domenica 10 agosto 2025

Visione del NASTRO di VITA nelle NDE, al TRAPASSO e ...




Sebirblu, 8 agosto 2025

Con tutti gli incidenti mortali che stanno avvenendo in questi giorni sulle nostre autostrade, e non solo, è basilare che tali tragedie trovino gente preparata a qualsiasi evenienza al fine di attenuare, almeno un poco, lo strascico di dolore che ne segue, conoscendo meglio certe dinamiche nascoste, ma sostanziali.

Non importa quindi se questo articolo è un po' più lungo del solito, ma dal momento che prima o poi ci riguarderà tutti da vicino, vale proprio la pena di leggerlo...

Se ciò che accade al momento del trapasso è ancora sconosciuto ai più, le sempre più innumerevoli "esperienze di premorte" ‒ chiamate NDE (Near Death Experience) ‒ rendono testimonianze inconfutabili di cosa accade nel momento in cui un individuo, per un motivo qualsiasi, viene sbalzato fuori dal suo corpo fisico in via definitiva o temporanea (come nelle NDE) o lo deve lasciare per sopravvenuta malattia.

La tradizione spirituale di molti credo religiosi ha sempre insegnato che l'imminenza di un pericolo esistenziale per la vita dell'organismo e la relativa uscita da esso verso quello che comunemente viene detto "aldilà", comporta una visione personalissima della propria esistenza, vissuta "al di qua" in maniera positiva o altruista, oppure negativa pensando solo ai propri interessi egoistici.

Tale evento, che fa rivivere nel bene e nel male tutti gli atti da noi compiuti in seguito ad intenzioni più o meno buone, viene chiamato dalla Dottrina Cristiana "giudizio particolare", e si verifica mediante l'osservazione del proprio "nastro di vita". (Cfr. anche QUI).

Questo avverrà anche nel tempo ormai vicino del "Grande Avvertimento", annunciato non solo dalle veggenti di Garabandal e da altri mistici, ma pure e soprattutto da Maria Santissima ad Amsterdam, come Corredentrice di tutti i Popoli: ved. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI.

Ritornando al tema delle NDE, di cui Raymond Moody medico e psicologo americano (ved. QUI) fu il precursore nel 1975 con il suo best seller "La Vita oltre la vita", riporto il racconto di Dannion Brinkley ‒ poi incontratosi con lo stesso Moody e diventato suo amico.

Dannion, infatti, è una delle rarissime persone ad averne avute due. Non apparteneva alla categoria dei "bravi ragazzi", almeno fino a quando il fulmine lo colpì durante una telefonata, e gli cambiò l'esistenza.

Egli narrò con onestà chi era e cosa facesse, entrando anche in dettagli difficili da ammettere... Certamente non avrebbe mai pensato di trovarsi un giorno a parlare dell'aldilà...

Riguardo alle sue vicende di premorte, l'autrice dell'articolo si sofferma soprattutto sulla prima e, di questa, sulla parte concernente l'osservazione del suo ciclo vitale, affinché risulti chiaro quanto sia difficoltoso da rivivere, non tramite semplici e confusi flashback, ma interagendovi di persona. In più, ella espone per qual motivo la visione del "nastro di vita" abbia il potere di mettere in moto, per il futuro, radicali mutazioni comportamentali.



Dannion Brinkley: il coraggio di cambiare.

«Cinque minuti prima di "morire" udivo il rombo dei tuoni che annunciavano l'arrivo di un altro temporale... fuori dalla finestra scorgevo i fulmini che zigzagavano nel cielo... nel corso degli anni avevo sentito storie di gente colpita dai fulmini e ne ho sempre avuto paura.

Per questo, quella sera del 17 sett. 1975, volevo chiudere il prima possibile quella chiamata... Avevo venticinque anni ed ero tornato da un viaggio in Sud America solo per qualche giorno... lavoravo per il governo...

Possedevo un certo numero di abitazioni che affittavo; compravo, riparavo e vendevo macchine usate, davo una mano all'attività di famiglia e stavo anche fondando una società. Era proprio con uno dei miei partner che stavo parlando al telefono: "Tommy devo chiudere, mia mamma dice sempre di non stare al telefono quando c'è un temporale".

Ad un tratto avvertii come se un treno alla velocità della luce fosse venuto a sbattere contro il mio orecchio, fui scagliato per aria per poi finire sul letto... L'ultima cosa che vidi fu l'intonaco del soffitto, poi me ne andai da un'altra parte...

Mi ritrovai immerso in una grande pace e tranquillità. Era una sensazione che non avevo mai provato prima, né mai avrei riprovato dopo. In questo posto dove ero finito, che era una specie di atmosfera grigio-blu cercai di capire cosa mi fosse successo. Era cascato un aereo sulla casa? Eravamo sotto attacco nucleare? Non avevo idea di cosa fosse stato e non sapevo dov'ero. Cominciai a guardarmi intorno e vidi in basso, buttato sul letto il mio corpo, le scarpe fumavano e il telefono che tenevo ancora in mano, fuso...

"Devo essere morto"... pensai. Non provavo nulla, ero come uno spettatore dei miei ultimi momenti sulla Terra, come se guardassi un film alla televisione. Mi dispiaceva per mia moglie Sandy, sentivo il suo dolore e la sua paura, ma non provavo niente per quell'individuo steso sul letto. L'unico pensiero che mi venne in mente non fu certo dei più profondi: "Credevo di essere più bello!".

Per l'immediato restante tempo che ne seguì, Dannion disse di essere uscito e rientrato nel suo organismo più volte: "Il tentativo di rianimazione di Sandy doveva aver funzionato, perché ero di nuovo nel mio corpo, sopra di me la vedevo che mi premeva sul petto.... Non c'era un solo centimetro del mio fisico che non bruciasse terribilmente.

Cominciai a lamentarmi, ma solo perché non avevo la forza per urlare... Uscii di nuovo dal mio corpo, sentii arrivare l'ambulanza... da dove mi trovavo, vedevo bene la pioggia che mi bagnava la faccia mentre mi trasportavano fuori dalla casa. Sandy piangeva...

Guardai avanti e vidi aprirsi una buia galleria. Io non mi mossi, fu il "tunnel" ad avvicinarsi, si muoveva a spirale verso di me e poi attorno a me. Non vidi più nulla, non c'era Sandy che piangeva, non c'erano gli assistenti infermieri, nessuna concitata conversazione via radio con l'ospedale, solo quel lungo "corridoio" scuro che mi avvolgeva...

In fondo... nel buio c'era una luce ed io iniziai a muovermi in quella direzione ad una velocità elevata. La luce si fece sempre più splendente fino a prendere il posto dell'oscurità. Era la fonte più intensa che avessi mai vista, ma nonostante ciò non mi dava fastidio agli occhi. Osservai a destra, e vidi un'immagine argentea affiorare come una sagoma dalla nebbia.




Mentre si avvicinava iniziai a sentire un profondo senso di amore che racchiudeva in sé tutti i significati che questa parola può avere. Era come se stessi guardando la donna che amavo, mia madre o il migliore amico, il tutto moltiplicato per mille.

Mentre l'Essere della Luce si avvicinava, questi sentimenti d'amore si intensificarono fino a diventare quasi incontenibili... L'Essere di Luce si fermò proprio di fronte a me. Fissandolo potevo vedere prismi di colori, come se fosse composto da migliaia di minuscoli diamanti, ognuno dei quali emetteva i colori dell'arcobaleno...

