Ripropongo, cari Lettori, un estratto
molto interessante del noto libro di Léon Denis"Dopo la Morte"che descrive in modo meraviglioso la vita nell'Aldilà,nei piani
superiori, dove vibrano tutti coloro che si sono affrancati dagli
affanni e dalle angosce dell'esistenza terrena.
Un brevissimo profilo dell'Autoreprecede lo scritto per maggiore conoscenza. Che tutto ciò sia un
augurio e un incoraggiamento per chi ancora digiuno, incerto o
tribolato dovesse affacciarsi, per la prima volta, alla vita dello
Spirito. (È basilare leggere ancheQUI).
Léon Denis 1846-1927
Léon Denis nacque a Foug in Francia il
1° Gennaio 1846; il padre, semplice impiegato, non potè essergli di
grande aiuto e il giovane, in cui si sviluppò ben presto l'amore
allo studio, dovette istruirsi da sé e formarsi da solo quelle
convinzioni e quella cultura che lo resero poi universalmente
stimato.
Si distinse nel campo spiritualista, e
con la parola facile e persuasiva divenne presto ricercato oratore,
cosicché la sua opera venne richiesta, non solo nelle principali
città della Francia, ma anche in Belgio, in Olanda, in Svizzera e in
Algeria, dove fu conferenziere acclamato.
Ma ciò che rese soprattutto meritevole
della causa spiritualista Léon Denis fu la sua produzione
letteraria. Il suo capolavoro "Dopo la Morte", raggiunse in
pochi anni la quattordicesima edizione e fu tradotto in quasi tutte
le lingue.
Esso contiene un'esposizione chiara,
sentita e vigorosa della filosofia e della morale spiritualista, e la
conoscenza dello scrittore è così viva e profonda, che si comunica
al lettore e lo rapisce in quei campi dell'Ideale che sono i luoghi
eterni della Luce e dello Spirito.
Egli, per la vasta visione del problema
spirituale e per il riconoscimento dell'opera sua, ha raccolto
meritatamente le simpatie di tutte le ramificazioni dello
spiritualismo.
Infatti il Congresso del 1900, che
raccolse a Parigi i rappresentanti delle più disparate scuole, di
magnetismo, spiritismo, teosofia, occultismo, ermetismo, lo acclamò
Presidente.
Nessuno, forse, nell'àmbito dello
spiritualismo moderno, che per molti fu doloroso calvario, raccolse
tanta messe di plauso come Léon Denis che, giovane ancora di fibra e
di entusiasmi, ha assistito alla risurrezione e al trionfo di
quell'Ideale, per cui ha tanto strenuamente combattuto.
Nella sua lunga vita (trapassò il 12
Marzo 1927 a Tours in Francia all'età di 81 anni), scrisse ben 19
librie fu uno dei continuatori della filosofia spirituale diAllan
Kardeca fianco diGabriel Delannee Camille Flammarion.
Jurgen Ziewe
La Vita Superiore
Allorché l'anima virtuosa,vinte le
passioni, abbandona il corpo miserabile che fu per essa strumento di
dolore e di gloria, si invola attraverso l'immensità per raggiungere
le sue sorelle dello spazio, percorrendo regioni di armonia e di
splendore, spinta da un impulso irresistibile.
La parola umana è troppo povera per
esprimere ciò che essa vede: quale espansione, quale gioia deliziosa
spezzare la pesante catena che ci lega alla terra, abbracciare i
cieli, immergersi nello spazio senza limiti, e dominare da tale
altezza l'orbita dei mondi!
Non più corpo infermo, meschino,
pesante come una cappa di piombo, non più catene materiali
trascinate dolorosamente! Sciolta dai suoi lacci, l'anima brilla,
inebriata di spazio e di libertà.
Alla laidezza terrena, alla vecchiaia
decrepita e rugosa, subentra un corpo fluido, diafano e brillante
dalle forme squisite, che ha le fattezze umane idealizzate.
L’anima ritrova gli Esseri amati che
la precedettero nella nuova vita; gli eletti della sua tenerezza, i
suoi compagni di lavoro e di prova che sembrano attenderla, come dal
ritorno di un lungo viaggio.
Essa cammina liberamente con loro e le
espansioni traboccano di una felicità accresciuta dalla rimembranza
dei tristi ricordi della terra, dal confronto dell'ora presente con
il lacrimoso passato.
Tutti coloro che divisero con essa i
giorni buoni o tristi, che con essa crebbero, lottarono, piansero e
soffrirono, si affrettano a riceverla,e la sua memoria si ridesta,
provocando esplosioni di gioia, effusioni che la penna non sa
descrivere.
Come riassumere le impressioni dello
Spirito nella vita radiosa che gli si apre davanti? Squarciata ad un
tratto l'opaca veste e il pesante mantello che impacciavano i suoi
sensi intimi, le sue percezioni si centuplicano.
Non più limite, l'infinito profondo
luminoso, si spiega con le sue meraviglie inenarrabili, coi suoi
milioni di Soli - focolai multicolori, zaffiri, smeraldi, gioielli
enormi sparsi nell'azzurro, col loro magnifico corteggio di pianeti.
L'anima, sciolta dalla materia,
percepisce a poco a poco le vibrazioni melodiose dell'etere, le
delicate armonie che scendono dalle Gerarchie Celesti; ascolta il
ritmo imponente delle Sfere, il canto dei mondi, la Voce
dell'Infinito, che risuona nel silenzio e la compenetra fino al
rapimento.
