inerme in balia dei venti impetuosi.

Oh! amici fraterni della Terra! Quanti di voi potrebbero evitare questa penosa esperienza del rammarico con una preparazione maggiore negli intimi spazi del cuore? Accendete la vostra Luce prima di attraversare la grande ombra!

Cercate la Verità, prima che la Verità vi sorprenda. Faticate adesso per non piangere poi!




Post Scriptum di Sebirblu


Ecco alcuni link dei post più significativi pubblicati a sostegno della continuità di Vita dopo la "Morte":





Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Estratto dal libro Nosso Lar, scaricabile QUI.

mercoledì 5 marzo 2025

De Rouvroy: l'Imminente Riconnessione Galattica




L'Imminente Riconnessione Galattica 

Il passaggio alla quarta o alla quinta dimensione (4D e 5D) sarà, per la nostra Umanità, l'occasione di grandi riunioni con la nostra Famiglia galattica originale. Si tratterà infatti di ricongiungimenti e non di una prima presa di contatto.

Esseri della Comunità Galattica sono già venuti più volte sul nostro Pianeta al fine di trasmetterci una parte della loro Scienza. Purtroppo queste conoscenze,  sino ad oggi, sono sempre state requisite e sottratte dall'Élite che continua a controllare il genere umano.

Ma ormai, niente potrà più impedirci di riappropriarci di ciò che i Galattici chiamano "Il Nostro Regno" che è anche la nostra patria comune d'Origine.

L'elevazione progressiva della nostra Coscienza dallo stato di egoismo a quello della compassione (4D), all'Amore incondizionato (5D), è la leva che utilizzeranno le nostre Guide della Grande Comunità per condurre la loro Missione d'assistenza fino al suo termine.

Il programma che hanno messo a punto funziona come un meccanismo ad orologeria in cui il movimento di ciascuna rotellina influisce e determina quello dell'insieme. E questa volta, tutto è orchestrato in maniera tale che nulla può essere vanificato.

La Terra non è soltanto un pianeta fisico. È un grande Essere che vive e vibra simultaneamente su molteplici bande di frequenza dove la 3D occupa un posto, sommato tutto, molto limitato. Questi livelli vibratori si sovrappongono un po' come gli strati di un  millefoglie.

Le dimensioni non si limitano a cinque, né a dieci o dodici. Ne esistono in realtà migliaia, per non dire miriadi. (Esistono infatti innumerevoli sotto-piani diversi; ndt).



Josephine Wall - Multidimensionalità

Spesso d'altronde, ci capita di percepire a nostra insaputa dei messaggi e delle informazioni provenienti da livelli molto al di là della quinta dimensione.

Questa costituisce, tuttavia, la soglia a partire dalla quale l'energia si esprime in modo non lineare: non esistono più passato, né presente, né futuro, ma semplicemente delle espressioni multidimensionali dell'Unità Primordiale.

È impossibile per Anime incarnate in 3D accedere direttamente a tale Unità, sarebbero istantaneamente disintegrate. 

Mentre al contrario, gli abitanti dei mondi di Luce sono in grado di adattarsi alla nostra densità e alla nostra banda di frequenza. (Condensando le loro energie; ndt).

Quando questo si produce, ne rimaniamo "scossi"! L'Amore che questi Esseri ci portano può rivelarsi un po' destabilizzante! Il caso si verifica specialmente in presenza di Entità di livello Angelico.

Quando la loro energia ci tocca, accarezzandoci, la soavità è così dolce, così squisita e coinvolgente che ci si sente come aspirati da una sorta di "ebbrezza da altitudine", da cui è estremamente difficile ritrarsi.

Siamo a nostra insaputa guidati dalla nostra nascita (Cfr. QUI; ndt) non soltanto dai membri della nostra Famiglia galattica, ma da una vera Squadra Celeste di Gerarchie di Luce. 




Per comunicare con noi, questi Esseri meravigliosi attendono semplicemente che noi lo si decida. Ci è sufficiente in genere domandare la loro assistenza o chiedere l'aiuto del nostro Angelo custode perché questo si produca effettivamente.