Mi sentivo a mio agio in sua presenza, provavo una grande familiarità come se lui conoscesse ogni cosa di me, dal mio primo respiro all'istante in cui ero stato colpito dal fulmine... Guardando questo Essere ebbi la sensazione che nessuno potesse amarmi più di lui e, nel contempo, trasmettermi maggiore comprensione, empatia, sostegno, partecipazione incondizionata...

L'Essere di Luce mi avvolse e fu allora che iniziai a rivivere la mia intera esistenza, sentendo e vedendo ogni cosa che mi era successa. Fu come se una diga avesse ceduto ed ogni memoria immagazzinata ne fosse fuoriuscita."




Principiò così la visione panoramica della sua vita: "Dal momento in cui cominciò, sino alla fine, fui messo di fronte alla nauseante realtà di essere stato una persona sgradevole, egocentrica e meschina. La prima cosa che vidi fu la mia rabbiosa infanzia. Vidi me stesso infastidire gli altri bimbi, rubare le loro biciclette, o fare il bullo a scuola.

Una delle scene più vivide fu alle elementari mentre prendevo in giro un bambino, perché aveva un bozzo prominente sul collo. Anche gli altri compagni della classe lo facevano, ma io ero il peggiore. Al tempo pensavo che fosse divertente, ma ora mentre rivivevo la scena, mi ritrovai nel corpo di quel fanciullo ed ero io a provare il dolore che gli stavo causando.

La stessa prospettiva si ripropose per ogni episodio negativo della mia fanciullezza. Un numero piuttosto alto per la verità. Dalla quinta elementare fino all'ultimo anno delle superiori penso di avere fatto a pugni almeno seimila volte. Ed ora stavo rivivendo ognuno di questi scontri, ma con una differenza sostanziale: ero io quello che subiva. Non sentivo i pugni che avevo tirato, piuttosto l'angoscia e l'umiliazione del colpito...

La profondità emotiva che provai durante la visione della mia vita fu sbalorditiva. Non solo sentii i sentimenti che avevo provato io e la persona coinvolta nell'episodio, ma anche quelli degli Esseri sui quali tali fatti avevano avuto delle ricadute. Mi trovavo in una reazione a catena di emozioni, che mostrava quanto profondamente ci si influenza l'un l'altro."

Egli continuò narrando di aver rivisto gli anni trascorsi nell'esercito e il periodo in cui faceva parte di una squadra speciale che si occupava di osservare i movimenti delle truppe nemiche ed "eliminare" i loro capi militari. A questo proposito racconta di quando era stato inviato ad uccidere un colonnello che si trovava nella giungla con la sua truppa. Dalle fotografie aeree erano stati in grado di rintracciare il luogo in cui si nascondevano. Una volta raggiunto il posto, Dannion e quelli che erano con lui aspettarono il tempo giusto: "Quel momento arrivò il mattino dopo, quando la truppa si allineò per la rassegna quotidiana." 

Raccontò i dettagli piuttosto forti di quella uccisione e disse:

"Durante la panoramica della mia vita, sperimentai l'accaduto dalla prospettiva del colonnello. Non sentii il dolore che probabilmente lui sperimentò. Provai però la sua confusione nel sentirsi venir meno e la tristezza nel realizzare, una volta abbandonato il proprio corpo, che non sarebbe mai più tornato a casa. Poi, il resto delle reazioni a catena e il dispiacere dei suoi familiari quando vennero a sapere che sarebbero rimasti senza colui che provvedeva loro."

Aggiunse di aver contribuito alla morte di dozzine di persone e di quanto fosse stato difficile rivivere tutte quelle esperienze: "Allora pensavo che fosse giusto quello che stavo facendo. Uccidevo nel nome del patriottismo e questo smussava gli orrori che avevo commesso.

Tornato negli Stati Uniti dopo il servizio militare, avevo continuato a lavorare per il governo. Larga parte del mio lavoro consisteva nel trasporto di armamenti... Qualche volta venivo anche convocato per addestrare i soldati a diventare cecchini... Mi rividi mentre scaricavo le armi in un paese straniero. Il mio compito era semplicemente quello di trasferirle dall'aereo ad una zona di nostro interesse militare.

Una volta completato il passaggio, tornavo all'aereo e me ne andavo. Ma andarsene non risultò così semplice nella panoramica della mia vita. Restavo con le armi mentre venivano dapprima distribuite e poi utilizzate per uccidere sia persone innocenti che altre non proprio integre.

Fu orribile osservare il risultato della mia parte di lavoro. Il trasferimento delle armi in quell'area fu l'ultima missione in cui fui coinvolto prima di essere colpito dal fulmine. La panoramica della mia vita era terminata."




Ve l'ho narrata solo in parte, perché molto lunga e complessa, ma abbastanza, credo, per farvi un'idea di quanto possa essere stato difficile rivedere tutto: "Guardai l'Essere di Luce e provai un sentimento di profondo dispiacere e tanta vergogna. Mi aspettavo un rimprovero... di vedermi come anima subire una specie di scossone cosmico.

Cos'altro mi meritavo? E mentre guardavo l'Essere di Luce mi sentii come toccare e da quel tocco scaturì un amore che può essere paragonato solo alla comprensione incondizionata di un nonno per il nipote: "Ciò che sei, è la differenza che Dio fa", disse l'Essere: "e quella differenza è l'amore".

Non ci furono parole vere e proprie, questo pensiero mi fu comunicato tramite una sorta di telepatia. Ancora oggi non sono sicuro dell'esatto significato di questa frase enigmatica. Comunque questo fu quello che percepii."

Dannion fu trasportato in ospedale, i medici tentarono di rianimarlo, ma senza successo. Fu dichiarato ufficialmente morto, lo coprirono con un lenzuolo e chiamarono gli addetti al trasporto della salma all'obitorio.

Ovviamente, lui non s'accorse di nulla di tutto ciò: "Fissavo lo splendido Essere di Luce davanti a me. Era come una figura adamantina che emetteva una radiosità risanatrice d'Amore...

Malgrado la vita che avevo appena rivissuta, questo Essere, anziché emettere un giudizio duro, lasciava che fossi io a sentire il dolore provocato agli altri. Da lui irraggiava un Amore che mi avvolgeva senza che mi fosse domandato nulla in cambio... Cominciammo a sollevarci come un aereo che decolla dolcemente; intorno c'era una foschia scintillante, fresca e densa come la nebbia sull'oceano.

Vedevo, fiumi, ruscelli e laghi fatti di energia che emanavano bagliori come quelli riflessi da un prisma... Le montagne erano armoniose, con la punta arrotondata, su di esse rilucevano fonti di luce. Sembravano case dove qualcuno aveva acceso lampade al tramonto, ma come ci avvicinavamo anche quei chiarori divenivano sempre più brillanti.

Davanti a me apparvero città di cristallo di una bellezza indescrivibile, da lasciare senza fiato. Ci dirigemmo verso di esse... Entrammo in una città dove c'erano strutture che apparivano come cattedrali gotiche, fatte interamente di una sostanza cristallina che brillava intensamente dall'interno... Le mura erano costituite da grossi mattoni di vetro anch'essi rilucenti dal di dentro.

Tali edificazioni non sembravano appartenere a nessuna religione in particolare. Erano  monumenti  della gloria  di Dio... Ho  guardato  l'Essere di Luce e  ho  pensato: "È questo il Paradiso?" Non ho avuto risposta alcuna."