Nei mondi superiori alla Terra, la
materia esercita una forza minore. I mali generati da essa,
diminuiscono a misura che l'Essere si eleva, finché spariscono
del tutto. Là, l'uomo non si muove penosamente al suolo sotto il
peso di un'atmosfera greve, ma si sposta con la massima facilità.
Le occorrenze del corpo, i rudi lavori
vi sono quasi sconosciuti; l'esistenza, più lunga della nostra, vi
scorre fra lo studio e la partecipazione alle opere di una civiltà
perfezionata, che ha per base la morale più pura, il rispetto dei
diritti comuni, l'amicizia e la fratellanza.
Lo Spirito, dopo aver percorso il ciclo
delle sue esistenze planetarie, dopo essersi purificato nelle
reincarnazioni e nelle sue migrazioni attraverso i mondi, chiude la
serie delle esperienze vitali ed entra nella vita spirituale
definitiva - la Vera Vita dell'anima, che non conosce il male,
l'ombra, l'errore.
Allora, anche le ultime influenze
materiali svaniscono; la calma, la serenità, la sicurezza profonda
subentrano agli affanni, alle inquietitudini di prima. L'anima ha
raggiunto il termine delle sue prove ed è certa di non più
soffrire.
Con quale commozione essa ricorda
allora i fatti della sua vita dispersa nei tempi, del suo lungo
pellegrinaggio alla conquista dei meriti e del suo grado!
Quale ebrezza vivere fra Entità
illuminate, pazienti e dolci, unirsi a loro con affetto imperturbato,
condividere le aspirazioni, i lavori, i desideri; sapersi compresi,
sostenuti, amati, trionfatori delle necessità e della morte,
giovani, di una giovinezza che non sente il morso dei secoli!
Poi, studiare, ammirare, glorificare
l'Opera infinita e penetrarne più profondamente i Divini Misteri,
riconoscere in ogni cosa la Giustizia, la Bellezza, la Bontà celeste
e identificarsi con esse, abbeverarsene e nutrirsene.
Lo Spirito, essendo Scintilla Divina,agisce sulle energie dello spazio; dirette da potente volontà, le
unisce e le foggia a suo modo, dando loro le tinte e le forme che
rispondono al suo obbiettivo.
Mario Duguay
Con tali energie,si plasmano opere che
sfidano ogni confronto ed ogni analisi: immagini mobili, luminose,
riproduzioni delle vite umane.
La moltitudine innumerevole di Esseri
si conosce e si ama. I legami di famiglia che li univano nella vita
terrena, spezzati dalla morte, si ristabiliscono per sempre.
Essi vengono da diversi punti dello
spazio e da mondi superiori, si comunicano i risultati delle loro
missioni, dei loro lavori, si rallegrano dei successi, e si aiutano
nelle opere difficili.
Nessun rimpianto, nessun sentimento di
gelosia può entrare in queste anime sensibili. La confidenza e la
sincerità presiedono alle loro riunioni in cui ricevono le
istruzioni dai Messaggi Divinie accettano nuovi mandati che
contribuiscono ad ulteriori elevazioni.
Gli uni si incaricano di vegliare sul
progresso e sullo sviluppo delle nazioni e dei mondi; altri vi si
incarnano per compiervi delle missioni di sacrificio, per istruire
gli uomini nella morale e nella scienza.
Altri ancora, Spiriti protettori e
guide,affiancano qualche anima incorporata, la sostengono nell'aspro
cammino dell'esistenza, la accompagnano dalla nascita alla morte, e
la accolgono poi sulla soglia del mondo invisibile.
L'Essenza, a qualsiasi grado della
Gerarchia appartenga, ha il suo compito nell'Opera immensa del
progresso, e concorre all'esecuzione delle leggi supreme.
Più l'Essere si purifica,più intensa
e ardente diventa in esso la necessità di amare, di attrarre a sé,
nella Luce e nella felicità del soggiorno che non conosce dolore,
tutto ciò che soffre, che lotta e si agita nelle profondità della
vita immortale.
Noi tutti abbiamo uno di questi Geni
tutelari, che ci ispira nelle ore difficili e ci dirige sulla retta
via, da ciò la poetica realtà dell'Angelo custode.
Greg Olsen
Questa protezione occulta, fortifica i
legami di solidarietà che uniscono il Mondo Celeste alla Terra, lo
Spirito libero all'uomo prigioniero della forma fisica.
L’involucro fluidico dell'Essenza è
come una veste tessuta con i suoi stessi meriti nel corso delle
ripetute esistenze. Da esso quindi si ravvisa il livello evolutivo
raggiunto.
Appare tenebroso e denso nell'anima
inferiore e man mano aumenta di bianchezza, purificandosi sempre più in
proporzione ai progressi realizzati, mentre già è luminoso nello
Spirito evoluto ed acquista uno splendore inconcepibile nelle Entità
superiori.
Ogni Essere è una Scintilla di Luce; luce
dapprima profondamente velata, compressa, invisibile, che si sviluppa con la
forza morale, si accresce gradatamente e aumenta in estensione e in
intensità.
Il grado di radianza è il risultato di
un insieme di lavoro fecondo, di un tale numero di vite che, a noi
uomini, potrebbe sembrare un'eternità.
