venerdì 18 settembre 2026

INCREDIBILE! Il Vaticano APRE a Teilhard de Chardin?



"La via Lattea" - foto di Maurizio Pignotti
 
Sebirblu, 16 settembre 2026

È proprio vero che Dio scrive dritto su righe storte!...

Non avrei mai pensato che l'ex-Santo Uffizio, ora Dicastero per la Dottrina della Fede, retto dallo pseudo card. Victor Manuel Fernandez, lo stesso che ha negato Maria SS. come Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie, riabilitasse (ved. QUI e QUI) con il consenso prima di Bergoglio e poi di Prevost, entrambi falsi papi, addirittura il grandissimo gesuita e paleontologo Teilhard de Chardin. (Ved. QUIQUI).

D'altronde, andando indietro nel tempo, ho scoperto che altissime figure come Paolo VI, Giovanni Paolo II (ved. QUI e QUI), Benedetto XVI (QUI, QUI e QUI), e via via tanti altri come il card. Gianfranco Ravasi QUI, hanno espresso i loro profondi sentimenti di elogio verso l'elevatissimo e mistico pensiero dello scienziato e filosofo francese.

Il calvario di questo valente dotto iniziò quando, a richiesta di un confratello della Compagnia di Gesù, vennero letti alcuni suoi appunti privati nei quali esponeva una visione del Peccato Originale e dello stato di natura primitiva dei progenitori, ritenuta non conforme alla comprensione dogmatica dell'epoca.

Egli sosteneva che interpretare il racconto della "Caduta" in senso letterale, come la colpa storica commessa da un singolo uomo, poteva apparire plausibile a Paolo e ad uomini che credevano ancora agli otto giorni della Creazione... ad un passato di 4000 anni... ma certo non ai nostri contemporanei... e queste pagine furono trasmesse all'allora Sant'Uffizio, che sollecitò i superiori francesi affinché intervenissero nei suoi confronti. (Cfr. QUI il pdf e QUI).

La sua visione cosmologica si avvicina molto a quella del più volte da me citato Pietro Ubaldi che, nella sua stupefacente Opera Omnia di 24 volumi (ved. QUI e QUI), raggiunse altezze così vertiginose... come "La Grande Sintesi" e "Ascesi Mistica" da procurargli... l'iscrizione a l'«Index Librorum Prohibitorum», poi abolita da Paolo VI, per l'assoluta ristrettezza mentale dei suoi censori.

Ed è proprio la meravigliosa assonanza tra i due mistici ad avermi suggerito, oggi, di esporne le affinità di pensiero e il profondo ardore d'anima che lo stesso Ubaldi ha saputo cogliere.



Teilhard de Chardin  (1881-1955)

Lascio al prof. Gaetano Mollo, la breve introduzione, il concetto e la sintesi a loro relativa, tratta da questo breve saggio, QUI:

‒ Nel suo testo "L'Attuale Momento Storico", Pietro Ubaldi parla di "un'anima grande, Teilhard de Chardin", in questo modo: "Ha lavorato in senso opposto, costruttivo, per portare l'ideale in Terra e non per distruggerne le tracce, per farci evolutivamente avanzare e non retrocedere".

Egli fu uno scienziato, ma anche un uomo di chiesa, appartenente ad un ordine, il cui compito è stato sempre quello di "formare e controllare spiritualmente i membri dei gruppi dirigenti di vari paesi, occupando posti vicini ai centri nevralgici del potere", ossia: la Compagnia di Gesù.

Il fisico Dario Schena Sterza, studioso dell'autore umbro, per analizzarne le affinità speculative, così introduce la figura del Teilhard:

«Teilhard de Chardin è paleontologo, le sue idee rasentano l'eresia e certo cozzano con l'ortodossia. Vincolato dall'abito talare è costretto all'ubbidienza, il suo pensiero è meno libero e più condizionato, anche nella sommessa protesta, nei limiti della disciplina imposta dalla Chiesa. Le sue opere verranno pubblicate solo 'post mortem' e Ubaldi si riconoscerà in esse solo negli anni '60.»

Ed ecco il concetto personale del prof. Mollo sui due grandi autori spiritualisti:

 ‒ L'evoluzionismo di Ubaldi è più completo di quello del Teilhard de Chardin, in quanto include pure il processo involutivo ‒ causato dalla rovinosa Caduta iniziale ‒ che ben motiva e sorregge la via del Ritorno come cammino di unificazione: dalla presenza del divino nella «materia», attraverso l'«energia», per poi ascendere verso la «spiritualizzazione».

Ed infine la sua sintesi:

Pietro Ubaldi e Teilhard de Chardin propongono di utilizzare la Terra con le sue ingiustizie e le sue sofferenze come rampa di lancio verso un nuovo biotipo umano: il Super-Uomo.

"La Croce ‒ scrive infatti Teilhard ‒ non è cosa inumana, ma super-umana". Riaffiora qui il discorso sulla funzione redentrice del dolore, il terzo fattore che accomuna i due filosofi.

Entrambi sono stati perseguitati dalle autorità religiose. Entrambi non si sono ribellati, né provocato uno scisma. Essi hanno accettato le loro sofferenze e hanno continuato le loro ricerche, consapevoli della incomprensione ecclesiastica e della buona fede delle loro intenzioni.

Sia Ubaldi che Teilhard de Chardin, morirono in "esilio", lontani dalla loro patria. Teilhard a New York il 10 aprile 1955, mentre l'italiano a San Vicente, in Brasile, il 29 febbraio 1972.

Si è cercato di esporre il perché sia possibile far rientrare il religioso francese in quella che Ubaldi chiamerebbe cultura dell'Evoluto, piuttosto che dell'involuto.

Sebbene i due pensatori arrivino a conclusioni analoghe, hanno usato differenze metodologiche sostanziali. 




Ubaldi lo dice chiaramente:

"Nei due casi, non solo tali condizioni di lavoro, ma anche i metodi furono diversi. [...] Il pensatore Teilhard si arrampica dal particolare all'universale, cercando di sollevarsi in alto per raggiungere una visione d'insieme la più vasta possibile e così più atta ad orientarci.

Nel mio caso il metodo seguito fu l'opposto, almeno in un primo tempo. Fu deduttivo e non induttivo. Invece che dal particolare all'universale, si è proceduto da questo all'altro, così orientati fin dall'inizio, e non in cerca di un orientamento".