Qualsiasi  espressione  esistenziale  si  manifesta  su  una  gamma  elettromagnetica ed ha necessità di un'onda per esprimersi. È interamente composta da energie che circolano su quella fascia vibratoria.

Consiste in una combinazione alchemica di differenti vibrazioni, di diverse frequenze che spetta a noi decodificare al fine di poterne prendere i comandi.

La vibrazione più elevata è quella dell'Amore incondizionato, e per questo è anche quella del Mondo degli Arcangeli con cui possiamo connetterci attraverso le nostre preghiere e meditazioni.

Noi attiriamo per risonanza tutto ciò che corrisponde alla nostra emanazione, e vibriamo secondo la Legge di azione-reazione.

Una calamita attrae non il suo contrario, ma il suo complemento. È l'illusione della separatività. L'emisfero destro del nostro cerebro non è l'opposto del sinistro, ma il suo complementare; senza l'altra parte non siamo completi.

L'alto non esiste che in rapporto al basso così come il caldo non esiste che in rapporto al freddo. Anche le tenebre non sono che assenza di luce.




Le religioni sono solo dei riti. Esse non ci insegnano nulla, se non a pregare un Dio esterno o a credere in un'illusione basata su idee assurde. La prova ne è che gli umani continuano ad abbattere agnelli e a massacrarsi tra loro nel nome di Dio.

Dall'Origine, noi siamo tutti delle Emanazioni dell'Assoluto e abbiamo accettato liberamente la nostra sorte condensandoci nella materia. (Cfr. QUI e QUI; ndt). Ora dobbiamo ritornare all'Unità di coscienza frantumando la dualità che ne è seguita.

È  questo  il  cambiamento  di  dimensione.  In realtà,  il  nuovo  paradigma  è  già  lì, dietro al velo opaco che abbiamo costruito nella nostra densità. Ci troviamo in piena trasformazione alchemica, quella in cui ci apriremo ad una visione più ampia della consapevolezza, assisa su una nuova concezione cosmica.

La Terra è un pianeta sperimentale. Noi siamo limitati dal nostro ambiente e obbligati  a  seguirne  le  leggi  fisiche  imposte  dai  quattro  Elementi.

Contrariamente a ciò che supponiamo nella nostra vita quotidiana, non abbiamo ancora la possibilità di scegliere liberamente di andare in tale o tal altro luogo né di incontrare quella o quell'altra persona; qualsiasi esperienza tridimensionale poggia su questa illusione di scelta.

In realtà, non facciamo che attirare le cose o gli esseri di cui abbiamo bisogno per la nostra evoluzione. Nel senso fisico di 3D, siamo noi che ci portiamo da una parte all'altra o facciamo i nostri viaggi.

Sul piano quantico o parallelo, gli oggetti che rispondono alla nostra risonanza si manifestano ai nostri occhi in automatico e le situazioni che corrispondono al nostro stato vibratorio si presentano a noi conseguentemente, all'insaputa della nostra coscienza e senza essere state invitate.




Dato che il caso non esiste, noi non inventiamo mai nulla, perché tutto esiste già simultaneamente in altri piani vibrazionali. Anche i nostri più grandi scienziati non hanno mai creato niente.

Nikola Tesla, il "pioniere" dell'energia libera (cfr. QUI; ndt), non era un inventore, era semplicemente un canale molto brillante. Era stato contattato a più riprese dagli Andromediani e dai Pleiadiani. Ciascuno di noi è portatore e depositario della Conoscenza Universale.

Quando i nostri obbiettivi sono dediti all'interesse collettivo, questa è la prova che siamo stati guidati e ispirati da Esseri che appartengono alle sfere superiori di esistenza, che hanno scelto di servirsi di noi per contribuire alla realizzazione dei progetti che, in realtà, sono i loro e non ancora i nostri.

Gli scrittori non fanno che stilare libri che sono stati dettati loro da individualità che hanno attirato a sé. I grandi compositori non fanno che riscrivere delle musiche che hanno captato nelle dimensioni più sottili.

Beethoven, per esempio, era talvolta avvilito, non a causa della sua sordità ma perché, malgrado il suo genio, sentiva che le sue più grandiose composizioni non erano che delle pallide e insipide imitazioni di ciò che gli era stato dato di percepire nei piani più elevati della coscienza.