Tuttavia, per raggiungere queste
altezze quasi divine,bisogna lasciaresulle pendici che vi
conducono, gli appetiti, i desideri, le passioni, lacerandosi con le
spine, purificandosi alle acque dei ghiacciai.
Bisogna conquistare la dolcezza, la
rassegnazione, la fede; imparare a soffrire senza lamento, a piangere
in silenzio e, sdegnando le ricchezze e le gioie effimere del mondo,consacrare tutto il proprio cuore ai beni che non tramontano mai.
Bisogna deporre nei cimiteri della
Terra molte spoglie alterate dal dolore, soffrire senza ira
l'indigenza, l'umiliazione, il disprezzo, sentire i morsi del male,
il peso della solitudine e della tristezza, bisogna vuotare molte
volte il calice profondo e amaro.
Soltanto la sofferenza sviluppa le
forze virili dell'anima, temprandola per la lotta e l'ascensione,
purificandola e maturandola per le altezze che le aprono le porte della
Vita felice.
Essa è la Meta a cui tende
l'evoluzione di ogni anima,dove tutti i sogni del bene si realizzano
e le nobili aspirazioni si compiono, dove le speranze deluse, le
affezioni respinte, gli slanci compressi della vita materiale si
espandono liberamente per giungere di nuovo nel seno della grande
Armonia.
Tratto dal libro "Dopo la Morte"
di Léon Denis
Relazione e adeguamento linguistico
contemporaneo a cura di:
Nella ricorrenza del giorno in cui si festeggia "la Befana", anziché la visita dei Magi a Gesù Bambino, vorrei ricordare che, nonostante il rifiuto al Sacro sempre più massiccio di molti, l'umanità sta risvegliandosi alla necessità di riprendere i contatti con l'Altissimo, indipendentemente dal potere costituito che si esprime sia in forma religiosa che laico-politica.
Rivolgersi al Cielo non vuol dire "il fai da te" dello Spirito senza alcuna dirittura di percorso, bensì trovare in sé stessi delle risposte valide al senso della vita, che condurranno inevitabilmente alla scoperta di una traccia sicura da seguire, verso la "strada maestra", adatta ad ogni individuo.
Il Vangelo, tramandato a noi occidentali da due millenni, ha i requisiti indispensabilinelle parole del Cristo per mantenere il timone ben fermo nel mare dell'esistenza. Per questo motivo ho riportato dei brani, a mio parere molto illuminanti, da due testi ultrafanici ‒ l'uno di Anna Castellano e l'altro di Pietro Ubaldi.
Inizio con la breve parte riguardante la celebrazione odierna.
«Dall'istante in cui apparve sulla Terra nella più umile forma,il Raggio dell'Amore dominò con la Sua Potenza e tremarono i malvagi e ne gioirono i giusti...
E fu l'Epifania della Vita!
Ed ecco che da tre lontane regioni si mossero tre figure, a simbolo e sintesi delle umane genti tutte, e andarono... e tuttora vanno, vanno, vanno per lungo cammino, verso quell'umile stalla... cercando quel fulcro d'Amore... Le guida una Luce, una Forza, una Potenza! (Cfr. anche QUI; ndr).
Venne raffigurata come stella cometa, tuttavia non fu esattamente così,ma spirituale Luce d'Amore e di Vita accesasi all'istante in ogni creatura dal cuore puro e retto. Fu così potente e sentita da esser "vista" da tanti, specialmente da quelli che avevano raggiunto una certa evoluzione sulla via dell'Ascesa interiore.
Ai piedi del Raggio d'Amore, manifestatosi come "pargoletto" al mondo degli uomini, si prostrarono in adorazione "i tre potenti Signori" in rappresentanza dei "grandi" della Terra, offrendoGli «Oro, Incenso e Mirra».
Rispettivamente:
la Veste dei re – il Profumo degli dei – l'Aroma delle vittime immolate nei sacrifici.
In modo emblematico, la triplice visita regale riconosceva l'Avvento del Re dei re e la Sua Origine divina, conferendogli perciò i maggiori onori tenuti in conto dall'umanità intera:
‒ l'Oro, simbolo della totale Signoria e del dominio terreni.
‒ la Mirra, simbolo del futuro Sacrificio redentore.
Così, quella dell'Epifania (che vuol dire ultima Manifestazione) è l'impegno assunto dal genere umano di entrare coscientemente nel ciclo Amore-Umiltà, tracciato dalla divina Discesa del Principio-Luce per dare inizio alla nuova battaglia del Bene contro il Male.»
Ecco l'omelia di don Alessandro M. Minutella che, straordinariamente, perché l'ho ascoltata solo ora, delinea tutti i punti che ho esposto in questo articolo.
Ora, facendo seguito al post QUI, e a diversi altri miei scritti riguardanti la Sacra Istituzione voluta da Nostro Signore ‒ presa di mira da una costante demolizione delle sue fondamenta,soprattutto a partire dal 2013 con Bergoglio ed ora con il suo prosecutore Prevost (ved. QUI, QUI e QUI) ‒ ribadisco che la Chiesa di Pietro, chiesa spirituale su base materiale, si avvia al suo termine per essere sostituita dalla chiesa di Giovanni, spirituale su base spirituale. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI),
Proseguo, sempre attingendo dal libro di Anna Castellano "L'Evoluzione dell'uomo".