Entrambi gli autori meritano l'appellativo di "Profeti di Speranza", presentando una filosofia costruttiva che valorizza l'uomo e l'universo in senso globale, e donando l'anelito in un futuro migliore.

Non esprimono diserzione, né rivolta dinnanzi alla sofferenza, ma impegno intimo, non per mutare il mondo, ma per cambiare sé stessi, al fine di assecondare il processo di evoluzione cosmica.

Il Cristianesimo non dice, infatti, di contrastare le ingiustizie con la forza, con la ribellione, bensì di "amare i propri nemici" e di opporre al male il Bene, all'odio e all'indifferenza, l'Amore. Questo è il dono totale, fino alla Croce, con cui avviene il riscatto del genere umano e il salto verso quella che Ubaldi chiama Super-Umanità.

Ed è nell'assecondare questo cammino di evoluzione che risiede, per entrambi i mistici, la vera dignità dell'Uomo.»



Pietro Ubaldi  (1886-1972)

Riporto ora alcuni passaggi tratti dal cap. 4° del libro "La Discesa degli Ideali" (che, in tema di ingiustizie, avevo in minima parte già esposto QUI, articolo che comunque invito a leggere) del grande autore umbro, dove scrive:

«Quando nella vita incontriamo un individuo che ha le nostre stesse idee, i nostri sentimenti, e che vediamo essersi trovato ad attraversare le nostre stesse vicende, ci sentiamo irresistibilmente attratti, con un senso di fraterna simpatia verso di lui. Per questo parlo di Teilhard de Chardin.

I punti di contatto sono tre: 

1) Le teorie sostenute;

2) Le sofferenze morali per la dolorosa posizione di incomprensione e di condanna da parte delle autorità religiose;

3) La grande passione per il Cristo, razionalmente concepito 'Punto di Convergenza' dell'evoluzione della vita.

Osserviamo questi tre punti per comprendere il pensiero e la nobile figura morale di questo scienziato filosofo credente, come il significato della sua opera di fronte all'attuale rinnovamento del mondo.

Le teorie sostenute

Nel Teilhard troviamo i seguenti concetti: trasformismo, evoluzionismo, struttura organica dell'universo e tendenza dell'essere a raggiungere uno stato sempre più organico di unificazione. L'evoluzione è orientata, per un suo intimo impulso tele-finalistico, verso un punto conclusivo: Dio.

Il fine supremo dell'esistenza è la convergenza delle varie coscienze individuali nell'unica, totale coscienza del centro Omega, ultimo momento e fine dell'evoluzione: Dio. Il Teilhard non dice di più.»

[Ed è questo il punto per cui la Chiesa non ha compreso il suo pensiero ispirato. Egli ha percepito il "divenire" continuo e dinamico del Cosmo verso il suo fine ultimo «Omega», senza menzionare chiaramente la "Causa Prima" e origine del Male, che ha provocato l'involuzione nella materia (l'energia densa chiamata "Periodo adamitico") in seguito alla Caduta di una parte degli Esseri angelici al seguito di Lucifero (ved. QUI. QUI e QUI).

L'apparente "lacuna" del Teilhard nel non citare l'«Alfa», il Principio, e il dramma della Rivolta iniziale verso il Creatore (che trascinò i reprobi nell'abisso fino al liberante Sacrificio di Cristo) è dovuto alla sua appartenenza alla Tradizione Cattolica, statica e conservatrice sul "Peccato Originale" che sarebbe avvenuto nel giardino dell'Eden. Ndr].



"La Caduta degli Angeli ribelli" - Gustave Doré

Ubaldi continua:

«Teilhard concepì i tre momenti lungo i quali si svolge l'asse centrale dell'evoluzione come: materia, vita e spirito, e non come: materia, energia e spirito. Ciò si spiega con il fatto che, essendo soprattutto geologo e paleontologo, non fu portato a valutare in modo adeguato l'importanza della fisica nucleare e della disintegrazione atomica, allora appena nascenti.

Egli passò dalla materia alla vita senza vedere il termine intermedio: l'energia, attraverso la quale non si spiega l'origine dell'esistenza per evoluzione.»

[Per dare un esempio più comprensibile, si consideri com'è costituito l'uomo: egli ha un organismo di materia (che è energia atomica mediamente condensata) e diversi altri "corpi sottili" (ved. QUI e QUI) con la struttura eterea costituita da particelle sempre più distanziate fra loro, analogamente al rapporto esistente fra "ghiaccio, acqua e vapore" che si disgregano per evaporazione.

Perciò, dopo la Caduta degli Esseri puri, o Monadi, che cessarono di emettere la loro radianza ovunque per l'egoistica volontà di indipendenza dal Creatore, le energie in tal modo trattenute iniziarono ad addensarsi intorno allo spirito, imprigionandolo: prima come nubecola simile a vapore, poi come densità acquea, mentre avveniva all'istante la "scissione" di ogni monade ribelle in due metà o semitermini (Adamo-Eva), per poi assestarsi (ghiaccio) in due corpi separati (maschio-femmina).

Tale "scissione" è stata voluta dall'Eterno Padre per due motivi precisi che QUI, grazie al prezioso ammaestramento entelico (ossia da una purissima intelligenza), viene esposto alla perfezione.

Prima di passare al secondo punto indicato da Ubaldi, bisogna dire che il Teilhard, non avendo approfondito a sufficienza le conseguenze dell'involuzione dovute alla Rivolta angelica, non è stato in grado ‒ visti i suoi vincoli religiosi intorno al "Peccato Originale" ‒ di dare un'esauriente risposta al Male, al Dolore e alla Morte, come risulta dal suo testo "L'activation de l'energie" a pag. 268, dove giunge a definire il Male "effetto secondario", un sottoprodotto inevitabile del cammino del Cosmo in evoluzione. Ndr]




Le sofferenze morali per la dolorosa posizione di incomprensione e condanna.

Il Teilhard fu mandato a morire a New York in condizioni di vero e proprio esilio, dopo essere stato umiliato e amareggiato in vita per la sempre crescente difficoltà di far conoscere i propri scritti.