Anche la coscienza di trovarsi in un luogo, la cui caratteristica principale è quella di entrare in una maggiore consapevolezza, accomuna tantissime NDE. A questo proposito abbiamo detto che sono tanti coloro che tornano indietro con cognizioni e abilità che prima non avevano, lo stesso Dannion, come vedremo tra poco:

"Sentivo di trovarmi in un posto in cui mi sarei immerso in una nuova conoscenza, impartita in un modo che nessuno mi avrebbe mai elargito prima. Avrei potuto chiedere qualsiasi cosa e avere subito la replica. Era come se fossi una goccia d'acqua immersa nell'oceano del sapere o un fascio di raggi luminosi coscienti di cosa sia tutta la Luce..."


Gilbert Williams

Poi lo scenario cambiò: "Sotto di me c'era una lettiga con sopra un corpo rivestito da un lenzuolo. Udii un ascensore che si apriva e vidi due persone uscirne e andare verso quello che capivo essere un defunto. I due stavano chiacchierando, uno fumava, sentivo che erano venuti per portare via quella salma all'obitorio... Fu allora che compresi che ero io quel "morto", ma fu anche il momento in cui mi ritrovai nel mio organismo fisico... 

Il ritorno significò sperimentare di nuovo tutto il dolore che avevo provato prima. Mi sentivo bruciare dappertutto, la lingua era talmente gonfia che mi riempiva tutto il palato. Non potevo muovermi... feci l'unica cosa che potevo in quel momento, soffiai sotto il lenzuolo." (Cfr. QUI; ndr). 

Nel frattempo era giunto in ospedale l'amico con cui Dannion parlava al telefono, quando  era stato colpito dal fulmine,  si accorse  che  respirava  e subito  esclamò: "È vivo!" Tolse il lenzuolo che gli copriva il volto e vide che aveva gli occhi aperti. Così, fu riportato di corsa nel reparto di emergenza e di nuovo ricominciarono le procedure di rianimazione:

"Mentre succedeva tutto questo io avevo un unico desiderio: ritornare là, da dove ero venuto. Ma non potevo tornare indietro. Ero lì per restare. Cominciai ad essere sempre più presente, non vedevo bene e le forti luci sopra la mia testa mi facevano male agli occhi. Urlai perché le spegnessero."

Per i giorni che seguirono egli rimase paralizzato, poi iniziò a muovere una mano. I medici non nutrivano però molte speranze e consigliarono ai familiari di riportarlo a casa, per farlo morire in pace. Ma a dispetto di tutte le previsioni, egli non morì e anzi cominciò a stare meglio.

Le conseguenze dell'incidente non furono soltanto quelle sulla salute: "Alla fine dell'anno ero in bancarotta. Tra la mancanza di guadagni e i conti dell'ospedale avevo un debito di 100.000 dollari che aumentava ogni giorno di più. Per pagare dovetti vendere tutto quello che avevo, comprese le mie attività."

Aveva seri problemi di vista, poteva camminare poco e malamente. Disse pure che probabilmente veniva scambiato per un fanatico religioso, visto che parlava di esseri spirituali, di una città di luce, di visioni del futuro e che, forse, se ne sarebbe convinto anche lui di essere matto se un giorno non avesse letto: "Un articolo che cambiò la mia vita."

Il pezzo era breve: "Il dottor Raymond Moody terrà una conferenza all'Università della South Carolina sul tema: «Cosa accade alle persone dichiarate morte, ma che sono sopravvissute». "Per la prima volta da quando ero stato colpito dal fulmine, capii che non ero solo, che altre persone erano state in quel tunnel e avevano visto quegli Esseri di Luce. E finalmente aveva anche un nome ciò che mi era successo, era stata una 'near death experience'."

Si recò quindi alla conferenza. Alla fine del suo discorso Moody chiese se c'era in sala qualcuno che avesse avuto un'esperienza simile a quelle che lui aveva descritto e Dannion alzò la mano:

"A me è accaduto qualcosa del genere... sono stato colpito da un fulmine". Moody domandò se si sarebbe prestato per un'intervista: "Certo, gli risposi, almeno avrò qualcuno con cui parlare che non scappi."


Raymond A. Moody (classe 1944)  

Il "sopravvissuto" si rimise in piedi, anche dal punto di vista economico. Cominciò ad interessarsi di elettronica; edificò un'impresa che produceva soppressori di sovratensione, per fare in modo d'impedire che i picchi di potenza distruggessero le apparecchiature domestiche: "Come potete immaginare ero il venditore perfetto per questo prodotto!"

Riprese a lavorare anche per il governo, fabbricava e installava dispositivi "anti-cimici" negli edifici statali, per impedire le intercettazioni. Infine aveva progettato un congegno anch'esso elettronico da usare sugli scafi delle navi, al posto delle vernici tossiche, per tenere lontani i piccoli crostacei.

A tutto questo si univano altre attività: "Lavoravo anche con i non udenti. Avevo apportato modifiche ad un pezzo di apparecchiatura chiamato "trasduttore audio" per convertire il linguaggio in vibrazioni...

Cominciai anche a fare volontariato in un "hospice", andavo a visitare i pazienti e raccontavo loro la mia storia. Molti non avevano mai sentito parlare di esperienze di pre-morte ed essendo anche loro vicini alla stessa, ascoltavano con interesse." [...]  

Nel maggio del 1989 mentre era in viaggio di lavoro cominciò a stare male. Pensò di avere la polmonite e si rivolse al pronto soccorso dell'ospedale più vicino. Il medico che lo visitò, confermò il suo pensiero, ma aggiunse che il problema più urgente era di intervenire sul cuore, perché rischiava di andare da un momento all'altro in arresto cardiaco.

Il fulmine gli aveva causato una perdita della funzione cardiaca di circa il 50% ed ora la situazione era ulteriormente peggiorata. Dannion si rifiutò. Disse ai medici, ai parenti e a chiunque glielo chiedesse che mai e poi mai si sarebbe sottoposto ad un altro intervento chirurgico.

Ma se lui non demordeva, neanche loro, e per convincerlo ad accettare l'operazione chiamarono l'unico che fu in grado di farlo: Raymond Moody:

 ‒ «Non hai una bella cera» ‒ "Mi disse, quando entrò nella stanza con il suo solito modo di fare gentile".

 ‒ «Perché non lasci che i medici ti rimettano a posto?» ‒ "Non voglio essere messo a posto, voglio morire..."
 
‒ «Perché? Non hai paura?» ‒ "Perché vivere sulla Terra è come essere costretti ad andare al campo estivo. Odi tutti, e ti manca la tua mamma. Moody, sto andando a casa"...
 
‒ «Fallo per me, rimani per me. Ho bisogno del tuo aiuto». "Moody aveva  il suo bel sorriso  pieno di comprensione e un tono  quasi di supplica.

Mi fece sentire non solo voluto, ma necessario: ‒ "Ok, dammi quei fogli" ‒ "Appena firmai si misero tutti in moto, qualcuno mi inserì un tubo nel collo, un altro in una gamba. Poi il buio e la lunga galleria si aprì di nuovo."




Dannion anche nella seconda NDE rivide la sua vita: "Alla fine del tunnel fui accolto di nuovo dall'Essere di Luce. Lo stesso della prima volta. La gente mi chiede spesso se avesse una faccia, ma io non vidi nessun volto, solo una brillante incandescenza spirituale che era lì per me e sapeva dove dovevamo andare.

Mi attirò a sé e si spalancò, come un angelo che allunga e distende le sue ali. Fui inghiottito da quelle ali lucenti e ricominciai a vedere la mia vita. I primi venticinque anni erano esattamente i medesimi che avevo osservato la prima volta e rivederli fu nuovamente difficile e doloroso... ma gli altri quattordici, quelli che erano passati dalla mia prima esperienza, erano tutt'altra cosa.