«Dopo venti secoli di cristianesimo, di preparazione necessaria e indispensabile alla formazione dell'uomo nuovo, l'uomo dell'amore in atto, deve pur nascere, e nascerà.
O il progresso evolutivo in espressioni di vita più ampie ed elevate, o la morte dello spirito per un tempo indeterminato perdentesi nella notte dei tempi, per poi molto lentamente e faticosamente risalire.
Non si deve, però, disperare ma credere, avere fede.
Gesù, prima di lasciare i discepoli, disse loro:"Nel mondo avrete tribolazioni, ma confidate: Io ho vinto il mondo!" (Gv. 16, 33).E disse ancora:"Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno." (Lc. 21, 33)."In Verità, in Verità, vi dico che se alcuno custodirà la Mia Parola non vedrà mai la morte." (Gv. 8, 51).
È compito dei cristiani credere, custodire la Sua Parola e divulgarla, affinché altri esseri possano a loro volta espanderla e, convinti della forza dell'Amore, realizzarla in sé stessi, in quanto, solo con l'esempio dell'amore vissuto e sofferto, è possibile potenziare le forze del Bene e controbilanciare quelle del Male, dissolverle e giungere alla vera pace e alla vera felicità, di cui tutti hanno un infinito bisogno.
"Io vi lascio la pace, vi dono la Mia Pace. Non ve la do come la dà il mondo." (Gv. 14, 27).
Perché essa non si raggiunge con l'inganno e la sopraffazione. Non si impone con le armi in pugno. La pace si ottiene solamente con la vittoria dell'amore sull'odio, della lealtà sull'inganno, della mansuetudine sulla violenza.
La vera pace è la più grande e difficile conquista dello Spirito, perché è equilibrio di rapporti con l'esterno, e nell'interno dell'essere è tranquillità di coscienza, è certezza di aver compiuto sempre e unicamente la Volontà del Padre, è consapevolezza di avere Dio accanto, e con Lui forza e sostegno, guida e Amore.
«E la felicità non è nel vantaggio egoistico dell'arrivista, ma nell'ordine, nell'armonia col proprio vicino, come con le leggi della vita e di tutto il Cosmo. La felicità vera che ci fa sazi non è al di fuori, sul piano materiale, ma dentro di noi, sul piano morale, in un più alto grado di coscienza.» (Pietro Ubaldi, da "La Storia di un uomo").
E ancora: «La maturazione di questa super-umanità sarà la più grande creazione biologica della vostra evoluzione, rappresentante il passaggio ad una legge di vita superiore che va dalla forza alla giustizia, dalla violenza alla bontà, dall'ignoranza alla coscienza, dall'egoismo distruttore all'amore costruttivo del Vangelo.» (Pietro Ubaldi, da "La Grande Sintesi"). [...]
Attenzione, però! Ancora oggi, come venti secoli fa, il tradimento di Giuda si ripete.
Giuda amava Gesù e sulle prime credette in Lui. Ma non lo aveva compreso e si aspettava da Lui la libertà: la libertà umana dall'oppressione straniera e il trionfo e i vantaggi del vincitore. Invece Gesù si lasciò crocifiggere. Si dichiarava Figlio di Dio e si lasciò insultare, calpestare, uccidere come un malfattore!
Lo aveva deluso in pieno; aveva tradito la sua attesa, i suoi sogni, le sue speranze, e Giuda, in un momento di maggiore sconforto, volle punirLo e Lo tradì. Ma aveva tradito un puro, un innocente che nel profondo, inconsciamente, ancora amava e ammirava, per cui sconvolto e disperato si impiccò.
Anche adesso tanti cristiani, che pure amano o hanno amato Gesù, Lo hanno tradito e Lo tradiscono perché non Lo comprendono. Guardando il dolore del mondo, guardando la grande massa di sfruttati e di oppressi, si credono traditi dalla Sua Parola (magari seguendo questa Falsa Chiesa; ndr) e, delusi, Lo abbandonano.
E risvegliati al fascino della ribellione, si illudono di potersi sostituire a Dio e di potere, con la forza e la violenza, costruire il mondo della perfetta giustizia sociale e del benessere universale. Entrambi non si potranno mai raggiungere con leggi non sentite e non accettate nell'intimo, imposte con la forza.» [...]
«Che cosa è Bene per una creatura, che cosa è Male in rapporto alla sua evoluzione, al suo divenire spirituale? Dall'esterno si scorge un'apparenza fisica e se ne osservano gli atteggiamenti, le reazioni nelle lotte vitali, ma la sua vera essenza, quella spirituale viene ignorata. Così, ci si persuade di poter diventare arbitri del mondo, di poterlo impunemente programmare secondo una giustizia di comodo!»
«È inutile inveire contro le cause prossime; bisogna raccogliere e portare il proprio fardello. Sono vane la ribellione, l'ira, l'invidia verso altre posizioni sociali, l'odio di classe. Ogni stato è quello giusto, è sempre il migliore per il proprio progresso.
L'impianto di una vita avviene per tutti voi fuori dalla volontà e dalla coscienza individuale, è condotto dalle forze della Legge Suprema. Se così non fosse, chi vi indurrebbe ‒ senza possibilità di fuga ‒ a subire le prove necessarie per la vostra avanzata spirituale? E chi ignora non può influire su di essa.