Il suo era un problema di coscienza, quello di uno scienziato che, avendo scoperto delle verità, cerca di trasferirle nel terreno religioso per illuminare i credenti, onestamente attratti dalla Conoscenza al di là della fede, per restarne più convinti.

In lui il dramma è stato duplice: quello di dover ammettere per sé, in coscienza, anche se non ortodosse, le nuove verità che gli erano apparse e di cui era convinto; e quello di doverle far conoscere a quanti ne avevano bisogno per uscire dal dubbio, dalla miscredenza, dalla frequente insoddisfazione in cui si trova la mente moderna di fronte a problemi insoluti o non risolti con chiarezza persuasiva.

Tale dramma fu dovuto al soffocamento di questi due santi impulsi, compiuto in nome del Bene, quel Bene che è progresso rientrante nella Legge di Dio. Molti non vogliono faticare, pensare, rischiare, preferendo rimanere sicuri nelle convinzioni tradizionali.

Nella propria pigrizia, allora, si considera elemento perturbante chi sembra ribelle al vecchio ordine perché ha sete di luce, vuol conoscere e far conoscere, salire e far salire, perché arde di una continua tensione spirituale che incomoda i dormienti, fermi in un'acquiescenza passiva che chiamano fede e ortodossia.

Al di là e al disopra dell'universo fisico il Teilhard vide, per raziocinio oltre che per fede, l'universo psichico in una nuova dimensione, quella dello Spirito che è l'ambito super sensibile delle religioni. 

Il Cosmo per lo scienziato è un organismo funzionante e in evoluzione, orientato verso la comparsa e lo sviluppo dell'intelligenza (la noosfera, dal greco nous = mente, intelletto).

Con ciò egli compie una 'spiritualizzazione' della materia e della scienza, estendendo all'infinito il campo delle religioni e facendo di queste un problema di interesse universale. Ma le stesse religioni, non ancora mature al "nuovo", chiudono invece le porte come di fronte ad un nemico.

La grande passione per il Cristo, razionalmente concepito
'Punto di Convergenza' dell'evoluzione della vita.

Analogamente a me ‒ scrive ancora l'autore folignate ‒ appare ad entrambi la visione di un Cristo universale, direi quasi al di sopra di un settarismo separatista in cui tendono a dividersi le religioni. Un Cristo che, piuttosto di isolarsi in una di esse in opposizione alle altre, tende ad unirle tutte.

Si tratta di un Cristo tanto più grande, asse spirituale del mondo, raggiungibile per le vie della mistica come per quelle della scienza, punto Omega di questa come lo è della fede, significato e conclusione della storia, Principio, Guida e culmine dell'evoluzione, solo oggi concepibile in tal forma per l'odierna maturazione del pensiero umano.

Urge riformulare il singolo concetto del Cristo, rimasto fra noi soprattutto come immagine fatta di materia, inchiodato e morto, per ricordarci ‒ a nostra vergogna ‒ ciò che Gli abbiamo inferto. È necessario farlo uscire dai nascondigli dove sembra essersi ritirato, in fuga dal mondo (o dove vi sia stato relegato, apposta, da una Chiesa traditrice come quella di oggi. Ndr), affinché risorga VIVO in mezzo a noi.

Cristo è di tutta l'umanità, e nessuna religione può possederLo in esclusiva. Non si può segregare in un Tempio particolare, isolare in un gruppo umano, perché Egli sta al Centro dell'universale biologia dello Spirito.

E questo Cristo di dimensioni cosmiche, situato nel nucleo di una super religione di sostanza, al vertice dell'evoluzione della vita del pianeta, agli antipodi della nostra bassa esistenza terrena, sempre presente per sanare con il Suo divino Splendore la nostra cecità, e con la Sua Bontà e Potenza la miseria del nostro povero mondo...
 
 è il Cristo che, accanto al Teilhard, io venero e amo.



Concludo con le toccanti e sublimi parole di Teilhard de Chardin nella sua "Messe sur le monde":

«Poiché, Signore, qui nelle steppe dell'Asia, io non ho né pane, né vino, né altare, ecco che io mi innalzerò al disopra dei simboli, sino alla pura Maestà del Reale, e vi offrirò, io vostro sacerdote, sull'altare di tutta la Terra, il lavoro e il dolore del mondo... 

Il mio calice e la mia patena sono la profondità di un'anima largamente aperta a tutti gli sforzi che stanno per innalzarsi da tutti i punti del globo per convergere verso lo Spirito... L'offerta che Voi, Signore, veramente attendete, non è altro che l'accrescimento del Mondo travolto dall'universale divenire.» (Cfr QUI, l'articolo di riferimento; ndr).

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

sabato 12 settembre 2026

GIONA uscì SALVO dalla bocca del LEVIATANO, ma NOI?

 

Sebirblu, 11 settembre 2026

La strana coincidenza che ho notato QUI, al post scriptum, assimilata a "Giona inghiottito dal grosso pesce" di cui parla la Bibbia, mi induce ad approfondire meglio il significato dei "tre giorni di buio" profetizzato da molti mistici antichi e moderni.

Ecco il testo libero del profeta, tratto dal capitolo 1°:

«Fu rivolta a Giona figlio di Amittai questa parola del Signore: "Alzati, va' a Ninive, la grande città, e in essa proclama che la loro cattiva condotta è salita fino a Me". Giona però si mise in cammino per fuggire lontano da Dio. Scese a Giaffa, dove trovò una nave diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto, s'imbarcò su di essa.

Ma l'Eterno scatenò in mare un forte vento e ne derivò una tempesta tale che l'imbarcazione stava per sfasciarsi. I marinai impauriti invocavano i singoli loro dei e gettarono a mare quanto avevano a bordo per alleggerirla.

Intanto Giona, sceso nel luogo più riposto del vascello, si era coricato e dormiva profondamente. Gli si avvicinò il capo dell'equipaggio dicendogli: "Che cos'hai, per essere così addormentato? Alzati, invoca il tuo Dio! Forse Egli si darà pensiero per noi e non periremo".

Quindi dissero fra loro: "Venite, gettiamo le sorti per sapere a motivo di chi* ci è capitata questa sciagura". Tirarono a sorte ed essa cadde su Giona. Gli domandarono: "Spiegaci dunque a causa di chi abbiamo tale disgrazia. Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?"