Ero un uomo completamente diverso. Mentre mi trovavo in quel bozzolo di luce, uno dopo l'altro gli eventi sia grandi che piccoli venivano fuori e in quel secondo frangente osservai anche il bene che avevo fatto.

Mi guardavo, volontario all'hospice, eseguire anche i più piccoli ed umili compiti, come aiutare qualcuno ad alzarsi in piedi,  pettinargli i capelli,  tagliare le unghie dei piedi, o cambiargli i pannoloni. Rivissi il momento in cui stavo dando una mano agli infermieri per una donna molto anziana. Era da tempo allettata e non si muoveva quasi più.

La presi in braccio come fosse una bambina, pesava non più di 40 chili e, mentre le cambiavano le lenzuola, la portai in giro tenendola fra le braccia. Prima di andarmene mi ringraziò infinite volte, commuovendosi. Ora mentre rivivevo quell’evento sentivo fino in fondo tutta la sua gratitudine.

Rivissi anche quell'episodio in cui a New York avevo scorto un gruppetto di donne senza fissa dimora rovistare in un cestino dei rifiuti e le avevo invitate a cena in un ristorante cinese. Percepivo il loro sospetto iniziale su chi fossi e cosa volessi da loro, ma poi, quando ci servirono e cominciammo a mangiare le vidi contente di essere state trattate con umanità."

E concluse: "Quando le persone mi chiedono cosa si prova a rivivere una buona vita nell'abbraccio degli Esseri di Luce dico loro che è come una grande esplosione di fuochi d'artificio." »




È come guardarsi allo specchio...

È in questo oceano d'Amore e di accettazione assoluta che per molti inizia la visione panoramica della propria esistenza: "Fu allora che la mia vita cominciò a passarmi davanti. Ogni evento, ogni emozione, come tutto aveva influito in me, come io avevo influito sugli altri."

La sensazione più comunemente descritta è quella di vedersi come di fronte ad uno specchio, senza più veli, senza più scuse, senza auto-giustificazioni. Con accanto e a protezione qualcuno che ti ama, ma che tuttavia non può impedirti di prendere coscienza di ciò che hai fatto di te stesso:

"Rividi ogni singolo attimo in quello che era una specie di film 3-D. Ogni dettaglio tutto in un istante. E capisci che ciascuna cosa che fai nella vita è registrata (cfr. QUI e QUI; ndr) e anche se al momento non ci fai caso, non gli dai peso, poi torna."

"Ti viene mostrata la tua vita e tu ne sei il giudice. Sei tu (come Scintilla divina; ndr) che ti stai giudicando. Sei in grado di perdonare te stesso per non aver fatto le cose che avresti dovuto fare, o aver fatto quelle che invece non avresti dovuto?" (In buona sostanza si tratta delle omissioni e del male compiuto; ndr).

È come se quella Luce ti dicesse: "Ecco questo sei tu!" E rivedendo te stesso, rivivi anche la gioia delle persone a cui hai fatto del bene, ma anche il dolore di coloro a cui hai fatto del male. Il loro dolore diventa il tuo. Come se tu facendo del male, lo avessi fatto a te medesimo:

"Non solo riprovavo quello che io avevo vissuto e sentito, ma quello delle persone con cui avevo interagito. Niente fu lasciato fuori, nessun pensiero, nessuna parola, nessun errore, nessun incidente."

"Non c'era nulla di nascosto, i tempi belli e quelli brutti, avevo la chiara conoscenza di tutto quello che era successo nella mia vita, anche le cose più piccole che avevo dimenticato da tempo." 

"Capii che tutti veniamo su questa Terra per realizzare qualcosa e per imparare. Per condividere di più, per amare di più."

Si apprende pure che sia il bene che il male hanno vita lunga, non finiscono nel momento esatto in cui avvengono, ma si propagano come i cerchi concentrici causati dal sasso gettato nell'acqua. (È la Legge di Causa ed Effetto che regge l'universo, chiamata in Oriente "karma"; ndr).

Un gesto d'amore provoca altri gesti d'amore, come pure l'odio genera odio: "Non era una revisione, io rivivevo tutto, ogni cosa fatta, pensata, sentita. E non solo questo, ma anche l'esito che aveva avuto sugli altri, persino su chi non avevo conosciuto di persona, ma che era entrato in un qualche modo in contatto con me, o con ciò che avevo compiuto."

"Vidi come il male si era riprodotto in male, e il bene in altrettanto bene, in una catena infinita da vittima a vittima, o da beneficiario a beneficiario, proprio come in un domino."

Faccio qui un'annotazione sul concetto di tempo nelle NDE. Spesso chi racconta di aver rivisto la propria vita fin dall'inizio e in tutti i dettagli, dice che è avvenuto in ordine cronologico e allo stesso tempo simultaneo. 

La percezione del tempo è sicuramente diversa dalla nostra: "Potrei dire che la mia esperienza sia durata un secondo o 10.000 anni, onestamente non fa nessuna differenza. Mi è sembrato di rivivere una moltitudine di cose in un brevissimo lasso di tempo terreno." 

"Da Spirito avevo viaggiato fino a non saperne più nulla della cognizione-tempo come la conosciamo qui sulla Terra."




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte da QUI (testo leggibile e scaricabile).
 

mercoledì 6 agosto 2025

Trasfigurazione umana e GIUSTIZIA divina IMMINENTI...

 
"I 4 angoli (o Angeli) vi faranno da Ponte"...

Sebirblu, 6 agosto 2025

Vista l'ampia risonanza che, stranamente, hanno avuto i messaggi di JNSR in ambito cattolico (ved. QUI), ne ripropongo due molto significativi: il primo coincide proprio con la Trasfigurazione di Nostro Signore che si celebra oggi 6 agosto, ma si riferisce in senso lato all'imminente "trasfigurazione" dell'umanità in un Mondo nuovo.

Il secondo riguarda invece l'esortazione a persistere nella speranza della Giustizia che ineluttabilmente viene "richiamata" dal comportamento vessatorio dei governi del pianeta verso i propri cittadini, destinati tutti ad essere sacrificati sull'altare di Lucifero.

Per poter far valere i propri diritti agli occhi di Dio, è necessario però farsi degni della Sua Giustizia, e il dolce "richiamo" proveniente da Lui verso i Suoi "figli"si fa sempre più pressante ed urgente, in base al "Grande Inganno" a cui sono sottoposti in questo momento.

Chi ha orecchi per udire oda! È necessario ormai procedere decisi, guardando solo avanti, senza farsi irretire ed affascinare dal "canto delle sirene" che, specialmente adesso, si fa molto più insidioso per attrarre nei gorghi infernali il maggior numero possibile di anime.


Trasfigurazione del Cristo in un'icona ortodossa. Cfr. QUI, con una mia intuizione su Medjugorje.

Nella nuova Trasfigurazione
Gesù:

Venite a Me, piccoli figli. Il Sole scende in fretta e comincia a farsi tardi. Tutto dorme in questo momento. Noi stiamo per andare incontro al Nuovo Giorno.

Domani saremo già arrivati per vedere apparire la Luce novella: è un Sole che vedremo luminoso come non mai. È il Giorno Nuovo... sta per apparire in un chiarore mai esistito, così bello, così luminoso... che inonda tutta la Terra.

Venite, piccoli figli, stiamo per salire sulla collina per vedere spuntare la Luce che non avrà fine. Sappiate che da molto tempo aspetto di mostrarvi questo Giorno di Gloria meraviglioso nel quale mai più ci separeremo, perché sarete uno con Me per sempre; nessuno vi allontanerà dal Mio Sacro Cuore, perché penetrerete in Esso, senza che ve lo si comandi.