Ciò non significa passività ma coscienza. La virtù non sta nel sopportare tutto senza reagire, ma nel saper accettare un dolore meritato (altrimenti non accadrebbe; ndr) per imparare soprattutto a non seminare altre cause di dolore.» ("La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi, cap. 86).
Qui termino i brani di Anna Castellano, tratti dal testo su indicato e qui mostrato.
Riporto adesso il cap. 91 dalla "Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi:
La legge sociale del Vangelo
La legge sociale del Vangelo, oggi è capovolgimento completo dei sistemi umani, un assurdo apparentemente irrealizzabile, ma meta suprema e realtà del domani. Lì tutti i problemi della convivenza sono radicalmente risolti con un concetto semplice:"ama il prossimo tuo come te stesso".
È la perfezione, è la legge di chi è giunto, il sogno di chi è in cammino per arrivare in Alto. Ma la via è lunga e non facile, e l'abbiamo guardata nella sua realtà di aspra fatica perché sia conquista compiuta, lenta ma vera, più che un facile sogno di chi ignora le resistenze della vita.
Nel Vangelo tutte le divergenze sono presentate, gli stridori sopiti in una pace sostanziale, nell'equilibrio più stabile, che affonda le sue radici nel cuore dell'uomo. Ecco la meta dell'evoluzione collettiva, il regno del superuomo, l'etica universale in cui l'umanità trova la coordinazione di tutte le sue energie.
Ponemmo questo testo all'apice dell'evoluzione delle leggi della vita. La distanza che separa la vostra attuale esistenza sociale da quel vertice è immensa. Ogni vostro atto e pensiero è permeato di lotta e vi fa sentire che tale Vangelo è lontano; ma appunto perché è lotta è via di conquista.
Esso insegna uno spostamento completo del punto di vista delle cose. Gli stessi fatti umani osservati da un piano diverso assumono un altro valore. È la visione lontana e globale dell'animo che ha conquistato la bontà e la conoscenza.
Quelle norme, rispondendo ad una ampiezza d'angolo visuale tanto più vasta, vi sembrano improponibili. Al Vangelo si può giungere unicamente per successiva approssimazione. Esso resta inaccessibile per la sua altezza se presentato di colpo all'uomo attuale,che difatti non lo comprende e non lo segue.
Ma guardate più lontano, nell'essenza della vita, penetrate più in fondo alla scienza, avanzate, e quel testo sorgerà da sé. Il vostro è il mondo visto dalla Terra, il Vangelo è il mondo guardato dal Cielo. L'assurdità è nella vostra involuzione.
In esso si muovono le immani forze dell'Infinito, la giustizia è automatica, perfetta, sostanziale, la coordinazione sociale è raggiunta, l'uomo si muove in pace con l'armonia dell'universo. Qui non è più necessario essere forti, basta essere giusti. Forza, lotta, egoismo hanno assorbito se stessi nella diuturna fatica delle ascensioni umane.
Qui vi muovete finalmente in grembo alla grande Legge, le reazioni del dolore sono state riassorbite, il Male è stato superato. È il regno dell'uomo divenuto angelo e santo. Allora è possibile la legge del perdono perché lo spirito sente e muove altre forze che non le vostre povere braccia e quelle forze accorrono a difesa del giusto anche se inerme.
È la legge della giustizia che parla nella vostra coscienza, che si esprime attraverso i moti dell'animo umano. Allora colui che pare un vinto della vita diventa un gigante. Legge semplice ma sostanziale, che fa l'uomo, regge gli atti nelle loro motivazioni, tutto risolve là dove i vostri farraginosi sistemi di controllo e di sanzione nulla risolvono.
Nel Vangelo il cammino della virtù è tutto percorso; la sua logica sublime porta ad una selezione di superuomini, mentre la logica della vostra lotta quotidiana porta ad una selezione di prepotenti. I principi evangelici organizzano il mondo e creano le civiltà, mentre quelli che voi vivete tutto disgregano e sperperano in attriti inutili; dove passa il Vangelo e il suo amore nasce un fiore; dove passate voi ogni fiore muore e nasce una spina.
Esso è legge di paradiso trapiantato nell'inferno terrestre; solo gli angeli in esilio (ved. QUI; ndr) sanno vivere sulla Terra la legge divina annunciata dal Cristo sulla Croce.
Chi nel vostro mondo rinuncia ad aggredire e a difendersi offrendo l'altra guancia; chi rinuncia ad affondare gli artigli nella carne altrui per il proprio vantaggio e non vuole, per principio, carpire con la forza tutte le infinite gioie della vita, resta sopraffatto; è un vinto fuori legge, un espulso, un non valore che si annulla.
Costui, guardato dal regno della forza è inerme, indifeso, ridicolo. Eppure in quella sconfitta, in quella debolezza apparente, vi è il mistero di una forza più grande che giunge tuonando da lontano, destando nelle profondità dell'anima il presentimento di realizzazioni più vaste.
E il vincitore, nel momento stesso della vittoria, ha la sensazione di una sconfitta. Il vinto guarda in alto come un vincitore; e tale è, perché ha scoperto e vissute forme di vita più alte. L'uomo resta muto e disorientato dinanzi a questo strano essere senza armi che proclama una stupefacente legge nuova e sembra di un altro mondo.
L'uomo sente che se ha ragione nel suo ambiente, v'è un altro mondo dove tutto si rovescia, dove il vinto della Terra può essere un vincitore e il vincitore terreno un vinto. Un abisso lo separa da quell'essere superiore.