*(Come si vede, sin dall'antichità la gente comune sapeva dell'esistenza della legge di Causa ed Effetto, quello che gli orientali chiamano Karma e che risulta tanto ostico alla tradizione cristiana!)

Egli rispose: "Sono ebreo e venero l'Iddio del cielo che ha creato il mare e la terra". Gli uomini furono presi da grande timore e gli chiesero: "Che cosa hai mai fatto?". Erano venuti a sapere che fuggiva dal Signore poiché egli stesso lo aveva raccontato loro.

Aggiunsero: "Che cosa dobbiamo fare di te, affinché si calmi il mare che è contro di noi?". Le acque infatti infuriavano sempre più. Egli replicò: "Prendetemi e gettatemi in mare ed esso si calmerà, perché SO che questa grande tempesta vi ha colti per colpa mia".

I marinai cercavano di raggiungere la spiaggia a forza di remi, ma non ci riuscivano perché il mare andava sempre più ingrossandosi contro di loro. Perciò, implorarono Dio dicendo: "Signore, fa' che noi non periamo a causa della vita di quest'uomo e non imputarci il sangue innocente poiché tu, o Eterno, agisci secondo il tuo volere".

Presero Giona e lo gettarono in mare ed esso placò la sua furia. Quegli uomini ebbero un grande timore del suo Dio, Gli offrirono sacrifici e fecero voti.»




E dal capitolo 2°, versetto 1, leggiamo:

«Ma il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona, che restò nel suo ventre tre giorni e tre notti». Dal verso 2 al 10, la Scrittura riporta la sua intensa preghiera durante la sventura e, di conseguenza, il versetto 11 si chiude con: «E il Signore comandò al pesce... che rigettò Giona sull'asciutto».

Poi, l'interessante storia prosegue al 3° capitolo così:

«Fu rivolta a Giona una seconda volta la parola del Signore: "Alzati, va' a Ninive la grande città e annuncia loro quanto ti dirò". Egli si alzò e vi andò, come gli era stato chiesto.

L'agglomerato urbano era molto vasto, il più grande dell'epoca, si attraversava in tre giorni di cammino. Giona cominciò a percorrere la città e intanto predicava:

"Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!"

I cittadini credettero a Dio e bandirono un digiuno, si vestirono di sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia al re, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.

Poi, fu proclamato a Ninive un decreto per ordine del monarca e dei suoi grandi:

"Uomini e animali, grandi e piccoli non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Umani e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze;  ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chissà che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno, sì che noi non moriamo?"

L'Eterno vide le loro opere, ovvero che si erano convertiti dal proprio contegno perverso; si impietosì sul male che aveva minacciato di inviare loro e non lo mandò più.»

Del 4° ed ultimo capitolo, riporto solo il verso 1, perché è ciò che più emerge riguardo alle riflessioni che intendo seguire; dice: «Ma Giona ne provò gran dispiacere (riguardo alla Misericordia esercitata da Dio) e ne fu indispettito... »



"Giona predica ai Niniviti la penitenza e la conversione a Dio" di Andrea Vaccaro

Orbene, eccoci all'analisi comparata col tempo che stiamo vivendo...

Innanzitutto, bisogna tener conto (e mi riferisco a quest'ultimo capitolo 4, v.1) che il profeta Giona, pur essendo osservante e devoto a Dio, si trovava ancora a vivere in piena Legge Mosaica: ossia quella "dell'occhio per occhio e dente", quindi, non poteva accettare e concepire che il suo Signore fosse magnanimo e perdonasse chi, invece, si era macchiato di colpe molto gravi, come gli abitanti di Ninive.

Per tale ragione era scappato lontano senza obbedire all'Eterno, perché pensava che, se ascoltato, avrebbe perdonato ai reprobi di quella città... e non ne condivideva affatto il pensiero!

Ora, va considerato che nel frattempo, da molto più di duemila anni, la venuta del Messia, il Cristo sulla Terra, ha cambiato l'imperfetta Legge Mosaica, adeguata alla rude evoluzione delle genti di allora, addolcendola e completandola con la Nuova Legge d'Amore: il "porgi l'altra guancia" oppure il "se ti tolgono la tunica, tu dagli anche il mantello"... (Mt 5, 38-40).

Per questo motivo, l'umanità d'oggi non ha alcuna scusa per trincerarsi dietro la non Conoscenza (per non chiamarla più propriamente "ignoranza") dei Canoni stabiliti da Dio per mettersi addirittura al Suo posto nel decidere quello che meglio le aggrada!

Al contrario di Giona che ha disobbedito perché conosceva SOLO QUELLA LEGGE, adesso, DOPO CRISTO, nessuno si può permettere di IGNORARE l'AMORE da LUI mostrato fino alla Morte, per spalancare a noi le Porte dei Cieli, chiuse dalla Caduta iniziale in cui è incorso il genere umano. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Ben più grave è dunque la disobbedienza dell'uomo odierno rispetto a quella di Giona che è finito nel ventre dell'enorme pesce per starvi tre giorni!

Ecco l'analogia dei "tre giorni di buio" prossimi venturi, che aspettano al varco l'umanità indifferente e irrispettosa del suo Dio, quando non addirittura apostata ed eretica, com'è diventata la Chiesa di Bergoglio, ed ora con il suo "continuatore", R. F. Prevost. (Cfr. QUI).

Quel tempo di tenebre si riverserà sugli umani sofferenti ed angosciati proprio come oscuro fu il sepolcro di Nostro Signore nel silenzio tragico della Morte, prima della Sua Risurrezione. (Cfr. QUI, QUI e QUI.) 



Tre giorni tenebrosi di pentimento e preghiera trascorse Giona nel ventre del pesce... Simbolo del Cristianesimo attuale, trasformatosi in qualcosa di mostruoso in questi tredici lunghi anni, per mano dei due "Impostori" e degli ecclesiastici riuniti...

Mostro che vaga nel mare tempestoso delle Nazioni, agitato dai venti di guerra, dal quale l'umanità presto sarà ingoiata e la cui salvezza dipenderà soltanto dalla FEDE e dall'accorata richiesta di PERDONO a Lui rivolta, per la gravissima dimenticanza del suo Creatore.