Attirati da questo Cuore che vi ama con tutta la Sua Forza,

non avrete alcuna volontà di uscirne.

Sono belli i Testimoni del Mio Amore Misericordioso!

Una Luce è giunta a loro per guidarli.  Ha brillato in essi,  ed hanno camminato  verso il  Giorno Nuovo  senza rischio di perdersi.  Hanno proseguito e perseverato guidati da questa Fiamma che non si estingue e che splende in ciascuno come un roveto ardente, illuminando i cuori e le anime di quanti Mi hanno scelto.

Hanno camminato guidati pure dal Vento dolce e riposante come una carezza, che sussurrava loro dove poggiare i piedi per non cadere, per non farsi male perché man mano acceleravano la propria marcia.

Essi attendevano da lunghissimo tempo questa Grazia interiore che avrebbe loro annunciato in quale modo fosse in procinto di agire per farne degli uomini nuovi, nei quali si sarebbe impressa per sempre la Volontà santissima di Dio.

La Grazia dell'Eterno era in loro!

Non potevano inventare questa Forza, diventata una Guida e un sostegno per andare fino in fondo al Cammino. Hanno seguito la strada che già cominciava nel loro cuore. Attendevano la Fiamma che doveva scaturire dal fondo dell'anima tutta rivolta a Dio. E poi eccoli: tutto Fuoco, tutta Luce: ognuno di essi è un uomo nuovo.

Questi è un nuovo Essere, è l'Uomo appena nato in ognuno. Egli attendeva questo Giorno per sorgere ad una Esistenza Nuova, quando un canto d'Amore lo avrebbe accompagnato per farlo ancora più bello, più perfetto, più armonioso.

Era il canto degli Angeli, che si univano agli uomini per aiutarli a nascere da loro stessi. Per ciascuno la Vita era così diversa, così piena di significato che ogni Uomo si era messo a cantare con il coro degli Angeli una lode meravigliosa al Dio Creatore.




Si osservava sul volto di quelle creature una gioia che non si poteva paragonare a nessun'altra vissuta sulla Terra, pur nondimeno, erano ancora tutti su di essa ma vivevano un'altra Vita. Si guardavano meravigliati...

Avevano trovato ciò che ciascuno tutti avevano cercato per così lunghi giorni senza mai percepire il minimo aspetto di questa metamorfosi: era il Giorno Nuovo. (Varie importanti analogie con un altro messaggio QUI; ndr).

La notte era finita. Essi sapevano che non sarebbe ritornata più, perché tutto era cambiato in loro ed ogni cosa intorno assomigliava a cristallo trasparente: scorgevano tutto in profondità.

Si comprendevano prima ancora di parlarsi e non avevano mai conosciuto una simile sintonia nelle parole, nelle frasi tanto pure e belle, perché l'Amore le accompagnava, come ovunque d'altronde in questa Nuova Vita.

Si vedevano così belli, di una bellezza tersa, senza artificio. Non era più fittizia: era viva, pulsante, perché ogni aspetto del novello scenario vibrava nella Luce e nella Gioia di Dio. Non c'erano più odio, né invidia, né orgoglio: ogni Male era scomparso.

La Terra era accogliente: non c'erano più brutture, né corruzione. Tutto era cambiato in bene e in buono. Ogni essere aveva rifiutato l'uomo vecchio dando origine all'uomo nuovo. Quello che sonnecchiava nel vecchio non pensava che a mangiare per vivere, a vivere per mangiare e ad uccidere per difendersi.

L'uomo nuovo vive per rendere Gloria a Dio. La Luce generosa lo aveva trasformato fino a togliergli l'ultimo strato di "pelle secca" senza vita che lo avvolgeva come un grande ustionato dal Male.

Egli era divenuto come una torcia accesa da un Fuoco che non si consumava. Era diventato Egli stesso Luce vivente che chiedeva di unirsi alla Grande Luce che lo permeava fino a stringerlo a Sé per farne un unico Fuoco d'Amore. Penetrando in Esso, l'uomo era in Dio: era Luce vivente nella Luce.

Gli uomini sapevano di vivere una vita nuova. Vivevano nella Vita che non finisce: erano Vita loro stessi. "Chi sei tu, uomo, perché tu sia tanto amato fino ad essere uno con il tuo Dio?". Dio Onnipotente gli dirà: "Guardati in Me. Cosa vedi?". E l'uomo risponderà: "Mio Signore e mio Dio, non vedo che Te".

Vedi, uomo, dove volevo condurti: a vederti in Me, come oggi Io Mi vedo in te, perché ti ho creato a Mia Immagine. Tu non Mi avverserai più, perché ritorni da dove sei partito un giorno lontano, per effettuare un lungo pellegrinaggio. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Spesso Ti sei allontanato dalla Mia Via santa e perfetta. Oggi sai a quale prezzo Dio ha pagato il tuo smarrimento. Tu ora rientri alla Casa del Padre. Senti da te stesso questa felicità. (Cfr. QUI; ndr).




Il Padre Eterno ha donato all'uomo altrettanto Amore come al Suo Unico Figlio, ma il Figlio Prediletto del Padre non è mai venuto meno alla Sua Promessa, neanche per un attimo. Egli non ha mai deluso l'Amore che il Padre suo Gli portava.

Dopo il vostro lungo esilio, l'Amore vi attendeva sulla soglia della Casa Paterna, per condividere con la Santissima Trinità l'Amore trionfante con voi tutti, figli di Dio.

Il Giorno che sta per giungere è senza pari, così come vi ho appena descritto. La Luce inonderà dal più piccolo al più grande pertugio. La Gloria di Dio è quella che videro gli Apostoli prediletti: Pietro, Giacomo e Giovanni, sul monte Tabor.

È la Mia santa Trasfigurazione.

D'ora in poi vedrete la Mia Santa Gloria da un punto all'altro della Terra, poiché è giunto il giorno, in cui il Cielo e la Terra sono pieni della Mia Gloria.

La Trasfigurazione futura sarà quella del Mondo intero rientrato nella Gloria di Dio, davanti al suo Dio di Gloria e Maestà.

Sì, Io sono Fuoco incandescente d'Amore Purificatore e farò di voi, figli Miei, dei figli della Luce, dei figli del Padre vostro dei Cieli, fratelli dell'amato Figlio Mio Unigenito, in cui ho riposto tutto il Mio Amore.

La Mia tunica è bianca e luminosa perché tutto il Mio Corpo è Luce.

Con voi, Miei prediletti, Io attendo questo grande Giorno in cui la Terra intera,
con tutti i Miei figli,

rientrerà nella Santissima Gloria del Padre del Figlio e dello Spirito Santo,
nella Nuova Trasfigurazione dei figli della Luce in una Nuova Terra e in Cieli Nuovi.
Dio è Luce.

Io vengo nella Mia Santa Gloria
 a trasfigurare il Mondo e ad inondarlo della Mia Luce.

Amen

+ + +

Walter Rane

Il Sole di Giustizia

Gesù:

Io parlo per coloro che hanno bisogno più che mai di ascoltarMi.

Parlo per tutti quelli del vostro tempo. Coloro che vivevano nell'antico passato Mi ascoltavano; essi benedicevano la Mia Parola, soprattutto quando era accompagnata dai Miei Miracoli. Essi vedevano e credevano. Beati voi che credete senza vedere!