Quando gli scienziati presumono di aver realizzato una invenzione importante, depositano a volte un brevetto con lo scopo di proteggere ciò che stimano essere di proprietà loro. 

Veramente, non hanno fatto che scoprire un modello che già esiste dall'eternità fuori dallo spazio-tempo di 3D, nell'ambito della Matrice multidimensionale (si chiama Mondo delle Idee; ndt).



Adam Scott Miller

Questo, perché quello che accade a livello quantico, si traduce a livello energetico. È per questa ragione che i più grandi Maestri spirituali non esitano ad affermare che "Tutto ciò che è immaginario è reale".

La nostra immaginazione è un'enorme riserva energetica dove noi captiamo delle informazioni adeguate alla nostra frequenza. Non inventiamo mai nulla, il nostro mentale si limita ad esprimere dei fattori tratti dalla nostra memoria cellulare (DNA).

Un individuo risvegliato, vale a dire consapevole della Sua Divinità non sente mai la necessità di giustificarsi, perché Egli È, molto semplicemente. Ha raggiunto il Punto Zero. Il suo Cammino Interiore gli ha permesso di rivestire il suo abito di Luce.

Quando abbiamo l'impressione che degli amici si allontanino da noi, ignoriamo che in realtà, siamo noi che ci allontaniamo da loro, poiché i nostri campi energetici hanno cessato di essere compatibili. Non siamo più "sulla stessa lunghezza d'onda", come si dice spesso.

Ci è indispensabile passare oltre. Non dobbiamo in alcun modo colpevolizzarci, perché sentiamo tutti la necessità di incontrare persone diverse e di sperimentare differenti situazioni per poter continuare ad evolverci. Le separazioni e i divorzi sono talvolta delle benedizioni.

Siamo liberi di attrarre verso di noi colui o colei con i quali potremo vivere in armonia. Abbiamo tutti diritto alla felicità, e se noi siamo incarnati, è per provare che questo è possibile, anche nella terza dimensione.

Il nostro corpo fisico deriva dai nostri genitori umani. In ciascuna incarnazione, noi indossiamo un abito terreno diverso. Ma nella nostra Essenza originaria (Lo Spirito o Monade; ndt) siamo e rimaniamo sempre delle Scintille Divine.

Tutte le conoscenze scientifiche, metafisiche, alchemiche e teurgiche attualmente disponibili sul nostro Pianeta furono importate già da altri sistemi solari della nostra galassia da Esseri Cosmici di cui noi siamo tutti eredi e depositari.




La Terra riunisce tutti i tipi di specie animali e vegetali provenienti da altri sistemi. I gatti, i cavalli, gli elefanti e i cetacei  derivano dalla costellazione di Sirio. Anche altre numerose varietà di fiori e piante sono state portate da Venere (da cui provengono pure le api; ndt) e da Aldebaran.

Le dodici tribù d'Israele menzionate nella bibbia simboleggiano l'Adam Kadmon, l'Uomo cosmico originario che fu un tempo formato ad immagine dei nostri Genitori galattici a partire dagli archetipi delle dodici costellazioni zodiacali che essi avevano importato e poi trasferito, per partenogenesi (vale a dire con la potenza del pensiero; ndt), alle dodici eliche (di allora) del nostro DNA.

Una volta che queste verranno riattivate, permetteranno ai Terrestri di ascendere e ritornare alla loro iniziale Patria Celeste.

Siamo dunque lontani dall'essere delle piccole creature apparse "per caso" nel bel mezzo del vuoto siderale e abbandonate al loro triste destino in un universo ostile, ma dei re e delle regine in esilio che si apprestano a ritrovare la loro Famiglia cosmica.

Le Piramidi Egizie furono edificate dai Kadistu di Orione (gli Architetti Pianificatori) in collaborazione con gli Andromediani e i Centauriani. La teoria di Robert Bauval conosciuta sotto il nome di "Correlazione di Orione" continua ad essere messa all'indice dai sostenitori dell'egittologia tradizionale.