Nel primo capitolo su esposto vien detto che i marinai (come noi "naviganti" dentro la barca della vita), buttarono a mare tutto quanto potesse alleggerirne il peso, e allora... perché non trarne insegnamento per spogliarsi di ogni attaccamento mondano, di ogni vizio o cattiva abitudine che ci farebbero sprofondare, e far posto all'Amore che SOLO può salvarci?

Ci faremmo simili a Giona, che pur nella sua limitatezza di fede e dopo i "tre giorni di buio" durante i quali però chiedeva misericordia a Dio, non morì, anzi, mediante l'Opera portata finalmente a termine, col suo avviso salvò anche la città di Ninive e i suoi abitanti.

Soltanto così possiamo sperare che l'orrendo "Leviatano" pronto ad ingoiarci, venga "costretto" dalle Potenze del Cielo ad aprire la bocca e a lasciarci andare... in una Nuova Risurrezione... in un'esistenza a noi inimmaginabile... (cfr. QUI).

Ma l'umanità, proprio come Giona prima d'esser buttato a mare, DORME e non si accorge del pericolo, malgrado i continui richiami dei compagni di viaggio che avvisano di rivolgersi a Dio, cambiando SUBITO il proprio comportamento...

Tuttavia là, su quella barca, UNO solo era il "colpevole" che aveva attirato la furia del mare in tempesta, ed una volta cadutovi, per la drastica azione subita e da lui stesso consigliata, la minaccia sparì e la maggioranza si salvò.

Qui, invece, è tutto il contrario: i "colpevoli" sono tanti, e per di più "dormienti" (che DEVONO essere svegliati... e a loro penserà Nostro Signore, ved. QUI, QUI e QUI), in relazione ai pochi, al "Piccolo Resto" PRONTO, che ben conosce la gravità del momento.

Quindi, per i molti fuori regola, trasgressori della Legge d'Amore portata dal Cristo, le onde tumultuose del mare in tempesta nel mondo non si possono placare, e dunque l'Eterno interverrà, mantenendo la promessa, per portare in salvo i "Suoi" come già avvenne ai tempi di Noè o a quelli di Sodoma e Gomorra, dove davvero in pochi furono risparmiati.


Jules Auguste Joseph Laurens (1825-1901)

Ma soprattutto, come dice l'Apocalisse 12, dove il Figlio partorito dalla Donna vestita di Sole che rappresenta il Corpo Mistico, fu rapito in cielo e di questo evento se ne ebbe un Segno straordinario nell'anno 2017; cfr. QUI e QUI.

Andando avanti nella storia, al capitolo 3, leggiamo che Giona, camminando per tre giorni nell'immensa Ninive, consigliò ai cittadini di pentirsi e digiunare (avviso, peraltro, assunto subito dal re) altrimenti, allo scadere dei successivi 40 giorni la città sarebbe stata distrutta.

Un richiamo analogo, lo troviamo nel libro dell'Esodo in cui "tre giorni di cammino" furono necessari al popolo ebraico per uscire dall'Egitto (dopo 400 anni di schiavitù) e compiere una peregrinazione nel deserto offrendo sacrifici al Signore (Es. 5, 3).

In seguito a quei tre giorni e dopo aver effettuato il passaggio del Mar Rosso, gli israeliti raggiunsero Mara (Es. 15, 22-26), dove si manifestò la Misericordia di Dio tramite Mosè, che con un "legno" gettato nelle acque 'amare' (da qui l'omonimia col luogo) le rese bevibili, lanciando però un monito alla sua gente valevole anche per noi oggi:

«Se tu (popolo Mio) ascolterai la voce del Signore e farai ciò che è retto ai Suoi occhi, se tu presterai orecchio ai Suoi ordini e osserverai tutte le Sue leggi, io non t'infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perché io sono l'Eterno, Colui che ti guarisce!»

Come  si  legge,  in  tutti i casi,  dopo  i fatidici  tre giorni  d'angoscia  e  di sfinimento,  si intravvede  la "fine del tunnel",  al termine del quale v'è la Luce, la Risurrezione, la Salvezza... ma soltanto per chi decide, risolutamente, di reimmettersi nella Volontà suprema.

Ritornando quindi ai 40 giorni, un tempo massimo, trascorso il quale se l'intera cittadinanza di Ninive non si fosse pentita sarebbe andata incontro alla distruzione (che per grazia divina non avvenne perché la città accolse l'invito di Giona), mi vien da pensare all'epoca in cui ci troviamo e al rischio che corre l'umanità, ma soprattutto gli europei, in questo momento.



Il "nuovo Mar Rosso" ci aspetta...

Ora, visto che il 9 marzo 2022 (ripeto, QUI al post scriptum), avevo esposto solo una parte del messaggio, oggi lo pubblico completo.

Dice Gesù alla veggente:

«Mia piccola Maria, nel Vangelo di stasera affermo agli uomini del mio tempo:

"Questa generazione perversa e malvagia cerca segni dal Cielo per poter credere, ma non gli verrà dato che il segno di Giona" (Mt. 12, 38-39), come nei tre giorni della Mia passione, morte e Risurrezione per il riscatto degli uomini.

Il peccato sempre ha percorso le strade del mondo in ogni suo periodo storico, ma l'uomo antico cercava ancora segni, veniva preso dal timore di Dio e più facilmente si poteva ravvedere. Oggi, questa generazione più grandemente empia e feroce, non cerca più segni, ed anche quando ne vengono manifestati, sono pochi coloro che li accolgono.

Se allora i cuori erano duri, sono giunti adesso a pietrificarsi e, ancor più, ora in essi è entrato il demonio, sì che a questa umanità che non ha ascoltato i continui richiami e le grazie di Misericordia offerte, verranno dati, al culmine della grande tribolazione, i tre giorni di fitta tenebra e angoscia, che saranno passione, morte e Risurrezione, nella Rinascita del sole radioso del Nuovo Giorno.

La prima lettura vi narra come Ninive, di cui grave era la colpa, abbia ascoltato la predicazione e l'ammonimento della sua rovina da Giona, e si è ravveduta ponendosi in penitenza.

Pentiti e affranti nel digiuno e nella mortificazione, i cuori degli abitanti contriti si sono messi sotto ammenda delle loro colpe, in modo che la mano dell'Onnipotente, pronta a colpirli, si è arrestata.