Oggi continuo ancora a parlare, in un altro modo. La moltitudine non Mi vede, ma i miracoli di Dio esistono sempre, anche se non sono così visibili come un tempo. Ma voi credete sempre meno nel vostro Dio d'Amore e di Perdono. Oggi se l'anziano, dormendo, Mi vede in sogno e ne parla, lo si contesta e si rifiutano le Mie apparizioni.

E tuttavia oggi ancora Io sono venuto a tendervi la Mia mano e a salvarvi. E colui che oggi diffonde la Mia Parola di Vita, che Io gli dono per tutti, non è accolto come messaggero di Dio, ma come un fenomeno interessante, gradevole da vedere e da sentire, finché non passa al vaglio degli increduli e dei sapienti...

Così non resterà più che un piccolo numero, che continuerà a credere che Io parlo al Mondo attraverso queste Voci della terra, che si aprono al Mio richiamo per avallare la Parola di Verità. Io la depongo nel loro cuore. Essi ve la trasmettono nei vostri cuori, se essi acconsentono ad accoglierla. Ve la danno senza trasformarla, così bella come essi la intendono.

Io chiamo i Miei Figli Messaggeri della Mia Parola, con il nome che solo il Mio Santo Cuore ha voluto dar loro. Essi stessi vengono a Me, sentendo nell'anima il loro nome che non ha alcuna corrispondenza umana. A loro è impossibile descrivere questo appello cosi com'è in tutta la sua bellezza.

Essi non lo possono,  perché  è  il nome* che  Dio custodisce gelosamente  in ciascuno di loro, nelle profondità della singola anima. Soltanto il sussulto di esultanza, che si impadronisce di tutto il loro Spirito, li avverte di venire ad ascoltarMi, sia per scrivere il Mio messaggio, sia per mettersi in cammino per Me, dove Io li chiamo.

* Un nome nuovo che nessuno conosce... (Apocalisse 2,17).

Solamente lo Spirito conosce il nome che do a ciascuno dei Miei messaggeri e la loro anima, fedele a Dio, Mi ha fatto la promessa di non rivelare ancora questo nome ai figli Miei obbedienti.

Vedete da voi quanto Dio conosce i Suoi! Voi stessi non vi conoscete completamente. Solo Dio vi conosce. Poco a poco apprenderete altre meraviglie dell'intima vostra unione con il vostro Dio d'Amore. 

Ecco il Tempo, in cui Egli vi riunisce attorno a Lui, in questo Mondo che non è ancora cambiato, per istruirvi come autentici scolari, che devono superare un concorso richiedente loro molta attenzione, molte ore di studio al fine di essere "super-pronti" per il giorno dell'esame.

È il concorso di entrata nel Regno

della Conoscenza Divina.

Harry Anderson

Così, giorno dopo giorno, Io vengo ad istruirvi. Userò anche i secondi che voi Mi concedete, cioè i brevi istanti, in cui non siete assorbiti dalle cose della terra. Vengo a istruirvi di giorno come di notte.

Tenete le vostre anime lontane dalle cose terrene, da tutte le vane preoccupazioni; addormentandovi, rifiutate tutti i vostri attaccamenti alla terra. Pregate, uniti al Cielo, fino a quando sopraggiunge il sonno: in quel momento Io intervengo con la Mia istruzione divina.

Io preparo ciascuno di voi a quest’esame che assomiglia ad un concorso per entrare in una classe superiore. Sì, è per l'entrata al Dominio magnifico della Mia Santissima Conoscenza, tre volte Santa. Voi non potete comprendere in un attimo il programma intero, ma apprendete a poco a poco, giorno dopo giorno.

Siate scolari attenti! Venite prima a conoscere il Maestro, venite a Lui. È necessario fare silenzio, quando Egli parla. Bisogna essere molto attenti alla Sua Parola. La Sua Voce diviene l'amica del vostro ascolto.

Solo il Vero Maestro sa interessare l'udito dell'anima che riceverà il Suo messaggio d'Amore. Ella, così unita al Suo divin Maestro, penetrerà nella propria Conoscenza e, fattasi attenta, progredirà facilmente con dolcezza. 

Ecco che oggi il Mio Santo Cuore istruisce ognuno di voi allo stesso tempo, fin da questa Terra, se voi Mi amate e seguite i Miei passi.

Non cercate di superare il Maestro, vi perdereste! Dio aprirà le vostre anime sempre più per donarsi più intensamente.

Il Padre giudica, il Figlio approva e lo Spirito d'Amore viene senza restrizioni appena un figlio è scelto da Dio. Questo figlio viene a ricevere i doni dello Spirito Santo per servire l'Altissimo con tutto il cuore, fin da quaggiù.

Colui dunque che dice SÌ a Dio riceverà tanti meriti, tante Grazie, che non potrà più guardare indietro. Non potrà più ritornare a ciò che ha fatto la delizia del suo corpo, dei suoi sensi su questa terra.

Persino il suo pensiero non gli apparterrà più. Rientrato nel pensiero dell'Eterno, egli avrà dato tutto a Lui, apparterrà completamente al Divino Genitore, come il Figlio Unigenito che si è interamente dato al Padre e a tutti i Suoi fratelli in Dio.



L'Eterno Padre:

Allora lo sguardo si attarderà su questo figlio per contemplarlo, perché Io vedrò in lui il Figliol Mio Unigenito. In lui, in questa piccola particella dell'Umanità, vedrò il Mondo Nuovo, la Nuova Terra con i suoi Cieli tersi: il Mondo novello che viene, perché i Miei diletti figli saranno arrivati a quella perfezione divina per vivere la Vera Vita in Dio.

Divenendo migliori, amandoMi con tutto il cuore e amando i fratelli come voi stessi, vivrete la Mia Pace.

Io, il Padre, vi ho dato il Figlio Mio, ma voi non l'avete né ascoltato, né seguito. Vi ho dato la Figlia Mia MARIA, la più Santa fra tutte le Sante (cfr. QUI, il suo Segreto; ndr), per imparare ad amare la Santissima Trinità, e voi continuate a non capire fin dove arriva il Mio Amore di Padre!...

Dunque, affinché il Regno del Figlio Mio venga su questa Terra divenuta ingrata ed apostata rinnegando Dio, uccidendo la Fede dei piccoli, non riconoscendo la Mano divina in tutte le Sue Opere, bestemmiando la Santa Legge, disprezzando i Suoi Santi Comandamenti, ponendo l'Uomo sullo stesso Trono dell'Eterno per il potere del denaro (a nessun re della terra è lecito usurpare la Sua Potenza e la Sua Gloria), il più grande sulla Terra piegherà le ginocchia davanti al Cristo Signore.

Dal momento che non avete voluto capire, né dal Figlio Mio, né dalla Sua Santa Madre, né dalle Mie molte Voci sulla Terra, né dai Miei Segni dati oggi a profusione dappertutto, manderò presto questo Fuoco Purificatore che si riverserà ovunque.

Ognuno di voi riceverà questo Fuoco (la Nuova Pentecoste; ved. QUIQUI e QUI; ndr) che diverrà Luce o brace incandescente e questo Fuoco Purificatore consumerà tutto quello che non è di Dio, o guarirà perfino il più piccolo difetto di coloro che appartengono all'Eterno.

In seguito la Terra profumerà. La sua fragranza pura raggiungerà i Cieli, perché lo Spirito di Santità avrà riempito tutti gli spazi, anche i più piccoli e i più ignorati, del Profumo Santo di Dio.

L'Altissimo non dimenticherà né il figlio pentito, né il malvagio rinsavito. Starò alla Porta del Regno per accogliere il Figliol Prodigo, perché so chi è divenuto Amore, e lo prenderò tra le Mie braccia. Io Sono il Padre della Moltitudine. E

Sì, viene il Signore con la Sua Giustizia misericordiosa.