L'uomo aggredisce ed egli perdona; egli è un giusto e sa soffrire. Egli è là per indicarvi col suo esempio la meta raggiunta, per indicarvi la Via verso la realizzazione della più alta e feconda legge sociale che vi sia: quella dell'amore evangelico.»
Ecco cosa vuol dire seguire la Chiesa Vera, quella che metterà in pratica il sublime insegnamento del Cristo senza attardarsi in inutili forme e in un vano biascicar di preci assolutamente privo di un benché minimo palpito d'anima!
Questa sarà, finalmente, la profetizzata Chiesa mistica di Giovanniche succederà a Pietro, accompagnando nella semplicità e nell'ardore tutte le anime che si uniranno a Nostro Signore, formandone l'organismo vivente in una Nuova Risurrezione di cui Egli sarà il Capo indiscusso.
"La Madre di Dio e degli Angeli" di William Bouguereau
Sebirblu, 1 gennaio 2026
Questo scritto è volutamente dedicato
alle parole che la Madre di Dio hariservato a tutti coloro che
animati dalla fede sentono in sé stessi, imperiosa, la necessità di
rendersi utili ai propri consimili.
Nell'arido deserto di valori e sentimenti in cui
è precipitata la Terra, Ella come Farosplendente si affanna in ogni
parte del mondo per sostenerli, istruirli e proteggerli dagli assalti
sempre più feroci delle potenze del Male.
Il primo giorno dell'anno, notoriamente
riservato alla sua Venerazione, mi offre la possibilità di esporne i
preziosi insegnamenti, ricevuti per via ultrafànica, proprio per
rinfrancare le anime che a Lei si affidano, deluse e sconcertate dal
declino vertiginoso della Chiesa di Roma istituita da Nostro Signore. (Cfr. QUI).
Essendo il testo da cui ho tratto tali
espressioni edito nel lontano 1952,ma del tutto congruo al tempo
che stiamo vivendo, ha richiesto un aggiornamento dei termini
usati e piccole abbreviazioni per renderlo adatto alla lettura su
questo blog.
L'eloquio della Madre Santissima è una guida sicura per quanti non frequentano più le chiese, né
partecipano ai precetti, vista la contaminazione satanica subita in
maniera massiccia durante i secoli, soprattutto sotto la conduzione truffaldina di Bergoglio ed ora di Prevost,eletti invalidamente secondo il Diritto Canonico.(Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI).
Ecco dunque le parole della
"Theotokos":
«A voi, figli diletti, che volete
operare per la salvezza dei fratelli, è necessaria una conoscenza
sicura, sebbene ancora esigua. Ma tale conoscenza sarebbe incompleta
se non vi portasse ad esaminare più da vicino coloro che
generalmente la rifuggono, pur dichiarando di aver fede.
Ad una osservazione superficiale,
sembrerebbe facile individuare questa parte di credenti in chi segue
una religione e la professa, facendone anche lo scopo della propria
vita, ma non è così... (perché si tratta di una fede cieca, ved.
QUI; ndr).
Come potete pensare che quanti dicono
di dedicarsi a Dio ‒ affermazione a volte sancita da voti formali
imposti da consuetudini e riti ‒ abbiano tutti davvero in loro
stessi, nella loro coscienza, quella Divina Forza spirituale che li fa
amministratori e diffusori dei beni del Padre?
Essi poggiano il loro convincimento ‒
perché molti di essi lo hanno realmentee sono forse gli unici ad
essere nella Verità della Chiesa, della Religione e della Fede ‒
soltanto sull'interpretazione di alcuni passi della vita terrena del
Figlio di Dio, che trasmise i Suoi poteri a Pietro e a tutta la Sacra
Istituzione.
Numerosi membri consacrati hanno
dedotto, applicato e descritto con pensieri e intelletti umani i
simbolismi, tentando di chiarirli, ma hanno fatto più confusione,
provocando nell'insieme armonico e fluente in linea diritta, un
groviglio inestricabile.
La Dottrina dettata dal Cristo agli
uomini di allora e da Lui compendiata nella Sua Chiesa per coloro che
lo avrebbero seguito, ha poche regole fondamentali che ne formano
la struttura semplice e chiara, a tutti palese, non necessitante di
spiegazioni, di accorgimenti e di riti.
Essa si basa sull'applicazione in terra
e fra gli uomini dell'Amore Universale elargito dall'Eterno
sull'intero Creato e proveniente da quella stessa emissione primaria che
fermò la Caduta degli Esseri ribelli causando uno spartiacque tra il
Bene ed il Male che, inesistente prima, ne fu la tragica conseguenza.
Peter Paul Rubens: "La Caduta degli Angeli ribelli" (ved. QUI, QUI e QUI)
La Carità, la Fratellanza e l'Umiltà
sono le norme essenziali tramandate dal Cristo a Pietro e al Corpo
Apostolico, derivanti dall'Amore che tutto sublima e compenetra.
Questo è l'indirizzo unico dato dal
Cristo Signore alla Sua vita terrena, perché fosse d'Esempio al
presente e al futuro, affinché facesse da guida a Colui che su codesti
presupposti doveva innalzare la compagine luminosa che avrebbe
riportato gli esseri umani alle loro radiose origini:
‒ per Pietro e la sua prima pietra,
per gli altri apostoli avvicendatisi al suo fianco, e per Giovanni(il discepolo caro fra i più cari)che se ne servisse per dar vita
all'edificio elevante ed ultimo(ved. QUI, QUIe QUI; ndr), dopo che il
fondamento iniziale avesse preso consistenza e forza.