Esiste pertanto una vera connessione cosmica fra le tre più grandi piramidi di Gizah: Cheope, Chefren e Micerino, e le tre stelle della Cintura d'Orione: Mintaka (Delta d'Orione), Al Nilam (Epsilon d'Orione) e Al Nitak (Zeta d'Orione). Per convincersene è sufficiente paragonare la carta del cielo a quella del delta del Nilo.




I cosiddetti "condotti di aerazione" della camera dei Re nella piramide di Cheope furono in realtà costruiti in modo da essere orientati verso le stelle circumpolari per ciò che concerne il condotto nord, e verso quelle della Cintura di Orione nel momento del suo passaggio al meridiano, per ciò che riguarda il condotto sud.

L'apertura a nord era destinata a favorire la trasmigrazione dell'anima dei faraoni verso le immutabili stelle circumpolari, mentre quella a sud era uno "stargate" interdimensionale con destinazione Orione.

Malgrado gli sforzi delle nostre Guide, noi siamo stati progressivamente trasformati in schiavi a causa della paura e della diffidenza che le sette religiose e politiche, agli ordini di Belial (demone; ndt), sono riuscite ad instillare nelle nostre coscienze, con lo scopo di distruggere il nostro libero arbitrio ed appropriarsi della nostra volontà.

È per questo che il termine "extraterrestre" continua ancora oggi a fare paura alla maggioranza di noi, ma non più per molto tempo; i giorni di dominio di questa governance  abbietta  sono  ormai  contati.

Alcuni tra noi, specialmente gli eredi delle grandi famiglie, discendenti aristocratici dell'Antico Regime, sono molto orgogliosi di poter esibire il loro albero genealogico, mentre non raggiungono nemmeno la longevità di un cedro o di un olivo.

Essi fanno gli spacconi e si pavoneggiano delle armi gentilizie che ornano i loro blasoni grotteschi. Ma non sono che foglie morte che penzolano miseramente alla estremità dei rami delle loro illusioni!

I nostri più lontani antenati conoscevano perfettamente le loro origini galattiche. Sapevano che apparteniamo tutti ad un lignaggio vivente e indistruttibile. Presto potremo ritornare alla nostra Famiglia di Luce, alla nostra grande Famiglia Cosmica.

E coloro che continuano ad aggrapparsi ai loro privilegi non avranno altra soluzione che di rinunciarvi definitivamente o di emigrare verso sistemi planetari dove le loro condizioni di vita diventeranno estremamente difficili.

Fintanto che rifiuteremo di ridiventare bambini nel nostro cuore ("In verità vi dico: chi non riceverà il Regno di Dio come un fanciullo non vi entrerà" - Lc. 18,17 - ndt), non riusciremo a comprendere che la dolce e armoniosa vibrazione dell'Amore Universale è il nostro più prezioso patrimonio comune.



Simon Dewey

È  inciso  per  sempre  nella  nostra  memoria  collettiva  che  tutti  siamo  nati  per  un atto d'Amore, che tutti siamo stati emessi dal medesimo Padre Celeste e che, per conseguenza, tutti siamo fratelli e sorelle. 

Allora perché, una volta adulti, cominciamo a lasciarci andare a tristi pensieri e non osiamo più sognare un mondo migliore?

La felicità è la chiave evolutiva della nostra razza umana. Ascendere, entrare nella quarta e nella quinta dimensione è avere accesso ad essa. Questo è possibile ed è raggiungibile ORA!

Quando ci svegliamo alle nostre origini galattiche, attiriamo a noi dei nuovi amici, ma ne perdiamo anche altri, diventati inutili alla nostra evoluzione.

Niente di cui sentirsi in colpa! Questi antichi amici sono soltanto dei vecchi specchi che non hanno più nulla da proiettarci! La cosa più importante è di continuare ad amarli, pur proseguendo sulla nostra via. L'Umanità  necessita del  nostro coraggio.

Accettando  di  evolverci,  noi  apriamo   il  cammino di redenzione a tutti coloro che non sono ancora pronti ad impegnarvisi, a coloro che i nostri Genitori galattici continuano a chiamare affettuosamente "leurs enfants terribles" (i loro bambini monelli; ndt).

Così, noi contribuiamo all'avvenimento planetario della Nuova Era della Felicità.