Anche voi sareste ancora in tempo, ma quanti si fanno penitenti e si pongono in riparazione? Quanti si convertono e cambiano la loro vita di errori al Bene e alla Sua Giustizia? Oggi l'uomo non ha più nemmeno un re, come a Ninive, che si cosparge con le ceneri e fa contrizione su sé stesso indicandone la via al popolo che dirige per la propria espiazione.




Voi avete per capi nei governi degli statisti affiliati a Satana, che parlano con lingua doppia, inneggiano alla prosperità e defraudano, parlano di pace e fomentano la guerra. Tutto quello che oggi si compie, e che da essi viene escogitato nel segreto, è che i conflitti si propaghino a tutte le nazioni.

Non esistono innocenti. Gli stati sono, chi più chi meno, colpevoli. Anzi, quelli che si nascondono e non si posizionano apertamente per la guerra sono maggiormente responsabili di chi, pur gravemente reo, la sta effettuando, essendo gli stessi che hanno sobillato, istigato, tramato, al fine di provocare tutto questo male.

Ed ora in molti cercano di incentivare ed accelerare questo processo di propaganda e di diffusione per l'annientamento. I capi, non solo della Russia, ma quelli d'Europa, degli Stati Uniti d'America ed altri connessi sono fortemente rei e complici. Il sangue degli innocenti ricade, condannandoli, su tutti i paesi che hanno dato origine e provocato tutto questo.

I potenti della terra, molti dei quali hanno le redini del mondo, sono figli di Satana. Quanti sacrifici hanno offerto a lui per avere il potere! Ed ora gli sono sottoposti in totale ubbidienza per divulgare il suo progetto di devastazione.

Cosa potete fare voi, figli miei, piccolo popolo mio? Ognuno di voi sia un tassello della mia pace, della mia terra, del mio Cuore. Ognuno di voi è importante e fondamentale. Voi, seguendo Me, siete le mie piccole oasi, i parafulmini che limitano, frenano, arrestano tanti mali che ancor più pesantemente possono colpire il mondo.

Siate voi purificazione nella vostra penitenza, riparate ed implorate, siate mediatori dinanzi al Cielo, visto che da voi fiorirà la Nuova Umanità.

Beati coloro che si stringono a Dio e si pongono in stato di grazia. Essi entreranno nel "ventre della balena" come Giona, ove sarà loro rifugio che, seppur nel buio e nello sgomento attenderanno al riparo, senza precipitare fuori negli abissi del mare oscuro, per uscire salvi dopo i tre giorni e contemplare il Nuovo Giorno radioso del sole di Risurrezione.

Vi benedico." (Tratto da QUI).»





Speriamo dunque che per tante anime in attesa di una Nuova Primavera dello Spirito giunga davvero l'agognata liberazione promessa più volte dal Cielo.

Nel concludere, vorrei ribadire l'importanza del numero 40, di cui molte volte ho parlato QUI, QUI e QUI, unitamente alla spiegazione esoterica di tutte le altre cifre dall'1 al 9 QUI, tenendo anche in considerazione, con uno sguardo d'insieme, i numerosi messaggi e le profezie che molto spesso ho esposto nel mio blog.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it


lunedì 7 settembre 2026

MOSCA: due strane visite appaiate! CIA e VATICANO...



 
Sebirblu, 5 settembre 2026

Tempi addietro avevo esposto due articoli molto esaustivi (QUI e QUI) al fine di rendere nota all'umanità, che ingenuamente si fida ancora di quanto i mass media raccontano, la realtà esistente dietro le quinte del mondo.

Ancor prima, avevo reso pubblica la situazione precedente all'intervento russo in Ucraina, spiegandone i veri e volutamente ignorati motivi (ved. QUI,  QUI e QUI) che hanno portato allo sfacelo di oggi.

Purtroppo, lo sconvolgimento continua per mano di un POTERE costantemente in ombra ma che, alla luce perenne dei Vangeli ‒ "...non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifesto... (Mt 10, 26) ‒ sta cominciando ad affiorare.

Parlo di quel POTERE usuraio anglo-franco-sionista, poi massonico, che da secoli (la "Compagnia delle Indie") imperversa ovunque strangolando nazioni, popoli e governi in una morsa letale al soldo di Satana. (Cfr. QUI e QUI, ma anche QUI più recente).

Ebbene, pochi giorni fa si sono sovrapposte due visite importanti a Mosca: l'una inviata dall'Amministrazione Trump, con il direttore della CIA John Ratcliffe che ha incontrato la controparte russa (ved. QUI), e l'altra mandata dal Vaticano nella persona di Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati esteri, ricevuto dal suo omologo Sergej Lavrov.

E mentre il primo incontro è avvenuto in forma non ufficiale, di cui non si sa quasi nulla, il secondo è stato reso pubblico tramite il canale televisivo RBK, dove è stato divulgato il dialogo avvenuto tra i due alti funzionari.

Ecco il commento/video de 'La Repubblica' sulla visita segreta del Capo della CIA, Ratcliffe. 




Come ha tradotto e scritto Umberto Pascali QUI, il ministro Lavrov si è espresso così:

«Ho parlato con il capo della diplomazia vaticana, il Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali, l'Arcivescovo P.R. Gallagher. Non abbiamo avuto alcun segreto. Abbiamo raccontato praticamente tutto nella conferenza stampa.

Naturalmente (riferendosi ai vertici vaticani) hanno manifestato interesse affinché il conflitto ucraino venga chiuso il prima possibile. Hanno confermato in particolar modo la loro disponibilità ad agevolare la soluzione delle questioni umanitarie.

Da noi è venuto più volte il Cardinale [Matteo] Zuppi, incaricato da Leone XIV di favorire le intese su tali problemi, come lo scambio di prigionieri e di salme tra Russia e Ucraina.

Come sapete, la nostra ombudsman (mediatrice; ndr) Jana Lantratova è in contatto con il collega ucraino. Hanno un linguaggio concreto, depoliticizzato. Questo stile aiuta a risolvere i nodi in sospeso. E noi lo sosteniamo.

Il Vaticano ha mostrato disponibilità ad agevolare questo. Così come [la first lady statunitense] Melania Trump ha favorito la soluzione di tutta una serie di problemi che le arrivavano tramite i vari organismi della società civile.

Tenendo conto dell'interesse di Gallagher per un regolamento quanto più rapido possibile, che egli citava di continuo, gli ho portato tutti quegli esempi di cui stiamo discutendo ora con voi.»