Egli viene a governare il Mondo.

Ed ecco che si leva già, al di sopra dei monti,

il Sole di Giustizia.

Amen

+ + +


E a proposito di "fragranza", in quest'occasione detta "cristica", riporto la magistrale catechesi di don Alessandro M. Minutella, trasmessa proprio questa mattina a "Santi e Caffè".




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Messaggi tratti dal 3° e 4° vol. di: "Testimoni della Croce" di JNSR - Ed. Segno.

domenica 3 agosto 2025

La malapianta dell'Ipocrisia infesta l'animo umano!

 


Sebirblu, 1 agosto 2025

Ecco un ammaestramento davvero basilare che numerosi ricercatori del VERO non mancheranno di leggere e di trasmettere ad altri per il loro bene, in questi tempi in cui, soprattutto l'ipocrisia, fa bella mostra di sé principalmente nella politica, suo abituale e indiscusso domicilio.

Ma quest'erba velenosa e subdola, resa nobile dal termine "diplomazia", non alligna unicamente fra gli uomini di governo ma imperversa e contamina, uccidendola spiritualmente, tutta la società, a partire  dall'ambito ecclesiastico (ved. QUI), fino alle istituzioni che dovrebbero dare, per prime, un esempio di trasparenza assoluta, se non altro per salvaguardare la propria credibilità di fronte all'elettorato.

(Cfr. anche QUI, QUI, QUI, QUI e QUI le altre passioni o vizi che affliggono l'umanità e come emendarle.

Spesso nei miei post ho menzionato l'importanza della misconosciuta «ultrafanìa» (ved. QUI, QUI, QUI e QUI), che significa "luce dall'oltre", costituita da emanazioni di pensiero elevatissime provenienti dall'Infinito, chiamate "nouri", captate dalla ghiandola pineale (ved. QUI e QUI) di uno "strumento" umano idoneo, poiché si tratta di frequenze vibrazionali molto alte non recepibili da tutti.

L'insegnamento giunto dal Cielo da un Entità che non ha mai rivestito corpo fisico è di una potenzialità assoluta, come tutte le trasmissioni ultrafaniche d'altronde (ved. QUI, QUI, QUI, QUIQUI e QUI), ma ho dovuto abbreviarlo perché alcune sue parti riguardano soltanto gli astanti di quell'epoca, già adusi all'opera di divulgazione cristica, e che necessitavano di parole più specifiche.



L'Ipocrisia

Dice l'Entele Maestro (per l'accezione del termine, ved. al post scriptum QUI):

«Vi ho parlato più volte di Giuda. Avete esaminato il movimento "colpa" di questo compartecipe del movimento cristico? Qual è la colpa di costui? L'ipocrisia. È questo il punto scottante del vostro vivere, è l'ombra che vi oscura, è la scoria profondamente radicata in voi che non tentate di eliminare, ma che lasciate accovacciata, pronta a rizzarsi, a ghermire, a colpire, a distruggere.

Le espressioni dell'ipocrisia sono infinite: essa è la radice del Male, da essa scaturisce ogni colpa.

Il movimento evolutivo abbraccia lo scibile fino all'atomo di materia che voi definite "bruta” e ritenete "inanimata". Anche l'atomo, anime care, ha subito e subisce senza soluzione di continuità un processo di metamorfosi, processo che a voi sfugge perché lento e che potete scorgere unicamente attraverso la storia.

La variazione, il cambiamento della forma e della sostanza è soltanto il mutamento atomico. Se la manifestazione primaria potenziale subisce questo iter, perché non dovreste subirlo voi che vi trovate nel complesso dell'energia condensata?

L'atomo si evolve per legge divina. Voi pure dovete evolvervi per volontà superiore sì, ma anche per vostra stessa capacità intrinseca; non potete sfuggire a quest'opera di perfezionamento, però la rallentate.

Col mutare della forma ritenete forse di cambiare la psiche? No, questa rimane fiamma purissima, conscia della colpa, volitiva, audace, portante l'eterna trina impronta (ved. QUI); è la materia (il corpo fisico) che avviluppandola costringe la psiche a sostenere un palpito involutivo.

La prima esternazione dell'ipocrisia è il "giudizio', cioè quel movimento che è unica prerogativa dell'Eterno. Nessuno nell'infinito dei Cieli e nel finito deve giudicare, perché anche alle Pure Intelligenze, agli Angeli dell'Eccelso sfugge un quid che è giudicabile unicamente dal Divino Genitore.


Egli solo può immedesimarsi nella "struttura" che vi ha donato. Voi, invece giudicate ininterrottamente e siete intransigenti! Voi, cui giunse la Luce, dono supremo, voi pure non sapete sottrarvi al morso del giudizio e, una volta sentenziato, condannate inappellabilmente un'anima, distruggete cioè i legami che vi stringono ad altri esseri nel tempo.

Soffrite per questo distruggere? No! Avete rimorsi postumi, pronti a riassopirsi non appena convenienze egoistiche ‒ opportunismo, ribellioni, gelosie ed ire ‒ vengono di nuovo a turbare il vostro io. Su chi ricadrà questo comportamento? Sulla persona stessa che l'ha provocato.

Altro  aspetto  dell'ipocrisia  è  la "proprietà".  Voi giudicate  colui  che  possiede  come un essere corrotto, come un individuo avido e la moneta quale frutto di rapina. Dimenticate invece che assai spesso questo distribuire di ricchezza rappresenta un movimento di Legge, cioè il banco di prova dell'individuo durante la sua vita.

Giudicate audacemente, ma invidiate e desiderate quelle stesse ricchezze mentre porgete la mano al giudicato, così come Giuda avvicinava il proprio volto a quello del Cristo. Le espressioni involutive si moltiplicano in quanto, essendo potenziali ossia energetiche, scaturiscono da voi e in forma d'onda procedono colpendo ogni uomo e, nell'Infinito, la Legge stessa del Padre. (Cfr. QUI, QUI QUI e QUI; ndr). 

Quest'onda negativa che raggiunge l'umano viene raccolta, captata, assimilata e porta un perturbamento psichico, predispone cioè la individualità colpita alla patologia "ipocrisia" (così come tutti gli altri vizi; ndr). Tale frequenza, passata l'atmosfera, sale ai piani siderali, raggiunge il vostro "nastro di vita" (ved. QUI, QUI e QUI), lo incide e sarà termine di giudizio. [...]

Gesù disse: «Colui che dirà "raca" (sciocco, testa vuota) al fratello conoscerà il fuoco della Geenna», ebbene, l'umanità spesso non solo dice "raca", ma fa di peggio: tace in un silenzio provocatorio e ipocrita che offende chi lo vive ed è contrario ai dettami della fraternità. In quel livore cova una sequenza di sogni, uno più negativo e satanico dell'altro.

L'ipocrisia, che nella sua raffigurazione grafica rappresenta meno di un granello di sabbia, nel suo significato potenziale è spaventosa, in quanto ha in sé tutto ciò che può esservi di satanico nel vostro tempo, cioè l'invidia, la gelosia, l'ira e l'odio.




Colui che possiede il nefasto difetto dell'ipocrisia si maschera, perché sa che la sua è una condotta negativa che farebbe fuggire qualsiasi umano; egli la dissimula con un sorriso allettante, ingannatore, dimentico che il suo capostipite è stato Giuda col suo bacio traditore.