‒ ed infine per voi, esseri della
Terra, per voi che dovete assurgere seguendo le linee semplici e molto chiare della vera Chiesa sostanziale, non necessitante di forme, di
rappresentazioni, di riti e di canti, di servi particolari, ma solo
di anime buone, di spiriti eletti, di menti abbastanza aperte che sappiano
accogliere, ritenere e donare gli ammaestramenti dati dall'Unico
grande e possente Amore manifestatosi nel Tempo: il Cristo.
Chiarite le linee basilari del
Cristianesimo, che sono poi le stesse della Chiesa data agli uomini,
vediamo se questi princìpi sono stati davvero seguiti e applicati.
Se tra essi e i discepoli successivi ve ne siano stati alcuni
che abbiano saputo conformarsi all'originaria Dottrina.
Vi dico subito, figli, che di
uomini così, ve ne sono sempre stati per la lungimirante Bontà del
Padre, che aveva previsto la loro necessaria presenza sulla Terra.
Ma quella che non è stata osservata,
nella forma ufficiale della Chiesa del Cristo, è la sua continuità,
in quanto si è trasformata da creazione intima e profonda, fatta per
gli spiriti e per la loro espansione d'Amore, in chiesa apparente e
formale avulsa, il più delle volte, dall'essenza spirituale delle
creature ad essa coercitivamente legate.
Dopo gli Apostoli e i diretti
discendenti che in pensieri ed opere la personificavano, dando
sovente persino la propria vita per Essa, quando le lotte cessarono e la
Santa Istituzione uscì dalle catacombe alla luce del sole, gli
elementi mondani cominciarono ad inserirvisi corrompendola e
contaminandola... e la Chiesa autentica rifuggì dalle persone umane che
ufficialmente la rappresentavano.
Ricordatevi, figli, che la Chiesa del
Cristo non può esserci dove non vi siano Amore, Fratellanza, Carità,
Umiltà! Essa non è qualcosa di tangibile, di concreto, sebbene per Sua peculiare natura sia quanto di più reale possa esistere per la
Verità assoluta su cui è imperniata.
La Chiesa del Cristo, la Via che Egli
volle dare agli esseri per la loro redenzione, non consiste in
fatturazioni esterne di "materia", perché, essendo
costruzione unicamente spirituale ed etica, poggia solo sull'umano
pensiero, sulla forza degli spiriti, costretti o no dalle loro forme
fisiche.
Ascoltate: perché voi abitualmente quando pensate alla Chiesa vi riferite ad una organizzazione, ad un
insieme di formule, riti, leggi, uomini e vesti? Perché se è stata
creata soltanto per gli spiriti, e per gli spiriti deve operare e
agire la Vera Chiesa di Cristo?
Perciò, figli cari, non pensate più
alla vostra chiesa umana come l'avete conosciuta e considerata
finora, ma ad una comunanza essenzialmente spirituale, priva di forma
e di rituali manifesti. Pensate ad essa come a qualcosa di universale
di cui fate parte, ossia a Dio, il Quale abita anche in voi, nel
vostro intimo, perché è ovunque.
Concepite la Chiesa di Cristo in questa
nuova formula e facilmente vi sentirete molto più attratti verso la
Vera Struttura sostanziale da Lui voluta e, in tal senso, ad Essa guiderete ed accompagnerete gli altri.
"Ma perché 'verso', direte, se è
già in noi?"
Sì, figli, Dioè in voi, ma voi non
siete in Lui e quindi dovete cercare di approssimarvi sempre più a
Lui! E questo perché non avete ancora recuperato le grandi perdite
d'origine, ma anzi, con il vostro libero arbitrio le avete pure
aumentate.
Ora, così come dovete aspirare a
scoprire Dio nel vostro spirito(ved. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr),
ugualmente dovete tentare di immettervi nella Chiesa Vera, nella
Chiesa spirituale....che è Dio stesso.
Ecco chiarita la differenziazione posta
poco fa, quando ho detto che la Chiesa Vera, uscendo dalle catacombe,
si trasformò e si imbastardì. Finché era nascosta ai più, essa
curava solo le anime degli uomini, operava nelle profondità degli
spiriti non avendo forma terrena consistente; era sommamente
sostanziale onde trasfondere negli uomini il pensiero del Padre.
Tuttavia, una volta "cementatasi"
sulla terra, sempre meno curò le anime e sempre più si invischiò
in forme ed espressioni terrene che soddisfacevano solo gli appetiti
di quanti se ne servivano per i propri interessi.
Così, la Chiesa Mistica non fu più in
coloro che ne rivestivano lo sfoggio esterno, ma restò viva,
palpitante e laboriosa in quegli esseri che ne percepivano l'ardente
essenza spirituale, vibrando nel vero, intimo e radioso edificio del Cristo Salvatore!
Ripeto, figli diletti, che la Chiesa
reale è in tutti voi, perché essa fa parte di Dio: è in quella
Scintilla di Lui che voi tutti anima, vogliate o no riconoscerLa. Per
questa ragione, da alcuni è sentita e dai più, purtroppo, che si
appagano solo della parvenza formale chiamata "chiesa", no.