Sulla "buona volontà" e le promesse infrante:

«Ho indicato che da parte nostra non c'è stata mancanza di buona volontà, che già nel 2014 avevamo sostenuto l'accordo raggiunto, e la mattina dopo era stato calpestato sotto gli applausi di chi ne assicurava l'inviolabilità.

Un anno dopo c'erano stati gli accordi di Minsk, garantiti da noi insieme agli europei – A. Merkel e F. Hollande. Sono stati completamente sabotati nonostante il fatto che nel 2019 E. Macron, allora divenuto presidente francese, avesse riunito il "Quartetto di Normandia" composto da V.V. Putin, A. Merkel e V. Zelensky, e in tale occasione avessimo adottato un ulteriore documento. Esso confermava la necessità di attuare gli accordi di Minsk, tanto più che erano stati approvati dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.





E di recente A. Merkel, F. Hollande e P. A. Poroshenko hanno sostenuto che non intendevano affatto attuarli. Dovevano guadagnare tempo per armarsi. Inoltre, nell'aprile 2022 ci furono le "acrobazie" dell'allora primo ministro inglese B. Johnson (e il mio interlocutore P. R. Gallagher è anch'egli delle Isole Britanniche), quando vietò di firmare il documento elaborato e parafato (ossia siglato; ndr) dagli stessi ucraini nei negoziati di Istanbul.»

Reazione di Gallagher secondo Lavrov:

«Penso che abbia capito tutto. Direi che non aveva contro-argomentazioni, a parte lo slogan generale 'bisogna finirla il prima possibile'

Sulla linea occidentale del cessate il fuoco, Lavrov ha continuato:

«Ho detto al mio interlocutore la seguente cosa. Quello che ora promuove l'Occidente è di fermarsi dove c'è la linea di contatto, in una tregua, senza una pace di lungo periodo. Allo stesso tempo viene proclamato a gran voce che, dopo una simile sospensione o arresto delle ostilità, né l'Ucraina né l'Occidente (almeno l'Europa) riconosceranno che la parte controllata da Mosca è territorio della Federazione Russa, anche in conformità alla Costituzione.

Dicono persino con orgoglio che bisogna cessare il fuoco e con mezzi pacifici ripristinare i confini del 1991. E in aggiunta, sul territorio rimasto sotto il controllo di V. Zelensky vengono dispiegate "forze di stabilizzazione" – Gran Bretagna e Francia sono all'avanguardia di questa iniziativa molto zelante.

E queste "forze di stabilizzazione", in sostanza, conservano, congelano, proteggono il regime neonazista: l'unico al mondo ad aver vietato per legge un'intera lingua e un'intera religione canonica. E le proibizioni sono apparse molto prima dell'inizio dell'Operazione Militare Speciale (chiamata insistentemente da molti: "Aggressione o Invasione"; ndr).»



I Ministri degli Esteri Sergey Lavrov e Mons. Paul Richard Gallagher 

Sui diritti religiosi e il Vaticano, Lavrov ha detto ancora:

«Ho chiesto al rappresentante della Santa Sede in che misura percepiscono i diritti umani, compresi quelli religiosi. Ha replicato che non è una cosa buona. Dirò in onestà (spero di non rivelare un segreto) che, come risposta al mio quesito, ha promesso di inviare il segnale corrispondente nei successivi contatti con gli ucraini.

Un mese prima di visitare Mosca era stato a Kiev. Gli ho domandato se avessero toccato questi temi in quanto il Vaticano segue tutte le vicende dei culti nell'ambito religioso mondiale. Non potevano non sapere cosa stesse succedendo. Ha ammesso di non aver avuto il tempo.»

Sulla CIA con la visita di Ratcliffe ha specificato:

«Io non c'ero. Da noi, come in tutto il globo, ci sono regole sulla base delle quali i servizi speciali interagiscono tra loro. In questo non c'è nulla di insolito. E tanto meno nel fatto che svolgano questo  lavoro in silenzio.

Anche noi in diplomazia operiamo in gran parte in silenzio, ma i diplomatici sono tenuti per prassi, per l'essenza stessa della loro professione, a raccontare qualcosa. Ovviamente non riveliamo i dettagli troppo sensibili o che sono ancora in lavorazione, dove è importante non far scappare possibili compromessi e consensi.»

Sull'Occidente, la fiducia e "la fine è già arrivata" (passaggio centrale ripreso da RT) Lavrov continua:

«L'inganno è la base della diplomazia occidentale. E lo è tuttora.»

E alla domanda perché la Russia abbia continuato a dare il beneficio del dubbio, ha risposto:

«I russi tendono a credere alle persone sino alla fine, ma "la fine è già arrivata".» 

«Le relazioni con l'Occidente ‒ ha aggiunto ‒ non torneranno a quelle precedenti al febbraio 2022.»

Su Anchorage (vertice Trump-Putin dell'agosto 2025), Lavrov ha commentato:

«Putin avrebbe esaminato punto per punto una proposta di pace USA con l'inviato Steve Witkoff quale rappresentante della posizione di Trump. E lo stesso Putin l'avrebbe accettata malgrado alcune "sfumature". Se questo non è consenso e non è un accordo, allora non so cosa sia un accordo.»

Secondo il ministro russo quegli intenti sarebbero stati poi minati da UE e Gran Bretagna; Macron al G7 di Évian (giugno) avrebbe dichiarato che Anchorage era stato "sepolto". Mosca resta pronta ad ascoltare nuove proposte USA, ma nel frattempo «continuerà a lavorare sul campo».

La simultaneità di queste due recenti visite a Mosca sono state esposte molto bene in questo video da Vicente Montesinos.




Ma restando agli ultimi eventi, intercorsi tra la Federazione Russa, gli USA e la Santa Sede, Umberto Pascali,  in un altro post del 30 agosto scorso,  QUI,  ci ricorda che il 13 maggio 2023 il capo dell'MI6, Richard Moore, incontrò Zelensky in Vaticano INSIEME  all'Arcivescovo  britannico  Gallagher.