Se avete un nemico, armato quanto volete ma leale e franco, che vi si offre e si presenta per il conflitto, voi avete tutte le possibilità di opporre mezzo a mezzo, difesa ad offesa, ma quando questi si mimetizza in una parvenza di sottomissione, di umiltà, di fraternità, e appena giunto a distanza adatta vi sferra contro tutta la sua malvagità, voi siete presi alla sprovvista.

Questo è un voltafaccia in atto, è Gesù che, attraverso il tradimento di Giuda, sale nuovamente sulla Croce. 

L'ipocrisia è la mala pianta da estirpare; Cristo/Dio discese per predicare la Verità: "Io sono la Via, la Verità, la Vita" e vi ha mostrato volutamente che cos'è l'ipocrisia. Un inganno! [...] 


"Il bacio di Giuda" del Beato Angelico

La Causa dell'Ipocrisia

Voi rappresentate tuttora una massa progrediente, ma costretta ad inalare un aere infetto che ritarderà entro determinati limiti la vostra stessa evoluzione. Voglio intendere con ciò che siete obbligati a respirare un'aria che voi stessi, essere umani, avete inquinata.

Qual è la causa, l'origine dell'ipocrisia, di tale morbosa malattia? Avete mai pensato alla sua origine? Avete mai analizzato la sua causa prima?

Pensate ad Iscariota: egli è al fianco della Divinità, si trova al fianco del Cristo, ne è discepolo, lo segue negli ammaestramenti; è in possesso, di conseguenza, di una certa potenza e di una determinata capacità.

Eppure, la moneta lo attira, vende la vita del Salvatore; riconosce l'errore e il rimorso nella sua forma massima entra in azione e provoca il suicidio; secondo errore oltre al primo!

Questo è il secondo avvenimento su cui dovete soffermarvi per l'analisi che vi ho invitato a compiere, ma il primo fatto, quello determinante, fu quello della caduta. (Ved. QUI, QUI e QUI; ndr).

Lucifero, il capo di coloro che voi chiamate Cherubini ‒ Angeli ‒ e che noi indichiamo quali Perfette Intelligenze, pensa di poter operare indipendentemente dal volere dell'Eterno; formula tale pensiero, mentre segue le direttive divine per potersi appropriare delle Sue prerogative, onde perfezionarsi.

Il Padre osserva tutto e lascia che il pensiero si elabori; poi questo pensiero origina la proposta ai fratelli di staccarsi dalla massa; da qui il misfatto e la precipitazione.

Voi siete altrettanti "caduti", una parte infinitesimale dei precipitati; in una forma o in un'altra, in una quantità o in un'altra, tutti avete dato l'adesione a quel tradimento, cioè all'ipocrisia, che è il morbo del mondo.


"L'Arcangelo Michele scaccia gli Angeli ribelli" di Luca Giordano

Naturalmente anche questa rivolta ha una sua graduatoria, ha le sue aggravanti e le sue diminuenti, per cui cominciano le selezioni. Non dovete partire dal principio di valutarla dicendo "io sono più o meno colpevole", la colpa per voi sussiste ed è l'ipocrisia; sarà la Legge a qualificarla.

Il verme schifoso, viscido, dell'ipocrisia si trascina tuttora fra di voi per bacarvi, per portare in voi non solo il proprio lezzo ma la propria fatturazione satanica; da qui sorge la necessità di lasciarvi il tempo di riflettere ulteriormente sui fatti, per trarne le valutazioni e le conclusioni e raggiungere quella trasparenza che è indispensabile per la ripresa.

Che cos'è l'ipocrisia? Questo è il primo quesito che va posto affinché voi entriate nella concezione viva della gravità della stessa. Pensate, forzate la mente, cercate di rispondere a tale quesito: che cos'è l'ipocrisia? È un omicidio.

Se non volete intendere l'espressione nel suo valore materiale, inteso quale uccisione di un individuo, si tratta pur sempre di un omicidio allegorico, in quanto è la distruzione di una figura simbolica spirituale. L'ipocrisia, ripeto, è l'emblema del tradimento.

Ogni essere che ha partecipato alla "rivolta iniziale", ha tradito il Padre e porta con sé fino in fondo l'impronta negativa, anche se, come ho detto, vi è una graduatoria fra i precipitati.

Con questa ammissione state entrando nel concetto di congiura e potete ammettere che si stia congiurando non da parte dell'uno o dell'altro, ma contro se stessi, oltre che contro gli altri.

Osservate, se volete, l'uomo nella sua missione sublime di seminatore del Signore, lo troverete affetto da ipocrisia; osservate ora l'uomo nel suo ruolo di cittadino operoso, attivo, materialmente onesto, non moralmente onesto, ne troverete lo Spirito inquinato da ipocrisia; guardate infine l'uomo nella sua veste di padre, di sposo, lo troverete affetto dallo stesso male.

Per un motivo o per l'altro, nessuno ne è immune!

Rimane, è vero, quella tal graduatoria che ho indicata; il tempo trascorso dalla precipitazione ad oggi è servito, i chiarimenti dati e le lezioni impartite sono stati utili. Fra voi umani però resta ancora viscido il verme che cerca di bacarvi, che cerca di alterare la verità, che non vuole fare il falso profeta, ma che dalla vostra semplicità, fede, e umiltà vuol trarne benefici propri.

Per causa sua le famiglie e il contesto in cui opera sono in sussulto per la bramosia; ma tutti questi sussulti sfuggono allo sguardo in quanto sono subdoli, nascosti, mascherati. Il silenzio ipocrita è distruttore.

Rammentate sempre che l'uomo violento sarà punito, ma quello ipocrita avrà una punizione settanta volte sette superiore. Il tradimento non è mai l'arma del bandito, perché costui affronta, l'ipocrita invece non lo fa, atteggia il volto ad una smorfia di sorriso, trae in inganno l'interlocutore, poi lo colpisce all'improvviso, mortalmente nel senso spirituale. [...]




State bene attenti perché, se avete l'impeto, se la reazione è pronta e violenta ma successivamente viene all'istante bocciata dalla coscienza, le cose, dirò così, si aggiusteranno bonariamente; se invece è il silenzio ipocrita, il silenzio traditore quello che si manifesta, allora la cosa si aggrava. Non si tratta più di una pecca a sé stante, ma di una conseguenza della colpa iniziale che è la superbia, per soddisfare la quale si ricorre al sotterfugio dell'ipocrisia.

Questa è a contatto perpetuo con la coscienza che la valuta e la costringe ad essere dominata.

Fate allora vibrare la vostra coscienza, fate che la giustizia divina, che della coscienza è maestra, riesca a persuadere l'individuo nella sua interezza, nella sua forma umana e sociale di come sia preferibile affrontare un nemico e chiedergli ragione di un'offesa ricevuta, piuttosto che avvicinarlo subdolamente e distruggerlo lì per lì.

La Luce dell'Altissimo irradiò il pianeta nel momento stesso della precipitazione, ma le coscienze rimasero, e in parte rimangono ancora, volutamente nell'oscurità. Gesù è venuto a portare la Luce; fate che questa Luce che è in voi stessi in quanto Luce di Vita, vi trovi agli antipodi dei concetti ipocriti e menzogneri.

Dovete esaminarvi, rivedere il moto della vostra coscienza onde scoprire se non vi siano ombre a renderla tergiversante; dopo di che la limpidezza sarà radiosa come il sole, tersa come l'acqua di fonte, e si rivelerà l'anima attraverso lo sguardo sincero che vi affratellerà.

Questa è la meta da raggiungere, ed è la meta che raggiungerete!»

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: "Scintille dall'Infinito" ‒ vol. II ‒ ed. Il Cenacolo ‒ QUI e QUI.