L'Istituzione del Cristo, poggiante
sull'Opera di Pietro, si è sempre più elevata potente e dominante,
realmente salvatrice, e nel suo grande Amore di cui è davvero il
centro propulsivo ha anche sorretto e soccorso la "chiesa
temporale", perché di questa si è avvalsa finora(sino a Benedetto XVI che il 31-12-2022 è tornato alla Casa del Padre; ndr), riversandovi la Forza superiore Viva, malgrado
le pesanti sovrastrutture e le umane bassezze.
Se ne è avvalsa perché la Chiesa
Mistica (entrante, come ha profetizzato lo stesso Ratzinger, QUI; ndr)necessita di appoggio terreno per
catechizzare sempre più le genti e sensibilizzarle al gran
salto qualitativo che le proietti verso la maestosa Realtà del
Cristo-Amore presente nei loro cuori. (Cfr. anche QUI; ndr).
[Tra gli Spiriti eletti che si sono
adoprati per traghettare gli uomini dall'imperfetta "chiesa
terrena" a quella spirituale fondata dal Cristo, emerge fulgido
l'Esempio del «Poverello d'Assisi», l'«Alter Christus», operante
più che mai ORA in cui la "chiesa", un tempo gloriosa per
i suoi martiri, si è trovata sotto l'assalto luciferino del Falso Profeta (ora incarnato da Prevost: "Francis 2") che addirittura aveva osato, primo fra i papi, assumerne il nome: «Francesco!» ma il "piccolo, grande Frate" l'aveva previsto; ved. QUI; ndr].
[La nota mia sul Santo Fraticello, seguendo la traccia di ciò che ha detto la Madre
Santissima, mi consente di aggiungere altre sue parole]:
«Eccovi chiarito, cari figli, come non
esista un contrasto vero fra Chiesa mistica-spirituale e chiesa umana
formale,vista l'ardente guida illuminata che la prima rende alla
seconda e il servizio concreto che la seconda presta alla prima.
Eccovi pure spiegato perché alcuni
spiriti elevati e veramente consci della Potenza vivificante della
Chiesa Madre "vivano" all'interno della "chiesa
temporale", senza mancare né verso la "libertà"
della prima, né verso la seconda e, tanto meno, nei confronti di Dio
e di loro stessi.
La grande differenza tra le due è che
la "chiesa umana" chiede ciò che la Chiesa-Spirito non domanda: la
«fede cieca» nei dettami imposti dalle tante sovrastrutture da essi
derivate,mentre quest'ultima spazia nei Cieli Infiniti, nulla
celando, coprendo o trasformando, ma tutto rendendo palese e chiaro
dell'Opera sublime del Cristo.»
[Ed è proprio questa Libera Chiesa
Universale che inizia a delinearsi all'orizzonte della storia
umana. Già il chiarore di un'alba nuova ne annuncia l'avanzata... ed
è ancora la Vergine che, proseguendo nel suo eloquio, ne svela il
motivo; ndr]:
«Figli e fratelli carissimi, l'epoca vostra è
di termine, è di transizione. La Chiesa di Pietro ha seminato ed ha
raccolto per il suo periodo di vita quanto doveva seminare e
raccogliere.
Invano gli uomini hanno tentato di
intralciarne la folgorante ascesa: essa è esistita perché il Cristo
l'ha voluta ed ha raggiunto lo scopo: ha posto le fondamenta!
Ora sta per avere inizio il primo piano
del grandioso edificio di Gloria del Padre: la Chiesa dello Spirito!
Siate tutti operanti per formarne la base! È la Chiesa Mistica di
Giovanni!»(Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI: ndr).
"Il Cristo con Pietro, li segue Giovanni e dietro di lui gli apostoli" (autore sconosciuto).
Ed ecco al riguardo le parole di
Pietro:
«Voi avete pur letto nel Libro Santo
(Mt. 16, 23) che il Signore si rivolse a me e mi allontanò da sé
chiamandomi "tentatore" e "Satana". Perché? Non
ero forse io un Suo discepolo caro?
Io sì, quale spirito, quale fondamento
della Sua Chiesa, ma ero pur sempre un uomo, e fra i Suoi discepoli
rappresentavo l'essere con tutti i propri difetti terreni... Tutti:
l'intero complesso umano con la totalità delle mancanze e delle varie
tentazioni. Lo negai... dubitai... [...]
... Ebbene, di me si valse per operare,
per servirsi di me quale base per la Sua Chiesa spirituale; di me,
che vivendo sulla terra, con le imperfezioni della terra, ne sono
pure l'emblema. Per questo divenni, e resto, la pietra fondamentale
della Sua Chiesa.
Su di me s'innalza la costruzione
materiale, fatta più per gli individui terrestri che per gli
spiriti, e su di me si lavora per la successiva Chiesa Mistica, per
quella di Colui che mai al Maestro mancò e che fu sempre
raffigurazione dello Spirito, del fratello mio nel Padre: Giovanni!
[...]
… La vostra corporeità è la base:
sono io; la vostra Scintilla è lo Spirito ed è Giovanni! Questa
similitudine vi dica che quando la Chiesa mia cederà il posto alla
Chiesa di Giovanni, la materia vostra lascerà il posto alla
Scintilla, allo spirito...
I cicli si compiono e i mutamenti si
approssimano...Fate in modo che l'ineluttabile attimo del vostro
"richiamo" vi trovi preparati!»