Sembra inoltre che Moore sia il "manipolatore" di Zelensky, secondo un interessante documentario di Scott Ritter, che dichiara:

«La prima parte (del video) fu ben accolta quando la pubblicai su YouTube. Troppo ben accolta. I Servizi di Intelligence ucraini [...] contattarono i loro referenti dell'FBI presso l'ufficio dell'Addetto legale dell'Ambasciata USA a Kiev e chiesero che si prendessero provvedimenti.

Le autorità competenti di YouTube furono interpellate dall'FBI, e ben presto il video Agent Zelensky fu rimosso [...].

La seconda parte [...] subì la stessa sorte nel giro di poche ore [...]. Poi il Dipartimento di Giustizia incaricò l'FBI di eliminare la fonte di Agent Zelensky: me. Mi presero di mira con l'accusa di essere un agente non registrato del governo russo [...]. L'FBI perquisì la mia casa e sequestrò i miei computer.»

Questo è il video in versione unica comparso su YouTube nel 2025 per il quale è necessario azionare i sottotitoli. Ma nel substack di Umberto Pascali, sopra linkato, si trovano tutti gli indirizzi per la doppia visione originale censurata.»




Ecco un recentissimo video dove lo stesso Pascali, dopo un'esauriente carrellata sulla situazione attuale (che invito ad ascoltare), parla del documentario su l'«Agente britannico Zelensky» al minuto 46:40, per chi avesse fretta.



E Maurizio Blondet il 18 luglio 2023 (ved. QUI), scriveva:

«Agente di chi? Del MI6 britannico! Più precisamente, di Richard Moore, direttore dell'agenzia di Intelligence.

Vedi  al minuto  29:55  (del  documentario  poi  censurato; ndr)  l'incredibile  incontro a Londra di Zelensky come presidente ucraino con Richard Moore nel quartier generale dell'MI6 (SIS).

E questo fece Zelensky il 14 ottobre del 2020:

‒ dopo l'incontro con Richard Moore, l'attore‒presidente se ne vantò di fronte alle telecamere, aggiungendo senza ombra di ironia di non poter rivelare i dettagli del meeting perché si trattava di "affari di stato".

Disse infatti: «Abbiamo avuto un colloquio nell'ufficio del MI6. Sfortunatamente non posso divulgarvi dettagli, si tratta di "affari di stato"».



Volodymyr Zelens'ky e Richard Moore

Interessante notare che il capo dell'MI6 Richard Moore era presente anche alla visita in Vaticano fra Bergoglio e Zelensky.

(Ma  l'incontro,  sebbene  sia  avvenuto  in  una  stanza  attigua  a  quella  papale  e con lo stesso Bergoglio assente, continuò per un'ora e mezza insieme all'Arcivescovo britannico  P. R. Gallagher e,  ovviamente,  anche  con  il suddetto  capo  del  SIS  o  Secret  Intelligence  Service;  ndr).

Ritter sottolinea che questi eventi non lasciano dubbi sul fatto che Richard Moore sia l'handler (il controllore) di Zelensky, il funzionario dell'Intelligence, insostituibile, che lo dirige passo passo [...]

Ma l'ex Maggiore dice ancora di più: Zelensky è letteralmente circondato a tempo pieno dal personale dell'Intelligence Britannico che gli fa sia da guardia del corpo che da guardia pretoriana, con un numero di 1500 uomini.

Video dell'arrivo in Vaticano di Zelensky nel 2023, passato alla storia per la sua... forse ostentata cafoneria?... di essersi "buttato" sulla sedia senza aspettare che si sedesse per primo il suo ospite: Bergoglio.




Tutto questo spiega tra l'altro perché fu proprio il Primo Ministro Britannico, Boris Johnson, quello che si precipitò a Kiev subito dopo l'inizio dell'Operazione Speciale Russa, allorché russi e ucraini avevano già concluso un accordo a Istanbul (Turchia) che avrebbe fermato il conflitto sul nascere. Accordo sancito con il rifiuto da parte dell'Ucraina di giocare il ruolo del kamikaze per conto degli interessi di Londra. Johnson, invece, impose a Zelensky di continuare la guerra a tutti costi.»

Conclusione

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​Facendo seguito perciò alla visita di Zelensky in Vaticano del 13 maggio 2023 ‒ "guarda caso" proprio nel giorno della prima Apparizione di Fatima, analogamente all'attentato subito da Giovanni Paolo II (ved. QUI) ‒ e ai recenti incontri a Mosca, abbiamo adesso uno scenario più completo della piovra usuraia di cui ho parlato all'inizio.

Ed è proprio Nicolai Lilin che in questo podcast ne sintetizza lo svolgimento più profondo.




Il 20 aprile di quest'anno (ved. QUI) ho scritto un articolo sul motivo per cui Trump a più riprese ha "attaccato" Leone XIV provocando, in difesa dello stesso, la replica del Primo Ministro Meloni. In esso ho esposto l'illuminante e vigoroso commento di mons. Carlo M. Viganò sulla questione, e le profonde ragioni che legano gli interessi, tutti umani, del Vaticano al Deep State o Élite finanziaria dominante il mondo.

In tutto ciò emerge ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il parallelismo spesso spiegato (cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI) intercorrente fra le due Bestie apocalittiche ‒ Mondo e Chiesa ‒ che, unite, hanno contribuito alla rovina fisica, sociale e spirituale di questo povero pianeta e dei suoi abitanti.

Termino con un video di don Alessandro M. Minutella sull'argomento, ma da un punto di vista prettamente teologico. Per chi ha poco tempo, egli comincia a parlarne dal minuto 26:29. 




Post scriptum

Gravissima notizia dell'ultima ora: A. Lukashenko, presidente della Bielorussia, in un'intervista concessa al canale televisivo "Al Arabiya", al minuto 42:24 QUI, ha accusato il Vaticano (e allora c'era Bergoglio) in unione con Israele, di aver ingannato V. Putin dopo gli accordi di pace già sanciti tra Russia e Ucraina, tanto che erano state ritirate da quest'ultimo le truppe dalla regione (cfr. QUI). 

Mondo e Chiesa, quindi, ancora una volta in simbiosi, avrebbero tradito la fiducia accordata, in quanto il conflitto, sin da quel febbraio 2022, sarebbe potuto terminare evitando la catastrofe di morti, distruzione e lutti, tuttora in corso.

Ecco il commento di Vicente Montesinos su "Adoración y Liberación":




Relazione, traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it